Recensione HTC One Mini

L'azienda taiwanese alle prese con uno smartphone ridotto nelle dimensioni, ma grande nelle performance.

recensione HTC One Mini
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“Nella botte piccola c’è il vino buono”, dicevano gli antichi. Vale anche per il mondo della tecnologia mobile? Vale sicuramente per HTC e il suo One Mini, versione “ridotta” del più blasonato e potente ONE, lanciato a febbraio 2013 dopo un enorme sforzo tecnologico e di risorse umane, per un'azienda sfortunatamente vicina a problemi finanziari di una certa importanza. L’HTC One mini è uno dei pochi smartphone mid-range riprodotti sulla falsa riga di un top di gamma, mostrando notevoli qualità hardware e software e comportandosi come se stessimo maneggiando un terminale quasi concorrenziale al suo fratello “maggiore”. Definire il mini come un prodotto da fascia media è infatti limitativo, e ce ne accorgiamo sin dai primi momenti in cui esso ci scivola nelle mani fuoriuscendo dalla tipica scatola quadrata con bordi arrotondati che i taiwanesi hanno pensato per la nuova gamma One. Lo smartphone propone alti livelli di confort ed ergonomia, grazie al contrasto tra l’alluminio freddo e ruvido della parte posteriore e la plastica in policarbonato (quindi non eccessivamente dura, ma comunque resistente), che ritroviamo lungo il bordo esterno. Con questa mossa HTC ha unito design e praticità, dimostrandosi attentissima ai particolari e migliorando ulteriormente il feedback al tatto, che già risultava ottimo in virtù di dimensioni più contenute. A far compagnia all’HTC One mini all’interno della confezione troviamo il caricatore da muro con cavo USB/microUSB, la graffetta per estrarre lo slot della micro-SIM e gli auricolari in-ear provvisti di microfono e controllo on wire, il cui design e colori richiamano l’estetica delle cuffie marchiate Beats Audio.

Un comparto hardware poco “mini”

Sia all’esterno che all’interno di HTC One Mini ci sono materiali e componenti di tutto rispetto. Abbiamo già accennato alla struttura di supporto unibody in alluminio, leggermente bombata sul retro e contornata da una cornice in policarbonato che ospita, nel lato superiore, il tasto d’accensione e il jack da 3.5 mm, i controlli del volume e lo slot per l’inserimento della micro-SIM sui lati. Nella parte posteriore troviamo la fotocamera e il LED flash, con quest’ultimo situato sopra all'ottica con tecnologia Ultrapixel. Proprio come il fratello maggiore, il terminale è caratterizzato da due speaker BoomSound situati alle due estremità della parte frontale, altoparlanti in grado di riprodurre con grande fedeltà musica, video o telefonate in vivavoce. Il led delle notifiche è situato all'interno dello speaker superiore, proprio come in One Classic. Ma a discapito del form factor ridotto, il pezzo forte di One Mini è lo schermo. HTC non si è risparmiata sul piccolo terminale, decidendo di montare un 4.3 pollici dotato di tecnologia Super LCD 2 con risoluzione di 1280x720 341 ppi, il tutto ricoperto da un resistentissimo cristallo Corning Gorilla Glass 3. Grazie all'elevata risoluzione del pannello risulta semplice consultare pagine web e leggere mail; alla notevole definizione si aggiunge un ottimo bilanciamento dei colori e un lavoro a dir poco perfetto dei sensori di luminosità, che consentono una visione e una lettura senza problemi anche all’aperto, sotto luce diretta del sole. Nelle nostre prove infatti, mai una volta abbiamo dovuto coprire il display con le mani per poter leggere o visionare al meglio ciò che ci veniva mostrato.
Al di sotto della scocca in alluminio troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 400 Dual Core da 1.4 GHz, supportato da 1 GB di RAM, una scheda grafica non recentissima di tipo Adreno 305 e storage interno di soli 16 GB, che al netto del sistema operativo, interfaccia Sense e applicazioni native comprese, arriva a circa 9 GB utili. Tralasciando la scelta di HTC One Mini relativamente allo spazio interno, c’è comunque da dire che un hardware del genere riesce, in accoppiata con una versione ottimizzata di Android 4.3, a fornire prestazioni eccellenti e quasi prive di sbavature.

Ultrapixel: una rischiosa scelta obbligata

HTC ha presentato, con ONE, il sensore Ultrapixel, ultimo ritrovato nell'ambito della fotografia per dispositivi mobile, tecnologia che permette di catturare una quantità di luce maggiore rispetto ai tradizionali CCD della concorrenza (circa il 300% in più): di contro rinuncia a qualche megapixel portandone in dotazione solo 4. Un sensore che in grado di raccogliere più luce porta generalmente a realizzare foto più nitide e brillanti soprattutto in condizione di scarsa illuminazione ambientale. Il comparto fotografico viene completato dal LED flash, in grado di regolarsi tra cinque livelli di luce a seconda della distanza del soggetto e dalla quantità di luce nell'ambiente. La scarsa risoluzione della fotocamera penalizza però la qualità della foto, che se visionata su uno schermo di grandi dimensioni risulta fastidiosamente sgranata e poco definita. HTC avrebbe voluto portare a 8 MP la capacità della fotocamera, ma ciò non era sfortunatamente possibile. Pare che la compagnia taiwanese però, abbia dovuto effettuare una scelta del genere per via di un accordo a lungo termine con OmniVision, società ideatrice e produttrice della fotocamera Ultrapixel. Questi avrebbero infatti sviluppato tale tecnologia con il solo sensore da 4 megapixel e passare ad una risoluzione maggiore sarebbe stato impossibile. La fotocamera anteriore presenta un sensore da 1.6 megapixel, e nonostante si riveli buona per effettuare video-chiamate, viene penalizzata dalla mancanza di lenti wide-angle. La fotocamera Ultrapixel registra filmati fino a 1080p (anche in HDR), quella anteriore invece ha limite di 720p. L’audio stereofonico risulta ottimo e, grazie al software studiato alla perfezione da HTC, è possibile unire foto, suoni e video in gallerie uniche, personalizzabili tramite filtri (applicabili in tempo reale o in fase di post-produzione) e condivisibili sui principali social network o tramite le principali applicazioni di messaggistica istantanea.

Reattività e precisione da top di gamma

One Mini è ben più di un classico terminale di fascia media, e questo non solo grazie al notevole hardware al suo interno, quanto all'interessante comparto software. Durante i nostri test non abbiamo mai incontrato rallentamenti o crash di sistema. Navigare tra i menù o nell’interfaccia Sense - aggiornata pochi giorni fa alla versione 5.5 - permette ad Android 4.3 di esprimere al meglio le sue qualità. Come forse già saprete HTC ha ideato l’aggregatore di notizie denominato Blinkfeed, che permette di avere sotto mano aggiornamenti di social network e news preferite, impaginate in una sorta di magazine da sfogliare in verticale. Tutto ciò si riassume in una vera e propria homepage - che può anche essere sostituita con quella classica del robottino verde - con tanto di icone, applicazioni e widget preferiti. La versione 5.5 di HTC Sense ha introdotto alcune novità capaci di migliorare ulteriormente l’esperienza: nuovo menù per le impostazioni di Blinkfeed, nuovi criteri di filtraggio delle news Facebook, stile grafico più vicino ad Android, integrazione dei contenuti di Google+ in Blinkfeed, nuove funzionalità per le fotocamere (Dual-Shot, che permette di realizzare un doppio scatto con i due sensori fotografici, anteriore e posteriore, nuove funzionalità software per la modifica dei video e delle foto), possibilità di creare GIF animate, inserimento dell’opzione “Non disturbare” per le chiamate in entrata, modifica grafica del menù delle applicazioni recenti e tanti altri improvement. Conclude il quadro dell’ottimo comparto software la modalità Auto, ideata tanto per i guidatori occasionali quanto per quelli abitudinari, perfetta per lo schermo da 4.3” di One Mini.
Un breve ma necessario accenno in merito alla connettività: l’HTC One mini, a differenza di altri modelli lanciati dall'azienda taiwanese nel 2013 (vedi l’HTC Desire 500, che appartiene addirittura alla fascia medio-bassa), non presenta la connettività NFC. Una scelta discutibile, dato che parliamo di una tecnologia testata, affidabile e ormai piuttosto comune. A differenza di ONE inoltre, manca la porta a infrarossi, che avrebbe trasformato il mini anche in un leggero e comodo telecomando per la nostra TV. Presente invece l’LTE, a dimostrazione che anche nel nostro paese i servizi di fast interne iniziano a diffondersi rapidamente.
Lo smartphone è provvisto di una batteria non removibile da 1800 mAh che ci permette di reggere la giornata, anche grazie al sistema di risparmio energetico integrato al sistema operativo. Contribuisce non poco un display poco esoso in termini di dispendio energetico, un processore dual-core da 1.3 Ghz, un software ben ottimizzato e dei sensori che svolgono al meglio il proprio lavoro.

HTC One Mini L’HTC One mini è, con molta probabilità, lo smartphone “mini” più gradevole e bello attualmente in circolazione. Il gap tra il dispositivo HTC e quelli di fascia media dei competitor è notevole; è sufficiente osservare la cura nella scelta dei materiali e lo schermo HD da 4.3 pollici. Se a questo aggiungiamo delle prestazioni che non temono il confronto nemmeno con alcuni terminali top di gamma, capiamo bene che siamo di fronte ad un prodotto ben studiato e non ad un semplice replacement in miniatura dello ONE 2013. Rimane l’handicap del prezzo: perché spendere circa 100/150 euro in meno rispetto al top di gamma della stessa azienda (il prezzo dell’HTC One mini si aggira attualmente sui 399 euro) per una versione con form factor ridotto? Il ragionamento è più che lecito, ma chi non è in cerca di un device dalle prestazioni eccellenti (o eccedenti, fate voi), schermo di grosse dimensioni e da feature fantascientifiche, potrebbe optare per One Mini, un terminale in grado di offrire moltissimo sia sotto il profilo costruttivo e di design, che per caratteristiche hardware e specifiche software.

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