Recensione Alienware M17x-r4

Dell e Nvidia ci propongono il portatile più potente sulla piazza, l'Alienware M17x-r4, un notebook davvero senza compromessi.

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I gamer sono soliti pensare che per ottenere prestazioni da urlo in ambito PC, sia indispensabile un computer fisso. Oggi, grazie al supporto di NVIDIA e Dell, siamo qui per dimostrarvi proprio il contrario. Grazie alla tecnologia Kepler che muove la serie 600 delle nuove schede grafiche della nota fabless company americana, possiamo godere di ogni gioco senza compromessi di alcun genere. Molti forse non tutti sanno che il produttore di computer americano Dell, ha creato nel 1996 un marchio specializzato nella produzione di hardware per videogamer incalliti e appassionati di tecnologia. Alienware, così si chiama il brand parente di Dell, porta nelle case degli hardcore gamer di tutto il mondo una macchina praticamente perfetta, dal hardware performante e una linea ricercatissima. Siamo orgogliosi di presentarvi il laptop Alienware M17x-r4!

UN DESIGN SPAZIALE

Al pari di una macchina da corsa, che deve avere un design aerodinamico e aggressivo, anche un computer dalle prestazioni eccezionali vuole un suo particolare design e un'estetica accattivante. Alienware ha da sempre dato molta importanza all'aspetto esteriore, puntando allo stesso pubblico amante del modding e dei computer, grazie ad un sistema d'illuminazione della tastiera e dei componenti molto scenico e di grande impatto. Lo chassis è nero, anche se il negozio online di Alienware mette a disposizione anche altre colorazioni. Dato l'hardware al suo interno, le dimensioni dell'M17x di Alienware sono decisamente abbondanti, superiori rispetto ad un normale portatile di fascia media. Lo schermo con diagonale da 17.3” getta la base per l'importante mole del computer, mentre lo spessore dello stesso è giustificato dalla presenza di una GPU top gamma, due dischi rigidi, e un sistema di raffreddamento adeguato alla situazione. Il portatile di Alienware pesa la bellezza di 4,3 Kg circa, anche se questo dato può variare a seconda del tipo e dalla quantità di componenti presenti all'interno. Ma il design non sarebbe nulla, se non fosse supportato da materiali pregiati e di alta qualità e una qualità costruttiva a regola d'arte. L'intera superficie del laptop - tanto il coperchio quanto la parte interna - è gommata, vellutata al tatto e per un miglior grip dei polsi quando le mani sono alla tastiera; ingressi e uscite ai lati del computer sono ottimamente rifiniti, così come il lettore ottico con caricatore a fessura. Il touchpad è molto ampio, comodo, circondato da un sottile bordo trasparente che si illumina per essere inquadrato comodamente anche durante le situazioni di scarsa illuminazione ambientale. Ovviamente il pad si comporta benissimo, dimostrandosi rapido e reattivo, anche se utile solo per funzioni OS o quando non abbiamo possibilità di collegare un ben più comodo mouse USB. Anche la tastiera dona un ottimo feeling: ampia, dotata di pad numerico, retroilluminata, con tasti leggermente incavati per un miglior grip durante le intense sessioni di gioco, e una forma che ricorda piacevolmente quella dei pulsanti di una normale tastiera desktop, per fidelizzare anche l'utente meno avvezzo alle dimensioni compatte e ridotte delle laptop keyboard.
Il sistema di retroilluminazione è una delle caratteristiche principali di questo computer portatile, una feature che si può controllare e gestire tramite l'apposito software Alienware in dotazione e che ci permette di personalizzare totalmente l'aspetto dello stesso. Suddivisa in zone, possiamo scegliere di illuminare il logo di azzurro e il touchpad di rosso, così come possiamo avere una tastiera che cambia gradualmente colore, passando dal verde al viola. Ma non è tutto, perché questo sistema di retroilluminazione si integra alla perfezione con tutta una serie di giochi di ultima generazione, per regalare un'esperienza di gioco ancor più coinvolgente e appagante. Per esempio, l'illuminazione passerà da bianca a rossa se in Battlefield 3 il nostro personaggio viene colpito da una gragnuola di proiettili, avvisandoci quando è meglio trovare una copertura per non essere uccisi. In The Witcher 2 invece, tastiera e cornice del touchpad cambiano colore a seconda dell'ambiente di gioco e dell'amosfera dello stesso, accentuando il grado d'immersività con questa semplice feature d'illuminazione.

SPECIFICHE TECNICHE

Essendo un prodotto d'importazione, Alienware arriva in Italia con layout americano, quindi con tastiera priva di lettere accentate e con qualche simbolo in meno sulla cornice di pulsanti.
Il laptop monta ben due GPU, una HD Graphic 4000 di Intel integrata per gestire le applicazioni più semplici e meno esigenti, e la già citata scheda video dedicata di NVIDIA - il modello di punta per il mercato portatile GTX 680M - che si attiverà non appena cercheremo di avviare giochi o applicativi multimediali. Questa soluzione, ormai uno standard per i portatili di fascia alta, ci permette di ridurre notevolmente i consumi energetici quando non è necessario disporre della piena potenza dell'hardware racchiuso nella scocca in plastica. L'integrata di Intel condivide la memoria video con la normale Ram di sistema, mentre la GPU di NVIDIA vanta la bellezza di 2 GB GDDR5 dedicati. Lo schermo 16/9 da 17.1" è un buon pannello led a marchio LG con risoluzione 1600x900, ma al tempo stesso unico piccolo neo di un terminale che avrebbe dato il meglio di sé con un più canonico schermo FullHD. Il processore equipaggiato è un i7-3610QM a 2.30GHz dotato di 4 core e 8 unità logiche, in grado di spingersi fino a 3.30GHz grazie alla tecnologia Turbo Boost di Intel. Abbiamo eseguito uno stress test per verificare la flessibilità di CPU e sistema con svariate applicazioni aperte allo stesso tempo, senza però riuscire a piegare il terminale che si è sempre comportato egregiamente anche con numerosi processi attivi in background. A tal proposito vengono affiancati due banchi di memoria Ram da 4 GB a 1600MHz, che fanno ben più di quanto non fosse necessario.
Il terminale giunto tra le nostre mani era equipaggiato di due dischi rigidi, un SSD da 240 Gb destinato al sistema operativo e ai software più importanti, e un secondo disco meccanico Seagate da 1Tb ad uso archiviazione. La soluzione proposta da Alienware ci ha confermato come un disco allo stato solido sia in grado di cambiare radicalmente l'esperienza gaming, grazie ad installazioni più rapide ma specialmente a caricamenti velocissimi. Il veloce benchmark effettuato con HD Tune Pro ci ha ragguagliato sulla velocità del disco in questione, con una velocità massima in sequenziale di 485 MB/s in lettura e 266 MB/s in scrittura. Naturalmente i dati possono variare sensibilmente a seconda del caso, in primo luogo a quanto è pieno il disco stesso. Il nuovo Alienware mette a disposizione ben quattro porte USB di tipo 3.0, un attacco jack per microfono, due per le cuffie, una porta SATA, un'uscita VGA, una HDMI, e persino un ingresso HDMI, ancora una rarità sui portatili. A questo si aggiunge l'immancabile slot per schede SD e una porta S/PDIF.
Visto l'uso gaming e multimediale di questo portatile, anche l'audio vuole la sua parte. Ecco perché l'M17x monta un controller audio Creative Sound Blaster Recon3Di High-Definition 5.1 dotato di software THX TruStudio Pro. Per quanto concerne l'output, si rivela sfortunatamente assente un subwoofer dedicato come troviamo su alcuni recenti portatili di altri brand, ma i due speaker montati sulla costa frontale suonano incredibilmente potenti, regalando un sound pulito e privo di sbavature.

I BENCHMARK

Per testare le capacità della nuovissima serie M della casa verde di Santa Clara, abbiamo preso in considerazione cinque dei giochi più belli e incredibili che l'industria videoludica ha saputo sfornare negli ultimi anni. Eccezion fatta per Borderlands 2 e The Witcher 2, tutti i giochi sono basati su DirectX 11, pronti quindi a sfruttare al 100% l'hardware di ultima generazione, come quello offerto da questo laptop e dalla GTX 680M che batte al suo interno. La nuova GPU per notebook di NVIDIA vanta un clock di 720Mhz, 2 GB di memoria GDDR5 a 1800MHz,
Grazie alla tecnologia FXAA, la nuova GTX 680M è in grado di elaborare un post-processing altamente sofisticato, con un minor dispendio in risorse ed una performance superiore. In termini di ottimizzazione sono stati fatti degli incredibili passi avanti rispetto alle serie 400 e 500.

Il sistema di raffreddamento montato nello chassis si è sempre comportato egregiamente, dissipando il calore al meglio delle possibilità, pur considerando il notevole rumore che si andava a generare per via delle alte temperature. Le prove da noi effettuate hanno generato un rumore medio di 45 dB a pieno carico, con un picco di poco superiore ai 50 dB a una distanza di circa 20 cm. In una stanza con temperatura ambientale di circa 25°, abbiamo ottenuto temperature di picco di 81° con una media di 70°, naturalmente a pieno carico: in idle registriamo temperature dimezzate. Ricordiamo che consumi inferiori non significano solamente una bolletta più leggera, ma anche una durata della batteria superiore se ci troviamo a giocare scollegati dalla rete d'alimentazione. A batteria completamente carica, con schermo a luminosità massima, la batteria in dotazione ci permette di giocare per circa un'ora e mezza.

HEAVEN 3.0 E 3DMARK11

Abbiamo eseguito un paio di test con due dei software benchmark per eccellenza in ambito videoludico: Unigine Heaven 3.0 e 3DMark11. Il primo ci ha dato degli ottimi risultati, con un framerate medio di 34.9 e un picco di 88. Il test, eseguito con tutti i parametri al massimo e tassellation extreme, ha regalato un punteggio di 874 sulla sheda di giudizio finale. 3DMark11 invece è stato lanciato sia in modalità performance, con uno score di 5917, mentre a parametri massimo il punteggio è sceso ad un ugualmente stupefacente risultato di 2051.

BORDERLANDS 2

Impostazioni: 1600x900, DX9, 16x CSAA, 16x AF, dettaglio massimo, PhysX alto.
FPS 56.0 (Min. 34 - Max. 62) CARICO: 89% TEMPERATURA: 80°

Con il pieno supporto a tutte le tecnologie di NVIDIA, l'ultimo gioco di 2K Games è uno dei migliori banchi di prova per testare la nuova GTX 680M. Abbiamo eseguito il test configurando tutte le impostazioni alla voce "video" al massimo delle capacità. Naturalmente abbiamo conservato la risoluzione nativa dello schermo, 1600x900, effetti PhysX al massimo, profondità di campo Molto Alta, filtro anisotropo 16x, FXAA attivato con AA 16x. Misteriosamente non ci è stato possibile attivare la funzione V-Sync, in quanto il pannello delle impostazioni sembrava rifiutarsi di salvare il parametro quando questo veniva cambiato. Anche il limitatore del framerate non ha sortito alcun tipo d'effetto, ma imputiamo la problematica ad un difetto di software, visto che il bug si presenta anche sul nostro PC fisso equipaggiato di GTX 570. Abbiamo sperimentato un leggero effetto di tearing, spiacevolmente causato dal titolo e non dall'hardware in nostro possesso.
Gli effetti particellari hanno massima prova del motore PhysX targato NVIDIA, regalandoci un'esperienza ancor più vivace e divertente.

RAGE

Impostazioni: 1600x900, DX11, 16x CSAA, AF alto, texture cache large, GPU Transcode enabled.
FPS 59.8 (Min. 52 - Max. 62)CARICO: 95% TEMPERATURA: 78°

Anche Rage non scherza affatto in termini di richieste hardware, elevandosi a gioco per computer con le texture più complesse e dettagliate mai viste. A tal proposito, abbiamo avuto modo di testare la tecnologia CUDA di NVIDIA che supporta pienamente la tecnologia mega-texture dell'ID Tech 5 engine di ID Software per una resa grafica superiore. In questo caso abbiamo avuto un framerate molto stabile e costante, con immagini pulitissime e prive di sbavature, prossime alla fluidità ideale di 60 fotogrammi al secondo anche con impostazioni al massimo.

THE WITCHER 2

Impostazioni: 1600x900, DX9, 16x AA, dettaglio ultra, filtri e impostazioni ON, SSAA OFF
FPS 51.9 (Min. 42 - Max. 64)CARICO: 90% TEMPERATURA: 81°

Impostazioni: 1600x900, DX9, 16x AA, dettaglio ultra, filtri e impostazioni ON, SSAA ON
FPS 23.4 (Min. 19 - Max. 32)CARICO: 98% TEMPERATURA: 81°

The Witcher 2 è uno dei titoli più complessi e tecnici dell'appena trascorsa stagione videoludica: ancor prima di uscire sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo, il suo RED Engine venne osannato quale simbolo di virtuosismo tecnico pensato per il benchmarking estremo. Grazie al filtro Ubersampling o Ordered Grid Supersampling AA (OGSSAA), utile ad incrementare antialiasing, filtro anisotropico e quindi qualità di texture e oggetti oltre la normale scala di valori, il gioco dei polacchi CD Project Red è in grado di mettere in ginocchio anche le schede desktop più potenti e performanti. Proprio per questo motivo, abbiamo voluto testare il titolo per ben due volte, a funzione Ubersampling attiva e disattiva.
La tecnologia di RED Engine spreme veramente ogni singola goccia di benzina del motore NVIDIA, motivo per il quale ci risulta difficile stabilire dei parametri certi, sia per quanto riguarda il framerate, che per quanto concerne le temperature. Passare da un'ambientazione cittadina ad una esterna, ricca di vegetazione e modelli complessi, cambia molto rapidamente le carte in tavola, con un framerate che non riesce a evitare sbalzi evidenti e repentini. Abbiamo quindi testato la stessa identica sequenza di gioco - abilitando e disabilitando l'OGSS - che trova spazio tra ambientazione interna e location esterna, ritrovandoci con delle prestazioni dimezzate quado il filtro era attivo. Naturalmente stiamo parlando dell'eccezione che conferma la regola, e la versione M di 680 esce orgogliosa e a testa alta anche da questa temibile prova. Dobbiamo inoltre considerare che la tecnologia FXAA di NVIDIA, attivabile tramite il pannello di controllo dei driver, ci permette di ottenere una qualità molto vicina allo stesso filtro ubersampling, ma senza il dispendio di potenza e risorse altresì necessario al filtro proprietario CD Project.

BATTLEFIELD 3

Impostazioni: 1600x900, DX11, 16x CSAA, 16x AF, dettagli ultra.
FPS 57.2 - Min. 35 - Max. 106 CARICO: 94% TEMPERATURA: 81°

Imprescindibile il test con Battlefield 3, uno degli engine più incredibili degli ultimi anni, per il gioco FPS multiplayer più popolare della piattaforma. Abbiamo provato il gioco sviluppato da DICE in ogni salsa e con ogni impostazione, rendendoci però immediatamente conto che non è necessario scendere a compromessi per godere appieno di questo titolo con la GTX 680M. Diversamente rispetto ad altri giochi, qui notiamo una performance meno costante nel tempo, con un picco ben superiore ai canonici 60 frame ideali e un minimo di 35, che non pregiudica comunque la godibilità del prodotto. Il framerate medio resta comunque ottimale: non si potrebbe chiedere di meglio.

METRO 2033

Impostazioni: 1600x900, DX11, AAA, AF, dettagli al massimo.
FPS 32.5 - Min. 22 - Max. 45CARICO: 97% TEMPERATURA: 80°

Metro 2033 uscito due anni fa, è tuttora annoverato come uno dei giochi in prima persona migliori sotto il profilo grafico. Grazie a effetti di fumo e di luce altamente realistici, e al supporto di PhysX, possiamo godere di un'esperienza fotorealistica in un sottosuolo infestato da mostri. In questo caso il framerate non riesce a salire sopra i 45 frame, complici degli ambienti complessi e ricchi di minuscoli dettagli, che però non compromettono la qualità di gioco.

Alienware M17x-r4 Se volete acquistare un computer per giocare ovunque e non solo tra le mura domestiche, allora l'M17x di Alienware è una delle scelte migliori che l'attuale mercato possa offrire. Altamente personalizzabile, completo di ogni feature e hardware possibile e immaginabile, con un design che difficilmente potrà non piacere, il team Dell mette le carte in tavola e detta legge. Naturalmente ciò non sarebbe stato possibile senza la presenza della scheda di punta di NVIDIA, che ci aveva già deliziato durante la prova dei mesi scorsi nella sua versione desktop e che non finisce mai di stupirci, nemmeno nella sua versione M qui recensita. Naturalmente parliamo di un terminale di fascia alta, costruito con materiali e componenti esclusivi, quindi i circa 3000 € necessari per portarsi a casa una bestia del genere non devono assolutamente stupire, a fronte di una potenza grezza al momento ineguagliabile in ambito laptop.

9.5