Anteprima Samsung Galaxy Z

Samsung sfida Google con Tizen, il nuovo sistema operativo mobile.

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La stragrande maggioranza dei dispositivi mobili Samsung è equipaggiata con il sistema operativo Android. Grazie anche al software di Google, il colosso coreano ha raggiunto in pochi anni la posizione di leader del mercato degli smartphone, proponendo un catalogo hardware vasto e adatto ad ogni esigenza. Negli ultimi anni questo matrimonio ha funzionato bene, ma l'azienda asiatica non ha mai nascosto il desiderio di trovare una via alternativa a Google: l'utilizzo del sistema operativo di Mountain View infatti non fa altro che generare ulteriore fama e ricchezza per il colosso americano, creando inoltre una dipendenza che Samsung ha tutta l'intenzione di fermare. Il primo sistema operativo fatto in casa dell'azienda coreana, Bada, è stato lanciato nel 2009 ma è rimasto al palo a causa della tiepida risposta da parte degli sviluppatori di app. Samsung ha quindi deciso di collaborare con Intel per sviluppare la piattaforma Tizen, basata su Linux, che sta lentamente mostrando il suo potenziale con il Galaxy Gear 2, lo smartwatch lanciato nel mese di febbraio, e che presto arriverà sul mercato con un nuovo dispositivo Tizen-powered, il Galaxy Z.

La nascita di un sistema operativo

Prima di analizzare le potenzialità hardware e le feature software del Galaxy Z è necessario approfondire la storia del sistema operativo Tizen, vero e proprio ago della bilancia per il futuro della compagnia coreana, qualora volesse davvero abbandonare la partnership con Google. Il software è stato voluto fortemente da Samsung, sia per cercare di incrinare il duopolio Apple-Google, sia per crearvi attorno un ecosistema sul quale i coreani abbiano il maggior controllo possibile.
Il progetto Tizen nasce nei laboratori della Linux Foundation, che ha reso disponibile la release 1.0 il 30 aprile 2012, nome in codice Larkspur. La Tizen Association è gestita da un Technical Steering Group di cui fanno parte, sin dalle origini, Samsung e Intel, le quali hanno deciso di veicolare nel progetto le risorse impiegate fino a quel momento sui sistemi operativi Bada e MeeGo. Al gruppo di base poi, hanno aderito anche Huawei, Nec, Panasonic, Ntt DoCoMo e alcuni carrier, come Orange, Sprint, Sk Telecom, Telefonica e Vodafone.
Tizen è un sistema operativo open source, oggi giunto alla versione 2.0, nome in codice Magnolia, che nell'arco di quest'anno potrebbe arrivare sul mercato su più device. Stando così le cose, si potrebbe facilmente pensare che Tizen sia un software per smartphone concorrente ad Android, ma gli obbiettivi vanno ben al di la del settore della telefonia. Tizen è molto di più di un sistema operativo per smartphone e basta guardare i nomi dei partecipanti al consorzio per capire che qualcosa di grosso bolle in pentola: Nec, Panasonic e la stessa Samsung, infatti, non producono solo telefonini, ma anche televisori e altri dispositivi. Tizen potrebbe rappresentare la base per l'integrazione software tra più sistemi e, a conferma di ciò, nel mese di luglio sarà reso disponibile il primo Sdk per la realizzazione di app compatibili con i televisori smart.
In futuro dunque, potrebbe nascere una piattaforma unificata che consentirebbe ai consumatori di sfruttare al meglio le compatibilità tra i device. Con questa mossa, Samsung non si limita a prendere le distanze da Google ma, piuttosto, pone le basi per uno sfruttamento integrato dei device che utilizzano Tizen. Potrebbe trattarsi di un gran passo in avanti verso la creazione di un unico ecosistema, i cui vantaggi sarebbero incalcolabili per un'azienda dotata delle risorse ingegneristiche ed economiche come Samsung.

Semplice esperimento o nuova era per Samsung ?

In ritardo di circa un anno rispetto alle previsioni iniziali, il Samsung Galaxy Z si è mostrato solo alla recente Tizen Developer Conference di San Francisco di inizio giugno. A prima vista il nuovo smartphone potrebbe essere scambiato per un normale dispositivo della serie Galaxy S. Tutto è estremamente familiare, dal logo Samsung in alto al tasto Home, nella zona inferiore. Anche sul retro la situazione non cambia, con il materiale in ecopelle traforato già utilizzato sul Galaxy S5 e sul Note 3. Il design generale appare però più squadrato, con contorni rigidi e meno affusolati e con una cura generale per i dettagli meno marcata.
Passando alle specifiche tecniche, possiamo sicuramente affermare che questo Galaxy Z non è uno smartphone di fascia media, bensì "tende" verso i top di gamma, anche se la maggior parte dei componenti hardware non rappresenta il meglio sul mercato. Il display AMOLED da 4.8 pollici è caratterizzato da una risoluzione di 1280x720 pixel e, seppur dotato di brillantezza e luminosità ottime, non sembra poter competere alla pari con quello dell'S5. La parte frontale è completata dalla fotocamera da 2.1 megapixel, mentre sul retro è presente un sensore da 8 megapixel con flash LED. Ad alimentare il tutto è il chip Qualcomm Snapdragon 800 da 2.3 GHz, coadiuvato da 2GB di RAM e 16GB di storage interno, espandibili via microSD. La batteria da 2600 mAh assicura una buona autonomia, mentre altre componenti come il cardiofrequenzimetro e lo scanner per le impronte digitali, che ormai appaiono obbligatori sugli smartphone di un certo livello, sono anch'essi a bordo. Infine, alla voce connettività, lo Z risponde con il supporto degli standard Lte e Nfc e con un sensore a infrarossi, utile per comandare i dispositivi domestici.

Tizen o Android?

Veniamo ora al software, la vera novità di questo Galaxy. Lo diciamo subito: in termini di interfaccia utente e grafica cambia ben poco dalla Touch Wiz che siamo abituati a vedere sui dispositivi Samsung. Il menù delle applicazioni, la barra di notifica e la schermata delle impostazioni sono molto simili nel look and feel a quanto visto su Galaxy S5. L'Home Page può essere personalizzata con le Dynamic Boxes di Tizen, ossia widget modificabili che contribuiscono alla creazione di almeno nove schermate diverse. Tornando alle similitudini con Android, anche l'app fotocamera appare ripresa da altri dispositivi Samsung. Le differenze però ci sono: invece delle solite quattro o cinque app disponibili sulla schermata iniziale (lungo la parte inferiore) della TouchWiz, su Tizen ne possiamo trovare fino ad otto. Le cartelle in cui vengono raggruppate le app sono molto simili a quelle di iOS e possono essere copiate e incollate da una schermata all'altra anche quando si è in modalità split-screen. Rimanendo alle applicazioni, non sono molte per ora quelle sviluppate appositamente per Tizen OS. In prevalenza si tratta di web-app e nello store ufficiale della piattaforma abbondano quelle relative alla salute, anche se non c'è traccia di sviluppatori "noti" che operano su iOS e Android. Tuttavia il Galaxy Z supporta la maggior parte delle app sviluppate da Samsung, come S Health, S Voice e S Translate.

Il Samsung Galaxy Z è atteso in Russia a partire dal terzo trimestre nelle colorazioni nera e oro. A seguire verrà venduto in altri Paesi, ma non ci sono dettagli su tempistiche, prezzi e disponibilità. I coreani hanno deciso di esordire con il primo smartphone Tizen della loro storia in uno dei mercati emergenti più promettenti, per via delle difficoltà che hanno incontrato nel proporre il prodotto agli operatori mobili degli altri paesi. La vera sfida comunque sta nel convincere gli sviluppatori che Tizen OS è una piattaforma dall'alto potenziale, che integra un browser di qualità, apposite ottimizzazioni dedicate alla memoria di sistema, tempi di avvio rapidi, capacità di gestire le applicazioni in multitasking e un alto livello di personalizzazione dell'interfaccia. Se ciò non accadesse le speranze di successo del progetto saranno molto limitate, per quanto sia chiaro che la strategia Samsung tenda a portare questo sistema operativo ben al di la degli smartphone.