Apple Watch Series 2 Recensione

Apple Watch Series 2 rinnova il precedente modello con la resistenza ai liquidi fino a 50 m e con il GPS, per un device che appare oggi molto più maturo.

recensione Apple Watch Series 2
Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Apple Watch è lo smartwatch più venduto al mondo, un primato che però si scontra con un settore che non è mai decollato appieno. Di certo la frammentazione su Android ha aiutato molto, visto che per il robottino verde esistono decine di modelli diversi, anche dal costo molto basso, ma il dato fa comunque riflettere sul potenziale di questo device. Potenziale che avevamo già appurato nella recensione del primo modello, ora rinnovato con due caratteristiche che, in base al tipo di utente, possono diventare essenziali. Stiamo parlando della presenza del GPS e della resistenza all'immersione fino a 50 m, che fanno del Watch un perfetto compagno di allenamento. I miglioramenti non sono finiti qui e vanno a ritoccare anche altri elementi dello smartwatch della mela. Per i possessori del primo modello questo potrebbe non essere abbastanza, ma resta il fatto che ora Apple Watch Serie 2 si può considerare come uno dei più completi prodotti di questa categoria.

Il solito Watch

Apple ha puntato a rinnovare in modo marcato l'hardware, lasciando invece il design invariato rispetto al modello dello scorso anno. Se con iPhone 7 qualche piccola modifica estetica si è comunque vista, questo non è avvenuto con il Watch, anche per quanto riguarda il pack di vendita. Pack che risulta ancora molto curato dal punto di vista estetico, riprendendo quelli dei classici orologi. La confezione e tutto quanto si trova al suo interno sono di colore bianco. Oltre ai libretti per la garanzia e una guida rapida d'uso, troviamo un caricabatteria e un cavo con la parte finale magnetica, per la ricarica wireless. Il sample in nostro possesso ha una cassa da 42 mm in alluminio serie 7000, con un cinturino in nylon intrecciato color caffè. Le possibilità per personalizzare il device sono però moltissime, a partire dalla dimensione della cassa (disponibile anche da 38 mm), passando per i materiali, con varianti in acciaio inossidabile o in ceramica, mentre per i cinturini c'è solo l'imbarazzo della scelta. Oltre al nylon, troviamo varianti in silicone, in pelle e in acciaio, che possono cambiare anche di molto il colpo d'occhio che il Watch è in grado di offrire. A disposizione degli utenti ci sono poi le versioni speciali realizzate da Nike e da Hermes, la prima pensata per gli sportivi la seconda per chi invece predilige l'eleganza e l'esclusività.
Come anticipato, nulla è cambiato rispetto al primo modello. La parte frontale è interamente occupata dal display, ricoperto di vetro Ion-X nel sample di prova ma in vetro zaffiro nelle varianti in acciaio e ceramica. Sul lato destro trova spazio la corona digitale e il tasto funzione, mentre nel sinistro sono installati microfono e speaker. Questo presenta una particolare tecnologia che lo rende maggiormente resistente all'acqua. Attivando la modalità di utilizzo in acqua, lo smartwatch entra in uno stato particolare, in cui i comandi touch non vengono recepiti (durante il nuoto non servono). Una volta terminata la sessione di nuoto, basta ruotare la corona digitale per riportare il Watch al normale funzionamento. Per liberare l'altoparlante dall'acqua rimasta, che ne limita la potenza, questo emette un suono che espelle in liquido in eccesso: durante le nostre prove abbiamo visto ad occhio nudo l'acqua espulsa dal dispositivo attraverso il suono, per cui la tecnologia pensata da Apple sembra funzionare a dovere. La parte inferiore del Watch è invece occupata dal cardiofrequenzimetro, che secondo gli studi effettuati su diversi smartwatch dotati di questa caratteristica è il più preciso sul mercato. Ora il sensore è incastonato in un blocco di ceramica, a differenza del precedente modello, che utilizzava un materiale composito. Troviamo anche due pulsanti per lo sgancio del cinturino, che permettono di sostituirlo in tutta semplicità. Questo offre la possibilità di adattare il Watch alle diverse esigenze, ad esempio utilizzando un cinturino in acciaio o pelle durante il lavoro e uno in silicone per l'attività fisica.
A livello estetico, il nostro giudizio non è cambiato rispetto al primo modello: a noi Apple Watch continua a piacere. Interessante notare come, a differenza degli smartwatch Android, Apple continui ad offrire una cassa squadrata invece che una tonda. Anche se questo crea un distacco netto con gli orologi classici, si tratta di un segno distintivo del device, che lo rende immediatamente riconoscibile. Messo per la prima volta al polso, le dimensioni e il peso del modello da 42 mm si fanno sentire, ma dopo poco ci si abitua e sembra quasi di non averlo. Le dimensioni effettive della cassa sono di 42.5 mm di altezza per 36.4 di larghezza, con uno spessore di 11.4 mm e un peso di 34.2 g, almeno per la variante in alluminio. Per quanto riguarda i prezzi, si parte da 439€ per il modello in alluminio con cinturino in silicone/nylon, fino ad arrivare 1469€ per quello in ceramica. Ricordiamo però che Apple ha ancora a listino il primo modello, con processore aggiornato rispetto all'originale e più veloce, a partire da 339€. Se non vi interessano il GPS e la resistenza all'immersione, potrebbe essere più di una semplice alternativa.

Caratteristiche tecniche

Se dal punto di vista estetico non ci sono stati cambiamenti, all'interno il Watch 2 è stato in larga parte rivisto, a partire dal processore. Il chip S2 fornisce ora più potenza allo smartwatch, necessaria per gestire al meglio le app e in grado di rendere più indipendente l'accessorio da iPhone. L'architettura prevede due core che forniscono il 50% di potenza in più rispetto alla CPU del primo modello, stessa cosa per la GPU, anche questa con capacità raddoppiate rispetto al passato. La scelta di rinnovare questo componente appare piuttosto comprendibile, visto che con il modello precedente le prestazioni non erano sempre all'altezza. Piccolo aggiornamento anche per il display. Rimane sempre un OLED, ma la luminosità sale da 450 a 1000 Nit, rendendolo molto più leggibile sotto la luce diretta del sole. La risoluzione è di 340x272 nella variante da 38 mm e 390x312 in quella da 42 mm. All'interno della cassa troviamo le tecnologie Force Touch, in grado di percepire il livello di pressione applicato allo schermo, e il Taptic Engine, capace di generare vibrazioni diverse in base al tipo di notifica/avviso. I sensori comprendono il cardiofrequenzimetro, accelerometro, giroscopio, sensore di luce ambientale e il GPS. La connettività è affidata al Wi-Fi b/g/n monobanda e al Bluetooth 4.0.

Watch OS 3

Il processore S2 non è l'unico elemento a contribuire alle maggiori performance del Watch. Watch OS 3 migliora e ottimizza diverse parti del sistema operativo visto nel primo Watch. A livello generale, tutto il sistema è decisamente più reattivo, con le app che si aprono più velocemente e una gestione più semplice delle app in background. Prima di proseguire con le caratteristiche di Watch OS 3 però, focalizziamoci ancora un attimo sulle prestazioni. Anche se il miglioramento è netto rispetto al passato, lag e micro rallentamenti sono ancora presenti e si osservano nel cambio del quadrante, oppure premendo la corona digitale e accedendo al menù delle app. Apple dovrà ottimizzare ancora il sistema per raggiungere la fluidità vista su iPhone, speriamo quindi che con le prossime release Watch OS 3 sprema ancora di più le potenzialità del chip S2.
L'interfaccia appare comunque più ottimizzata con Watch OS 3, anche se a farne le spese è il Force Touch. In pratica, si tratta di una caratteristica che diventa quasi inutile nell'utilizzo quotidiano. Se prima veniva utilizzata per cambiare le watch face, ora risulta molto più semplice farlo con uno swipe verso destra o sinistra nella schermata del quadrante. Il Force Touch viene comunque utilizzato per entrare nel menù che permette di personalizzare le watch face con le complicazioni. Si tratta di applicazioni che si possono aggiungere ad alcune tipologie di quadrante, offrendo funzioni extra (ad esempio il meteo o i promemoria). Queste sono compatibili anche con app di terze parti, presenti in buona quantità. Le complicazioni possono anche essere eliminate, in modo da avere una watch face più pulita e che mostri solo l'ora. Il livello di personalizzazione aumenta con Watch OS 3 e questo è certamente un fatto positivo.
Buona parte delle interazioni effettuabili con lo smartwatch sono state riviste rispetto alla precedente edizione del software. La pressione della corona digitale riporta sempre alla schermata delle app a installate, ma premendo invece il tasto funzione si può notare la prima novità. Questo da accesso al Dock, un menù che mostra tutte le applicazioni aperte in background, scorrevoli effettuando una swipe. Da qui si può passare da un'applicazione all'altra in modo molto più rapido, consentendo anche di chiudere quelle non utilizzate o di renderle sempre disponibili in questa schermata. Altra novità è rappresentata dal nuovo Centro di Controllo, accessibile con uno swipe dal basso verso l'alto nella schermata del quadrante. Questo da accesso a diversi toggle rapidi, utili ad esempio per attivare la modalità Aereo, disattivare la suoneria o attivare la modalità non disturbare. Da qui si può vedere la quantità di carica residua ed eventualmente attivare la modalità a basso consumo, che lascia attiva solo la visualizzazione dell'ora. A disposizione degli utenti ci sono anche nuovi quadranti, come quelli con protagonisti Minnie e Topolino, e un'applicazione Attività ancora più completa, che integra nuovi tipi di allenamenti dedicati al nuoto e una watch face ad hoc. Non dimentichiamo inoltre la possibilità di sbloccare il Mac grazie al Bluetooth avvicinandosi con il Watch, la funzione SOS per chiamate rapide di emergenza e l'integrazione dell'app Home, con cui comandare i dispositivi di casa compatibili. Questi sono solo alcuni dei miglioramenti apportati a Watch OS 3, che sembra oggi decisamente più maturo rispetto alla sua prima versione.

Esperienza d'uso

Le possibilità offerte da Apple Watch Series 2 sono davvero tante e questo fa dello smartwatch di Apple un prodotto molto versatile. Versatilità che va incontro a diverse tipologie di utenti, dagli sportivi a chi invece desidera un accessorio per la gestione delle notifiche e per rimanere sempre connesso con i propri contatti. Detto questo però, la nostra opinione rimane invariata rispetto alle conclusioni a cui eravamo giunti con il precedente modello: il Watch, come tutti gli altri wearable, non è un accessorio per tutti. Chi non deve gestire molte notifiche oppure non è interessato al monitoraggio dell'attività fisica meglio che passi oltre, perché altrimenti il rischio è quello di investire denaro in un oggetto che poi non viene sfruttato al meglio.
Se utilizzato tutti i giorni, lo smartwatch di Apple è davvero in grado di dare una mano nelle attività quotidiane. Tanto per cominciare, averlo al polso consente di risparmiare la batteria di iPhone in diverse occasioni. Bisogna spostarsi da un punto all'altro e non si conosce la strada? Grazie al GPS e all'applicazione Mappe si può impostare un percorso senza prendere in mano il telefono, semplicemente chiedendolo a Siri. Le notifiche provenienti dalle applicazioni di messaggistica sono semplici e pratiche da consultare sul Watch, e si può anche rispondere attraverso emoticon, risposte preimpostate oppure dettando direttamente a Siri il testo da inviare. Manca purtroppo la funzione Scribble in Italia, che permette di scrivere direttamente sullo schermo le parole da inviare. Ad ogni modo, anche qui il telefono non viene toccato, almeno nel caso di risposte semplici e che non richiedono l'inserimento di testi lunghi. Apple Watch viene anche in aiuto per rispondere a una chiamata quando si hanno le mani occupate, il tutto con un vivavoce non potentissimo ma quanto basta per intrattenere una normale conversazione, a patto che l'ambiente non sia troppo rumoroso. Molto comodi anche i controlli per i riproduttore musicale, altro elemento che rende superfluo l'accesso allo smartphone.
Come si può notare, non si tratta di operazioni lunghe, del resto il Watch è stato pensato per un utilizzo di una quindicina di secondi a sessione al massimo, ma riescono bene a rendere più semplici certe attività. Per gli sportivi poi, la presenza del GPS nel nuovo modello fa davvero la differenza. Non serve più portarsi dietro l'iPhone durante la corsa, un bel vantaggio rispetto al passato. I dati ottenuti sono molti e l'integrazione con l'app Attività e quella Salute, davvero molto ben realizzate, permette un monitoraggio della propria attività fisica decisamente avanzato, anche se purtroppo manca ancora il rilevamento del sonno, disponibile solo con app di terze parti.
Per quanto riguarda la batteria, Apple Watch Series 2 non migliora quanto visto nel precedente modello, ma non peggiora nemmeno.

Vista la presenza del GPS e di un processore più veloce, siamo comunque di fronte a un bel miglioramento. Con un utilizzo non intensivo, siamo riusciti a utilizzarlo anche per due giorni senza ricariche. Il discorso cambia molto se all'equazione si aggiunge il monitoraggio dell'attività fisica, molto dispendioso in termini energetici. In ogni caso, anche in presenza di un utilizzo intenso, Apple Watch arriva a fine giornata con circa il 30% di batteria, un risultato comunque lusinghiero vista la quantità di sensori al suo interno.
In definitiva, come sempre accade quando si parla di Apple, a fare la differenza è l'integrazione tra i device. In questo caso, Apple Watch appare come il perfetto completamento di iPhone, un accessorio molto utile se l'utente è disposto a sfruttarlo a dovere. Dalle notifiche alla chiamate, passando per il rilevamento dell'attività fisica, Apple Watch rende davvero più semplice il compimento di determinate azioni. Se però queste attività non sono centrali per voi, allora meglio che lasciate perdere, perché il rischio è quello di acquistare un prodotto non adatto alle vostre esigenze.

Apple Watch 2 Apple Watch Series 2 è il compagno perfetto per ogni possessore di iPhone, almeno per quelli che ogni giorno devono gestire decine di messaggi, mail e chiamate. Altra tipologia di utenza a cui il Watch potrebbe fare comodo sono gli amanti del fitness, che con l'inserimento del GPS hanno oggi a disposizione uno degli smartwatch più completi sul mercato. A differenza degli smartphone però questi dispositivi non sono per tutti e il loro acquisto va valutato bene, soprattutto per un prodotto dal costo elevato come questo. Il rischio è quello di trovarsi con un gadget tecnologico che offre una miriade di possibilità e di non sfruttarle appieno. Se però siete tra quelli che ogni giorno vivono di pane e mail, oppure praticate attività sportiva e volete monitorare le vostre performance in modo accurato, allora il Watch diventa un accessorio utile e in grado di cambiare il modo di interagire con il proprio ecosistema Apple.

8.5