Recensione Asus GX1000 Eagle Eye

Il produttore taiwanese ci mostra un mouse gaming dalla scocca in metallo.

recensione Asus GX1000 Eagle Eye
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

È assodato che disporre di costose periferiche gaming non è certo sinonimo di vittoria assicurata. Tuttavia, ogni videogiocatore sa bene che un buon mouse è certamente un buon punto di partenza. Avere una periferica comoda e il più possibile adatta alla propria mano, ci permette infatti di giocare con meno fatica, assecondando l’avambraccio e il polso nei movimenti e nella postura mentre siamo seduti alla scrivania. In un’industria dove la concorrenza è più agguerrita che mai, anche Asus ha provato a dire la sua con GX1000 EagleEye, un mouse a filo costruito intorno all’esigenza dei più. Grazie al supporto di Asus Italia siamo riusciti a mettere le mani su un sample, così da testarlo con i più recenti titoli del panorama PC.

PACKAGING E DESIGN

La confezione si presenta elegante e moderna, ma si rivela un po’ ostica da aprire. Dopo aver superato vari enigmi logici degni di Ernő Rubik, stacchiamo gli ultimi sigilli di chiusura e ci apprestiamo a sfilare il mouse dalla sua custodia. Il design particolarmente aggressivo ci ricorda alcuni modelli Razer di alcuni anni fa, in particolare Copperhead, con la sua forma lanceolata e i lunghi pulsanti. Il cavo è telato - ormai una prassi per le periferiche dedicate al gaming - ed è lungo 1,8 m. La scelta dei materiali è insolita se paragonata a gran parte dei device offerti dalla concorrenza: al classico materiale polimerico che compone la scocca, si unisce dell’alluminio (o una lega leggera, non è ben chiara la natura del metallo) che ricopre l’intera superficie del mouse, quella a contatto con il palmo della mano e i polpastrelli. Pur abituati alla plastica gommata, materiale generalmente utilizzato per via dell’ottimo grip offerto, la scelta di Asus restituisce immediatamente una sensazione di robustezza e durata, due elementi fondamentali per una periferica di questo tipo. I due pulsanti sono racchiusi da una sottile cornice bordeaux in plastica metallizzata. Completa il tutto un sistema d’illuminazione led che mette in risalto la rotellina, il pulsante centrale per regolare la sensibilità e il dorso.
L’ergonomia è buona ma non per tutti: GX1000, diversamente dai mouse della svizzera Logitech, è basso e lungo, pertanto non adatto a chi ha le mani piccole; inoltre può risultare scomodo per via della sua forma non anatomica. Nonostante sia costruito simmetricamente, non è un mouse per mancini.

USO E PERFORMANCE

Asus condensa tutta l’esperienza maturata grazie alla serie Republic of Gamers, in un mouse gaming dalle alte prestazioni. All’atto pratico questo si traduce in una periferica dotata di un precisissimo laser da 8200dpi, con possibilità di switchare rapidamente tra i vari profili dpi. Un’altro pregio del GX1000 è la possibilità di regolarne il peso grazie a delle piccole “pastiglie” in metallo, da inserire o levare dalla periferica così da modificarne il carico. Per fare ciò troviamo un piccolo sportello a pressione sul ventre del mouse, vicino al laser, che permette di alloggiare i piccoli pesi da 5 grammi (per un massimo di 25g in tutto), ovviamente inclusi nella confezione. I quattro piedini in teflon garantiscono scorrevolezza su ogni tipo di superficie e mousepad, mentre i due pulsanti sono comodi da cliccare e poco rumorosi. I pulsanti macro sono purtroppo solo 3, più che adeguati a gran parte dei gamer ma comunque limitati se pensiamo ai videogiocatori in cerca di una periferica adatta agli MMO. C’è inoltre da considerare il prezzo un po’ più elevato della media, circa 60€, senza dubbio giustificati dalla presenta di materiali pregiati e dal sopracitato weight system. Un punto a sfavore per quanto riguarda la rotellina: pur essendo ricoperta di morbida gomma che ne conferisce un ottimo grip, la piccola rotella si rivela essere rigida, scattosa e poco funzionale non solo nella navigazione web ma anche e soprattutto nei giochi, per scorrere tra le armi o nei menù.
Ovviamente il mouse è corredato dal relativo software per personalizzare i pulsanti con funzioni macro. L’App, che rimane attiva in background con la tipica icona nel tray di Windows, ci permette di modificare rapidamente l’assegnazione macro per i pulsanti programmabili, quindi di salvare i vari profili gaming in un apposito pannello di management, così da poter richiamare le combinazioni con un click, on-the-fly. Il software permette inoltre di intervenire sulla sensibilità del laser - che aumenta e diminuisce la velocità del puntatore a schermo - e di modificare il polling rate per una performance sempre ottimale.

Asus GX1000 Asus GX1000 è un buon mouse da gioco, comodo, preciso e adatto alle esigenze del videoplayer comune, con particolare enfasi su FPS ed action game. Ciò nonostante, la periferica del colosso taiwanese non riesce a differenziarsi da una già affermata concorrenza in grado di proporre mouse analoghi a prezzi anche più interessanti. Con l’unica eccezione della scocca in metallo, gran tocco di classe e sinonimo di robustezza, non vediamo motivazioni particolari per preferire GX1000 ad altri input device già disponibili, soprattutto se consideriamo una rotellina non eccezionale e il ridotto numero di pulsanti macro. A questo si aggiunge però un mouse pad in gomma e tela di buona fattura, elemento che potrebbe convincere gli scettici o chi ha necessità di una superficie d’appoggio per il proprio mouse. Ponete attenzione alle vostre esigenze e fate la vostra scelta.