Recensione Asus PB279Q

Il 2015 è l'anno del 4K, almeno nelle intenzioni delle aziende. Il monitor Asus PB279Q rientra a pieno titolo nei prodotti dotati del nuovo standard, che grazie al pannello IPS pone l'accento sulla qualità dell'immagine e sulla fedeltà dei colori.

recensione Asus PB279Q
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Lo standard 4K è stato uno dei protagonisti dell’inizio del 2015 al CES di Las Vegas, dove sono stati mostrati diversi modelli di televisore dotati di questa risoluzione. Allo stato attuale, uno dei più grandi problemi per questa tecnologia è rappresentato dai contenuti, che ancora non arrivano in quantità adeguata, nonostante i segnali positivi arrivati da Netflix, che ha iniziato a trasmettere online le prime serie TV e i primi film con risoluzione 2160p. Non solo le TV si stanno adeguando al futuro però, ma anche i monitor per PC, visto che una risoluzione più alta porta enormi benefici, sia in ambito lavorativo che ludico. Nelle ultime settimane abbiamo avuto modo di provare la nuova proposta Asus in questo settore, il monitor Asus PB279Q, già disponibile in Italia con un prezzo online di circa 730€.

Design e connessioni

Asus ha preferito non spingere troppo sul design di questo prodotto, preferendo linee piuttosto minimali, che però ben si adattano ad ogni contesto d’uso. Sia la scocca del monitor che la base sono ricoperti di policarbonato nero, fornendo un’immagine generale piuttosto austera. Anche se in molti prediligono modelli da 30 o più pollici quando si parla di 4K, il PB279Q monta invece un pannello da 27”, che consente un impatto minore sullo spazio occupato. Installate nella parte posteriore sono disponibili due connessioni Display Port, una in versione mini e una standard, e quattro HDMI MHL, senza dimenticare i jack per microfono e cuffie. Integrati nella scocca ci sono anche due speaker da 2 W. Il numero di connessioni appare adeguato e le HDMI consentono di visualizzare contemporaneamente sullo schermo fino a quattro sorgenti video, mentre lo standard MHL offre maggiori possibilità di utilizzo all’utente, come la ricarica dei dispositivi mobile. I tasti per il controllo del menu impostazioni sono collocati sul retro dello schermo, nell’angolo in basso a destra. Complice anche il cavo di alimentazione, l’accesso non è dei più comodi, per cui non è sempre semplice gestire in modo veloce le impostazioni del pannello.

Trattandosi di un modello da 27”, le dimensioni sono ovviamente piuttosto importanti e senza il supporto arrivano a 624.96x368.23x58.8 mm. A proposito del supporto, quello utilizzato si è rivelato molto stabile e in generale di ottima qualità. Il monitor può essere regolato in altezza con facilità, ma è anche possibile girare lo schermo in posizione verticale, cosa molto utile soprattutto in ambito lavorativo, o inclinarlo verso l’alto o verso il basso, per trovare la posizione di utilizzo migliore in base alla postazione in cui si opera. Segnaliamo che all’interno della confezione di vendita sono presenti un cavo audio, una guida per l’installazione rapida e un manualetto con le informazioni sulla garanzia.

Caratteristiche tecniche

Come anticipato, Asus PB279Q ha una diagonale di 27 pollici, mentre la risoluzione è di 3840x2160 pixel, che fornisce immagini molto più definite del semplice Full HD e uno spazio di lavoro maggiore, il tutto con un aspect ratio di 16:9 e 163 pixel per pollice. Interessante la scelta del pannello, di tipo IPS, che rispetto a quelli TN offre una qualità dell’immagine e una precisione nella resa del colore migliore, sacrificando però i tempi risposta, superiori a quelli degli schermi TN. Tornando per un attimo al colore, la scheda tecnica di questo schermo indica che è in grado di riprodurre lo spazio di colore sRGB al 100% con una profondità di 10 bit. I tempi di risposta sono piuttosto bassi, attestandosi sui 5 ms. Gli angoli di visuale dichiarati sono di 178 gradi in verticale e 178 in orizzontale, mentre il contrasto ASCR (ASUS Smart Contrast Ratio) è di 100 milioni a 1. Visto che il segnale in 4K è molto avaro di banda passante, il refresh rate arriva solo a 60 Hz utilizzando la connessione DisplayPort, mentre con le HDMI si fermano a 30 Hz, davvero pochi. Purtroppo dovremmo aspettare l’arrivo del nuovo standard di comunicazione DisplayPort 1.3 per poter abbattere il muro dei 60 Hz, visto che anche le HDMI 2.0 non possono andare oltre.

Tecnologie proprietarie e impostazioni

Asus ha impiegato diverse tecnologie proprietarie per ottimizzare la visione di film, giochi, siti web, etc., su questo schermo. In primo luogo, troviamo SplendidPlus, che permette di impostare lo schermo nel modo ottimale in base al tipo di contenuto mostrato a video. Sono disponibili otto modalità preimpostate, da quella dedicata alla lettura a quella studiata per il gaming, passando per il classico Night Mode. Integrate anche le tecnologie Low-Blue Light e Flicker-Free, che dovrebbero consentire un affaticamento minore della vista durante lunghe sessioni di utilizzo. Interessante quanto offerto da Asus QuickFit, che permette di visualizzare sullo schermo una griglia, in modo da avere idea delle dimensioni reali dell’immagine che si sta editando.
Queste sono solo alcune delle funzioni a cui si può accedere tramite il menu delle impostazioni, che risulta piuttosto ricco, fermo restando i problemi di navigazione all’interno dell’interfaccia, causati dalla posizione dei tasti di controllo. Entrando maggiormente nel dettaglio del menu, troviamo in prima posizione la sezione dedicata ad Asus SplendidPlus. A seguire troviamo delle schermate deputate alla regolazione del colore e dell’immagine in generale, che includono controlli di vario tipo, dalla nitidezza alla saturazione dei colori. Per la modalità Picture in Picture è presente un pannello apposito, da cui selezionare il formato con cui viene suddiviso lo schermo e regolare la dimensione dei riquadri. Disponibile anche una schermata da cui selezionare l’input in ingresso e una dedicata alle impostazioni generali del monitor, da cui è possibile attivare la modalità GamePlus, che permette di visualizzare sullo schermo un mirino e di impostare un timer, ricordando ai giocatori il tempo trascorso dall’inizio della sessione.

Esperienza d'uso

Il primo impatto con Windows 8.1 a risoluzione 4K è abbastanza disarmante. Complice anche la diagonale da 27”, le icone e la barra delle applicazioni appaiono sottodimensionate, così come anche i testi. Il problema non si presenta solamente con l’interfaccia di Windows, ma anche con altri software, come Photoshop, che mostra pulsanti e testi davvero molto piccoli. Aumentando la dimensione degli elementi, dalle impostazioni dello schermo, e quella delle icone, è possibile migliorare la situazione, ma alla fine l’interfaccia di Windows non sembra andare d’accordissimo con le risoluzioni elevate, se si esclude ovviamente la schermata Start, ottimizzata per tablet, che risulta perfetta anche in 4K. L’aumento della dimensione degli elementi sullo schermo permette di ottenere un’interfaccia più adatta a questa risoluzione, ma causa anche una certa sfocatura in alcuni elementi della UI, con risultati non sempre ottimali.
Un aspetto che non toccherà tutti gli utenti ma che risulta importante per una corretta valutazione dell’esperienza d’uso riguarda il refresh rate. Chi scrive è abituato a lavorare e a giocare su un monitor che supporta i 120 Hz. Appena avviato il monitor, la differenza si vede a occhio nudo, a partire dal cursore del mouse fino ad arrivare allo spostamento e al ridimensionamento delle finestre di Windows, che appaiono meno fluidi. Va detto che ci si abitua in fretta al ritorno ai 60 Hz, ma la differenza c’è, anche se serve un occhio abituato per notarla.
Diverso il discorso quando si visualizzano video o immagini in alta risoluzione, dove è davvero possibile apprezzare la risoluzione maggiore dello schermo. Per quanto riguarda le immagini, la qualità e la fedeltà dei colori è ottima, grazie anche al pannello IPS utilizzato. Non avendo a disposizione strumenti per misurare la resa cromatica, non possiamo dare un dato oggettivo su questo aspetto, ma i test effettuati dal portale Hexus indicano che l’ASUS PB279Q è in grado di coprire l’81% dello spazio di colore Adobe RGB, un valore decisamente buono. Passando ai video, la difficile reperibilità di filmati in 4K, almeno in Italia, rende impossibile sfruttare al meglio il monitor per la visione di film. Già con i video disponibili su YouTube comunque è possibile apprezzare, almeno in parte, il miglioramento qualitativo derivato da questa risoluzione.

L’utilizzo in ambito gaming è subordinato alla presenza di un hardware di alto livello, visto che le risorse necessarie a muovere gli oltre 8 milioni di pixel visualizzati sono ingenti, rendendo necessaria la presenza di molta memoria dedicata nella scheda video. Ad ogni modo, giocare in 4K porta realmente benefici a livello visivo, anche in titoli che non puntano tutto sull’engine grafico, come ad esempio Pillars Of Eternity, davvero ultra definito una volta impostato sui 3840x2160 pixel.
L’ambito lavorativo è forse quello che, attualmente, gode dei maggiori vantaggi dall’UHD, visto che non richiede hardware particolarmente avanzato per essere gestito al meglio. Avere a disposizione uno spazio di lavoro molto più esteso permette di aprire numerose finestre e software contemporaneamente, andando a ottimizzare meglio gli spazi.
A questo punto la nostra prova sarebbe finita, se non fosse che il ritorno al Full HD si è rivelato meno indolore del previsto. Tutto appare poco definito, dai testi alle immagini, che beneficiano molto della maggiore risoluzione. Se la prova effettiva ha lasciato qualche dubbio, non tanto sul prodotto quanto sull’utilizzo pratico di questa risoluzione oggi come oggi, il ritorno al vecchio standard ha permesso di apprezzare meglio i pregi della tecnologia 4K.

Asus PB279Q Chi acquista oggi un monitor 4K deve essere ben consapevole di andare incontro a qualche piccolo disagio nell'utilizzo quotidiano, che risulta marginale una volta configurata l’interfaccia di Windows. Nel caso specifico del monitor Asus, la diagonale da 27” non aiuta e spesso ci si ritrova a cliccare su pulsanti troppo piccoli, anche se alla fine ci si fa l'occhio. Detto questo, i benefici di questa tecnologia si vedono sia in ambito lavorativo, con la possibilità di visualizzare molte più finestre contemporaneamente, sia ricreativo, visto che il gaming trae molti benefici, anche se le richieste hardware salgono molto e il carico di lavoro sulla scheda video è molto alto. Il pannello IPS utilizzato dal PB279Q si è rivelato qualitativamente molto buono, con colori fedeli, angoli di visuale ampi e una luminosità ottima, anche se tutto dipende dai settaggi utilizzati. In definitiva, l’Asus PB279Q è un prodotto di qualità, ideale per i giocatori che vogliono essere sempre al passo con l’avanzamento tecnologico e per chi desidera lavorare su una superficie di lavoro semplicemente impossibile per un pannello Full HD.

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