Anteprima PuzzlePhone

Un nuovo smartphone modulare arriva dalla Finlandia, e non è di Nokia.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Anche se per molti può sembrare un aspetto negativo, una delle possibilità più apprezzate dagli utenti PC è quella di poter aggiornare a piacimento il proprio hardware. Le competenze tecniche richieste non sono poi così elevate e con un po’ di pratica si può tranquillamente gestire la propria macchina da gioco senza il bisogno di rivolgersi a centri specializzati. Questa possibilità è assolutamente preclusa agli utenti smartphone, che una volta comprato il prodotto desiderato non possono poi aggiornarlo per mantenerlo al passo coi tempi, almeno fino ad ora. Dopo Project Ara di Google, un’altra azienda ha avviato un progetto per dare agli appassionati uno smartphone modulare, che consente cioè di apportare modifiche all’hardware tramite moduli pre-assemblati. Si tratta della finlandese Circular Devices Oy, che nelle scorse settimane ha mostrato al mondo PuzzlePhone, un device dalle caratteristiche uniche.

Uno smartphone, tre anime

La prima differenza rispetto a Project Ara, che salta subito all’occhio osservando il prodotto scandinavo, riguarda i moduli di espansione. Mentre la proposta di Google ne utilizza un numero elevato, il prodotto di Circular Devices Oy sfrutta solo tre elementi, semplificando di fatto il processo di upgrade. Il primo è rappresentato dal display, disponibile in diverse dimensioni, che serve anche da base per l’intero sistema. Questa parte viene descritta dall’azienda come la colonna vertebrale dell’apparato, che sorregge gli altri componenti. Il secondo invece integra la batteria e parte dell’elettronica ed è identificato come il cuore. L’ultima parte invece comprende invece la CPU, con la relativa parte elettronica, e la fotocamera. La casa madre si è detta disponibile ad accogliere qualsiasi partner voglia realizzare moduli con i propri componenti, in modo da fornire la più ampia possibilità di scelta ai futuri acquirenti, grazie a standard costruttivi liberamente accessibili.

L’idea alla base del progetto è molto buona, anche perché alcune componenti invecchiano prima delle altre, per cui spesso vengono sostituiti dispositivi solo in parte divenuti obsoleti. Pensiamo ad esempio al display: la differenza tra gli attuali Full HD e i modelli QHD non è poi così marcata come si può pensare, per cui un utente potrebbe semplicemente acquistare un modulo CPU+Camera mantenendo il “vecchio” pannello. I vantaggi potrebbero essere sia economici che ambientali, visto che i materiali contenuti nei moderni smartphone sono tutt’altro che green.
Interessanti anche le possibilità offerte nella personalizzazione del design del dispositivo. Dal filmato si possono vedere diverse configurazioni, che consentono di creare uno smartphone assolutamente unico, con linee davvero originali.

Software e Circular Devices Oy

Allo stato attuale non si conosce molto sulle caratteristiche software del dispositivo. Sul sito si fa ovviamente riferimento ad Android, ma anche alla possibilità di personalizzare il software. Questo ci porta a credere che Android non sarà l’unico sistema operativo che potrà essere installato, anche se fare supposizioni in questo campo risulta difficile vista l’attuale penuria di informazioni. L’unica cosa certa è che Android non sarà l’unica alternativa per i futuri acquirenti.
L’azienda produttrice è stata fondata formalmente solo nel settembre di quest’anno, ma in realtà lo sviluppo del prodotto è cominciato nel 2013. Interessante notare come la sede dell’azienda sia a Espoo, stessa città del quartier generale Nokia. A capo dell’azienda c’è Alejandro Santacreu, uno spagnolo trapiantato in Finlandia.

PuzzlePhone PuzzlePhone sembra essere un dispositivo decisamente unico. Mentre Project Ara di Google può contare sull’appoggio di un gigante come quello di Mountain View, questo concorrente finlandese dovrà davvero fare del suo meglio per poter dire la sua contro le ingenti risorse messe in campo da Big G. Bisogna anche dire che, a livello progettuale, le due soluzioni sembrano rivolgersi a un pubblico diverso. Mentre Project Ara propone una modularità portata all’estremo, PuzzlePhone utilizza un approccio più semplice, che faciliterà non poco i futuri acquirenti. L’uscita è prevista per il 2015, per cui non ci vorrà molto per capire se lo smartphone modulare finlandese avrà successo o meno.