Anteprima Samsung Galaxy W

Smartphone giganti invadono la Corea.

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L’Asia è da sempre una terra che affascina gli abitanti del vecchio continente. Nonostante le differenze culturali, il cammino delle popolazioni europee e asiatiche è segnato da un costante scambio di merci, idee e mode. Anche nel settore della tecnologia, questo parallelismo sembra portare verso una generale globalizzazione del mercato Hi-Tech, anche se, qualche volta, le differenze tornano a farsi sentire. In questo senso, il caso di Samsung può essere preso a esempio per descrivere questo concetto. Il produttore coreano, a cui spetta il primato delle vendite degli smartphone nello scorso anno, non ha mai fatto mistero dell'obiettivo principale prefissato dai manager per il 2014: bissare il successo ottenuto e, se possibile, spingere ancora sulle vendite. La strategia adottata sembra essere la stessa attuata in precedenza, cioè portare nei negozi dispositivi in grado di soddisfare le esigenze più disparate. Il Galaxy W risponde perfettamente a questa necessità, portando nelle tasche, o meglio nelle borse degli utenti, un phablet da 7”, dedicato per ora al solo mercato Sud Coreano. Se questo terminale varcherà mai i confini nazionali è ancora tutto da vedere, resta il fatto che le dimensioni di questo phablet fanno pendere l’asticella del “genere” drasticamente verso i tablet. Del resto, se non si può chiamare tablet un dispositivo da 7”, diventa davvero difficile classificare in maniera univoca i terminali che è possibile osservare tutti i giorni nelle strade.

Esagerato

Il Galaxy W, dove W sta per Wide, è un terminale fuori dalle righe, almeno per i nostri standard. Dotato di uno schermo da 7” HD con risoluzione 1280x720, il dispositivo è chiaramente pensato per la fruizione di contenuti multimediali come filmati e fotografie, visto il suo aspect ratio di 16:9. Questa scelta è stata compiuta non solo per aumentare la qualità del suo comparto multimediale, ma anche per consentire una maneggevolezza migliore, riducendo la larghezza e aumentando in questo modo la comodità della presa, nonostante le dimensioni. Per quanto riguarda le specifiche tecniche, il tablet monta un processore Qualcomm Snapdragon 400 da 1,2 Ghz, dotato di quattro core Cortex A7, coadiuvato dal chip grafico Adreno 305. Si tratta di un processore molto utilizzato nel campo degli smartphone, soprattutto in quelli di fascia medio/bassa, come l'LG 2 Mini e il Motorola Moto G. A completare la dotazione hardware troviamo 1,5 Gb di RAM LPDDR 2 da 533 Mhz, mentre la memoria interna è di 16 Gb, espandibili tramite una scheda microSD fino ad un massimo di 64 Gb.
Passando al comparto fotografico, si può affermare senza mezzi termini che il Galaxy W non offre nulla di particolarmente interessante. Il sensore posteriore infatti è da soli 8 megapixel, mentre l'anteriore può scattare fotografie con una risoluzione massima di 2 megapixel. Per quanto riguarda la connettività, oltre al modulo WiFi è presente la piena compatibilità con lo standard LTE-A, che promette tempi di buffering praticamente nulli, grazie anche alle infrastrutture coreane, da sempre all’avanguardia in questo campo. Come abbastanza prevedibile, uno schermo così grande necessita di una batteria altrettanto capiente, ecco perchè nella confezione ne è inclusa una da 3200 mAh, praticamente la stessa presente nel phablet top di gamma 2014 di Samsung, il Galaxy Note 3. Riguardo la durata però, il produttore non ha rilasciato informazioni in merito; per le statistiche ufficiali o quanto meno indicative bisognerà dunque attendere i primi benchmark che circoleranno in rete.
Capitolo design: fondamentalmente, i bordi e le linee del phablet sono molto simili a quelle del Galaxy S5, di cui riprende lo stile. Proprio il design è l’elemento che differenzia questo terminale da un comune tablet: il Galaxy W si può definire a tutti gli effetti un ibrido, un oggetto dalle caratteristiche particolari, che piacerà a una stretta cerchia di utenti. Ecco perché appare un po' forzata l'etichetta phablet per un dispositivo che è comunque alto 192 mm e che pesa 245 grammi, praticamente impossibile da portare in tasca.
Nella parte posteriore della scocca è posizionata la fotocamera con il flash ed il vano rimovibile per inserire la batteria e la scheda SIM, anche se una grave mancanza per un mercato come quello coreano è rappresentata dall’assenza del supporto Dual SIM. La parte frontale è invece dominata dallo schermo, davvero enorme. Nella parte superiore del display è posizionato il logo Samsung con l'auricolare, mentre nella parte inferiore sono presenti i classici tasti fisici.

Software

La versione di Android montata a bordo di questo Galaxy W è la 4.3 Jelly Bean, una scelta che lascia perplessi, soprattutto per un produttore importante come Samsung. Android KitKat è disponibile da diverso tempo e far uscire un dispositivo con un software non aggiornato non è certamente un buon segnale per gli utenti. Tuttavia, è probabile che nei prossimi mesi ci saranno novità a riguardo, confidando nella buona volontà di Samsung.
Le dimensioni ampie del dispositivo rendono disponibili agli utenti una vasta gamma di funzionalità, come le modalità Multi-Window e PopUp Play. Attivando il Multi-Window i possessori potranno utilizzare più applicazioni contemporaneamente sullo schermo, attraverso uno split screen che divide il display in due parti: ad esempio, è possibile leggere le email e prendere appunti contemporaneamente, anche se la funzione è attiva solo con le applicazioni compatibili. PopUp Play invece è una funzionalità presente da diverso tempo sui terminali Samsung, che consente di vedere i video di You Tube tramite una finestra fluttuante sullo schermo, dando la possibilità di eseguire altre applicazioni nel frattempo.
A livello di esperienza d’uso, Galaxy W equivale in tutto e per tutto a un tablet, che è anche il principale motivo per cui questo terminale è venduto solo in Corea del Sud: la fruizione di contenuti multimediali in mobilità è molto elevata nel paese asiatico, grazie soprattutto alle connessioni a banda larga, diffuse in gran parte del territorio e di qualità nettamente superiore a quelle europee.

Smartphone giganti

La nascita dei phablet viene spesso fatta coincidere con l’arrivo sul mercato del primo Galaxy Note, il modello GT-N7000. In realtà, i primi esperimenti in questo campo sono nati qualche anno prima e hanno trovato da subito un buon riscontro di pubblico nel mercato asiatico, desideroso di avere per la mani dei dispositivi in grado di svolgere tutte le funzioni di uno smartphone, unite però alle capacità multimediali di un tablet. Un primo esempio di questa categoria di prodotti è il Dell Streak, uscito nel 2010 in versione da 5” e l’anno successivo in quella da 7”. Proprio il 2011 ha visto arrivare sul mercato mondiale il già citato Galaxy Note, che ha sdoganato gli smartphone di grandi dimensioni nei confronti del grande pubblico. Da quel momento è iniziato un vero e proprio cambio di percezione nelle menti degli acquirenti, che hanno visto il proliferare di prodotti sempre più grandi. Basti pensare che lo schermo del primo Note aveva una diagonale da 5.3”, una dimensione divenuta standard per gli attuali top di gamma. La spinta delle corporation della telefonia verso questo tipo di soluzioni è stata sicuramente importante, ma non avrebbe mai potuto funzionare senza le nuove esigenze che si sono venute e creare nell’utenza. Navigazione internet, filmati e giochi sono entrati sempre più a fondo negli smartphone moderni, ecco perché la fruibilità dei contenuti sembra aver avuto la meglio sulla portabilità.
Tornando al Galaxy W, le sue dimensioni appaiono oggi davvero esagerate per i nostri standard, ecco perché difficilmente varcherà i confini nazionali. Detto questo, la storia della telefonia vista fino a questo momento ha insegnato che non sempre l’evoluzione tecnologica porta alla destinazione più ovvia. Basta osservare i dispositivi che ci circondano per capirlo, visto che, fino a pochi anni fa, avrebbero potuto essere definiti giganti o fuori standard, esattamente come il Galaxy W.

Samsung Galaxy W Galaxy W è un dispositivo fuori parametro, in tutto e per tutto. La scelta di non lanciarlo nei mercati internazionali è condivisibile, anche perché è chiaro che, Corea a parte, il resto del mondo non è ancora pronto per un terminale di questo tipo. Vederlo in Europa sarà quindi molto difficile, nonostante la costante crescita dei phablet nel nostro continente. Visto da qui, il nuovo arrivato della serie Galaxy sembra quasi un prodotto bizzarro, con una maneggevolezza limitata e un livello di portabilità ridotto al minimo. Nonostante questo, le esigenze personali sono uniche e un terminale di questo tipo troverà sicuramente il suo spazio. Opinioni personali a parte, il più grosso limite di questo device è rappresentato dal prezzo, visto che è venduto a 490$, una cifra a dir poco spropositata se rapportata alle caratteristiche tecniche di cui è dotato. Escludendo il display, il rapporto prezzo-prestazioni non sembra rappresentare il punto forte di questo Galaxy W, che appare tecnicamente arretrato già a pochi giorni dalla sua presentazione ufficiale. Resta da vedere dove porterà l’interesse verso i dispositivi di grosse dimensioni: ciò che oggi appare strano, domani potrebbe diventare la realtà.