Recensione HTC Desire 816

Il phablet mid-range di HTC, alla prova dei fatti, si è dimostrato un valido smartphone, grazie all'ottimizzazione del terminale, all’ampiezza dello schermo, ai due speaker frontali, davvero ottimi, e alle buone prestazioni multimediali.

recensione HTC Desire 816
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

HTC viene spesso indicata come la principale rivale di Samsung nel campo degli smartphone Android. Merito della qualità costruttiva dei suoi prodotti, da sempre un marchio di fabbrica indiscusso dell’azienda di Taiwan. Nonostante gli ottimi volumi di vendita raggiunti dalla serie One, i risultati finanziari di HTC risentono ancora oggi della sfida con il rivale coreano. Del resto, Samsung è un colosso dell’industria che opera sul territorio coreano dal 1938, anno della sua fondazione, mentre HTC è stata creata solo nel 1997. Il gap temporale però non è l’unico elemento che separa le due corporation, dato che Samsung può contare su una forza economica assolutamente inarrivabile per HTC, senza dimenticare l’enorme differenza tra i listini delle due compagnie: allo stato attuale, HTC propone undici modelli dotati di sistema operativo Android in vendita nei negozi, mentre il rivale ha una potenza di fuoco decisamente superiore, portando nelle catene di elettronica oltre trenta varianti dei suoi smartphone, che coprono perfettamente ogni fascia del mercato. Appare chiaro quindi che per recuperare terreno HTC non può limitarsi a proporre terminali top di gamma, ma deve spingere forte anche nella fascia media, forse il vero campo di battaglia di questo 2014 per le aziende del settore.
La serie di prodotti Desire di HTC è stata creata proprio per raggiungere gli utenti meno pretenziosi dal punto di vista delle prestazioni, che non vogliono però rinunciare ad avere un terminale funzionale e, perché no, assemblato con tutte le attenzioni del caso. L’ultimo arrivato di questa linea è il Desire 816, un phablet nato col preciso scopo di fornire un’alternativa valida agli smartphone più blasonati, strizzando però l’occhio a coloro che desiderano uno schermo di dimensioni generose.

Design ed ergonomia

Fin dalla prima occhiata, si capisce subito come il design del Desire 816 sia ispirato alle linee che hanno contraddistinto i terminali di fascia alta prodotti dall’azienda di Taiwan negli ultimi anni. Il primo contatto con i materiali è buono ma non eccellente, soprattutto per chi è abituato all’alta qualità dell’alluminio utilizzato per il suo fratello maggiore, l’HTC One M8. Il desire 816 è interamente realizzato in plastica, un sacrificio necessario per contenere i costi produttivi; la scocca è di tipo unibody, per cui non è possibile sostituire la batteria al volo in caso di necessità. Il policarbonato utilizzato è piacevole al tatto, anche se la plastica lucida presente nella parte posteriore del terminale non brilla certo per qualità, più che altro per via delle ditate, che si fissano facilmente su questo tipo di materiale.
Nella parte anteriore del dispositivo si possono osservare, oltre allo schermo da 5.5”, due speaker stereo, la camera frontale e i sensori di prossimità e di luminosità. Gli ultimi due elementi sono posizionati accanto al LED di stato, nella zona superiore del vetro del display, risultando visibili solo se osservati in controluce. Nella scocca laterale sinistra sono presenti i tasti per la regolazione del volume e quello per l’accensione del dispositivo, mentre in quella destra è possibile notare uno sportellino che consente l’inserimento della nano SIM e della MicroSD, che risulta leggermente ostico da aprire, soprattutto per chi non possiede dita affusolate.

La cornice superiore vede la presenza del jack per le cuffie, mentre in quella inferiore è collocata la porta Micro USB per la ricarica. La parte posteriore invece è caratterizzata dal logo HTC, al centro del dispositivo, dal flash LED e dalla camera principale, di cui parleremo nella sezione dedicata all’hardware.
Per quanto riguarda le dimensioni, il terminale pesa 165 g e misura 156,6 mm in altezza, 78,7 mm in larghezza e 7,9 mm di spessore. Smartphone alla mano, il peso risulta adeguato alle dimensioni e ben distribuito lungo tutto la lunghezza della scocca, senza penalizzare troppo l’ergonomia, che risulta molto buona, soprattutto se si considera la stazza del telefono. Purtroppo, insieme al sample inviatoci, non era presente la confezione di vendita, per cui non possiamo dare un giudizio sulla qualità degli accessori inclusi nella scatola al momento dell’acquisto.

Hardware

L’hardware utilizzato per assemblare questo Desire 816 è stato pensato espressamente per fornire il giusto compromesso tra prestazioni e costi, senza però penalizzare eccessivamente le performance. Merito anche del SoC Snapdragon 400 da 1.6 Ghz, coadiuvato da una GPU Adreno 305. Le prestazioni di questo chip sono ormai note, dato che è presente in molti esponenti dell’attuale fascia media, dal Moto G al Nokia 630, anche se la variante utilizzata su questo Desire 816 ha una frequenza di clock più elevata. La RAM a disposizione è pari a 1.5 Gb, un quantitativo adeguato alle necessità del sistema operativo, mentre per l’archiviazione sono disponibili 8 Gb di memoria, espandibili tramite slot MicroSD fino a 128 Gb.
Trattandosi di un phablet, lo schermo è una delle componenti più importanti per comprendere l’effettiva qualità del prodotto e, da questo punto di vista, HTC non delude assolutamente. Il pannello da 5.5” Super LCD 2 con risoluzione 1280x720 consente una buona definizione dell’immagine, anche se bisogna dire che non raggiunge l’eccellenza dei display più costosi, vista anche la densità dei pixel, pari a 267 PPI. Ad ogni modo, nell’utilizzo quotidiano, i pixel non sono visibili, se non avvicinando molto gli occhi allo schermo, per cui si può affermare il lavoro svolto da HTC è stato buono, consentendo un'esperienza d’uso soddisfacente. Ottima la resa cromatica, merito della tecnologia utilizzata per la realizzazione del pannello, mentre il sensore di luminosità fa il suo lavoro in modo egregio, consentendo di utilizzare il terminale anche sotto la luce diretta del sole, pur non raggiungendo le vette dei pannelli Clear Black.

Passando alla parte fotografica, la camera principale da 13 mpix BSI e apertura focale f/2.2 stupisce per la velocità di acquisizione degli scatti, davvero fulminei. Per quanto riguarda la qualità delle immagini, bisogna sempre tenere conto che ci si trova di fronte ad un phablet di fascia media: da questo punto di vista, le fotografie ottenute da questo Desire 816 sono adeguate al costo del terminale, restituendo immagini di buona qualità in condizioni di luce ottimali, mentre gli scatti notturni soffrono della presenza di rumore di fondo. La camera principale è dunque promossa, tenendo però sempre presente i limiti imposti dal segmento a cui è indirizzato questo smartphone. La camera anteriore, anch’essa BSI ma di qualità inferiore, pari a 5 Mpix, restituisce scatti in alta risoluzione, per selfie ancora più grandi. Entrambi i sensori supportano la registrazione di filmati in formato Full HD, con la possibilità di effettuare riprese in slow motion.
La batteria utilizzata è un modello da 2600 mAh, che sulla carta potrebbe risultare leggermente sottodimensionata rispetto alle richieste energetiche di uno schermo tanto generoso nelle dimensioni. In verità, le prestazioni della batteria sono discrete e consentono senza problemi di utilizzare il terminale per tutta la giornata, merito anche dei consumi ridotti del SoC Snaprdragon 400, che permettono di risparmiare preziosa energia.
La connettività risulta completa in ogni sua parte, grazie al supporto per gli standard LTE ed HSDPA+, oltre agli ormai canonici Wi-Fi b/g/n, Bluetooth 4.0 e al GPS + GLONASS.
Qualche parola deve essere spesa anche per i due speaker stereo BoomSound installati nella parte anteriore del terminale. Qualità e potenza sono davvero ottimi e stupiscono fin dal primo ascolto, sia durante la riproduzione musicale sia durante i video. Per un phablet votato alla multimedialità come questo Desire 816, due altoparlanti di questo tipo conferiscono certamente un valore aggiunto, che espandono le possibilità di utilizzo del terminale.

Software

Le personalizzazioni dei produttori tendono spesso a rendere l’esperienza d’uso dei dispositivi più macchinosa. Questo non è il caso del Desire 816, che gode di un comparto software solido e ben sviluppato. Merito di Sense 6 e di Android 4.4.2, entrambi installati di dafault su questo dispositivo. Una volta avviato il terminale, con uno swipe da sinistra verso destra si può osservare Blinkfeed, l’aggregatore di notizie presente sui terminali HTC, che svolge egregiamente il proprio lavoro. Scorrendo le applicazioni nel drawer e soffermandosi sulla galleria, va segnalato che ogni album di immagini salvato propone nell’anteprima una video preview degli scatti effettuati, realizzata con filtri di vario tipo e dotata anche di un sottofondo musicale. Come tutte le app personalizzate da HTC, i colori sono contraddistinti dai toni pastello, che gli donano un look minimal. A bordo dello smartphone è presente anche ZOE, che in futuro consentirà di realizzare dei collage abbinando immagini, musica e video; purtroppo l’app non è ancora utilizzabile, ma HTC dovrebbe renderla disponibile entro la fine dell’estate. Proseguendo nell’analisi delle app, sono presenti quella dedicata alla modalità auto, utile quando si è al volante, e una guida per scoprire le funzioni del telefono, che consente anche di contattare l’assistenza tecnica in caso di bisogno.

Come in molti dispositivi attualmente in commercio, il Desire 816 è dotato della modalità bambino, che consente di creare profili personalizzati per ogni membro della famiglia. Sul fronte produttività, da segnalare la presenza di Polaris Office, di un’app per scrivere note e prendere appunti e di un software per seguire l’andamento azionario. Ottime le applicazioni dedicate ai video e alla musica: i filmati vengono riconosciuti e riprodotti senza problema, mentre il lettore musicale è in grado di ritrovare tutte informazioni sui brani ascoltati, compresi i testi delle canzoni.
In definitiva, la parte software appare del tutto simile a quella presente su HTC ONE M8, con alcune differenze, dettate principalmente da limiti tecnici. L’app della fotocamera ad esempio, molto ben strutturata, deve fare a meno degli effetti dedicati al doppio sensore presente sullo ONE; assente anche l’applicazione TV, vista la mancata implementazione del sensore a infrarossi.

Utilizzo quotidiano e benchmark

Al di là dei dati tecnici, le prove pratiche forniscono un banco di prova migliore per testare le capacità di questo dispositivo. Per fornire un’analisi maggiormente oggettiva, ci affideremo a un duplice punto di vista, contando sia sull'esperienza derivata dall’utilizzo giornaliero, sia sui dati ricavati dai benchmark.
Diciamolo subito: durante l'utilizzo giornaliero, lo smartphone non delude le aspettative. L’interfaccia appare fluida e priva di impuntamenti, merito anche del connubio formato da Sense 6 e Android 4.4.2, che consentono un utilizzo ottimale del dispositivo. Nella home screen e nel drawer non si sono riscontrati scatti, sintomo di una buona ottimizzazione generale del terminale. Per quanto riguarda la navigazione Internet, il dispositivo mette a disposizione due browser preinstallati, quello stock e Google Chrome. In entrambi i casi, il caricamento dei siti è veloce e non si notano rallentamenti durante lo zoom delle pagine; a proposito del browser stock, va segnalata la presenza, come da tradizione HTC, della funzione che consente di ridimensionare il testo delle pagine web in base al livello di zoom utilizzato, una caratteristica comoda ma non indispensabile, viste le dimensioni del display.
Passando agli aspetti multimediali, vero banco di prova per un phablet, il SoC Snapdragon 400 non delude le aspettative, confermandosi un ottimo processore. Il Desire 816 è riuscito senza problemi a gestire un video in 1080p, che è stato riprodotto in totale fluidità sullo schermo del dispositivo, regalando inoltre un audio eccezionale dagli altoparlanti, almeno per gli standard della telefonia. Per spingere ai limiti le capacità del SoC Qualcomm, la prova è stata ripetuta con un sample con risoluzione 2K: come era lecito aspettarsi, lo smartphone non è riuscito a gestire il flusso video, riproducendolo a scatti.

Sul versante gaming, la GPU Adreno 305 ha gestito tutti i titoli provati senza rallentamenti di sorta. Temple Run 2 e Cattivissimo Me, due dei running game più diffusi, scorrono fluidi e risultano molto godibili da giocare. Passando a giochi dalla grafica più pompata, Dead Trigger 2 e Real Racing 3 risultano perfettamente giocabili sul terminale di prova, anche se il livello della batteria ha subito un calo piuttosto consistente durante il loro utilizzo.
In definitiva, l’analisi soggettiva ha restituito delle buone impressioni, meglio dunque passare ai benchmark, che consentono di comprendere meglio le peculiarità dell’ultimo arrivato di casa HTC.
Come evidenziato dall’immagine, il Desire 816 ha fatto segnare un punteggio di 21379 su AnTuTu, che lo colloca un gradino al di sotto dell’HTC ONE M7. Il secondo test a cui è stato sottoposto è 3D Mark, segnando uno score di 4800 punti nel bench Ice Storm Unlimited, ma fermandosi a 2913 in Ice Storm Extreme, che ha portato al limite l’hardware. L’ultimo benchmark con cui abbiamo testato il terminale è Epic Citadel, basato su Unreal Engine, nella modalità Ultra High Quality. I risultati sono stati più che buoni, dato che la GPU è riuscita a gestire senza problemi la qualità grafica, realizzando una media di 34.3 fps. Durante la prova il telefono si è scaldato nella parte anteriore sinistra, ma è normale dato il pesante lavoro svolto dal SoC Snapdragon 400.

HTC Desire 816 HTC Desire 816 è disponibile ad un prezzo ufficiale di 399€, ma acquistandolo in rete lo si può trovare tra i 320 e i 350 euro. Il terminale si è comportato molto bene durante il periodo di test, rivelandosi un valido compagno nelle operazioni di tutti i giorni. I pregi del phablet HTC sono da riscontrare nella presenza dell’interfaccia Sense 6, nell’ottimizzazione del terminale, nell’ampiezza dello schermo, nei due speaker frontali, davvero ottimi, e nelle buone prestazioni multimediali. Per quanto riguarda i difetti, possiamo citare la definizione del display, buona ma non perfetta, la qualità di alcuni materiali della scocca non eccelsa e il prezzo, forse leggermente alto rispetto a quello di altre alternative. Non si tratta di difetti gravi, questo deve essere detto, ma rappresentano pur sempre dei limiti alla qualità del prodotto, che non poteva però offrire nulla di più, visto il segmento a cui è indirizzato. In conclusione, questo Desire 816 si è rivelato un phablet dalle prestazioni soddisfacenti, rappresentando una valida alternativa per coloro che voglio un terminale di fascia media, votato alla multimedialità, senza andare su soluzioni dal costo maggiore.