AMD Ryzen 7 1700X Recensione: ottime prestazioni a prezzo equilibrato

Il 1700X è il secondo processore Ryzen a passare sotto la nostra lente di ingrandimento, per una CPU che abbassa il prezzo e le frequenze operative.

recensione AMD Ryzen 7 1700X Recensione: ottime prestazioni a prezzo equilibrato
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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Dopo aver testato il primo processore Ryzen, il 1800X, passiamo oggi ad analizzare le prestazioni del suo fratellino minore, il 1700X. A livello di specifiche tecniche le differenze fra i due modelli non sono poi così marcate, e potremmo di conseguenza aspettarci delle prestazioni molto simili un po' in tutti gli ambiti. Se così è o meno lo vedremo fra brevissimo, ma le attese sono tanto alte quanto quelle che avevamo prima della recensione del 1800X, visto anche il costo inferiore della variante di cui ci occupiamo oggi.

Pack di vendita, bundle e specifiche tecniche

La confezione di vendita del Ryzen 7 1700X è graficamente accattivante, e vede l'alternarsi dei colori principali emblema dell'architettura, ovvero il grigio e l'arancio. Sul frontale abbiamo un grosso logo della famiglia di appartenenza, il numeretto che indica la serie e il logo di AMD in alto a sinistra. Sul retro non abbiamo informazioni particolari, se non quelle relative alla dotazione, mentre sul laterale destro troviamo una piccola finestrella che mette in mostra l'heatspreader del processore, il quale possiede stampato il nome commerciale del prodotto e il logo di Ryzen. Il bundle non è molto fornito, come ci aspettavamo, e comprende esclusivamente le istruzioni per l'istallazione del processore e le informazioni sulla garanzia.
Le specifiche tecniche di Ryzen 7 1700X, soprattutto se rapportate al prezzo, sono da capogiro, proprio come il modello superiore: abbiamo una configurazione a 8 core fisici e 16 thread, quindi col supporto del Simultaneous Multithreading, i quali possono beneficiare di una cache totale di 20 MB (16 MB di cache L3 e 4 MB di cache L2). La frequenza base dell'unità di calcolo è pari a 3,4 GHz, e può salire fino a 3,8 GHz grazie al Precision Boost. Questo processore supporta la tecnica nota come XFR, che overclocca automaticamente la CPU in dipendenza dalla qualità del raffreddamento adottato.

Benchmark sintetici

Per testare il 1700X abbiamo utilizzato una scheda madre MSI X370 Xpower Gaming Titanium, una coppia di moduli RAM (2 x 8 GB) Corsair Vengeance LPX DDR4 con frequenza massima di 3000 MHz e un dissipatore Noctua NH-U12S SE-AM4, costruito ad hoc per il nuovo ecosistema di AMD. Completano la dotazione un SSD Samsung 840 Pro affiancato da una scheda grafica GIGABYTE GeForce GTX 1070 G1, mentre il cabinet è un Corsair Obsidian 750D Airflow Edition. Il sistema operativo utilizzato è Windows 10 Pro.
Il primo test effettuato con il 1700X è il benchmark integrato in CPU-Z. Il test è una prova nuda e cruda di calcolo, e viene effettuato sia in ambito multi-thread che single-thread. Con quest'ultimo scenario abbiamo ottenuto 2011 punti, meno dei 2231 dell'i7-7700K e poco meno del fratello maggiore 1800X, che ottiene invece 2028 punti, ma come sappiamo questo test è fortemente influenzato dalle frequenze operative, a vantaggio della soluzione Intel. E' nel test multithread che il 1700X fa davvero faville, raggiungendo il risultato di poco più di 18.000 punti superando abbondantemente il 7700K di Intel e rimanendo dietro solo al 1800X.
Siamo poi passati a Cinebench R15, un benchmark molto famoso e in grado di fornirci immediatamente una panoramica delle prestazioni generali della CPU. Abbiamo ottenuto un punteggio di 143 e 1529 con il 1700X (Ryzen 7 1800X fa invece 155 e di 1601), rispettivamente per il test con un singolo core attivo e per il test in cui le unità di calcolo lavoravano in parallelo. Col primo risultato - quindi in scenari single-thread - siamo poco al di sotto dell'i7-7700K (che ha ottenuto 185 e 961 punti), a testimonianza che le frequenze operative fanno in tal caso la differenza. Il punteggio racconta invece tutt'altra storia con un carico multi core, dato che gli otto core del 1700X si fanno sentire tutti, superando le prestazioni della variante di Intel.

Con Cinebench 11.5 Ryzen 7 1700X ha ottenuto uno score di 17,12 col test multithread, mentre l'i7-7700K si è fermato a soli 10,87 punti, con i 17,46 di Ryzen 7 1800X che lo fanno restare ancora saldamente al comando. Il punteggio della variante AMD supera con ampio margine quello medio di un i7-6900K ma è al di sotto di quello di un i7-6950X, che ricordiamo essere il top di gamma in assoluto di Intel e con 10 core a bordo.
Per verificare il bandwidth di memoria abbiamo utilizzato AIDA64, che comprende anche utility per la diagnostica ed il benchmarking. Tra i tre aspettavamo dei risultati piuttosto simili, e in effetti abbiamo un bandwidth di 34.084 MB/s per il 1700X, 33.078 MB/s per il 1800X, e di 30.756 MB/s per l'i7-7700K. Tale differenza è probabilmente impercettibile in scenari di utilizzo reali ma è comunque rappresentativa. La larghezza di banda è invece al di sotto di quella di un i7-6900K, ma le memorie RAM possono fare molto in questo senso, con l'ecosistema X99 in grado di sfruttare il quad channel, rendendo lo scontro impari.

Prestazioni con GPU dedicata

I benchmark di Ryzen 7 1700X sono stati effettuati assieme ad una scheda grafica dedicata che nel nostro caso ricordiamo essere una GeForce GTX 1070. La risoluzione utilizzata è la QHD. La nostra serie di test è cominciata con The Witcher 3, un titolo piuttosto ostico da gestire e che ci fa rendere immediatamente conto delle capacità computazionali del processore in questione. In 2K e con dettagli massimi, ma senza HairWorks di NVIDIA, abbiamo ottenuto circa 54 FPS, solo una manciata in meno rispetto a quelli prodotti dallo stesso sistema con un i7-7700K, che ne fa segnare 63, ed uno meno dei 55 del 1800X. La differenza fra le CPU è invece meno marcata con Doom, in cui il 1800X fa 106 frames al secondo con il preset "Incubo", il 1700X ne fa 105 mentre l'i7-7700K è un po' distaccato e fa segnare 108 FPS.
Su Battlefield 1 abbiamo invece, sempre a risoluzione 2K e con massimo livello di dettaglio, un distacco di 14 FPS a favore dell'i7-7700K, grazie ai suoi 75 FPS rispetto ai 61 del processore Ryzen 7 1700X. Il nostro giro di test è proseguito con Forza Horizon 3, titolo dall'incredibile qualità grafica e che di conseguenza non può essere definito "leggero" a livello computazionale. In tal caso, con il preset "Ultra", il livellamento del frame rate attivato e l'ottimizzazione dinamica attiva, abbiamo 71 FPS sia con Ryzen 7 1800X che con Ryzen 7 1700X, e circa 84 FPS con il Core i7-7700K. I benchmark si sono conclusi con Watch_Dogs 2, sul quale abbiamo raggiunto i 41 frames per secondo con le CPU di AMD; il contendente Intel ha invece ottenuto 46 FPS.
Per quanto riguarda temperature e overclock, AMD Ryzen 7 1700X è un processore dal TDP piuttosto contenuto, soprattutto considerate le frequenze operative e i core a bordo. Per questo motivo, ci aspettavamo che le temperature non fossero troppo alte: in idle eravamo mediamente a 42 gradi, mentre in full il core più caldo non è mai andato oltre i 67 gradi.
Uno dei campi su cui AMD ha spinto molto è quello dell'overclocking. A supporto di tale pratica, la società di Sunnyvale fornisce una utility nota come Ryzen Master Utility, che però non abbiamo utilizzato per spingere al massimo le frequenze del 1700X, preferendo passare dal BIOS. Quello della XPOWER GAMING TITANIUM è ben fatto, così come la scheda madre, con la quale siamo riusciti a raggiungere una frequenza massima di 4,1 GHz applicata su tutti i core, con la tensione di alimentazione di oltre 1,4 V.

AMD Ryzen 7 1700X Ryzen 7 1700X può definirsi come un 1800X in miniatura: esso eredita dal fratello maggiore tutte le principali caratteristiche, compresi il numero di core, il supporto alla tecnologia XFR, il sistema di caching e il TDP. Al tempo stesso però abbassa le frequenze operative, che sono le principali responsabili della differenza di prestazioni fra i due modelli, ma anche il prezzo. In ambito gaming i due processori si comportano allo stesso modo, e se comprate un processore Ryzen per questo scopo è certamente meglio andare sul 1700X, che costa meno e va sostanzialmente lo stesso coi videogiochi, soprattutto dalla risoluzione 2K in poi. Il 7700K rimane sopra nel gaming, come previsto, ma nel tempo le prestazioni di queste CPU non potranno che migliorare, sempre che gli sviluppatori apportino le dovute ottimizzazioni. Per l’utilizzo su una workstation questo processore va forte quasi quanto il 1800X, per cui il top di gamma è da scegliere solo se si cercano le massime prestazioni in questo ambito. AMD Ryzen 7 1700 X costa attualmente 427 € circa al dettaglio, oltre cento euro in meno del top di gamma, un prezzo aggressivo che di certo lo pone in vantaggio rispetto al fratello maggiore per un utilizzo più generale e meno legato al mondo delle workstation.

9.1