Recensione Asus Radeon R9 280X

Provata la nuova Radeon R9 280X di Asus, ottimo compromesso tra qualità e prezzo.

recensione Asus Radeon R9 280X
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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In un momento in cui le macchine di Microsoft e Sony sono al centro dell’attenzione e la console war si consuma a suon di titoli di lancio, esclusive e web services, su PC si sta svolgendo un altro tipo di guerra, puramente incentrata sull’hardware e la sua forza bruta dello stesso, quella ormai storica tra AMD e NVIDIA che vede i due colossi confrontarsi per una lotta all’ultimo pixel. Se fosse un film western lo chiameremmo “Per un Pugno di Frame”, un film di guerra “Dove Osano le GPU”. E’ una lotta sempre più interessante quella combattuta su questo campo di battaglia, perché i due hardware developer non si sfidano solo sui nuovi chip ma anche sull’ottimizzazione e il supporto costante, con incredibili performance ottenute anche grazie al rilascio di driver ottimizzati e di software dedicato. Finalmente, grazie ad ASUS, abbiamo avuto occasione di mettere le mani su una scheda grafica AMD Radeon della famiglia R9, ultima arrivata per l’azienda di Sunnyvale, puro concentrato di potenza e tecnologia, una scheda che promette incredibili prestazioni ad un prezzo davvero accattivante. La Radeon R9 280X è la nuovissima scheda di fascia medio-alta della casa statunitense, basata sull’architettura GCN per ottenere prestazioni da urlo. Asus ci ha gentilmente offerto un sample da recensire, così siamo scesi in campo, pronti a combattere...

PROGRAMMATA PER UCCIDERE

In qualità di scheda appartenente alla fascia medio-alta, R9 280X non manca proprio di nulla, equipaggiando componenti di tutto rispetto e realizzata con materiali di prima categoria. Basata sulla nuova tecnologia di AMD a 28nm denominata Graphic Core Next, nome in codice Volcanic Island, la nuova GPU promette rinnovate prestazioni all’insegna delle nuovissime DirectX 11.2 che accompagnano l’ultima build di Microsoft Windows. Il contenuto è essenziale, da tradizione, e offre la scheda, il connettore per il Crossfire, certificato di qualità e garanzia e infine il DVD con driver e software. La nuova unità di elaborazione grafica lavora con un base clock di 970MHz, arrivando a 1070 in boost: accompagnano 3GB di memoria GDDR5 a 6000MHz effettivi. Il chip Tahiti XT vanta la bellezza di 4 miliardi di transistor e 2048 stream processors, ponendo la scheda tra quelle con prestazioni più elevate dell’attuale mercato. Parliamo di una scheda espressamente pensata per l’hardcore gaming, con una naturale predisposizione all’overclocking. A tal proposito interviene CPU Tweak, un software realizzato da Asus che permette di modificare parametri e impostazioni on-the-fly, in maniera rapida e intuitiva. Alle feature di AMD si aggiunge la tecnologia DIGI + VRM di Asus, che utilizza regolatori di tensione digitali per ridurre al minimo il rumore di potenza del 30% e migliorare l'efficienza energetica del 15%. Ovviamente la scheda supporta anche i nuovi standard 4K in dirittura d’arrivo, grazie agli output HDMI e DisplayPort, ai quali si aggiunge il classico DVI (ancora lo standard su personal computer).

"La scheda supporta anche i nuovi standard 4K in dirittura d’arrivo."

Le dimensioni della scheda sono leggermente superiori alla media (284x145x38 mm), motivo per il quale vi raccomandiamo di prendere le misure del vostro case prima di procedere ad un eventuale acquisto. L'installazione non ha portato alla luce particolari problemi, fatta eccezione per la difficoltà di riconoscere correttamente lo schermo è la sua risoluzione (per altro sempre asus). L'alimentazione avviene attraverso un connettore a 6 Pin e uno a 8, accompagnati da piccolo led che assicurano il corretto funzionamento e lavoro degli stessi. Il punto di forza della scheda approntata da Asus è sicuramente il sistema di raffreddamento DirectCU II, in grado di ottimizzare il processo di raffreddamento di GPU e memorie grazie a due silenziose ventole da 8mm e un dissipatore dotato di heatpipe in rame. Sebbene non ci sia stato possibile eseguire un test fonometrico, la due ventole si dimostrano poco percettibili in idle e assolutamente tollerabili quando la scheda lavora a pieno carico. In fase di riposo si registra una temperatura media di 33° C, mentre la massima è di 70° C (in un ambiente a 18.5° C circa).
GTX 770 di NVIDIA è la diretta concorrente, due schede che si assomigliano davvero molto in termini di specifiche e prestazioni, sebbene poi le due architetture lavorino in maniera sostanzialmente diversa. In linea generale la scheda di AMD supera in capacità computazionale la concorrente della casa di Santa Clara - almeno sul piano teorico - grazie ad un’ampiezza di banda superiore di non poco: all’atto pratico però l’hardware di NVIDIA vanta pixel e texel rate più elevati, lavorando quindi in maniera più efficace con filtro anisotropico, antialiasing, ambient occlusion e tessellation.
Sul fronte dei consumi purtroppo manca ancora un po’ di ottimizzazione, per una scheda che brucia qualcosa di più rispetto al marchio concorrente, con un TPD di circa 250W mentre GTX 770 si attesta sui 230W.

THE CORE

Ma la vera novità di AMD è la tecnologia software attualmente in sviluppo presso i laboratori di Sunnyvale. Chiamata Mantle traendo ispirazione dal mantello della crosta terrestre che fa da cuscinetto tra il nucleo del pianeta e la superficie, il nuovo software si occuperà di mediare, fare da tramite, tra l’applicazione videoludica e l’hardware montato all’interno del PC. Parliamo di API grafiche (Application Programming Interface) sviluppate appositamente da AMD in collaborazione con DICE, come alternativa alle librerie Direct3D e OpenGL attualmente in uso su PC e console. L’idea dell’azienda di Sunnyvale è di realizzare una nuova base di partenza per lo sviluppo videoludico su computer, una serie di strumenti che i developer potranno sfruttare per realizzare del software espressamente plasmato sulle capacità computazionali e di lavoro dell’hardware e della GPU, ma anche e soprattutto dagli utenti finali che andranno a godere del software fatto e finito. Senza entrare in inutili e complessi dettagli tecnici, grazie a Mantle la CPU verrà notevolmente alleggerita, spalmando il carico di lavoro in maniera più uniforme e intelligente sull’intero ecosistema hardware, mentre sul fronte dello sviluppo ci sarà pieno accesso alla GPU e a tutte le sue feature.

"L’idea è di fissare una nuova base di partenza per lo sviluppo videoludico su computer."

A giovarne saranno soprattutto gli hardware di fascia bassa, che godranno di una miglior ottimizzazione e quindi in grado di offrire prestazioni superiori.
Quello che però risulta doveroso precisare, è che Mantle appare ora solo “su carta” dato che nessuna delle attuali release è stata in grado di sfruttare le nuove API, tanto meno mostrarne le reali potenzialità, tanto meno l’efficacia. A partire dalle prossime settimane AMD, in collaborazione con le software house che hanno “aderito” al progetto, inizierà a rilasciare software e patch, così che si possa finalmente saggiare con mano questa innovativa tecnologia. Electronic Arts ha recentemente affermato che al momento ci sono 15 giochi in attesa di essere mostrati/rilasciati abbracciando la nuova interfaccia di programmazione sviluppata da AMD. Ovviamente l’annuncio di AMD ha scatenato NVIDIA che, prontamente, ha presentato a stampa e pubblico GameWorks, una serie di SDK che mirano ad avvicinare il software e lo sviluppo alle tecnologie offerte dall’azienda verde. La sfida tra i due colossi si fa quindi molto intrigante dal punto di vista tecnico, senza rischio di fratture nello scenario PC dato che le API Mantle verranno concesse indistintamente a tutti, con quella che parrebbe essere una politica open source (il tutto all’alba di uno SteamOS linux based che, con queste premesse, potrebbe davvero promettere grandi cose). Non si vedevano tante novità in ambito PC dai tempi di 3Dfx e dagli anni d’oro di Matrox. Sicuramente ne vedremo delle belle.

IL BANCO DI PROVA

I benchmark sono stati effettuati utilizzando il PC redazionale, un fascia alta ovviamante, testando con alcuni dei più recenti titoli del mercato videoludico. La scelta è ricaduta sui sette mostri sacri dello scenario PC, quelli conosciuti come i più esigenti e tecnicamente complessi. I dati sono stati registrati su base di prove della durata di 10 minuti circa. Tutti i test sono stati effettuati con AA 4x (salvo dove diversamente specificato) e alla risoluzione di 1920x1080. I driver utilizzati sono gli ultimi resi disponibili da AMD, ovvero i Catalyst 13.11 Beta 9.5. Ecco le caratteristiche del banco di prova da noi utilizzato.

CPUIntel i7 3770K @ 4GHz
MainboardMSi Z77A-GD65
MemorieCorsair Vengeance 16 GB DDR3
DischiSSD CorsairGT 240 GB + WD Caviar Blue 500 GB
AlimentatoreCorsair AX850 80+ Gold

I MAGNIFICI SETTE

I primi due giochi della nostra lista, Battlefield 4 e Tomb Raider sono ottimizzati per le più recenti GPU di AMD: lo shooter sviluppato da DICE vanta una diretta collaborazione del dev team con gli ingegneri dell’azienda di Sunnyvale, dalla cui partnership è nata la tecnologia Mantle, che avremo modo di vedere in azione molto presto. Grazie all’ottima velocità del core e ai 3GB di memoria, possiamo giocare a qualità elevata, senza lesinare su dettagli e filtri, ottenendo così un’immagine prossima ai 60 fps con settaggi “Ultra” e un valore minimo che resta nell’accettabile range dei 40 frame. Il titolo di Crystal Dynamic d’altro canto, dispone della feature TressFX grazie alla quale i capelli di Lara Croft e degli altri personaggi di gioco, si muovono con incredibile realismo. Tra i titoli testati, solo Crysis 3 e Metro: Last Light hanno mostrato qualche tentennamento, il primo sul fronte dell’AA e dell’ambient occlusion, mentre il secondo per quanto riguarda la tessellation, che impostata su “very high” ha creato un drastico abbassamento del framerate, specialmente in ambienti aperti dall’ampio field-of-view. Lo spettro registrato su Metro rivela infatti un gran distacco tra valore minimo e valore massimo. Anche con Batman e Bioshock abbiamo osservato qualche piccolo e raro rallentamento, ma i dati finali mostrano comunque un valore medio davvero vicino ai 60 frame ideali.

BATTLEFIELD 4



Impostazioni: Qualità grafica “Ultra”, MSAA 4x.
FPS 59.2 (Min. 44 - Max. 62)

TOMB RAIDER



Impostazioni: Qualità grafica “Ultra”, filtro anisotropico 8x, FXAA, TressFX attivo, tutti i filtri attivi.
FPS 59.9 (Min. 55 - Max. 62)

CRYSIS 3



Impostazioni: Tutte le impostazioni a livello massimo, MSAA 4x (medio), Anisotropico 8x.
FPS 36.3 (Min. 21 - Max. 68)

CALL OF DUTY: GHOSTS



Impostazioni: Qualità grafica e texture su “Extra”, MSAA 2x, AO disattivata, Dynamic Fur OFF.
FPS 94.7 (Min. 47 - Max. 129)

BATMAN: ARKHAM ORIGIN



Impostazioni: Tutti gli effetti e filtri attivi, FXAA a livello alto, AO, ombre e geometrie a livello massimo.
FPS 54.1 (Min. 29 - Max. 62)

METRO: LAST LIGHT



Impostazioni: Qualità grafica "Molto Alta", tessellation “Molto Alta” SSAA disattivato, Anisotropico 8x.
FPS 34 (Min. 17 - Max. 101)

BIOSHOCK: INFINITE



Impostazioni: Livello di qualità "Ultra".
FPS 59.6 (Min. 27 - Max. 63)

Asus Radeon R9 280X La scheda di AMD/ASUS si rivela essere una soluzione molto interessante del nuovo mercato GPU, tesi avvalorata non solo dalle buone performance ma anche da un rapporto qualità prezzo davvero interessante, senza dubbio uno dei migliori degli attuali cataloghi. Il chip da 1070MHz permette di giocare a tutti i titoli dei cataloghi Steam e Origin, senza dover scendere a grossi compromessi sul fronte delle impostazioni video, fatta eccezione per anti-aliasing, ambient occlusion e tessellation, che su alcuni titoli si rivelano sfortunatamente poco affini all’hardware di AMD. Pur dispondendo di una notevole potenza grezza, l’offerta della casa di Sunnyvale risulta tuttavia poco bilanciata, con grandi capacità computazionali che però non sembrano sfruttate a dovere e che, di fatto, restano ancora “sulla carta”. Che sia una questione di driver? O forse dovremo attendere il rilascio di Mantle per comprendere appieno le potenzialità della nuova serie R9 200 di AMD. Con un prezzo inferiore a 300 euro non possiamo che consigliarvi l’acquisto del nuovo hardware Radeon: certo se il vostro budget è più alto, allora vi suggeriamo di dare un’attenta occhiata in giro.

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