Recensione Bose CineMate 120

Le Sounbar stanno prendendo sempre più piede nei salotti, complice anche la loro praticità e la facilità di configurazione. Quella proposta da Bose è un modello esclusivo, ma in grado di riservare qualche piacevole sorpresa.

recensione Bose CineMate 120
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Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Nella scelta del proprio sistema audio/video casalingo, molto spesso le preferenze degli utenti si focalizzano sul video più che sull’audio. Il problema non è solamente di tipo economico, ma anche prettamente pratico. Non sempre è facile gestire la presenza di diversi diffusori in un ambiente centrale per la vita domestica come lo è il salotto. I moderni standard audio prevedono spesso l’utilizzo di molte casse, più il subwoofer, e molti utenti non hanno semplicemente lo spazio per installare un impianto home theater completo, ecco perché negli ultimi tempi le Soundbar sono diventate un accessorio molte volte preferito alle soluzioni 5.1 o 7.1. Sia chiaro, la qualità nella riproduzione non può essere, almeno con le tecnologie attuali, allo stesso livello, però la praticità di queste casse è nettamente superiore, permettendo inoltre un minore impatto a livello visivo sull’ambiente circostante.
Ormai esistono Soundbar di ogni tipo e prezzo, ma quella che abbiamo provato nelle ultime settimane è decisamente un prodotto di fascia alta, dedicato ad una clientela esclusiva. Stiamo parlando del sistema per l’home cinema Bose CineMate 120, proposto al costo ufficiale di 1.199€, un kit espressamente sviluppato per ampliare l’esperienza audio cinematografica domestica senza impattare sullo spazio abitativo.

Semplicità prima di tutto

Bose CineMate 120 è venduto in una confezione piuttosto voluminosa, al cui interno si trovano i quattro elementi che vanno a comporre il kit, oltre ovviamente a tutti i cavi per i collegamenti. Troviamo una Soundbar, una console di controllo, un modulo Acoustimass wireless e un telecomando universale, che si è dimostrato molto valido durante l’uso. Oltre a questi elementi, nella scatola sono incluse anche delle speciali cuffie, da utilizzare durante la calibrazione del sistema audio.
Cominciamo col dire che, a livello estetico, il kit sfoggia il tipico stile Bose, per cui non troverete altro colore se non il nero. Tutti gli elementi sono realizzati con materiali di qualità, con la Soundbar che spicca decisamente sotto questo punto di vista. Trattandosi di un prodotto nato per garantire un minore impatto sugli spazi domestici rispetto alle soluzioni multi-cassa, le dimensioni sono fondamentali per comprendere la riuscita di un oggetto di questo tipo. Le misure della Soundbar sono di 43 cm di lunghezza per 8 cm di altezza, il modulo Acoustimass invece è largo 19,7 cm e alto 28,6 cm, con una profondità di 37,50 cm. La console arriva a 31, 3 cm di larghezza per 6, 4 cm di altezza, con una profondità di 20,8 cm. Se nel caso del subwoofer e della console non ci sono criticità da rilevare, nel caso della Soundbar un piccolo appunto va fatto, e riguarda la sua altezza. Se appoggiata davanti al televisore, quegli 8 centimetri arrivano pericolosamente al limite dello schermo televisivo, anche se tutto dipende dal TV utilizzato. Se intendete piazzare il CineMate 120 con questa configurazione, forse conviene misurare prima l’altezza dello schermo dalla base, in modo da evitare che la cassa finisca per occupare una parte, ovviamente piccola, dello spazio visivo. Utilizzando altre configurazioni (ad esempio con la TV e la cassa appese al muro) il problema non si pone.

L’installazione è davvero molto semplice: basta infatti collegare i cavi di alimentazione al woofer e alla console, che tramite un cavo proprietario si connette alla Soundbar. La console funziona come un piccolo sintoamplificatore, a cui arrivano le sorgenti audio/video, permettendo di gestire da un unico hub tutte le apparecchiature dedicate all’intrattenimento, senza però fornire tutte le funzioni presenti in un ricevitore audio/video standard.
Terminato il montaggio vero e proprio, la prima cosa da fare è calibrare l’impianto. Per farlo, basta collegare le speciali cuffie fornite in dotazione ed avviare, dal menu della console, la procedura che consente di adattare il suono alla stanza in cui è installata la Soundbar, tramite il software ADAPTiQ. Una volta indossate le cuffie, il sistema chiede di posizionarsi in diversi punti della stanza, quelli da cui normalmente si guarda la TV o si ascolta musica, emettendo un suono piuttosto acuto che permette di mappare le caratteristiche dell’ambiente circostante, dalle sue dimensioni alle modifiche al suono causate da mobili o dalle superfici che riflettono o assorbono il suono. Niente impostazioni avanzate, niente menu di difficile interpretazione o impostazioni che necessitano di una minima competenza in materia: gli utenti più esperti certamente non apprezzeranno questa soluzione, ma se si vuole un impianto pronto da usare in poco tempo, allora Bose CineMate 120 è sicuramente il prodotto adatto.

Una Soundbar, tante casse

L’esperienza accumulata da Bose nel corso degli anni nel campo della rifrazione sonora si vede tutta in questo prodotto, soprattutto nella Soundbar. Purtroppo, il sito Bose non fornisce molte indicazioni sulle caratteristiche tecniche degli speaker utilizzati all’interno del CineMate 120, ma del resto si tratta di un prodotto dedicato a un’utenza che desidera un oggetto semplice da installare, ma allo stesso tempo in grado di impressionare l’ascoltatore. Per farlo, all’interno di questo piccolo parallelepipedo troviamo ben 5 speaker, tre puntati verso l’utente in posizione frontale e due posizionati invece nei lati, che hanno il compito di creare la sensazione di un suono avvolgente. A proposito di rifrazione sonora, il sistema è dotato della tecnologia proprietaria TrueSpace, che permette di simulare un ambiente d’ascolto con cinque casse classiche. Interessante il subwoofer Acustimass, che si collega all’impianto senza il bisogno di alcun filo. Basta una presa per la corrente, dopodiché è possibile posizionarlo fino ad una distanza massima di nove metri dalla console di controllo. Quest’ultima comprende diverse connessioni, poche se confrontate con quelle presenti nei sintoamplificatori classici, ma più che sufficienti per collegare le apparecchiature che troviamo solitamente in salotto. A disposizione ci sono quattro ingressi e un’uscita HDMI, quest’ultima da collegare al televisore, un ingresso audio coassiale, uno ottico, uno analogico stereo e uno dedicato alle cuffie, con un jack da 3,5 mm. Trattandosi di un prodotto costoso ma dedicato a un’utenza poco affine alle complessità delle configurazioni audio avanzate, possiamo dire che c’è quasi tutto quello che serve per gestire al meglio il proprio ecosistema sonoro domestico. Quasi? In effetti, una mancanza c’è: la connessione Wi-Fi. In realtà, tramite un modulo acquistabile a parte (99,95€), questa caratteristica torna disponibile, ma visto il prezzo della proposta Bose ce lo saremmo aspettati integrato nel sistema.

Impostazioni

Come anticipato, non ci sono molte impostazioni con cui è possibile personalizzare l’esperienza sonora, una scelta fatta in un’ottica di maggiore semplicità di utilizzo. Scorrendo il menu della console di controllo, in prima posizione troviamo la voce “AUDIO COMP”, che permette di attivare delle ottimizzazioni per enfatizzare i dialoghi e per livellare il volume nell’audio dei film, evitando così esplosioni spacca timpani. Il secondo parametro impostabile permette di regolare il ritardo dell’audio, sincronizzandolo con il video, mentre a seguire troviamo una sezione dedicata allo spegnimento automatico, che può essere semplicemente abilitato o disabilitato. La configurazioni dell’audio si limita alla regolazione dei bassi, degli alti e del canale centrale. L’ultima cosa da segnalare è una sezione dedicata all’utility per la calibrazione dell’audio con il sistema ADAPTiQ, molto semplice da effettuare.

Esperienza d’uso

Già dal nome del prodotto si capisce subito quale sia il suo campo di utilizzo ideale: il cinema. Non che in ambito musicale l’effetto generale sia negativo, ma per l’ascolto dei brani stereo due casse tradizionali di qualità rimangono imbattibili. Questo perché la separazione dei canali stereo non sempre è ottimale, e anche giocando un po’ con i settaggi l’effetto ottenuto non è al livello di un impianto dal costo elevato come questo. Va detto che molto dipende anche dal brano ascoltato, dalla qualità del file riprodotto e dall’enfasi posta sull’effetto stereofonico dall’artista. Ad esempio, Bohemian Rhapsody dei Queen viene riprodotta meglio di altri brani, proprio perché gioca molto sull’effetto stereofonico. Ad ogni modo, non aspettatevi miracoli, si tratta pur sempre di una Soundbar.
Passando invece al campo di utilizzo ideale di questo prodotto, ovvero il cinema, il discorso si fa interessante. Guardando un contenuto televisivo tradizionale, con suono stereo, ravvisiamo gli stessi limiti, endemici in un prodotto di questo tipo, riscontrati in precedenza, ma è con l’audio multicanale che vengono fuori i pregi della tecnologia alla base del CineMate 120. Grazie anche al piccolo ma potente modulo Acoustimass, l’esperienza sonora si è rivelata incredibilmente ricca, certo non paragonabile a quella di un vero impianto multicanale, ma assolutamente sorprendente per una Soundbar. Abbiamo provato il prodotto con diversi film e sorgenti audio (DVD, Blu Ray e decoder di SKY), evidenziando qualità davvero sorprendenti, con bassi molto potenti e alti cristallini. Il prodotto genera una resa sonora davvero unica, ma assimilabile all’interno del tipico suono prodotto dalle casse dell’azienda americana. Certo, permangono dei limiti, e uno di questi è sicuramente la riproduzione dei canali posteriori: anche calibrando più volte l’apparato, i suoni vengono percepiti al massimo in un raggio di 180°, senza mai avvertire nulla provenire dalle spalle. Ad ogni modo, la spazialità raggiunta durante la visione stupisce per precisione, senza per altro penalizzare il canale centrale, quello dedicato alla voce, che risulta sempre chiaro. Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’audio durante il gioco, che grazie al modulo Acustimass regala esplosioni davvero potenti.
Mancanza piuttosto fastidiosa è quella della funzione “Night Mode”, presente in tutti i sintoamplificatori, che consente di usare l’impianto anche di notte senza disturbare nessuno. Fortunatamente, la resa è buona anche a bassi volumi, per cui basta abbassare il livello dei bassi per proseguire la visione fino a tarda notte. Un plauso va invece fatto al telecomando universale, che si è rivelato perfetto. Senza impostare nulla, è riuscito a governare senza problemi il decoder MySkyHD, comprese tutte le funzioni avanzate, come la registrazione.

Bose CineMate 120 Bose CineMate 120 è un prodotto esclusivo, dedicato a un’utenza con ampie disponibilità economiche, che non vuole cinque o più casse in giro per il salotto ma desidera comunque godere di un audio avvolgente durante la visione di un film. In questo specifico ambito di utilizzo la soluzione Bose dà il meglio di sé, regalando un suono potente, che riesce a diffondersi a 180° intorno all’ascoltatore. Con una sorgente audio stereo i limiti derivati dall’assenza di più casse separate vengono a galla, ma alla fine pretendere l’alta fedeltà o una purezza sonora cristallina da una Soundbar sarebbe pretenzioso. Vista anche la semplicità di installazione e configurazione, Bose Cinema 120 è utilizzabile davvero da chiunque, anche dall’utente meno esperto, un particolare che spiega al meglio il target perfetto per una soluzione di questo tipo.