Hands on Xperia Play

Il primo smartphone Playstation certified

hands on Xperia Play
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Certo che a stringerlo tra le mani quasi si stenta a crederlo autentico. Bollato a priori come fake, poi rivalutato come nuovo modello PSP, infine per via del doppio analogico ritenuto un prototipo di PSP 2. E alla fine, svelato come nuovo tassello dell'offerta smartphone di Sony Ericsson. Dai primi rumour di Ottobre 2010 alla presentazione ufficiale della passata settimana al Mobile World Congress 2011 di Barcelona, Xperia Play ha costruito tutto il proprio hype attorno al mormorio della rete lavorando non per placarlo bensì alimentarlo attraverso sibilline dichiarazioni. Abbiamo avuto modo di vederlo da vicino e carpirne le caratteristiche ad un evento organizzato dalla divisione italiana di Sony Ericsson qualche giorno fa al 31esimo del grattacielo Pirelli di Milano. Per scoprire in dettaglio il tanto chiacchierato telefono cellulare Playstation certified non vi resta che gettarvi a capofitto nelle righe che seguono.

Reveal

Il mercato degli smartphone di questi tempi è squisito. L'occasione di farne propria una fetta ingolosisce chiunque. Si è partiti nei tardi anni '90 con i primi telefoni cellulari a schermo monocromatico capaci di spedire messaggi via posta elettronica e navigare via stilo tra i menù. Nel 2007 è stato lanciato l'iPhone di Apple, primo apparecchio completamente tattile a raggiungere il grande pubblico, vera rivoluzione made in Cupertino all'interno del concorrenziale mondo della telefonia mobile; allora il segmento di mercato occupato da tali modelli era di circa il 20 %, mentre oggi dopo solo un paio d'anni si è ben oltre il 50 %. Tutti bramano uno smartphone, tutti lo vogliono e le aziende del settore fanno a gara per assecondare quanti più clienti possibile. Ecco quindi arrivare Sony Ericsson a lanciare la propria linea Xperia, una collezione di modelli differenti per funzionalità e design, ma accomunati da tecnologie comuni. Queste ultime coinvolgono direttamente gli ingegneri di Giappone e America, in una partnership ormai giunta a stadio avanzato con i colleghi svedesi: servizi come Media Go per la gestione dei contenuti, Qriocity per la musica in streaming o il Bravia Mobile per la visualizzazione delle immagini impreziosiscono l'offerta di Sony Ericsson. L'intera gamma Xperia adotta come sistema operativo Android e anche i modelli futuri, incluso il Play, si avvarranno della versione 2.3. Come prima domanda potremmo chiedere perchè scegliere l'os di Google? Perchè, ci risponde Tibor Wagner, amministratore delegato di Sony Ericsson Italia, si tratta di qualcosa molto stabile, ben supportato e, sopratutto, in continua crescita. Anche qua ci facciamo aiutare da qualche numero: attualmente ad Android spetta un 27 % del mercato, ad Apple un consistente 19 %, mentre Symbiam di Nokia è al 32 % ma in declino trimestre dopo trimestre. La stessa casa finlandese ha appena salutato la terza versione del proprio sistema operativo per abbracciare lo scalpitante Windows Phone 7. In attesa del rilancio di Nokia, è Android a spadroneggiare con le sue centinaia di applicazioni e i servizi offerti direttamente da Google. Sony Ericsson è convinta di poter scalare la classifica e divenire con i successivi modelli Xperia il fornitore hardware numero uno di servizi Android. Per farlo ha decisamente capito che quest'ultimo su una cosa è deboluccio: i giochi...

First 10

"Cosa sei disposto a fare" per essere tra i primi dieci possessori di Xperia Play?
E' questo il tema della campagna lanciata da Sony Ericsson che premierà le dieci foto/video con un modello del nuovo smartphone. I primi video uploadati sul sito ufficiale sono decisamente fuori di testa, ma noi siamo pronti a scommettere che prima della premiazione il 31 Marzo la follia raggiungerà vette mai raggiunte finora.

Touch and slide

Xperia Play riposa tra le mani dell'utente invocandone un abbraccio. Rispetto ai suoi colleghi smartphone le dimensioni sono assai poco contenute per via dello schermo di ben 4", quasi quanto la grandezza di quello di PSP. L'interazione avviene full-touch screen più quattro tasti disposti appena sotto lo schermo. I comandi per il gioco alloggiano all'interno di uno scomparto estraibile: laddove alcuni modelli ospitano una tastiera qwerty, Xperia Play esibisce tronfio una croce direzionale, quattro tasti frontali, Start e Select più un paio di analogici. Alla nostra prova la disposizione si è rivelata decisamente comoda, spaziosa tanto quanto quella di PSP Go, ma la precisione del sistema di controllo si dimostra altalenante: per quanto ovviamente rimandiamo in sede di recensione la disamina completa, è naturale immaginare come due incavi sensibili al tocco siano molto meno affidabili di un paio di analogici veri. La risposta quindi non è sempre reattiva come ci si aspetterebbe, ma con buona probabilità si tratta solamente di un problema destinato a scomparire con l'utilizzo prolungato del dispositivo.

Play

Sapete di cosa stiamo parlando? Di una nicchia di cinque milioni di utenti in Italia. E chiamala nicchia... Ci scherza sopra Maurizio de Palma, responsabile marketing di Sony Ericsson Italia, mentre giochicchia col brand Playstation tra le mani. Specie nel Bel Paese quando pensi alle console, ai videogiochi, all'intrattenimento digitale pensi a Playstation, a Sony, a Gran Turismo, a Pro Evolution Soccer. Poter coniugare l'insana voglia di videogiocare che contamina un po' tutti in questo 201X con la professionalità di uno smartphone è probabilmente, ora come ora, il sogno bagnato dei dirigenti di Google. Il marketplace videoludico di Android al momento impallidisce se raffrontato all'App Store: i giochi degni di nota sono davvero pochi, perlopiù puzzle game o discutibili casual game. Sono poche le software house di nota a svilupparci sopra e non pochi titoli soffrono problemi di funzionamento. Pare toccare nuovamente con mano l'anarchia dei primi tempi di iPhone. Xperia Play si avvarrà di tale canale di vendita per veicolare nel settore mobile il brand Playstation: da un lato sarà interamente compatibile (ci mancherebbe) con le app dell'os Google, ma dall'altro sarà graziato da importanti esclusive, ovverosia quella line up di un centinaio di giochi in via di sviluppo, di cui i primi 50 saranno disponibili al lancio in Aprile. Stiamo parlando di produzioni di richiamo come Asphalt 6 di Gameloft, Gunbros (in una rinnovata veste grafica tridimensionale) di Glu Mobile, Assassin's Creed di Ubisoft, Guitar Hero VI di Activision, Dead Space di Electronic Arts. Titoli di richiamo o comunque già rodati su dispositivi cellulari. Di nuovo e affascinante abbiamo come prima volta per uno smartphone una versione di FIFA 2011 organizzata per partite multiplayer online. Infine Sony Ericsson si avvarrà dell'infrastruttura Unity, una piattaforma di sviluppo cross platform già adottata da un qualche centinaio di sviluppatori: la piattaforma condivide un motore grafico, uno fisico e uno di scripting per Javascript o C#, evidenziando senz'altro una grande versatilità che tornerà senz'altro utile ad Xperia Play. Le informazioni sopra descritte lasciano intendere una certa ibridazione tra intrattenimento portatile (così come è concepito su PSP) e mobile gaming. I nomi coinvolti non sono le grandi major console, bensì i nomi che animano da diversi anni l'ambiente del videogioco su telefoni cellulari: Gameloft, Glu Mobile, ecc... E questa situazione accompagnerà il lancio nel venturo Aprile. La certificazione Playstation è ad ora solamente nominale, il software Sony coglie di striscio l'Xperia Play e non varia in maniera significativa rispetto a PSP: le conferme di titoli PsOne da condividere con il market Android non movimentano di certo l'affezionata clientela Sony. La mancanza di un link al Playstation Network (sia pure in una sua versione lite) viene vista come una scelta inspiegabile, vista la mappatura dei tasti continuamente inneggiante alle specificità Playstation. Le cose potrebbero cambiare con l'introduzione sul mercato di NGP (nota anche come PSP 2), la quale con il suo Playstation Suite potrebbe proporre significative interazioni con Xperia Play, condividendo un po' dell'esperienza video ludica di Android con l'imponenza tecnologica promessa dal secondo handheld di Sony. Pertanto lo smartphone di Sony Ericsson non cerca nemmeno di scrostare l'alone casual determinato dal videogioco mobile, piuttosto punta ad un forte coinvolgimento con le imponenti colonne del videogioco tradizionale. Da tale sinergia è possibile che ne esca qualcosa di davvero buono, ciononostante è impossibile non intravedere elementi altamente pericolosi: il sacrificio in cui la nomea Playstation rischia di incappare è ben più sanguinolento di un semplice effetto N-Gage.

Sony Ericsson Xperia Play Non bastano i tasti frontali del dualshock e nemmeno l’innovazione di un doppio touch stick a simulare le specificità del videogioco tradizionale: il tanto chiacchierato Playstation Phone, poi chiamato da Sony Ericsson Xperia Play si configura come un discutibile ibrido tra uno smartphone e una console portatile, con gran parte della preponderante offerta videoludica affine più al mobile gaming che al software PSP. Le specifiche tecniche e le utility lo presentano come uno smartphone di fascia alta e quello è il segmento di mercato che va ad insidiare: né le console portatili della passata generazione (DS, PSP), né quelle di nuova generazione (3DS, NGP).