Android O: ecco tutto quello che c'è da sapere

Manca poco al Google I/O, l'evento che si terrà dal 17 al 19 maggio, dove verrà presentato ufficialmente Android O: lo abbiamo provato per voi.

provato Android O: ecco tutto quello che c'è da sapere
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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Twitter, Instagram, Facebook e Google+.

Anche quest'anno siamo arrivati a maggio e chi bazzica da tempo nel mondo degli smartphone, ma anche in quello della tecnologia in generale, sa bene cosa vuol dire: manca poco al Google I/O, l'evento annuale dove la società californiana presenta le sue novità in arrivo nei mesi a venire. In particolare l'edizione 2017 si terrà dal 17 al 19 maggio nella splendida cornice dello Shoreline Amphitheatre di Mountain View (California). Quest'anno sembra proprio che ne vedremo delle belle, la società californiana è più determinata che mai nel migliorare il suo sistema operativo mobile Android introducendo una quantità significativa di migliorie e nuove funzionalità. A rispettare queste importanti aspettative dovrà essere Android O, la prossima versione del sistema operativo made in Google, che negli ultimi anni ha conquistato la maggior parte dei dispositivi tecnologici più utilizzati dell'ultimo decennio (smartphone, tablet, smartwatch e molto altro). La nuova release del "robottino verde" dovrebbe essere rilasciata ufficialmente nel corso di quest'anno.

Developer Preview

Google prevede da anni la possibilità di testare ogni nuova release, ancor prima di presentare ufficialmente tutte le novità previste, rilasciando alcune build pensate per gli sviluppatori (Developer Preview). Queste ultime sono delle vere e proprie versioni "beta" della nuova release di Android e permettono di testare solamente alcune delle feature che verranno successivamente introdotte. Per quanto riguarda Android O, la società californiana ha già rilasciato la prima Developer Preview, disponibile solamente per una ristretta fascia di dispositivi: Nexus 5X, 6P, Pixel C, Pixel XL, Pixel e Nexus Player. Nel caso foste interessati, potete scaricare la prima DP seguendo questo link.. L'abbiamo testata per più di un mese e siamo qui per raccontarvi la nostra esperienza nel dettaglio.

Principali nuove funzionalità

Scorciatoie personalizzabili per la schermata di blocco

Google cerca di correre in nostro aiuto nell'ossessiva voglia di accedere più velocemente alle nostre applicazioni preferite introducendo la possibilità di sostituire le due usuali "scorciatoie" presenti nella lockscreen (schermata di blocco) con quelle di due applicazioni a nostra scelta. Le app potranno essere scelte tra tutte quelle installate nel dispositivo. Per attivare questa possibilità, vi basterà recarvi in Sistema -> Sintetizzatore interfaccia utente di sistema -> Schermata di blocco e scegliere quale scorciatoia posizionare a destra e quale a sinistra.

Canali delle notifiche

Con Android 7.0 Nougat, la società californiana aveva portato una ventata d'aria fresca per quanto riguarda il sistema di notifica utilizzato dal "robottino verde". Ora Android O porta il tutto ad un livello superiore offrendo la possibilità agli utenti di "raggruppare" le notifiche in canali (es. tutti gli articoli provenienti dalle app dei vari blog/testate giornalistiche possono essere visualizzati sotto l'etichetta "Notizie").
Tuttavia, questa nuova funzionalità, per ora, viene implementata solamente da poche applicazioni e il successo o meno dei canali di notifica dipende, dunque, dall'effettiva volontà degli sviluppatori di implementare questa possibilità.

Picture in Picture

Molti utenti avevano previsto l'arrivo su smartphone e tablet del Picture in Picture già dal rilascio della versione 7.0 Nougat di Android TV. Come suggerisce il nome, questa funzionalità consente agli utenti di guardare video (ad esempio tramite l'app di YouTube) in una piccola finestrella "fluttuante" in modo da favorire l'utilizzo di altre app contemporaneamente. La finestra in questione può essere trascinata ovunque sullo schermo e ridimensionata a piacere. Novità sicuramente interessante che però, al momento, è possibile testare solamente con YouTube e tramite un semplice "trucchetto" in quanto, anche in questo caso, l'introduzione è a completa discrezione degli sviluppatori. Per attivare il Picture in Picture dovrete recarvi in Sistema -> Sintetizzatore interfaccia utente di sistema -> Barra di navigazione -> Tipo di pulsante extra sinistra e selezionare "Keycode". Successivamente, dovrete impostare il valore di quest'ultimo a "171" e scegliere il tipo di icona da associare a questa funzionalità (ad es. "+"). Ora vi basterà aprire un qualsiasi video tramite l'app ufficiale di YouTube ed eseguire un tap sull'icona appena creata. Godetevi il Picture in Picture!

App che installano altre app

Google cerca di fornire un po' più di "sicurezza" ai propri utenti permettendo loro di scegliere quali applicazioni possono installarne altre tramite APK, invece di consentire l'installazione di questi ultimi da qualsiasi fonte. Vi basterà recarvi in App e notifiche -> Accesso speciale -> Installano altre app e scegliere le fonti dalle quali volete installare gli APK.

Supporto al multi-display

Android O porterà con sé anche il supporto al multi-display. In particolare, se un'applicazione rileverà di essere in esecuzione su di un dispositivo avente più schermi, verrà fornita all'utente la possibilità di visualizzare quest'ultima su un determinato schermo o di spostarla da un display all'altro.
Purtroppo, però, questa nuova funzionalità presenta, per ora, una forte limitazione. È infatti possibile "tenere attiva" una sola applicazione per volta anche possedendo più di uno schermo. Tutte le applicazioni che non sono in utilizzo verranno sospese fino a quando non si tornerà su di esse. Il tutto è stato pensato per preservare la durata della batteria ma, non si sa mai, questa funzionalità potrebbe essere rivista con le prossime Developer Preview.

Smart Sharing

Con Android 6.0 Marshmallow, Google ha introdotto per la prima volta in Android il Direct Share: la possibilità di condividere direttamente qualcosa con i propri contatti (ad esempio via WhatsApp o Telegram). Ora, con Android O, questa possibilità viene migliorata tramite lo Smart Sharing. In particolare, il sistema è ora in grado di consigliarci l'elenco delle applicazioni più consone alla condivisione del contenuto da inviare. Quindi, se si tenta di condividere, ad esempio, una GIF, le applicazioni consigliate per prime saranno, ovviamente, quelle di messaggistica istantanea installate sul vostro dispositivo.

Principali elementi dal design rinnovato

Nuova icona del File Manager
La società di Mountain View ha deciso di aggiungere un'icona del File Manager di default nell'App Drawer. Le novità dell'applicazione in sé, tuttavia, sono praticamente pari a zero ma l'icona in Material Design è sicuramente carina.

Nuovo Wallpaper
Come di consueto, la nuova release di Android introduce anche un nuovissimo wallpaper. Questa volta Google ci porta nello spazio. Nel caso foste interessati, potete scaricarlo in massima risoluzione (2880x2560) seguendo questo link.

Impostazioni rivisitate completamente
Il design delle varie schermate del menu relativo alle Impostazioni è stato completamente rinnovato con l'arrivo di Android O, partendo dall'icona (dal colore bianco) fino ad arrivare al tema vero e proprio. Abbiamo apprezzato il fatto che alcune opzioni siano state "raggruppate" in un'unica soluzione (vedi Account e Utente) ma ci è dispiaciuto che il menu a comparsa laterale sia stato eliminato.

Problemi riscontrati (Battery Drain e bug vari)

Avendo testato svariate Developer Preview, possiamo dire che questa "prima comparsa" di Android O si è rivelata molto più stabile del previsto. Tuttavia, nonostante le promesse fatte da Google in merito, il Battery Drain in questa DP è ancora abbastanza marcato. Con un utilizzo medio del nostro Nexus 5X, infatti, abbiamo potuto constatare una durata inferiore di circa 30 minuti a quella garantita dal "vecchio" Android Nougat. Inoltre abbiamo riscontrato altri problemi legati alla schermata di inserimento del PIN di sblocco all'avvio (uno strano bug sovrapponeva quest'ultima alla nostra lockscreen impedendoci di sbloccare il nostro smartphone). Alcune volte ci è risultato impossibile utilizzare anche lo sblocco tramite impronte digitali. Oltre a questo, l'app UI di sistema ci ha dato parecchi problemi quando abbiamo provato a mettere l'applicazione Impostazioni in landscape. La modalità Picture in Picture, invece, ci ha offerto dei momenti esilaranti con la sua visualizzazione "incompleta" dei video. Nonostante tutto, però, i problemi riscontrati sono comunque da ritenersi secondari e, per la maggior parte dei casi, non si tratta di nulla che abbia compromesso gravemente l'esperienza utente.

Prima di chiudere, apriamo una piccola parentesi sul nome in codice della nuova versione di Android, che stando ad alcune indiscrezioni riportate online da varie fonti, potrebbe essere "Oreo". Tuttavia, come per ogni release Google che si rispetti, sono molti i "misteri" che aleggiano attorno al nome ufficiale e, molte volte, i rumor antecedenti la presentazione ufficiale si sono rivelati completamente infondati. Attendiamo con ansia, dunque, il Google I/O e le prossime Developer Preview, che sveleranno questo mistero.