Recensione AMD Kaveri A8-7650K

Il processore di AMD, nato con gli eSports nel sangue, alla prova con alcuni dei titoli di maggior successo del panorama online, da Counter-Strike: Global Offensive a Dota 2, passando per Starcraft II.

recensione AMD Kaveri A8-7650K
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Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

In questo periodo AMD è un po' sulla bocca di tutti: dopo Zen e Carrizo, l'attenzione ora ricade sulla promettente famiglia di schede Fiji, e, mentre in redazione aspettiamo trepidanti i nuovi sample, cogliamo l'occasione per tornare a parlavi delle celebri APU, il prodotto che più di tutti incarna la filosofia di mercato della rossa casata di Sunnyvale. Nel corso dell'ultimo biennio infatti, AMD ha puntato molto su questa tipologia di soluzioni, raffinandole nel tempo, migliorandone consumi, prestazioni e limandone costantemente il prezzo, fino a giungere alla terza generazione, che rappresenta un'ottima sintesi di questo percorso.
L'oggetto della nostra analisi è la "Kaveri" A8-7650K, una APU dal processo produttivo a 28nm e un TDP da 95W. La struttura del processore prevede 4 cores CPU (organizzati in due moduli Steam Roller) operanti ad una frequenza base di 3,30GHz, con la possibilità di raggiungere i 3,8 in modalità turbo. Il ruolo della GPU è affidato invece all'architettura Radeon R7: 6 cores GCN (Graphics Core Next), per una frequenza utile di 720MHz.
Come ribadito più volte da AMD, si tratta di un processore bilanciato ed economico, appositamente pensato e pubblicizzato come soluzione "all-in-one" per il mondo degli eSports. Com'è logico presupporre, il prezzo non poteva che essere estremamente concorrenziale, si parla infatti di soli 105,00€ per la versione boxed, una cifra imbattibile per il suo segmento di mercato.
Con queste premesse, il nostro obiettivo era quello di verificare la reale efficacia di un'eventuale sistema basato su tale architettura. Abbiamo quindi assemblato una macchina versatile ma dal costo non troppo elevato, capace di garantire un'esperienza di gioco senza eccessivi compromessi qualitativi, ma soprattutto adatta alle necessità dell'online competitivo. Dopo una lunga sessione di prove possiamo ritenerci più che soddisfatti dalla nostra APU e, tabelle alla mano, lasciamo che siano i numeri a dimostrarvelo.

Banco prova

Per testare la nostra APU abbiamo utilizzato una mobo MSI A68HM-P33, abbinata a due banchi di RAM RADEON R9 da 8GB l'uno, regolati per l'occasione a 1866 e 2133 MHz. Vista anche la natura economica della scheda madre (circa 40,00€), abbiamo preferito evitare l'overclock, limitandoci alla semplice modalità turbo, che si è comunque rivelata funzionale al nostro scopo. Per quanto riguarda il software, abbiamo scelto come base Windows 7 Ultimate a 64 bit (SP1), per poi passare alla classica routine di applicativi per il test CPU, in particolare Winrar 5 X64, Cinebench R15 X64 e PCMark 8 X64.
Per le comuni operazioni di compressione/decompressione, Winrar ha restituito un valore intorno ai 3700 Kb/s, un risultato che non stupisce, ma più che accettabile se lo contestualizziamo con lo scenario d'utilizzo generico. Le simulazioni di Cinebench sono anch'esse coerenti, con buoni risultati per l'ambiente CPU (286 pt) e ben 40,88 FPS totalizzati in ambiente OpenGL. PCMark ha infine confermato la nostra tesi, rivelando performance altrettanto buone per quanto riguarda i profili "home" e "creative", che rispettivamente si attestano intorno ai 3400 e 3750 pt. Al termine della prima sessione di prova ci riteniamo soddisfatti: l'A8-7650K si è dimostrata una soluzione valida e versatile nelle principali situazioni d'utilizzo quotidiano, evidenziando un tangibile passo avanti rispetto alle precedenti generazioni di APU.
Giungiamo ora al punto fondamentale della nostra recensione: quello riguardante le prestazioni grafiche applicate all'ambiente videoludico. Per nostri test abbiamo scelto i principali titoli che oggi dominano nel mondo degli esports (Dota2, CSGO, SCII e HOTS), cercando di raggiungere la meta dei 60FPS, senza rinunciare ai 1080p e ad una buona quantità di dettagli. Come spesso accade nella categoria delle APU, il nemico principale va ricercato nel fattore stabilità, che tende spesso a minacciare la costanza del framerate. L'esempio calzante è quello di Counter Strike: Global Offensive, che presenta oscillazioni di frequenza piuttosto elevate, soprattutto in presenza del V-Sync. Disattivando quest'ultimo infatti siamo passati dai traballanti 30-50fps ad una media ben più stabile di 55-65fps, mantenendo AA sempre attivo, dettaglio alto e ovviamente 1080p.

Dota 2 (Source build 1408) è stato ancora più facile da gestire. Mettendo da parte il V-Sync, che in questa tipologia di giochi è piuttosto trascurabile, eravamo già sui 30-40fps con le impostazioni maxate ed è bastato ritoccare lievemente textures e ombre per ottenere un incremento significativo di 15 frames. Disattivando l'occlusione ambientale e regolando i dettagli aggiuntivi su basso, abbiamo subito raggiunto i fatidici 60fps. L'ultimo nato in casa Blizzard invece, si è rivelato più pesante del previsto, costringendoci subito ad abbandonare le impostazioni grafiche di alto livello. In Heroes of the Storm partivamo da 25-30fps e, per mantenere i nostri 1080p, abbiamo eliminato il V-Sync ed abbassato la qualità complessiva dei dettagli, fatta eccezione per le textures (sempre alte) e l'anti aliasing. In questo modo abbiamo raggiunto l'accettabile media dei 45-50fps e, ridimensionando infine anche le nostre amate textures HD, abbiamo raggiunto i 60fps solidi. Starcraft II è anch'egli famoso per la sua pesantezza, legata soprattutto al motore datato e nondimeno all'alto numero di modelli presenti contemporaneamente su schermo. Anche qui l'instabilità del framerate era piuttosto evidente e, per non rinunciare alla definizione, abbiamo optato per la diminuzione del dettaglio, scegliendo il preset "medio". Da 25-30fps siamo subito schizzati verso i 40-50 e con qualche rettifica in più alle ombre abbiamo raggiunto il nostro obiettivo.
Concludendo, non possiamo che sentirci soddisfatti per i risultati ottenuti sul versante degli eSports: la APU A8-7650K ha saputo garantirci un'esperienza online fluida senza troppi compromessi estetici, se a questo aggiungiamo la possibilità di utilizzare un'altra GPU R7 di "supporto", mediante la feature dell'HSA (Heterogenous System Architecture), il verdetto non può che essere positivo.

AMD Con l’architettura Kaveri, AMD evolve le tradizionali APU di vecchia generazione, conferendo al suo prodotto una connotazione ancora più specifica, quella degli esports. Oltre a garantire delle buone prestazioni per l’utilizzo comune infatti, la APU A8-7650K si dimostra un perfetto punto di partenza per le esigenze del PC gaming entry-level, ma soprattutto risulta adatta agli standard dei titoli online-competitivi più giocati del momento. Il prezzo contenutissimo (105,00€ ca) rappresenta -come sempre- il fattore decisivo, mentre le possibilità di upgrade grafico, rese possibili dalla nuova feature HSA, riescono a fornire anche un margine di longevità che contribuisce ad arricchire l’offerta complessiva. Concludendo, se siete alla ricerca di una soluzione CPU economica ma efficace, la nuova APU A8-7650K è sicuramente un investimento da prendere in considerazione.

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