Anteprima LG al Mobile World Congress 2012

Una panoramica in anteprima dei prodotti LG per la seconda metà del 2012

anteprima LG al Mobile World Congress 2012
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Samsung non è stata l'unica azienda ambasciatrice di tecnologia coreana a occupare posizioni di prestigio al summit GSMA in Barcellona. Nei meandri della Hall 8, vi era in infatti un'ampia area quadrata in cui il colore nero predominava di soppiatto alle ampie basi di cristallo e luci che imbandivano le curvilinee scrivanie di prova. Si trattava dell'imperturbabile colosso LG, un marchio che gode un'ottima reputazione nel panorama Android moderno perchè distintosi nella precedente generazione di smart device con più di un modello risalito tra le vette di vendita e acclamato dal giudizio di pubblico e critica.
Passeggiando tra le eleganti postazioni, abbiamo avuto il privilegio di provare molti degli ultimi dispositivi sviluppati dalla nota compagnia per abbracciare le nuove fette d'utenza confacenti a budget moderati ma comunque anelanti a funzioni avanzate, per irrobustire le proposte che sono state i punti cardine della passata stagione, e per non tralasciare nemmeno le vere e proprie esclusive inedite.

Uno stile inconfondibile.

Si comincia con la nuova linea L-Style, un segmento economico di terminali Android già sbarcato in Italia a Marzo con il più piccolo della serie, vale a dire l'LG E400 L3, che vanta un prezzo a dir poco concorrenziale, con soli 130 Euro necessari per portarsi a casa 800Mhz di CPU, 384MB di Ram e 1GB di Rom (espandibile a 32Gb), display da 3,2" QVGA 320x240 multitouch e batteria da 1540mAh. L'intera categoria L-Style, nasce dall'esigenza di far conoscere la bontà delle soluzioni made in LG anche a chi non è disposto a spendere grandi somme per uno smartphone di fascia alta, ma che non vuole nemmeno rinunciare agli ultimi vantaggi disponibili pei prodotti premium, come un Web browsing veloce, possibilità di registrare foto e video, anche HD, e di condividerli in facilità con i propri amici, godendo del supporto all'NFC e di tutta la stabilità dell'ultima release di Android. I due modelli successivi, L5 e L7, infatti, usciranno in Italia nel corso di Aprile e Maggio già con Ice Cream Sandwich a bordo, con fotocamere da 5 megapixel provviste di Flash, processori fino a 1GHz per l'LG L7, HSDPA 7.2 mbps, modulo NFC incluso nella scocca posteriore per agevolarne la sostituzione, schermi, memoria di sistema e autonomia in scala sempre più grandi sino al modello L7, annoverante uno schermo 4,3" HVGA, 3 GB di memoria interna e batteria da 1700 mAh.
Di questa gamma, si è fatto subito conoscere il design inedito e raffinato, non dissimile da un altro modello ben più costoso di cui parleremo in seguito, caratterizzato anch'esso da tratti minimal accuratamente squadrati ma con i bordi affusolati e sottilissimi. Il taglio del bezel dei display resta più accentuato che in altri telefoni, con un colpo d'occhio che fa apparire gli smartphone della serie L-Style piuttosto quadrati, ma le plastiche resistenti così come le colorazioni scelte per la presentazione, con le note di bianco e argento, e la texture crivellata della backcover, ci hanno restituito un'ottima impressione sia al tatto che alla vista. Al solito, il modello intermedio L5, ci ha piacevolmente stupito per la tangibile sensazione di fluidità su cui il sistema operativo Ice Cream Sandwich poteva contare, senza curarsi della pesantezza delle animazioni inserite tra le canvas e del modico clock della CPU fissato a 800Mhz: merito dell'ottimizzazione, questa volta forse davvero molto più incisiva che in passato. Il display era decisamente migliore rispetto a quello montato sul modello L3, e rappresentava sicuramente un buon compromesso per la categoria d'appartenenza stabilita sulle 200 Euro. I colori sgargianti e la risoluzione dei 480x320 pixel del display erano soddisfacenti, tanto da farci scambiare a prima vista la tecnologia LCD TFT impiegata per un AMOLED display, però a pesare sul versante multimediale ci sono i video, registrabili ancora solo in qualità VGA. Per l'HD 720p bisogna passare al modello L7, annunciato al prezzo di 300 Euro, con fotocamera posteriore da 8 megapixel e camera frontale da 1,3 megapixel, quest'ultima invece totalmente assente negli altri due modelli inferiori.

Il 3D al massimo.

Optimus 3D è stato il primo smartphone 3D autostereoscopico a giungere sul mercato, insieme a una più che discreta piattaforma software capace di sbaragliare gli inseguitori sulla stessa corsia, come lo sfortunato HTC EVO 3D. Le due fotocamere da 5 megapixel, la conversione in 3D stereoscopico dei filmati 2D, e l'appoggio di Gameloft per il rilancio dei suoi maggiori successi in chiave tridimensionale, sono stati un assestato calcio d'inizio per una tecnologia emergente e talvolta bistrattata.
A distanza di un anno LG conferma la sua iniziativa, lanciando Optimus 3D MAX, insieme a un più adeguato design e a una dotazione hardware al passo con i tempi. Ora lo spessore è sceso a 9.6mm con un profilo stilizzato che ricorda vagamente quello di Samsung GSII, soprattutto per il posteriore lievemente bombato proprio nello stesso punto del top di gamma Samsung. Il fronte invece, riprende ciò che c'era di buono dal fratello più bello Optimus Black, recuperandone la stessa soluzione formale per il ripetitore telefonico, disposto sul bordo estremo superiore, e anche riprendendone le intenzioni "chiarificatrici" del display, questa volta più luminoso con 600nit per il 2D e 250nit per il 3D, e anche ricoperto dall'infrangibile Gorilla Glass 2. L'inclusione del modulo NFC farà gola agli smaniosi dell'ultima tecnologia, però il riuso dello stesso SoC del vecchio Optimus 3D, semplicemente velocizzato a 1.2Ghz e imbottito con un mezzo giga di ram in più, ci è sembrato un passo da granchio. Purtroppo, è comprensibile che non sia certo questo il momento migliore per azzardare slanci finanziari, perciò almeno così, se qualcuno la apprezzerà, la stereoscopia su smartphone ci sarà ancora, anche a 2012 inoltrato. Dispiace solo non aver potuto guardare l'interfaccia grafica definitiva con Ice Cream Sandwich, essendoci dovuti accontentare della stessa Optimus UI vista su Android 2.3.6 un anno fa.
A giungerci nuova alle nostre orecchie è stata invece la nuova opzione 3D Game Convert per la conversione dei giochi 2D in 3D stereoscopico, anche senza che la software house originale ne rilasci l'adattamento. A fare da banco di prova c'era il famoso Frontline Commando, un titolo 2D, non stereoscopico, del genere action tridimensionale che ben si sposa con la profondità della parallax barrier. L'effetto 3D su questo titolo, con la riconversione attuata dal telefono, ci è apparso convincente, soprattutto per la percezione degli spazi aperti e per la disposizione su piani sfasati degli oggetti a schermo: la sensazione era quella di guardare un georama su 3 livelli preimpostati, non sappiamo se essi dipendessero dalla specifica regia del titolo in questione. Fatto sta, però, che al "pop in" di casse, trincee o spari, non corrispondevano tanti altri effetti di "pop up" come di consueto accade nei titoli Gameloft 3D. Segnaliamo comunque un miglioramento nella brillantezza dei colori, ora più luminosi con l'apporto della tecnologia NOVA.
In attesa di testarlo con più calma e con maggiori elementi definitivi, speriamo anche che l'aggiornamento previsto da LG non si limiti alla sola interfaccia grafica, ma anzi prosegua con la bonifica di alcuni rallentamenti intravisti nelle scorribande tra i menu.Il prezzo fissato per l'Italia è 499 Euro.

La seconda volta 4X. Il debutto per Vu.

Il contatto con gli ultimi device optimus 4X e Optimus Vu sono stati piuttosto fugaci, anche perché specie per il primo si trattava di un modello di pre-release in fase embrionale, nemmeno definitivo per quanto riguardava il design, che infatti risultava del tutto anonimo. Per l’LG Optimus 4X in ogni caso, i tratti distintivi erano indubbiamente il processore Nvidia TEGRA 3 Quad-Core a 1.5 Ghz e il True HD Display 720p da 4.7”. La qualità della demo però era inficiata da fastidiosi lag delle canvas di Ice Cream Sandwich, che evidentemente non era ancora ottimizzato per sfruttare il noto quad core, come d’altronde ci veniva anche evidenziato dal thread manager posto nell’angolo sinistro, che monitorava in tempo reale il carico dei singoli core, che spesso diventavano rossi. Unica volta in cui abbiamo visto i 4 indicatori riempirsi all’unisono è stato, come prevedibile, durante l’esecuzione dei giochi: in Raptide GP di Vector Unit ad esempio, il passaggio alla CPU di nuova generazione ha incrementato il numero e la qualità delle increspature sull’acqua e ha aggiunto nuovi patterns per schizzi e riflessioni, oltre a infarcire con un esoso motion blur per le sezioni con il turbo. Anche in questa circostanza però, il quadro era soggetto a frequenti rallentamenti, per cui non siamo sicuri possa valere a molto riportarvi ulteriori impressioni a rigurado.
All’estremità dello stand LG c’era, infine, un banco dedicato al nuovo Optimus Vu, un inedito device, emulo del Samsung Galaxy Note per molte delle sue caratteristiche e funzioni. Lo schermo è un IPS LCD 5” 1024x768 con tecnologia NOVA da 650nit luminosissimo, ma il colpo d’occhio cade sull’aspetto dell’immagine in 4:3, che dovrebbe garantire una più confortevole lettura degli ebooks e delle pagine web, oltre a contraddistinguerne lo stile anche a prima vista, facendolo assomigliare anche alla linea L-Style che abbiamo menzionato prima, grazie allo spessore di soli 8,5mm e ai bordi affusolati.
Come Galaxy Note, anche Optimus Vu viaggia con HSDPA+ 21Mbps, è un dual core, però a 1.5 ghz Qualcomm Scorpion con Adreno 220, ed è compatibile con una stylus capacitiva chiamata Rubberdium Pen, priva purtroppo di alloggiamento nel dispositivo come quello del rivale Samsung: ahi! Una funzione che invece Optimus Vu migliora rispetto a Galaxy Note è l’editing degli screenshot, o per meglio dire, di tutti i contenuti presenti a schermo. Mentre sul terminale Samsung bisogna scattare lo screenshot e aspettare che venga caricato il programma per il ritocco, su Optimus Vu questo avviene in tempo reale semplicemente premendo il tasto sopra il bordo superiore, il QuickClip HotKey, per prendere note in ogni singolo screen che si sceglie come sfondo, con anche, e qui viene il bello, la possibilità di ritagliarsi uno spazio del display per continuare a editare il nostro appunto e contemporaneamente in background, lasciare funzionare il browser o l’ebook di turno.
Abbiamo notato delle ottime performance dell’hardware a disposizione per Optimus Vu, con un display davvero molto gradevole per leggibilità e punto del bianco, in grado peraltro di non dissipare così velocemente la batteria da 2080mAh per mezzo della tecnologia NOVA. Lascia interdetti però proprio la Rubberdium Pen, che è sicuramente più comoda di S-Pen del Galaxy Note per via delle dimensioni maggiorate, però non è altrettanto versatile quando si tratta di riporla da qualche parte. LG crediamo avrebbe dovuto lasciar scegliere all’utente stesso cosa preferire tra portabilità e confort, con la vendita di un accessorio che irrobustisce lo spessore per la presa della penna come ha già fatto Samsung con il suo “Holder Pen”.

LG LG si fionda nella nuova generazione di smartphone munita di quad-core, pennino capacitivo e prezzi stracciati sulla linea L-Style. Capacità di rinnovare lo stile e il design non è mancata, portando alla luce forme sottili, smussate e regolari, molto personali, per la nuova linea entry level. Rinforzati, invece, ritornano gli Optimus più famosi, sempre più grintosi con il quad-core dell’Optimus 4X e più completi, come accaduto per l’Optimus 3D MAX. Forse per questi ultimi due s’ipotizzavano maggiori progressi sul versante form factor, che al contrario è rimasto sommariamente inalterato; piuttosto, aspettiamo fiduciosi il risvolto positivo dei nuovi aggiornamenti software. Optimus Vu, invece, è roba tutta nuova o quasi, perché entra in pista per rincorrere il suo diretto antagonista Galaxy Note, ritoccandone alcune funzioni qua e là, ma tralasciandone altre lungo il percorso. In Corea questo smartphone/tablet è in vendita a una cifra equivalente a 900$ e se il fattore di conversione non aiuta, speriamo una mano se la dia da sola LG nella definizione dei punti prezzo per l’Italia.