First look Huawei Ascend Mate 7 e G7

Huawei presenta a Milano i nuovi Ascend Mate 7 e G7.

first look Huawei Ascend Mate 7 e G7
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Pochi giorni fa, Everyeye è stata invitata a Milano, all’11 Clubroom di via Tocqueville, per la presentazione dei nuovi Huawei Ascend G7 e Mate 7, due terminali di cui abbiamo avuto modo di parlare nelle settimane passate. Il primo è un device di fascia media con caratteristiche costruttive di alto livello, il secondo invece è destinato a diventare il phablet di riferimento per il brand cinese, dopo l'accoglienza piuttosto tiepida rivolta al suo predecessore. Oggi però i tempi sono cambiati e Huawei non è più quella di qualche anno fa, soprattutto in Italia, dove è cresciuta tantissimo, tanto che il bel paese è diventato il primo mercato europeo per volumi di vendita nel segmento telefonico per il colosso delle telecomunicazioni cinese. Prima di parlare dei telefoni, diamo uno sguardo ai dati mostrati durante l’incontro, che dipingono alla perfezione lo stato attuale del mercato telefonico e la crescita di questo brand.

La situazione italiana

A salire sul palco per la presentazione, dedicata alla stampa ma anche al mondo retail, è Massimo de Grandis, direttore esecutivo di Huawei Device Italia, che in passato ha lavorato anche per Alcatel, Nokia, Eriksson e HTC: in questo senso, il successo di Huawei in Italia deriva anche da una gestione territoriale ad hoc, fatta direttamente sul territorio e non dalla Cina, molto distante dalla realtà del mercato nostrano. De Grandis ha sottolineato come la conoscenza del marchio Huawei sia cresciuta molto nel nostro paese rispetto al passato, tanto che ora un italiano su due riconosce il brand cinese, grazie anche alla partnership con l’AC Milan, di cui Huawei è uno degli sponsor principali. All’evento ha partecipato anche Fabrizio Marazzi di GFK, che ha presentato una ricerca di mercato sull’attuale situazione del mercato della telefonia e non solo. Un primo dato interessante riguarda l’intero settore dell’elettronica di consumo, compresi i grandi elettrodomestici, che ha chiuso il 2013 con un -2,4%, a conferma della situazione di contrazione dell’intero mercato dovuta alla crisi. In questo contesto non certo roseo, gli unici due settori ad avere un segno positivo sono quelli della telefonia e dei grandi elettrodomestici, il primo a rappresentare il 30% degli introiti totali, trainando di conseguenza anche la parte relative agli accessori, come cover e auricolari.
Assolutamente rilevante è anche il numero di smartphone venduti in Italia nel 2013, che ha toccato quota 13 milioni di pezzi, con una crescita costante anche nel 2014, visto che, ad Agosto, erano già stati venduti oltre 9 milioni di smartphone. Questo è stato possibile grazie anche a una riduzione generale dei prezzi, visto che il costo medio di un terminale è sceso del 7.7% negli ultimi due anni, passando da 246€ a 227€, segno che sul mercato sono arrivati prodotti dal costo inferiore, per agevolare le vendite. Passando alla dimensione del display, i device con una diagonale superiore ai 5” rappresentano ormai più del 23% delle vendite; inversa invece la tendenza nel settore tablet, il cui trend di vendita indica una preferenza verso le soluzioni medie, a discapito dei modelli da 10 o più pollici. Ultimo dato interessante è dato dalle fasce di prezzo, visto che la crescita maggiore nelle vendite è avvenuta per i dispositivi proposti tra i 200 e i 400€, cioè la fascia medio-medio alta, a conferma della maggiore attenzione degli italiani al rapporto qualità prezzo.
Nel caso specifico di Huawei, la quota di mercato italiana del brand cinese è del 6.9%, collocandosi al quarto posto tra marchi più acquistati in Italia, un risultato non da poco per un'azienda che fino a pochi anni fa era totalmente sconosciuta nel nostro paese.

Ascend G7

Il G7 è un mid-range basato su SoC Snapdragon 410 quad core a 64 bit, cloccato a 1.2 Ghz. La GPU è una Adreno 306, mentre la RAM a disposizione è pari a 2 Gb, con 16 Gb dedicati all’archiviazione dei dati, espandibili tramite Micro SD. Nei pochi minuti di prova, il terminale ha ben figurato, grazie all’interfaccia utente gradevole e molto pulita, che scorre via fluida, merito anche delle novità introdotte nella Emotion UI 3.0, che è apparsa ben ottimizzata.
Seguendo in pieno il trend che vede aumentare la dimensione del display, il pannello utilizzato è da 5.5” IPS con risoluzione HD, che dal vivo si è dimostrato all’altezza, anche se avvicinando lo sguardo allo schermo i pixel erano visibili. 5.5” del resto sono molti e soltanto una risoluzione Full HD avrebbe consentito una definizione perfetta.
La camera principale è da 13 Mpix, con autofocus, flash e stabilizzatore ottico dell’immagine, mentre quella frontale presenta un sensore da 5 Mpix con un angolo di visuale di 88°, per selfie di gruppo. Con il sensore principale è anche possibile girare video in 1080p.


La batteria è da 3000 mAh, che dovrebbe consentire un’autonomia superiore alla media, anche se è meglio attendere i primi test per verificarne le prestazioni. Presente anche l’LTE CAT.4 e ovviamente il Wi-Fi e il GPS, mentre per quanto riguarda i sensori sono disponibili accelerometro, quello di prossimità e di luce ambientale e la bussola digitale. Il sitema operativo è Andoird 4.4 KitKat.
Un discorso a parte meritano invece i materiali utilizzati per l’assemblaggio del dispositivo. Sia la scocca che la parte posteriore del terminale sono infatti realizzati in alluminio, a tutto vantaggio della qualità e del touch and feel. Il terminale è apparso molto curato dal punto di vista della qualità costruttiva, merito anche della superficie posteriore, satinata, che offre un buon grip. Interessanti anche le misure; il G7 è infatti alto 153.5 mm, largo 77.3 e spesso solo 7.6 mm, un valore davvero ottimo, che si traduce in un maggior comfort di utilizzo, mentre il peso è di 165 g. I colori disponibili sono il Moonlight silver e lo Space gray, mentre il prezzo di vendita consigliato è di 299€, non male vista la presenza dell’LTE e dalla scocca in metallo.

Ascend Mate 7

Il nuovo phablet del marchio cinese è un terminale decisamente imponente, non per tutti ma certamente capace di riservare diverse sorprese. La parte hardware è basata su un SoC proprietario Kirin 925, composto da quattro core A15 da 1.8 GHz e da quattro core A7 da 1.3 GHz, che utilizzano la tecnologia big.LITTLE per ottimizzare i consumi energetici, sfruttando gli otto core solo quando necessario. La GPU è una Mali T628, mentre la RAM è pari a 2 Gb, con 16 Gb di ROM espandibili tramite Micro SD. Inutile dire che le prestazioni si sono rivelate all’altezza, almeno per quel poco che lo abbiamo tenuto in mano. Del resto, se quelle del fratello minore erano già buone, con l’octa core di questo Mate 7 non potevano che essere ancora migliori.
Lo schermo, gigantesco, è da 6” con risoluzione Full HD, 368 PPI e tecnologia JDI Nega-NEO, che migliora il contrasto e la nitidezza delle immagini. Esso è ricoperto da un vetro Gorilla Glass 3, che consente una maggiore resistenza ai graffi. I colori sono apparsi ottimi, anche grazie ai toni pastello della Emotion UI 3.0, come anche gli angoli di visuale, che non presentano problemi di sorta.
La parte fotografica comprende una camera principale da 13 Mpix, tecnologia Sony, con autofocus, flash e stabilizzatore OIS, mentre quella frontale è identica a quella del fratello minore, quindi da 5 Mpix Wide Angle. Per quanto riguarda le connessioni disponibili, il terminale risulta essere davvero al passo coi tempi, visto che integra l’LTE CAT.6, non ancora disponibile in Italia, che permette un download, operatore permettendo, fino a 300 mbps, contro i 100 mbps del CAT.4. Oltre al Wi-Fi è presente anche lo standard NFC, mentre la parte relativa ai sensori è apparsa molto curata, visto che integra quanto di meglio ci si possa aspettare da una phablet moderno, incluso il lettore di impronte digitali. Quest’ultimo viene gestito da un chip proprietario che aumenta il livello di sicurezza, consentendo di effettuare pagamenti in mobilità ma anche di proteggere determinate applicazioni o file all’interno del telefono. In tutto possono essere inserite fino a cinque impronte differenti, mentre il sensore, collocato sul retro del terminale, è in grado di funzionare anche con le dita bagnate. Anche la batteria promette prestazioni fuori dalla norma, grazie all’utilizzo di un modello da ben 4100 mAh.


Le dimensioni sono ovviamente imponenti ma riservano qualche sorpresa. Anche in questo caso, l’intero corpo del telefono è realizzato in alluminio, con tutte le parti che compongono la scocca assemblate con cura. Ciò che stupisce maggiormente è l’ampia superficie occupata dallo schermo, con le cornici molto sottili, che hanno consentito di ridurre le dimensioni complessive del dispositivo. Il terminale è infatti spesso solo 7.9 mm, contro gli 8.5 mm del Note 4 e gli 8.7 mm del Nokia 1520, con cui condivide il display da 6”. Le misure sono di 157 mm in altezza per 81 mm in larghezza: messo a confronto diretto con il Lumia 1520, il Mate 7 è decisamente più piccolo e molto più comodo da impugnare, testimoniando il progresso fatto negli ultimi mesi per ottimizzare l’utilizzo di terminali di grandi dimensioni. A tal proposito, sono anche state inserite diverse features software per agevolare l’utilizzo con una sola mano, come la tastiera telefonica spostata nell’angolo destro.
Il terminale sarà disponibile alla vendita a partire da novembre a un prezzo di 499€, leggermente superiore alla media dei prodotti Huawei, nei colori Obsidian black e Moonlight silver.

Huawei Ascend Mate 7 e G7 Il successo di Huawei in Italia non stupisce affatto. In fondo, si tratta dell’unico brand cinese ad essersi insediato in pianta stabile nei maggiori mercati mondiali, grazie anche a delle scelte di management che hanno puntato a una gestione locale delle risorse di marketing, piuttosto che su scelte decise esclusivamente dalla Cina. Questo ha consentito di adattare le strategie ai vari mercati nazionali, portando Huawei a una crescita che non sembra subire rallentamenti. Passando invece ai due nuovi smartphone, i passi avanti fatti a livello di qualità costruttiva saranno sicuramente apprezzati dall’utenza, sempre più attenta anche a valutare il rapporto prezzo-prestazioni e non solo il marchio di un prodotto. Le premesse sono dunque ottime, anche se bisognerà testare i telefoni in maniera più approfondita per capire il loro reale valore.

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