I nuovi MacBook Pro con Touch Bar sono realtà: belli e impossibili

Apple ha finalmente aggiornato la sua linea di MacBook Pro, presentando al mondo la sua futuristica Touch Bar, bella quanto impossibile...

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Non accadeva dalla primavera del 2015, un'eternità nel settore tecnologico. Ieri 27 ottobre però Apple ha finalmente aggiornato la sua linea MacBook Pro, festeggiando a dovere i 25 anni dal primo Notebook della casa. Hello, Again ha sostanzialmente confermato la maggior parte delle indiscrezioni degli ultimi mesi, una su tutte la misteriosa barra touch al posto dei classici tasti funzione, chiamata dalla società di Cupertino semplicemente Touch Bar. Del "pezzo forte" della nuova generazione parleremo in dettaglio a breve, del resto esiste anche una configurazione base senza barra, e poi non è la sola novità dei nuovi MacBook Pro, che hanno subito un restyling non da poco. Rispetto ai modelli precedenti sono incredibilmente più sottili e fanno quasi concorrenza agli ormai defunti MacBook Air: le versioni con display da 13.3 pollici sono alte soltanto 1,49 cm per 1,37 kg di peso. Diminuite sensibilmente anche le cornici attorno allo schermo e dunque le dimensioni generali dello chassis, che sempre nella versione da 13.3 pollici misura 21,24 per 30,41 cm. Se è rimasto il jack audio da 3,5 mm, si sono perse tutte le altre porte (USB 3.0, Thunderbolt, MagSafe, HDMI) in favore di due o quattro porte USB-C, il Touch Pad con Force Touch ha raddoppiato le sue dimensioni e le casse stereo - poste ai lati della tastiera - offrono un suono migliore rispetto al passato. Salto generazionale anche per la tastiera, che ora è del tutto simile a quella già vista sui Macbook da 12 pollici con meccanismo a farfalla, dunque con dimensioni e corsa dei tasti ridotte.

Configurazioni hardware

Apple non ha voluto rendere disponibili i suoi quattro colori cardine di iPhone e Macbook 12 pollici, oltre al tradizionale Silver però figura adesso lo Space Gray, per la delusione di chi invece avrebbe desiderato un Gold o un Rose Gold. Questa scelta è scaturita probabilmente dal fatto che parliamo di computer professionali, rivolti quasi esclusivamente al mondo business, Apple ha preferito mantenere un certo rigore e concentrarsi sulle specifiche tecniche. La configurazione di partenza da 13.3 pollici con il nuovo chassis ridotto, uscita audio jack da 3,5 mm e due porte USB-C Thunderbolt 3, si presenta al pubblico con un processore Intel i5 dual-core da 2.0 GHz, 8 GB di RAM a 1866 MHz, un disco SSD da 256 GB e GPU Intel Iris 540. Il display su tutte le configurazioni da 13.3 pollici è ancora un IPS da 2560x1600 pixel, 227 PPI, ora però riesce ad arrivare ad una luminosità pari a 500 nits e ha una gamma colori P3, come su iPhone 7. Chi invece sogna di possedere la Touch Bar con Touch ID, trova come configurazione base un Intel Core i5 dual-core da 2.9 GHz, 256 GB di disco SSD, 8 GB di RAM a 2133 MHz, Intel Iris Graphics 550 e quattro porte USB-C Thunderbolt 3. Il non-plus-ultra si ottiene però, come tradizione, con i modelli da 15.4 pollici, che montano la Touch Bar, un Intel Core i7 quad-core a 2.6 GHz, 256 GB di SSD, 16 GB di RAM a 2133 MHz, Radeon Pro 450 con 2 GB di memoria GDDR5 o Intel HD Graphics 530 e quattro porte USB-C Thunderbolt 3. Tutti i modelli della nuova gamma integrano una camera FaceTime HD a 720p.Torniamo così a parlare della novità più "appariscente" di questa nuova generazione, la Touch Bar. Al di là dei gusti estetici, che ovviamente possono variare in modo soggettivo, la nuova barra ideata da Apple ha saputo davvero stupire per la sua versatilità. Si integra alla perfezione con tutte le applicazioni stock, fornendo costantemente un supporto secondario e tante funzioni che avremmo invece solo a schermo.

Utilizzando Pages abbiamo scorciatoie per la formattazione del testo, con Mail tasti rapidi per la risposta, l'inoltro, l'eliminazione ecc, con Foto abbiamo addirittura i tasti per la modifica, i filtri, la rotazione, con Final Cut X abbiamo praticamente la timeline a portata di tocco. Cosa fondamentale: la Touch Bar funziona anche con app di terze parti che integrano al loro interno le nuove API. Microsoft ha già annunciato il pieno supporto con la suite Office, Adobe con Photoshop, inoltre - non ci sarebbe neppure bisogno di dirlo - basta un tap per accedere velocemente a tutte le funzioni classiche che abbiamo usato fino ad oggi: il volume, la luminosità dello schermo e della tastiera, il tasto di accensione e così via. In sostanza parliamo di uno strumento inedito in campo Mac e PC, bello da vedere e all'apparenza funzionale nell'utilizzo quotidiano, l'unica incognita resta il supporto delle app di terze parti, fondamentale per il suo successo.Per avere la Touch Bar però, e qui passiamo alla parte tragica di questa storia, bisognerà sborsare non pochi soldi aggiuntivi. Se i prezzi in dollari dei nuovi MacBook Pro sono ragionevoli e in linea con il mercato (più o meno), in Europa la mazzata è a dir poco colossale. Se fino a ieri abbiamo acquistato un MacBook Pro base a 1.499 euro, oggi per il nuovo modello da 13.3 pollici senza Touch Bar (con tasti funzione classici) bisogna sborsare 1.749 euro. Per avere la nuova barra nel modello da 13.3 pollici si sale invece alla vertiginosa cifra di 2.099 euro, mentre per avere la configurazione base dei modelli da 15.4 pollici bisogna arrivare a 2.799 euro. Il modello da 13.3 pollici senza barra è già disponibile all'acquisto con disponibilità immediata, per la Touch Bar invece ci vorranno dalle 2 alle 3 settimane.

Le innovazioni implementate da Apple non sono poche, ci troviamo di fronte a una generazione ridisegnata da zero che riprende davvero poco dai modelli precedenti, inoltre è quasi incredibile pensare che i MacBook Pro, dunque con schede tecniche di tutto rispetto, siano ormai ingombranti quanto i MacBook Air, che al tempo dell'uscita erano considerati futuristici. La stangata relativa ai prezzi è però oggettiva, almeno per noi europei, soprattutto alla luce degli altri modelli della gamma MacBook. Con la morte definitiva dei MacBook Air, ignorati completamente durante l'evento Hello, Again, il MacBook da 12 pollici con processore M3 diventa in sostanza il modello entry level delle nuove generazioni a 1.499 euro. Al momento risultano ancora in vendita i MacBook Air del 2015, a partire da 1.179 euro, e i MacBook Pro Retina del 2015, proposti sempre a 1.499 euro, ma non sappiamo per quanto tempo ancora; inoltre sono modelli destinati a invecchiare in malo modo a causa delle caratteristiche ormai "ingessate", divorati dall'agguerrita concorrenza del mercato cinese e dei nuovi computer Windows 10. L'innovazione è dunque tanto meravigliosa quanto cara, ma soltanto i prossimi dati di vendita sapranno dirci se siamo disposti a pagarne il prezzo.