Monitor TN vs VA vs IPS: qual è la migliore tecnologia per il gaming?

I monitor da gioco odierni sono costituiti da principalmente tre tipologie di pannello: TN, IPS e VA. Quali sono le differenze fra questi?

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste, mentre d'estate si dedica alla MTB. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Quando si decide di acquistare un nuovo monitor da gioco, ci si interessa alla risoluzione, alla diagonale principale dello schermo o a feature specifiche, come il refresh rate o il tempo di risposta. Le specifiche a cui guardare sono però di più, e una delle più importanti è la tipologia di pannello LCD. Essi possono essere infatti prodotti seguendo determinate linee guida, che influiscono pesantemente sulla qualità dell'esperienza visiva. Ad esempio, gli schermi TN sono di concezione più vecchia, mentre quelli IPS sono più recenti. A seconda della tipologia di pannello che intendiamo acquistare avremo poi un tempo di risposta minimo che possiamo ottenere. In altri termini, una tecnologia è più "veloce" dell'altra. Ma come sono fatti i pannelli TN, IPS o VA?

I pannelli TN (Twisted Nematic)

Da molti anni a questa parte i pannelli TN (Twisted Nematic) sono lo standard nel mercato dei monitor da gioco. Le due caratteristiche salienti di questi display sono il basso costo di produzione e i bassissimi tempi di risposta: i pixel cambiano stato davvero molto rapidamente, aspetto che consente alle immagini sullo schermo di apparire più nitide del normale. I pannelli TN sono stati i primi ad arrivare ad un refresh rate elevato e, nello specifico, a 120 Hz, invece dei canonici 60 Hz, permettendo di aggiornarsi ad una frequenza più elevata e di dare anche vita a tecnologie quali il 3D. Più che puntare sul 3D, però, i monitor Twisted Nematic hanno preferito aumentare sempre più il refresh rate, ed oggi abbiamo sul mercato prodotti con frequenze di aggiornamento molto spinte. Un monitor TN a 144 Hz è diventato decisamente più economico rispetto al passato, tempo in cui era riservato solo agli utenti enthusiast.
Il punto debole di un prodotto dotato di pannello TN è la qualità d'immagine: nonostante quelli di più recente fattura possiedano comunque una qualità visiva rispettabile, con dei colori più o meno vibranti ed un contrasto decente (tipicamente un buon contrasto statico è almeno ad un rapporto di 1000:1), i Twisted Nematic non possono competere con la concorrenza in termini di fedeltà cromatica, di gamma e di performance visive in generale. Il maggior neo dei TN non è comunque legato al colore, ma piuttosto agli angoli di visione. I produttori spesso dichiarano un angolo di visione orizzontale di 170° e un angolo di visione verticale di 160°, specifiche che fanno perdere qualità ai colori quando si guarda il monitor da una posizione - appunto - angolata. In una situazione di questa tipologia l'utente va incontro al fenomeno cosiddetto di "inversione di colore", in cui - nel caso estremo - il nero diventa bianco ed il bianco diventa nero. Questo accade soprattutto guardando il monitor dall'alto o dal basso, insieme ad una trasformazione della tonalità generale su tutta la gamma cromatica. Chiaramente, l'effetto è maggiormente visibile quanto più la diagonale principale è elevata, per cui potrebbe non essere conveniente puntare su diagonali troppo grandi.
Per la serie di motivi appena elencati, gli schermi Twisted Nematic non sono l'ideale per i professionisti che hanno bisogno di una elevata fedeltà cromatica - pensate ai grafici, ai designer, o anche agli architetti. Date comunque la loro velocità e responsività sono da preferire per giocare, soprattutto con i titoli competitivi, in cui non è sicuramente così necessario che i colori siano ben rappresentati. Il loro basso costo di produzione li rende poi generalmente molto economici, e costituiscono ancora oggi un buon compromesso per i videogiocatori.

I pannelli VA (Vertical Alignment)

Come detto nel paragrafo precedente, un pannello TN non è capace di rappresentare i colori in maniera perfetta, e se dovessimo eleggere una tonalità che soffre maggiormente questa caratteristica chiameremmo sicuramente in causa il nero. Il nero è anche il colore che viene sfasato di più ad angoli di visione elevati, e questo è proprio il difetto che viene corretto da un monitor VA (Vertical Alignment). La differenza principale è che un pannello VA non rappresenta il nero tenendo accesa la retro illuminazione del pannello, ma lo fa spegnendola del tutto. Questo rende i neri davvero neri, eliminando quindi quella tonalità grigiastra che resta con la tecnologia TN. Il contrasto statico è, per tale motivo, generalmente più elevato, e va da un rapporto di 2000:1 (sugli schermi Vertical Alignment più economici) fino a 5000:1 (sui prodotti più costosi). I monitor VA risultano quindi dei buoni candidati per la visione di film, in cui i neri generalmente abbondano. Un'altra miglioria introdotta da tali pannelli rispetto a quelli TN è il miglioramento degli angoli di visione e della riproduzione del colore. Lo shift delle tonalità è molto meno pronunciato ed è tutto riprodotto con precisione più elevata, ma la gamma colore tende comunque ad essere slavata, con le ombre che perdono nitidezza. In tal senso gli schermi VA potrebbero essere visti a metà strada fra la tecnologia TN e quella IPS che, come vedremo a breve, offre degli angoli di visione molto elevati. Un pannello VA soffre anche meno dei fenomeni di clouding e di backlight bleeding, appunto perché la retroilluminazione viene spenta per riprodurre il nero.

Di monitor da gaming dotati della tecnologia VA ne abbiamo visti pochi, ed effettivamente le aziende impegnate nel campo non sono mai andate forti sulla Vertical Alignment; la ragione sta nel fatto che tali pannelli hanno un basso livello di responsività, con i pixel che impiegano un tempo più elevato della norma per cambiare il loro stato, portando di fatto a blurring durante i movimenti più rapidi. Più che ai giocatori, quindi, consigliamo gli schermi VA a coloro che fanno del proprio PC un utilizzo più generalista, e che magari puntano su un impiego desktop-oriented e che guardano film e serie TV.

I pannelli IPS (In Plane Switching)

L'IPS è una tecnologia concepita e prodotta da LG, che ha rivoluzionato i monitor per PC dotandoli per la prima volta di un'accuratezza di colore superiore, angoli di visuale molto elevati e una generale resa visiva migliore. Su un pannello In Plane Switching non si nota sfasamento dei colori e perdita di nitidezza delle ombre, nemmeno guardando il tutto con un angolo elevato, sia in verticale che in orizzontale. La riproduzione dei colori è in genere ottima, e questo li rende utili per coloro che hanno bisogno di una fedeltà cromatica maggiore. Uno degli aspetti che ha permesso ai monitor IPS di avere successo è proprio la loro capacità di riprodurre non solo dei colori più belli, ma anche di supportare degli spazi di colore più estesi (almeno sui prodotti più costosi). Alcuni monitor IPS riescono infatti a rappresentare colori che fisicamente le altre tecnologie non riescono a percepire: più la risoluzione è alta e più questo vantaggio è notabile. Nell'ultimo periodo i monitor In Plane Switching sono diventati più a buon mercato, consentendo una maggiore diffusione di questa tecnolgia.

I pannelli IPS non sono nemmeno lenti, e la responsività può essere paragonata a quella di un Twisted Nematic. Il minimo tempo di risposta che abbiamo visto su un IPS è stato di 4 ms, che sono decisamente pochi e non fanno la differenza rispetto al millisecondo - valore a cui può scendere tipicamente un monitor TN da gioco. Il compromesso non arriva nemmeno sul refresh rate, che può essere spinto molto anche su questa tecnologia: l'ASUS PG297Q, ad esempio, ha una frequenza di aggiornamento massima di ben 165 Hz.
Se volessimo trovare un difetto tecnico a questi monitor metteremo sicuramente in primo piano la non-profondità dei neri, che non sono riprodotti così bene come su un pannello VA, ma sono comunque superiori a quelli di un Twisted Nematic. Il contrasto statico non è quindi elevatissimo, e tipicamente è pari ad almeno 1000:1, che è comunque un rapporto più che sufficiente per la maggioranza delle applicazioni.
Produrre uno schermo IPS è però più costoso e complesso, e su qualche esemplare si può andare incontro al cosiddetto IPS glow, che comporta la presenza di aloni bianchi, spesso visibili agli angoli del pannello su sfondo nero. Ad ogni modo l'IPS glow è un fenomeno che dipende da esemplare ad esemplare, e che comunque non inficia minimamente l'esperienza visiva quotidiana. Altro neo è, come avrete intuito, il costo, che può superare anche i € 1000 sui pannelli più qualitativi.

TN vs VA vs IPS Attualmente abbiamo ancora una prevalenza di monitor TN per il gaming, in quanto sono quelli più economici e più radicati nell’industria. Tali prodotti sono anche i preferiti dai giocatori professionisti, poiché - anche se nell’uso reale la differenza con un IPS non si nota - in termini di specifiche risultano quelli più veloci. Gli schermi VA non sono invece consigliabili per videogiocare, in quanto sacrificano troppa responsività in favore di un elevato contrasto e di una riproduzione dei neri praticamente perfetta. La tecnologia IPS costituisce invece il top per la stragrande maggioranza dei videogiocatori, grazie alla loro riproduzione dei colori, agli angoli di visione elevati ed anche alla reattività. Il futuro dell’industria probabilmente andrà incontro sempre più ad una maggiore diffusione di pannelli IPS, che già attualmente mettono a disposizione una qualità davvero elevata.