Recensione Fitbit Charge

L'activity tracker che fa del software il suo punto di forza.

recensione Fitbit Charge
Articolo a cura di
Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Le periferiche indossabili stanno assumendo un’importanza sempre maggiore. Lo si è visto al CES di Las Vegas e al Mobile World Congress di quest’anno, in cui sono stati presentati molti nuovi modelli. Modelli che si possono dividere in due grandi categorie. Abbiamo gli smartwatch, dotati di schermi che permettono di gestire in maniera ottimale notifiche e funzionalità avanzate, e poi le smartband, più adatte ad un utilizzo sportivo. Il prodotto oggetto di questa recensione appartiene alla seconda categoria, anche se il piccolo schermo lo colloca quasi a metà strada tra le due anime dei gadget indossabili. Stiamo parlando di Fitbit Charge, presentato a gennaio durante il CES e disponibile in Italia a circa 110€. Si tratta del successore diretto del Fitbit Flex, con cui condivide il design, apportando però diversi miglioramenti.

Design

Come tutti i dispositivi prodotti da Fitbit, l’anima sportiva non viene celata minimamente, nemmeno da un punto di vista prettamente visivo. Il Charge fa della semplicità un punto di forza, grazie alla sua struttura in policarbonato morbido di buona qualità, caratterizzato da una texture obliqua nella parte esterna e liscia in quella interna. Osservando il braccialetto, nella parte visibile si trovano il display OLED e una tasto di controllo collocato sul bordo sinistro, mentre in quella a contatto con la pelle trova spazio un connettore proprietario per la ricarica. L’ingombro è minimo, tanto che si può tranquillamente indossare insieme ad un orologio vero o a uno smartwatch, vista la larghezza di 2 cm e lo spessore di poco superiore al centimetro.
Passando al cinturino flessibile, che si fonde molto bene con la parte rigida della periferica, bisogna dire che la soluzione scelta per l’aggancio non è delle più comode, incastrandosi spesso nei vestiti. La fibbia è realizzata in acciaio chirurgico, anche se bisogna stare attenti ai graffi. Dopo un paio di giorni di utilizzo continuato, qualche riga è comparsa, causata dalla scrittura su PC, con il polso a contatto con una superficie di legno.

Funzioni base ed ergonomia

Il display OLED presenta caratteristiche basilari, che non permettono di gestire le notifiche come negli smartwatch, anche se il Charge è stato creato per altri scopi. A proposito di notifiche, è presente la segnalazione delle chiamate in arrivo, che avviene tramite una vibrazione, mentre sullo schermo compare il nome del contatto. Segnaliamo però che questa funzione è disponibile solo per iOS e Android, mentre su Windows Phone non è possibile sfruttarla, anche se con i prossimi aggiornamenti del sistema operativo qualcosa potrebbe cambiare.
Durante l’utilizzo Fitbit Charge è davvero comodo, grazie anche al peso contenuto. Non abbiamo notato fastidi o irritazioni causate dal sudore o da reazioni allergiche, un problema riscontrato in un numero esiguo di utenti con il precedente modello, anche se questo aspetto potrebbe variare da persona a persona. Purtroppo, non è possibile utilizzarlo durante il nuoto, visto che il dispositivo è sì resistente all’acqua e alla polvere ma non all’immersione continuata, cosa che potrebbe tagliare fuori parte dell’utenza.
Nonostante si tratti del modello base della nuova linea di smartband Fitbit, il Charge integra quasi tutte le caratteristiche presenti nella variante HR, se si escludono ovviamente quelle legate al cardiofrequenzimetro, assente in questa versione.

Le funzioni disponibili sono diverse, a partire dal monitoraggio del sonno e dalla possibilità di utilizzare una sveglia silenziosa. Il braccialetto rileva i passi, la distanza percorsa, le calorie bruciate e i piani saliti, senza dimenticare la funzione orologio. Tutti questi dati vengono registrati dal software messo a punto da Fitbit, che risulta uno dei più completi attualmente disponibili sul mercato. Nel caso in cui non si voglia avviare l’app, premendo il tasto laterale si ha accesso ai medesimi dati direttamente dal display OLED, che seppur di piccole dimensioni risulta funzionale alla visione delle statistiche giornaliere. Se invece si vuole semplicemente visualizzare l’ora, basta un doppio tap appena al di sotto dello schermo per farla comparire.

Primo avvio e configurazione

Una delle caratteristiche principali dei prodotti Fitbit è la possibilità di utilizzarli praticamente su ogni piattaforma software. Android, iOS e Windows Phone hanno una propria app dedicata, anche se ne manca una ottimizzata per iPad, mentre in ambiente Windows basta utilizzare il comodo adattatore USB, fornito in dotazione, per sincronizzare il Charge in pochi secondi con il PC senza utilizzare nessun cavo. Sia l’interfaccia che le funzioni sono praticamente le stesse su tutte le piattaforme, con qualche piccola differenza, anche se alla fine l’esperienza d’uso è la medesima.
Una volta aperta la confezione e acceso il Charge bisogna fare il primo pairing, che avviene nel giro di qualche secondo. Trattandosi del primo avvio del dispositivo, ci viene proposto un aggiornamento del firmware, andato subito a buon fine, ma che ha portato un piccolo intoppo: una volta terminato infatti, l’app non ha più riconosciuto il braccialetto. Niente di grave comunque, è bastato attaccare il Charge al cavo di ricarica e premere il pulsante laterale per 10 secondi per eseguire una sorta di soft reset, dopodiché non ci sono più stati problemi.
Per ottenere rilevazioni più accurate, una delle prime cose che abbiamo fatto è stato l’inserimento dei dati relativi a peso e altezza, necessari per una migliore calibrazione delle funzioni che si occupano del conteggio calorico giornaliero e del contapassi. Interessante la possibilità di inserire manualmente la lunghezza del passo, sia durante la camminata che durante la corsa, in modo da rendere il contapassi ancora più preciso nelle misurazioni.

Entrambi i dati possono essere inserti nella schermata “Impostazioni”, da cui si può configurare il proprio account, modificare gli obbiettivi giornalieri (numero di passi da fare, calori bruciate, piani saliti, etc), senza dimenticare i settaggi relativi alle unità di misura e al database degli alimenti. A proposito di quest’ultimo, sono presenti cibi provenienti da Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Francia e Spagna, mentre manca completamente un archivio di quelli Italiani. Vista anche l’ampia diffusione internazionale della cucina nostrana, la mancanza risulta piuttosto grave, anche per utenti al di fuori del nostro paese.

Software

La prova è stata fatta utilizzando l’app per Windows Phone, che risulta speculare alla altre in quanto a funzionalità. Una volta avviata, la schermata principale, il “pannello”, mostra in alto il tipo di device Fitbit connesso. Tappando sullo stesso, si entra in un menu che permette di impostare la sveglia silenziosa, di scegliere quali dati visualizzare sul display, compreso il loro ordine ordine, e il tipo di quadrante. A proposito della sveglia silenziosa, attualmente non è disponibile la sveglia intelligente, che si attiva nei momenti di sonno leggero, una funzione presente in molti altri dispositivi di questo tipo. Chiarito questo aspetto, ci sono altri due parametri che si possono gestire da questa schermata. Il primo riguarda la scelta della mano in cui è indossato il Charge, dando la possibilità di scegliere tra mano dominante e non dominante, per calibrare meglio i sensori. Il secondo permette di attivare la sincronizzazione continua dei dati con il cellulare. Tenete presente che attivandola la batteria del telefono ne risentirà parecchio: nel caso del Lumia 1520, che normalmente rimane utilizzabile per poco più di due giorni senza ricariche, si arriva a malapena a sera. Noi abbiamo preferito disattivarla, facendo un sync mattutino ogni giorno, cosa che permette azzerare i consumi.
L’app risulta molto semplice da usare, riuscendo però a mettere insieme dati decisamente complessi. Nelle sezioni dedicate ai passi, alla distanza percorsa, alle calorie bruciate e ai piani saliti sono infatti disponibili istogrammi molto dettagliati, che dividono i dati raccolti su base oraria.
Grazie ai sensori, il braccialetto è in grado di riconoscere in modo automatico i momenti dedicati all’attività fisica, anche se per una precisione maggiore basta premere il tasto laterale per qualche secondo, attivando la modalità “allenamento”. Una volta fatto, il sistema riconosce quel momento come l’inizio dell’attività fisica, registrando tutti i dati, fino a quando una seconda pressione prolungata mette fine alla sessione. A questo punto, basta andare nella schermata che tiene traccia degli allenamenti per ritrovarla, insieme a tutte le statistiche archiviate. Si tratta di una funzione molto comoda per chi desidera tenere un diario personale della propria attività fisica.
Proseguendo con l’analisi del “pannello” messo a disposizione da Fitbit, troviamo la schermata relativa al monitoraggio del sonno, anche questa molto completa. Il Charge rileva automaticamente i momenti in cui dormiamo, segnalando le fasi in cui l’utilizzatore è agitato, oppure sta riposando tranquillamente. La precisione nella rilevazione è davvero sorprendente, riconoscendo in modo perfetto i momenti dedicati al sonno, fornendo per altro un grafico dettagliato dell’attività notturna.

Ci sono poi due sezioni dedicate al cibo. La prima permette di inserire tutto quello che si è mangiato nel corso della giornata, in modo da avere un conteggio calorico accurato. Si tratta di una funzione che non tutti useranno, anche perché il procedimento di inserimento dei cibi è abbastanza lungo, inoltre mancano quelli italiani, mentre invece si nota la presenza di molti brand americani a noi sconosciuti. La seconda consente la creazione di un piano alimentare, ma va presa con le molle, perché il fai da te, quando si parla di alimentazione, può non essere la scelta migliore.
Una cosa a cui frequentemente non facciamo caso è la quantità di liquidi assunti nel corso della giornata, spesso sottovalutata. Ecco perché l’ultima schermata del pannello permette di tenere il conto dell’acqua bevuta. A completare l’ottima app messa a punto da Fitbit troviamo, oltre al “Pannello”, una sezione dedicata agli amici, che permette di condividere le informazioni con altri possessori di uno smartband Fitbit, la schermata “Sfide”, con obbiettivi atti ad incentivare l’attività fisica, e un’ulteriore schermata con scorciatoie rapide alle funzioni più utilizzate.

Fitbit Charge “I dispositivi vanno e vengono. La cosa più importante sono i dati che vengono raccolti.” Queste parole sono state pronunciate da Satya Nadella, CEO di Microsoft, in merito a Microsoft Band. In questo senso, è chiaro quale sia il vero valore aggiunto della proposta Fitbit: il software. La possibilità di poter sfruttare e vedere i dati raccolti su ogni piattaforma attualmente disponibile è un vantaggio non da poco, slegando, di fatto, l’utilizzo di questi dispositivi da un determinato smartphone o sistema operativo. Peccato per la mancata implementazione con l’app “Health” di Apple, che avrebbe permesso qualche opzione in più ai possessori dei device della mela. Il bello delle moderne piattaforme software però è che dove non arrivano i produttori arrivano gli sviluppatori, ecco perché nello store è presente un’app in grado di aggirare il problema, chiamata “Sync Solver fot Fitbit”. Tornando al Charge, il dispositivo si è dimostrato un valido compagno di allenamento, fornendo dati su ogni attività svolta. Molto comoda la sveglia silenziosa, che seppur priva della “sveglia intelligente”, permette di aprire gli occhi dopo il riposo con una vibrazione forte ma non fastidiosa, certamente molto meglio del suono stridulo di una sveglia. Decisamente funzionale il design, che grazie alla sua semplicità ben si adatta a tutti i contesti, mentre l’autonomia di circa sette giorni permette di dimenticarsi la ricarica per parecchio tempo. L’assenza del cardiofrequenzimetro e dell’impermeabilità sono limiti che potrebbero far virare gli acquirenti verso altre soluzioni, ma se queste due caratteristiche non vi interessano, allora la proposta Fitbit è da considerare come una delle migliori attualmente disponibili sul mercato, che fa della parte software il suo vero fiore all’occhiello.