Anteprima Mac Pro

Uno sguardo approfondito al rinnovato Mac Pro, la soluzione desktop per i professionisti di casa Apple

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Il resoconto dell'ultimo trimestre fiscale di Apple ha messo in luce un dato importante: le vendite dei Mac sono calate rispetto al Q4 2012, da 4,9 a 4,6 milioni di unità; nell'intero anno fiscale 2013 ne sono state vendute 16,34 milioni, il dato più basso registrato dal 2010. In questo contesto, l'annuncio del nuovo Mac Pro assume toni ancora più importanti: va rilanciato il settore della fascia alta, indirizzandosi ai professionisti che esigono un hardware ai massimi livelli. E Apple, in concomitanza con i nuovi iPad e MacBook, ha annunciato un prodotto che vuole inserirsi proprio in questo settore.
In arrivo a dicembre anche in Italia, la nuova generazione di Mac Pro “simboleggia la nostra visione del futuro dei desktop professionali: lo abbiamo interamente reimmaginato e abbiamo creato qualcosa di completamente nuovo”, ha dichiarato Philip Schiller, vice presidente senior del reparto Worldwide Marketing dell'azienda di Cupertino.

Interamente fabbricato negli Stati Uniti sfruttando un nuovo metodo di produzione industriale (stampaggio idraulico a iniezione), Mac Pro riesce, grazie a una forma cilindrica certamente peculiare, a ottenere il massimo dal proprio hardware, riducendo al minimo i consumi (fino al 70% in meno della precedente generazione), il rumore (12 dB al minimo, quanto un Mac Mini) e il riscaldamento (un core termico unificato permette al sistema di condividere la capacità termica). Senza, però, andare a infastidire le dimensioni, anch'esse contenute: 25,1 x 16,7 centimetri, per un peso pari a 5 chilogrammi (dipende anche dalla configurazione hardware scelta).


Uno sguardo dentro il cilindro

Partiamo da una decisione che potrebbe fare storcere il naso, ovvero la presenza, per quanto riguarda l'archiviazione dati, della sola memoria flash a stato solido via bus PCIe, espandibile fino a 1 TB (la versione standard offre 256 MB). Nella precedente generazione, gli utenti potevano sfruttare fino a 4 TB dei più tradizionali dischi fissi. Mac Pro rimane comunque compatibile con i dischi rigidi esterni, ma si tratta certamente di una scelta non priva di svantaggi. Da contraltare, grazie alla memoria flash la velocità di lettura è “fino a 10 volte più veloce rispetto ai dischi rigidi desktop tradizionali”, promette Apple. Parlando di connettività, invece, non si può chiedere altro al desktop di Cupertino: una porta HDMI 1.4 UltraHD, 4 porte USB 3.0, 6 porte Thunderbolt 2 e, infine, due porte Gigabit Ethernet; chiudono il quadro il Bluetooth 4.0 e il Wi-Fi 802.11ac.
Veniamo alle prestazioni: un interessante report di Primate Labs ha stimato le capacità, grazie ad alcuni benchmark effettuati con Geekbench 3, delle performance single-core e multi-core delle varie CPU offerte dall'utente (4, 6, 8 o 12 core). Si può notare ampiamente il lavoro compiuto da Apple nell'ottimizzazione e i vantaggi finali ottenuti: le prestazioni single-core, ad esempio, sono molto simili tra le varie versioni della CPU grazie alla frequenza Turbo Boost, e superano anche del 50% l'equivalente modello attuale. Il Mac Pro quad-core, infatti, “è tra il 50 e il 75% più veloce”; lo stesso dicasi per la versione 12-core, le cui performance single-core sono “tra il 16 e il 32% migliori” rispetto all'offerta presente sul mercato in questi mesi.

La vera differenza, ovviamente, si nota nelle prestazioni multi-core, dove l'edizione “Ultra” del Mac Pro 2013 svetta sovrana: fino al 47% di velocità maggiore rispetto alla precedente generazione a 12-core. Risultati molto positivi anche per il quad-core (“tra il 58 e il 78% più veloce”), l'esa-core e l'octa-core, il primo “solo il 10% più lento della versione dodeca-core” e il secondo capace di superare in prestazioni “molti modelli a 12-core attuali”. A questo indirizzo potete consultare un nutrito gruppo di bechmark, che confrontano il nuovo MacPro con i vari modelli precedenti: link.
Saranno due le principali versioni in commercio: la prima con processore Intel Xeon E5 quad-core a 3,7GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,9GHz, due GPU AMD FirePro D300 con 2GB di VRAM ciascuna, 12GB di memoria e unità flash PCIe da 256GB a partire da 3.049 euro.
La seconda con processore Intel Xeon E5 6-core a 3,5GHz con velocità Turbo Boost fino a 3,9GHz, due GPU AMD FirePro D500 con 3GB di VRAM ciascuna, 16GB di memoria e unità flash PCIe da 256GB a partire da 4.049 euro. Entrambe, comunque, potranno essere personalizzate per incrementare la potenza e le prestazioni dei principali componenti hardware: CPU (fino 12 core), GPU (fino a due AMD FirePro D700 con 6 GB di memoria l'una), RAM (fino 64 GB) e memoria interna (fino 1 TB).
Apple, inoltre, durante la presentazione ufficiale ha sottolineato il basso impatto ambientale della nuova generazione: “Mac Pro risponde ai severi requisiti Energy Star 6.0 e ha ottenuto la certificazione EPEAT Gold. Consuma fino al 70% di energia in meno rispetto alla generazione precedente, è costruito con il 79% di alluminio in meno e usa l’80% di materiali di imballaggio in meno rispetto all’attuale Mac Pro. Non contiene ritardanti di fiamma bromurati, è privo di PVC, usa materiali altamente riciclabili e garantisce un design del sistema e dell’imballaggio a comprovata efficienza di materiali”.
Per quanto concerne, infine, l'espandibilità e l'aggiornabilità del sistema, la situazione è migliore rispetto ai MacBook Pro 2013 (iFixit ha dato ai nuovi portatili Apple un punteggio di 1/10 per riparabilità, peggio che le scorse generazioni), ma non completamente rosea. Secondo quanto studiato dal sito francese Mac4Ever, le schede grafiche potrebbero essere sostituite senza eccessiva difficoltà: la GPU è piazzata su una scheda figlia che è possibile rimuovere e quindi rimpiazzare. In teoria, nonostante il connettore proprietario di Apple, potrebbero essere offerti modelli compatibili sul mercato da parte di produttori terzi. Ancora una volta, comunque, appare chiaro che l'azienda di Cupertino non ha facilitato il compito di chi, più esperto, vorrebbe riparare autonomamente il proprio desktop oppure aggiornarne l'hardware.

Maverick

Accanto al nuovo Mac Pro non poteva mancare la decima versione del sistema operativo casalingo, OS X Mavericks. La caratteristica più interessante per gli appassionati e i consumatori tutti consiste nella nuova modalità di distribuzione decisa dai vertici: a differenza delle precedenti versioni, infatti, sarà completamente gratuita; altrettanto iWork e iLife, suite ora gratuite con l'acquisto di qualsiasi terminale Apple. Le principali novità sono state spiegate direttamente dalla società e si può notare una forte impronta cloud al fine di ottimizzare l'esperienza su tutti i dispositivi Mac OS e iOS: iBooks, la libreria digitale viene introdotta anche sul sistema casalingo con interessanti feature per gli studenti (copia-incolla con bibliografia, per esempio); la tecnologia di localizzazione dell'app Mappe raggiunge i computer desktop; iCloud Keychain, un database per password, chiavi WEP per le reti Wi-Fi, diviene componente standard del pacchetto software. Non mancano novità anche per quanto riguarda le notifiche, ora interattive, e il miglioramento dell'uso di schermi multipli, per cui Apple assicura che non sarà necessaria alcuna configurazione iniziale. Aggiornata anche l'applicazione Calendario, il browser Safari e i pannelli e i tag del Finder.

Esteticamente, invece, la compagnia californiana ha preferito mantenere invariato il look di Mountain Lion, a sua volta estremamente simile a Lion.
“Mavericks è una release incredibile: introduce nuove fantastiche app e funzioni, e migliora le prestazioni e l’autonomia dei Mac”, ha dichiarato Craig Federighi, vice presidente senior della divisione Software Engineering di Apple. A tal proposito, le prime prove sul campo hanno dato ragione all'azienda: un'ora in più su MacBook Pro (edizione 2007) e quasi tre ore aggiuntive nella navigazione web sull'ultimo MacBook Air. Anche la risposta degli utenti è stata positiva: nell'arco di cinque giorni, l'11,8% dei Mac è stato aggiornato all'ultima versione del sistema operativo Apple, stando alle stime della firma Chitika.

Mac Pro Il nuovo Mac Pro eredita appieno l'ideologia della storica gamma: offrire la massima possibilità creativa all'utente finale, che non deve preoccuparsi di limitazione hardware di sorta. Il prezzo, ovviamente, denota un target ben preciso: quello dei professionisti e degli artisti, che hanno necessità ben diverse dall'utente medio e optano per capacità hardware ai massimi livelli. Un simile esborso, quindi, è fuori questione per chi intende usufruire solo superficialmente delle potenzialità della linea Mac Pro, motivo per cui Apple commercializzerà anche i nuovi MacBook Pro (o forse meglio ancora i nuovi iPad?) per un'esperienza più “soft”.