Provato Sonos Play:5

Arriva in Italia il nuovo diffusore Sonos Play:5, uno speaker dedicato alla musica in streaming di alta qualità, dall'estrema semplicità nella configurazione e con un suono davvero sorprendente.

provato Sonos Play:5
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Il settore dell'Home Audio è mutato notevolmente rispetto a qualche anno fa. L' Hi-Fi ha lasciato spazio all'Mp3, senza dimenticare la rivoluzione dello streaming, che ha portato cambiamenti anche nei dispositivi di ascolto musicale. Molti oggi preferiscono avere in casa degli impianti più piccoli ma soprattutto Smart, in grado di interfacciarsi meglio con i principali servizi di musica online. Esempio perfetto sono le numerose docking station o gli impianti compatti wireless, nati per consentire anche agli utenti meno esperti di sentire la musica proveniente da smartphone e tablet in modo pratico e semplice. Risvolto negativo di questo trend è che la qualità ne ha risentito, soprattutto con gli impianti più economici.
Questo era lo scenario fino a poco tempo fa. Oggi, i dati diffusi sulle vendite di LP negli Stati Uniti disegnano un settore molto diverso da quello che si pensa, con gli introiti derivanti dalla vendita di vinili, si, avete letto bene, vinili, che hanno superato quelli di tutti i servizi di musica gratuita in streaming messi insieme. Ad affermarlo non è un analista nostalgico del passato, ma la RIAA (Recording Industry of America), confermando una crescita del 52% nelle vendite di dischi negli USA. La scommessa di molte aziende è che il ritorno alla musica di qualità non sia solo un trend, ma un segmento di mercato da tenere in considerazione anche per il futuro. Tra queste troviamo anche la californiana Sonos, che ha deciso di intraprendere una via alternativa, cercando di unire la semplicità nella configurazione a una resa elevata. Ultimo prodotto presentato è il diffusore Play:5, che abbiamo avuto modo di ascoltare durante la presentazione italiana, avvenuta a Milano pochi giorni fa.

Sonos

Prima di parlare del prodotto, meglio dare uno sguardo a Sonos più da vicino. L'azienda nasce nel 2002 in California come start-up tecnologica e nel giro di pochi anni diventa un elemento importante del settore audio mainstream. Oggi infatti è attiva in oltre 60 paesi, e conta partnership con tutti i più importanti servizi di musica in streaming. Una delle cose che ha colpito di più durante la presentazione è stata la passione che Sonos ha per la musica, rimarcata più volte da Andrea Greggio, Product Manager Sonos per l'Italia. L'azienda infatti conta numerosi contatti con gli ambienti musicali americani, che permettono un continuo scambio di opinioni con artisti, tecnici e DJ, in modo da calibrare al meglio i prodotti secondo le loro esigenze. Quello che in California cercano di fare è capire in che modo gli artisti vogliono che si senta la loro musica, cercando poi di replicare quell'esperienza sonora all'interno dei prodotti. Tutto ciò però non deve interferire con uno dei punti fermi della filosofia Sonos: la semplicità. Pochi cavi, assenza di impostazioni complicate, solo un sistema di altoparlanti modulare e un'app, con cui gestire il tutto. Ovviamente, questa concezione dell'Home Audio ha dei limiti, soprattutto per gli utenti più smaliziati, che cercheranno certamente altre vie, ma per quelli meno esperti il vantaggio è notevole.

Un mix vincente?

La presentazione del nuovo Sonos Play:5 si è tenuta in un ambiente abbastanza particolare per eventi di questo tipo. Si trattava di un'abitazione in piena regola, dal design moderno, scelta appositamente per far sentire il nuovo diffusore nel suo ambiente ideale, la casa. Case che ormai pullulano di gadget tecnologici, di cui spesso si fa fatica a comprenderne appieno il funzionamento. Anche con budget elevati a disposizione, non sempre si hanno le competenze tecniche per assemblare un impianto Hi-Fi adatto alle proprie esigenze, ed è qui che interviene la tecnologia TruePlay. Sonos, nella sua realizzazione, è partita dal presupposto che l'ambiente di ascolto è molto importante per determinare la resa sonora finale e molto spesso le casse non vengono posizionate nel modo ottimale. La calibrazione di un impianto richiede tempo e competenze tecniche, due elementi che non tutti hanno a disposizione. Ecco perché il software ideato dall'azienda californiana funge da fulcro per tutti i suoi prodotti, che altrimenti non potrebbero esprimere al meglio il loro potenziale.
"Trueplay è un sistema rivoluzionario che permette agli appassionati di musica di ascoltare in maniera impeccabile i brani prodotti dai propri artisti preferiti, indipendentemente dall'acustica della stanza e dalla posizione dei diffusori, ottenendo un suono fedele e sorprendente". Le parole di John MacFarlane, co-fondatore di Sonos, mostrano molta sicurezza, evidenziata però anche dai fatti. Abbiamo assistito alla calibrazione di una stanza di circa una decina di metri quadrati, piuttosto spoglia negli arredamenti e con un po' di eco, con un Sonos Play:1. Il sistema, per funzionare, richiede un altoparlante Sonos e un qualsiasi dispositivo dotato di iOS, Android, OS X o Windows (solo x32/x64 per ora), su cui installare l'app proprietaria. Attenzione però, perché il risultato varia a seconda del dispositivo utilizzato: secondo quanto affermato durante la presentazione, con i device Apple non ci saranno problemi, visto che utilizzano microfoni di qualità, mentre su Android tutto dipende dal terminale. Ovviamente se si sta su dispositivi di fascia alta non ci saranno cambiamenti rispetto ad Apple, ma la resa su smartphone/tablet low cost è tutta da verificare.
Ad ogni modo, una volta attivata la calibrazione lo speaker emette una serie di suoni, mentre l'utente traccia la loro diffusione spostandosi nella stanza, attraverso il microfono del proprio device. Terminata questa procedura, la resa sonora aumenta notevolmente, anche in presenza di ostacoli davanti alla cassa, che vengono quasi eliminati dalla scena sonora, per un effetto davvero particolare.

Sonos Play:5

Giunti alla fine del test di calibrazione, la prova si è spostata in un salotto, ambiente ideale per saggiare le qualità del nuovo Sonos Play:5. Lo speaker è racchiuso in una struttura in plastica di alta qualità, che gli conferisce una spiccata resistenza all'umidità. Per capire la cura riposta nelle realizzazione del prodotto, basti sapere che la griglia frontale è ricoperta da 9000 minuscoli fori, anche il logo dell'azienda è stato accuratamente traforato per non occludere in alcun modo il suono. Nella parte superiore della cassa trovano spazio i nuovi comandi touch, dotati di sensori intelligenti che permettono il loro utilizzo in diversi orientamenti. Parliamo di orientamento perché Sonos Play:5 può essere utilizzato in tre configurazioni diverse. Si parte dal tipico orientamento orizzontale, utilizzabile con cassa singola, passando poi alla modalità stereo, con due Play:5 in verticale, ideale per enfatizzare l'effetto stereoscopico. In modalità stereo e orientamento orizzontale invece l'effetto è ancora diverso, immergendo di più l'ascoltatore nella musica, anche se si perde un po' di separazione degli strumenti durante l'ascolto, in favore però di una scena sonora di maggiore impatto, che può essere ascoltata molto bene anche se non ci si trova di fronte ai due speaker. A proposito di scena sonora, durante la prova di ascolto non è stato utilizzato alcun sub-woofer. Sonos Play:5 infatti include al suo interno tre Mid-Woofer e tre tweeter, che riescono comunque a rendere bene le frequenze basse, senza però esagerare. A dispetto di altri impianti dello stesso tipo, che nell'ascolto musicale perdono molto sul fronte della qualità, il Sonos Play:5 riesce a mantenere il giusto equilibrio tra tonalità basse, medie e alte, con una spiccata predilezione per questi ultimi due tipi di frequenze. Il risultato è un suono caldo e corposo, che non ci si aspetta da un impianto di questo tipo. Impianto che può anche essere espanso col tempo, fino a formare un 3.1 di sicuro impatto, grazie alla soundbar centrale Playbar e al sub-woofer.
La modularità consente inoltre di creare una piccola rete di speaker domestica, diffondendo il suono in ogni stanza, il tutto dai principali servizi di streaming, come Pandora, Spotify, TIDAL, Google Play Music e Groove.
Tornando al Play:5, la semplicità di configurazione e di utilizzo, e la predilezione verso lo musica in streaming, ne fanno un prodotto chiaramente indirizzato verso l'utilizzo di queste fonti musicali, concetto sottolineato anche dall'assenza di ingressi audio, se non un classico jack stereo, forse l'unico vero limite di queste casse.

Sonos Play:5 Sonos Play:5 è un prodotto dalle indubbie qualità, sia costruttive che sonore. La resa musicale è sorprendente per un prodotto di questo tipo, che non mancherà certo di stupire i futuri acquirenti con alti cristallini e bassi incisivi ma mai prevalenti sui toni medi durante l’ascolto musicale, almeno senza il sub woofer. Con un prezzo ufficiale di 579€ per la singola cassa, non si tratta certo di un impianto per tutti, ma la semplicità d’uso e di configurazione fa si che il suo utilizzo sia indicato anche per gli utenti che con pochissime conoscenze nel campo audio/video, da sempre piuttosto ostico per i non appassionati.