Anteprima LG Wine Smart

A volte ritornano: la seconda vita dei telefoni flip.

anteprima LG Wine Smart
Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Il design a conchiglia ha avuto il suo momento di gloria. Esempi perfetti di questo genere di telefoni sono stati lo Star Tac di Motorola, vero e proprio status simbol degli anni novanta, oppure il Samsung SGH-A300, quello con l'oblò, o in tempi più recenti il Motorola Razer, un terminale dalle linee taglienti come un rasoio. L'arrivo sul mercato degli Smartphone moderni ha però messo fine a tutto questo, visto che il design a conchiglia mal si adatta ai grandi schermi dei terminali Android. Nonostante questo, nel mondo ci sono ancora molti estimatori pronti ad acquistare telefoni di questo tipo, soprattutto nei paesi asiatici e negli Stati Uniti. Non è un caso che Samsung abbia a listino il Galaxy Golden, esclusivo per il mercato cinese, o il Galaxy Master per la Corea del Sud. Proprio per competere in questa nicchia ristretta di possibili acquirenti, LG ha realizzato Wine Smart, un terminale dedicato ai nostalgici che desiderano comunque essere in grado di sfruttare la duttilità di Android.

Samsung vs LG

Il dominio di Samsung a livello globale è cosa risaputa: nessun altro concorrente si avvicina neanche lontanamente al fatturato e alla quantità di device venduti dall'azienda coreana. Ciò non toglie che LG quest'anno ha piazzato un duro colpo al rivale con LG G3, che in patria ha venduto più dell'S5. L'alto grado di competizione tra le due società è cosa nota, avendo entrambe sede in Corea del Sud. Questa rivalità è ancora più evidente proprio in terra natia, dove le due aziende combattono a suon di numeri e statistiche di vendita. Appare chiaro dunque che il nuovo LG Wine Smart è stato creato appositamente per duellare con la storica rivale, anche se si tratta di un segmento relativamente piccolo del mercato.

Caratteristiche tecniche

Il terminale LG è equipaggiato con un SoC Snapdragon 400, che nel corso del 2014 ha mostrato tutto il suo valore, essendo utilizzato in diversi modelli, sia Android che Windows Phone. La GPU è la solita Adreno 305, più che sufficiente per la maggior parte dei giochi presenti sul market Android. La RAM è pari ad 1 Gb, mentre per lo storage sono a disposizione 4 Gb, espandibili però tramite Micro Sd. Il display è un modello da 3.5" con risoluzione HVGA mentre la parte fotografica sembra particolarmente curata, tirando fuori il massimo da un design che non permette molto a livello ingegneristico: la camera principale è da 8 Mpix con autofocus ma senza flash, mentre quella frontale è da 0.3 Mpix. Ottima anche la connettività, che integra un modulo LTE per sfruttare al meglio le veloci reti mobili coreane. Presenti ovviamente anche il Wi-Fi e il Bluetooth 4.0. La batteria è da soli 1700 mAh, ma la risoluzione del display e il SoC dovrebbero consentire una buona autonomia; il design clamshell inoltre consente di non sprecare preziosa energia, grazie all'immediato spegnimento dello schermo un volta richiuso il terminale. A muovere l'intero sistema operativo troviamo Android 4.4.2 KitKat, divenuto ormai la base comune per tutti i prodotti del robottino verde usciti negli ultimi mesi.

Design

Esteticamente ci troviamo di fronte a un qualcosa che solo pochi anni fa era possibile vedere ogni giorno nelle strade, mentre ora la maggior parte dei terminali ha preso la forma tipica degli smartphone moderni. Nonostante il look un po' datato, chi ama o ha amato la praticità della conchiglia (ovviamente stiamo parlando del design...) non rimarrà certo deluso dalle linee classiche del Wine. Classiche ma comunque molto eleganti, grazie anche alla texture satinata che ricopre l’intera scocca. Una volta aperto, nella parte superiore troviamo all’interno il display, mentre all’esterno si possono notare la lente della fotocamera e lo speaker audio. Nella parte inferiore invece troviamo da un lato la tastiera, dall’altro è presente il pacco batteria. Per gli utenti abituati ad utilizzare il touch screen per scrivere i messaggi non deve essere affatto semplice abituarsi ad usare i tasti fisici: l’incredibile velocità raggiunta da coloro che hanno vissuto il periodo d’oro della scrittura con i tasti del telefono è ormai un lontano ricordo e oggi anche i più abili avrebbero non poche difficoltà nel tornare a scrivere velocemente. Per concludere la parte relative al design, segnaliamo che il terminale misura, da chiuso, 118 mm in altezza, 59.4 mm in larghezza e 16.9 mm di spessore; proprio lo spessore risulta essere piuttosto pronunciato, se si pensa che il Motorola Razer V3i del 2005 arrivava a 13.9 mm. Evidentemente, l’hardware più all’avanguardia di questo LG non ha consentito di ottimizzare meglio gli spazi.

LG Wine Smart É interessante osservare come nel mondo i gusti in fatto di design siano molto diversi. Un terminale del genere difficilmente venderebbe in Italia, anche se da noi resistono ancora modelli con le stesse caratteristiche costruttive ma dotati di hardware non più al passo coi tempi, non in grado di gestire i sistemi operativi moderni. Tornando al Wine, è ovvio che si tratta di una soluzione per nostalgici, che prediligono i vecchi form factor a quelli nuovi. Resta il fatto che in Asia, e anche negli Stati Uniti, i terminali a conchiglia continuano a rimanere in vita, per cui l'interesse di una piccola parte del pubblico non è mai scemato nei confronti di questi dispositivi, che non sono ancora pronti ad andare definitivamente in pensione.