Recensione Alienware Steam Machines

Alienware è tra le prime aziende ad arrivare sul mercato con una Steam Machines pronta all'uso, sancendo l'inizio di una nuova piattaforma dedicata al gaming, a metà strada tra PC e console.

recensione Alienware Steam Machines
Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Negli ultimi mesi abbiamo seguito con interesse l'arrivo sul mercato delle Steam Machines, macchine da gioco che nelle intenzioni di Steam e di Valve, dovrebbero rendere più simili due mondi vicini ma allo stesso tempo distanti, quello del PC e quello delle console. A prescindere dai risultati raggiunti fino a questo momento, di cui parleremo in questo articolo, appare chiaro come il compito sia arduo. Inutile cadere nei soliti cliché sulle differenze tra le due anime dell'universo videoludico - ognuno gioca come preferisce - resta il fatto che creare una piattaforma in grado di attrarre un utente PC e uno console richiede tempo, investimenti e tante buone idee.
Per capire quale sia l'esperienza d'uso con una vera Steam Machines, non assemblata in casa ma venduta direttamente con SteamOS preinstallato, ci siamo rivolti ad Alienware, una realtà storica di questo settore, che in tempi non sospetti aveva già capito quanto il mondo videoludico fosse importante per gli utenti, ma anche per gli affari. L'azienda è stata tra le prime a proporre una macchina da gioco adatta ad ospitare SteamOS, Alienware Alpha, presentata più di un anno fa e arrivata da poco nello store di Gabe Newell con il nome di Alienware Steam Machines.

Design e connessioni

Non appena aperta la confezione che racchiude la Steam Machines, si rimane sorpresi subito dalle sue dimensioni, molto contenute. Paragonato a una Playstation 4, il piccolo box quasi scompare, e trova una facile collocazione in salotto, apparendo subito come la perfetta sintesi del concetto di Steam Machine. Le misure sono di 76,2 mm di altezza per 203,22 mm di larghezza, con la medesima profondità e un peso di 2 Kg. Praticamente un quadrato, con un angolo smussato, che nasconde il logo di Steam illuminato da un LED. Un altro LED è presente sotto al tasto di accensione, plasmato con le forme del logo di Alienware, mentre il terzo è collocato al termine del cavo di alimentazione, che si innesta dietro alla console. I flussi d'aria interni vengono gestiti principalmente da due griglie poste nella parte posteriore, ma anche quella inferiore presenta delle aperture, per migliorare la dissipazione termica. Il comfort acustico è di alto livello, sia durante il gioco che in idle, sintomo di un'ottima gestione della componentistica interna e del sistema di dissipazione termica. I materiali che compongono lo chassis sono buoni, niente metallo però, solo policarbonato di buona qualità.
Le connessioni comprendo due USB 2.0 frontali e due USB 3.0 posteriori, al cui fianco trovano spazio una porta di rete gigabit, l'uscita ottica, due HDMI e una presa per l'alimentazione. Le due USB frontali sono chiaramente pensate per ospitare dei pad, ma Valve vuole fornire un'esperienza d'uso libera da cavi, ecco perché nella confezione che ci hanno inviato è presente anche uno Steam Controller (di cui potete leggere la recensione completa a questo link).

Hardware

Nell'analisi delle specifiche tecniche di questa Alienware Steam Machines, bisogna tenere conto del fatto che il sistema è stato concepito per essere messo sul mercato più di un anno fa. Viste le dimensioni, un processore Skylake avrebbe trovato la giusta collocazione all'interno del piccolo chassis, ma il lavoro di ottimizzazione svolto dall'azienda americana con i componenti disponibili un anno fa è certamente molto apprezzabile, e non vediamo l'ora di vedere i risultati dei dispositivi in sviluppo con la nuova architettura. Intanto, a muovere Alienware Steam Machines troviamo una CPU Intel i7-4785T Haswell, realizzata con processo produttivo a 22 nm e con un TDP di 35W. La RAM è di 8 GB di tipo DDR3L a 1600 MHz, mentre all'interno è installato un disco da 1TB, niente SSD purtroppo. Visto lo spazio ridotto, Alienware ha deciso di affidarsi a una GPU custom prodotta da NVIDIA, con 2 GB di RAM GDDR5, derivata dalla GTX 860M, ma con un clock più alto. Oltre alla scheda di rete Gigabit, troviamo il Wi-Fi ac Dual Band e il bluetooth. Trattandosi del modello di punta della gamma, non è possibile personalizzare l'hardware, che soprattutto sul fronte GPU inizia a sentire il peso del tempo.

SteamOS

Già dal primo avvio della console, i tempi di caricamento sono molto buoni e in un attimo si arriva alla prima schermata, che chiede di inserire user e password del proprio account Steam. Una volta configurata la rete ed eseguito l'accesso, ci ritroviamo nel menù principale di Steam, che riprende quello della modalità Big Picture presente nel client PC del servizio.
Esso può essere diviso in tre aree distinte, che vanno a comporre l'interfaccia grafica dell'OS. Quella superiore da accesso ai dati del proprio account, alle impostazioni e al tasto dedicato all'arresto del sistema. La parte centrale permette di accedere al negozio, alla libreria di giochi, alla comunità di Steam, alla chat e al browser web. In basso invece troviamo dei contenuti suggeriti dal sistema operativo, ad esempio l'ultimo titolo avviato, per avere un accesso rapido ai titoli preferiti o a quelli giocati dagli amici, una buona idea. Non si fa in tempo a prendere confidenza con l'interfaccia che un pop-up segnala il rilevamento del client Steam installato sul PC principale della casa, configurando il tutto per lo streaming dei titoli, una funzione che torna utile in molte occasioni.
Prima di incominciare a giocare, facciamo un salto nelle impostazioni, che vengono proposte in un menù semplice e chiaro. La leggibilità del font scelto non è un granché, sia per i colori del menù sia perché la console è gestita da un TV da 55" con risoluzione UHD, che mostra un aliasing piuttosto evidente intorno ai caratteri. Ad ogni modo, da qui è possibile gestire l'intera macchina, anche se a un livello davvero basilare (non si può scegliere la risoluzione dell'interfaccia, ad esempio). La varie sezioni della schermata permettono di gestire il proprio account Steam, di configurare il controller e l'illuminazione esterna dei LED, disponibile sia per il tasto di accensione che per il logo di Steam nell'angolo sinistro dello chassis. Una parte importante è dedicata alla gestione dello streaming dei giochi, in cui scegliere la qualità del video in base alle proprie risorse di rete. Entrando nel menù che descrive le caratteristiche del sistema, le informazioni vengono elencate in modo piuttosto grossolano, senza la possibilità di vedere nel dettaglio le specifiche.
Tornando alla schermata principale, la sezione centrale permette di entrare nel vivo di SteamOS. Partiamo dal browser web, gestibile grazie alle peculiarità dello Steam Controller. All'inizio è strano scrivere con i due dispositivi tattili, ma una volta presa la mano si rimane sorpresi dalla velocità che si raggiunge, superiore a quella di qualsiasi altro pad. Via browser siamo riusciti a visualizzare correttamente sia YouTube che Netflix. Non sarà comodo come con le app dedicate, ma è un inizio. Navigare nello store o nel proprio parco giochi è comodo con lo Steam Controller, con opzioni praticamente speculari alla modalità Big Picture, disponibile sui PC Desktop. Un'intera sezione è dedicata alla chat, un elemento centrale per rimanere sempre in contatto con i propri amici.
Purtroppo, le funzioni finiscono qui, niente software accessori, nemmeno un abbozzo di player video o un servizio che permetta di vedere i film presenti sul proprio server multimediale domestico, tutte opzioni normali per un qualsiasi PC, ma anche per le console.
Allo stato attuale, SteamOS è una piattaforma nuova e necessita di tempo per espandere le proprie capacità, per cui i primi utenti dovranno pazientare per raggiungere la versatilità delle console di nuova generazione. In verità, sono disponibili delle versioni modificate di SteamOS, oppure è possibile installare nuove funzioni passando dal desktop Linux, ma si tratta di una complicazione che pone le Steam Machines in una posizione scomoda, non presentando molti dei vantaggi tipici dei PC ma nemmeno l'immediatezza delle console.

PC o console?

Capire l'esperienza d'uso di una Steam Machines non è complicato: basta collegare il proprio PC Windows alla TV, attivare la modalità Big Picture e il gioco è fatto. La differenza sta nel fatto che qui si ha a disposizione una macchina da gioco già pronta all'uso, seppur limitata nel parco titoli, visto che l'OS non è altro che una versione modificata di Linux, piattaforma che non gode certo dello stesso supporto di Windows da parte delle software house. Chi non ha mai utilizzato Steam troverà oltre 1500 giochi con cui iniziare a rimpolpare il proprio catalogo, un dato superiore a quello del lancio di qualsiasi console tradizionale, ma chi utilizza già da anni il servizio vedrà il proprio parco software ridimensionato. Nel nostro caso, una libreria con 110 giochi si è ridotta a soli 22, per altro non proprio recentissimi, mentre gli altri sono fruibili attraverso lo streaming. Quest'ultimo funziona piuttosto bene, a patto di avere una rete domestica adeguata, ma riesce a sopperire solo in parte alle carenze in tema di compatibilità. Anche impostando al massimo la qualità della trasmissione, questa viene penalizzata dall'utilizzo su TV di grandi dimensioni, con una qualità video buona ma non perfetta, come evidenziato da "Batman: Arkham Knight": basta la pioggia a sporcare più del dovuto l'immagine, con la compressione video che mostra tutti i suoi limiti. Per mettere alla prova ulteriormente il servizio, abbiamo provato Project Cars, che pur presentando qualche rallentamento è risultato più godibile, anche se non perfetto.

Alienware Steam Machines è riuscita a gestire bene titoli come Bioshock Infinite o Alien: Isolation, con dettagli medio-alti in 1080p, mentre Metro 2033: Redux ha mostrato qualche limite sul fronte della GPU. Purtroppo non siamo in grado di darvi risultati più oggettivi, perché i benchmark interni dei titoli in questione sono stati eliminati nella conversione verso Linux, e per attivare il contatore degli fps in-game bisogna per forza mettere mano al sistema operativo, almeno per ora.
Parlando invece dell'interfaccia vera e propria, l'utilizzo dello Steam Controller è consigliato, almeno nei menù e per la navigazione web, del resto questo pad è nato per dare il meglio di sé proprio con SteamOS, riuscendo a fare cose che un comune controller non è in grado di fare. Durante il gioco, le sue qualità non sempre vengono fuori, per cui meglio dotarsi anche di una soluzione tradizionale. Il sistema è ovviamente compatibile con mouse e tastiera, molto utili in certe tipologie di titoli, anche se in salotto non sempre è facile gestirli al meglio.

Alienware Steam Machines Se l’intento di Steam è quello di portare il gaming su PC in salotto, e solo quello, allora l’attuale situazione non è tanto distante da quella ideale, se non fosse per la scarsa compatibilità con i titoli più recenti e di spessore dello store di Gabe Newell. Nello specifico di Alienware Steam Machines i pregi non mancano, a partire dal design, davvero riuscito e con un ingombro ridotto all’osso. L’hardware, soprattutto lato GPU, non è proprio all’avanguardia, ma la macchina è stata presentata più di un anno fa, per cui è difficile fargliene una colpa per i ritardi di SteamOS. Il prezzo di questa versione è di 939€, una cifra importante, ma le Steam Machines probabilmente non sono rivolte a chi è in grado di assemblare da sé un PC da gioco di dimensioni ridotte come questo. L’interfaccia è ben ottimizzata e reattiva, anche senza SSD, ed è davvero semplice da gestire, mentre lo Steam Controller, seppur non perfetto per tutti i titoli, mostra già la sua versatilità, in situazioni anche diverse dall’ambito ludico. Di contro, bisogna dire che quanto offerto fino a questo momento non basta a spostare le attenzioni del pubblico verso queste soluzioni, che sono molto limitate nelle funzionalità, almeno allo stato attuale. La Steam Machines di Alienware è disponibile anche con Windows 10, e permette comunque di accedere a Steam in modalità Big Picture, per un'esperienza molto simile a quella offerta da SteamOS, fornendo in più prestazioni superiori, merito dei driver NVIDIA, maggiormente ottimizzati per l'OS di Redmond. In definitiva, il lavoro da portare avanti è tanto: Steam dovrà convincere gli sviluppatori a dare supporto al mondo Linux, ma dovrà anche arricchire SteamOS di nuove funzioni. Il progetto va avanti, e speriamo che nei prossimi mesi le novità arriveranno, riuscendo davvero a trasformare le Steam Machines in un centro per l’intrattenimento domestico, semplice da usare e con tutti i vantaggi derivanti dalla presenza di Steam.

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