Provato Samsung Galaxy S6 e S6 Edge

Everyeye è andata nella sede milanese di Samsung per provare i nuovi Galaxy S6 ed S6 Edge, i top di gamma che hanno il compito di segnare il ritorno in grande stile del colosso coreano.

provato Samsung Galaxy S6 e S6 Edge
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

I risultati poco esaltanti dello scorso anno hanno richiesto a Samsung un cambiamento. L'azienda coreana però non è arrivata per caso a questi livelli, così il cambio di rotta non è partito nel 2015, ma già dal finire dell'anno passato, con il Samsung Galaxy Alpha, il Note 4 e, qualche settimana più tardi, con la serie di smartphone “A”. Caratteristica comune di tutte queste varianti è l'ottima scocca in metallo, escludendo ovviamente la backcover del Note 4, davvero poco riuscita. L'esperienza accumulata nella realizzazione di questi prodotti ha portato alla realizzazione dei due top di gamma oggetto di questa prova, i Samsung Galaxy S6 ed S6 Edge, che faranno da portabandiera per il nuovo corso dell'azienda coreana. Per cercare di capire se assisteremo alla rinascita della linea Galaxy, Everyeye è andata nella sede Milanese del colosso della telefonia, in cui abbiamo potuto passare un po' di tempo in compagnia dei due nuovi terminali.

Caratteristiche tecniche e prezzo

Prima di partire con la prova vera e propria, meglio ricordare le specifiche dei due dispositivi, che se si esclude il display curvo del modello Edge sono quasi le stesse. Partiamo dal processore, visto che nei mesi scorsi è stato oggetto di numerose voci di corridoio. Se all'inizio si pensava all'utilizzo dello Snapdragon 810, alla fine Samsung ha preferito optare per una soluzione fatta in casa, l’Exynos 7420. Anche se forse è troppo presto per dirlo, quanto venuto fuori nelle ultime settimane sui consumi e sui bollenti spiriti della CPU di Qualcomm sembrano aver dato ragione ai coreani. Ad ogni modo, il SoC installato sui due nuovi top di gamma è realizzato con un processo produttivo a 14 nm, il primo nel suo genere in ambito mobile, contro i 20 nm del prodotto Qualcomm, caratteristica che gli permette di avere un'autonomia e un rapporto consumi/prestazioni potenzialmente migliori. Il 7420 è un chip octa core con tecnologia big.LITTLE, realizzato con quattro core Cortex A57 e quattro core Cortex A53.
Il display utilizza un pannello da 5.1” Super AMOLED (577 PPI) per entrambe le varianti, anche se ovviamente quella Edge può contare sulla doppia curvatura ai lati. Passando alla memoria, sono a disposizione 3 Gb di RAM DDR4, mentre quella interna si può scegliere nei tagli da 32, 64 o 128 Gb. La mancanza dello slot Micro SD si è fatta sentire nel pubblico, che già alla presentazione ufficiale ha espresso un certo malcontento per questa scelta.

Il comparto fotografico è caratterizzato dalla presenza di un sensore da 16 MP posteriore con stabilizzatore ottico d'immagine e apertura F1.9, che dovrebbe garantire scatti al buio superiori alla media, e uno da 5 MP anteriore.
Particolari i valori della batteria: il Galaxy Edge ne ha una da 2600 mAh, mentre la versione Flat ne adotta una da 2550 mAh. La differenza è davvero minima, per cui entrambe le versioni dovrebbero avere la stessa autonomia. Il maggiore amperaggio del modello curvo è necessario proprio per la particolare tipologia di schermo, che consuma leggermente di più. I due dispositivi sono anche compatibili con la ricarica wireless, senza per altro adottare scomodi adattatori.
Molto completa la connettività, che include tutto quello che si possa attualmente utilizzare, dall’LTE Cat. 9 all’NFC, passando per il Bluetooth e il Wi-Fi ac. Anche i sensori sono presenti in grande quantità, compresi quelli dedicati al monitoraggio ambientale e allo stato di forma fisica, grazie al cardiofrequenzimetro, al sensore di raggi UV e a quello per misurare la SpO2 del sangue.
La disponibilità del prodotto in Italia è prevista per il 10 aprile. I prezzi per la variante Flat sono di 739€ per il modello da 32 Gb e 849€ per quello da 64 Gb. L'esclusività del modello curvo si paga cara, con un costo base di 889€ per il modello da 32 Gb e 999€ per quello da 64 Gb. Il taglio da 128 Gb purtroppo non arriverà in Italia, almeno in via ufficiale.

Design ed ergonomia

Terminata la panoramica delle specifiche, meglio iniziare con la prova vera e propria. Non si può che partire dal design, rinnovato finalmente rispetto al passato. Già dalle immagini la qualità traspare in modo abbastanza chiaro, ma è solo prendendo in mano il device che si possono apprezzare le caratteristiche di questi nuovi modelli. L'utilizzo di leghe metalliche particolari e di un processo produttivo creato ad hoc per plasmare le scocche dei due dispositivi ha portato a un peso decisamente contenuto (138 g per il Flat e 132 g per l’Edge), ma quello che stupisce di più è il feeling tattile, sia per quanto riguarda i materiali, sia per l'ergonomia in generale. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un prodotto costoso fin dal primo utilizzo, lontano anni luce dal suo predecessore. Del resto, le uniche cose che si possono sentire sulle dita, prendendo in mano un S6, sono il metallo e il vetro Gorilla Glass, presente sia nella parte frontale sia in quella anteriore. Le ditate ci vanno a nozze, ma la qualità è fuori discussione. Questo vale per entrambi i modelli, però il grip offerto dalla variante Edge è superiore rispetto alla Flat, fornendo una presa e in generale un'esperienza d'uso davvero unica. Interessanti anche i colori, sia per la varietà che per l’effetto generale, visto che la superficie lucida crea dei giochi molto particolari, con sfumature che modificano, almeno alla vista, la palette originale.

Esperienza d’uso

Abbiamo avuto modo di utilizzare i due terminali per circa una mezz'ora, troppo poco per trarre delle conclusioni esaustive, però il tempo è servito a chiarire diversi dubbi e a testare alcune funzionalità annunciate ma che necessitavano di un piccola verifica, per confermarne la bontà. Partiamo col dire che il terminale è equipaggiato con Android 5.0.2. I sample utilizzati durante la prova non avevano ancora il firmware definitivo, che sarà invece presente sui modelli in vendita dal 10 aprile.
Già a questo punto però, possiamo dire che il passo avanti rispetto al passato è piuttosto deciso. Il Material Design ha fatto sicuramente bene alla TouchWiz, ma quello che stupisce di più è la leggerezza dell'interfaccia a livello visivo, feature annunciata da Samsung durante la presentazione dei due device. Di annunci se ne fanno tanti, ma questo è indiscutibilmente vero: la scelta dei colori e la semplicità nel layout dell'interfaccia semplificano di molto l’esperienza d’uso rispetto al passato. Tutto è stato razionalizzato e rivisto, creando un’interfaccia che, in questa breve prova, si è rivelata davvero positiva.
Interessante la funzionalità People Edge, dedicata al modello più costoso; con un leggero slide sulla parte curva infatti, si apre un menu che mostra alcuni contatti rapidi selezionati in precedenza, ognuno caratterizzato da un colore. Trascinando l’immagine di uno dei contatti verso il centro del display è possibile effettuare una chiamata o inviare un SMS. Il colore torna utile anche quando il terminale si trova appoggiato capovolto su una qualsiasi superficie: quando una persona associata ad un determinato colore cerca di contattarci, esso viene visualizzato sullo schermo laterale, rendendo subito riconoscibile chi sta effettuato la telefonata. Se non si può rispondere, basta posare il dito sul sensore per il battito cardiaco per interrompere la chiamata. Sempre dedicate all’Edge sono le funzioni a schermo spento, con cui è possibile visualizzare sul display laterale (a scelta dell’utente il lato) informazioni di vario tipo, come le notifiche o l'ora.
Altra novità è rappresentata dallo Smart Manager, un hub per la gestione del telefono che integra in un solo posto le statistiche sul consumo energetico, quelle sulla memoria utilizzata (sia RAM che di archiviazione) e Samsung Knox, per la protezione dei dati degli utenti.
Passando alle app preinstallate, confermiamo che è possibile disinstallarne alcune, anche se per un elenco completo attendiamo di avere il terminale di prova. Come indicato nelle settimane precedenti, troviamo a bordo One Drive (con 100 Gb di spazio gratuiti) e Skype, mentre One Note è presente ma necessita di un download per essere effettivamente installato.

L’applicazione dedicata alla fotocamera gode ora dell’avvio rapido: premendo due volte il tasto home si apre in poco tempo l’app, pronta per scattare foto al volo. Altra novità è rappresentata dall’auto focus dinamico; in pratica, selezionando un soggetto inquadrato sullo schermo, anche se questo si muove il sistema riesce comunque a mantenerlo a fuoco.
Due cose che non erano piaciute durante la recensione del Galaxy Note 4 erano il sensore per le impronte digitali, che peccava spesso di precisione, e alcuni lag evidenziati durante l’uso. La prova effettuata con il Galaxy S6 invece ha rivelato un netto miglioramento in entrambi questi punti deboli. Lo sblocco tramite impronta digitale è sempre andato a buon fine, mentre Android si è dimostrato impeccabile, anche in questa versione con firmware non definitivo. Per quanto riguarda quest’ultima osservazione però è meglio attendere la recensione definitiva, visto che il terminale non aveva altre app se non quelle presenti di default, per cui è meglio provare il tutto in un contesto d'uso più reale.
Ultima nota per il display, che si è dimostrato eccellente sotto ogni punto di vista, anche se resta da vedere come si comporta sotto la luce del sole; dubitiamo comunque che ci possa essere una situazione in cui lo schermo prodotto da Samsung possa essere messo in difficoltà, vista anche l’altissima luminosità di cui è dotato il pannello dell’S6.

Samsung Galaxy S6 Edge Questo primo contatto con i due nuovi Galaxy S6 è stato sicuramente positivo. Il cambiamento rispetto al passato è abbastanza marcato, sia dal punto di vista del design, sia dal punto di vista software, due delle maggiori criticità rilevate nel precedente modello. Quello che ha stupito maggiormente è stato il comparto software, che nella breve prova ha dimostrato un netto miglioramento rispetto al passato, con una fluidità eccellente e una razionalizzazione della UI, due fattori che in passato non sono stati sempre curati a puntino. Resta da vedere quanto i prezzi proposti da Samsung influiranno sulle vendite delle due varianti. L’Edge è sicuramente un terminale esclusivo, ma le poche funzioni in più potrebbero non bastare per convincere gli appassionati ad acquistare questo modello, che tuttavia si è dimostrato molto più appetibile visivamente.