Recensione Huawei Honor 6

Huawei Honor 6 è uno smartphone dall'invidiabile rapporto qualità/prezzo, che consacra il brand cinese nella fascia media.

recensione Huawei Honor 6
Articolo a cura di
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

Della linea Honor di Huawei si parla sempre di più, grazie alla presenza di numerosi prodotti di rilievo, pensiamo allo smartphone 3C e all’interessante tablet Honor T1. Ultimamente si parla soprattutto di Honor 6 Plus, annunciato ufficialmente nelle ultime ore (anche se pare non arriverà in Europa) e degno di attenzione internazionale (anche) per la doppia camera posteriore, che tanto interesse sta suscitando sui canali mediatici. I primi sample fotografici di 6 Plus pubblicati online sembrano giustificare l’hype che eccita le redazioni tecnologiche. Oggi facciamo solo un breve, brevissimo passo indietro per tirare le somme su uno smartphone estremamente concorrenziale, Huawei Honor 6, uscito in Cina a giugno e arrivato in Italia ad ottobre. Sul mercato tricolore rappresenta una possibilità di acquisto dal forte appeal dato dal rapporto qualità/prezzo e da una brandizzazione all’insegna del mercato giovanile. Inspiegabilmente questo smartphone di forte appetibilità fatica a trovare spazio sugli scaffali, tanto da essere acquistabile perlopiù solo attraverso i canali e-commerce. Forse una strategia Huawei per puntare su Ascend P7? Difficile da dire.

EMOTION UI E COMPARTO TECNICO

La prima considerazione da fare, per chi compra un Honor 6 europeo, sono le differenze rispetto alla versione cinese: se la versione per il mercato asiatico è dual sim e con emotion UI 3.0, il mercato europeo vede una versione monosim, con aggiunta di un vano per micro SD card fino a 64 GB e una emotion UI 2.3 di default. “Emotion UI” è l’interfaccia operativa proprietaria di Huawei ed è importante che sia aggiornata ed ottimizzata in modo da sfruttare al meglio l’invidiabile comparto tecnico del device. Troviamo francamente inspiegabile la differenza di partenza: perché un’interfaccia 2.3 di default sullo smartphone europeo? Quasi sicuramente arriverà un aggiornamento (può trattarsi di una strategia commerciale o di una pianificazione in vista di Android 5), alcuni dicono di averlo già ricevuto via OTA, ma in quasi un mese a noi non è successo, ragion per cui non ci sentiamo di darvi la conferma assoluta. Emotion UI aggiornata o meno, non rappresenta comunque una discriminante per quello che è uno degli smartphone più concorrenziali sul mercato, segnato da caratteristiche tecniche e prestazioni all’avanguardia, con un prezzo di facile accessibilità. Stiamo parlando di un device che conta sostanzialmente su un Octa Core Kirin 920, formato da quattro core Cortex-A15 da 1.7 GHz e da quattro Cortex-A7 da 1.3 GHz, GPU Mali-T628 MP4 (parleremo più avanti dell’esperienza videoludica), 3 GB di RAM e 16 GB di memoria interna (espandibile con micro SD, come detto). Notevole anche il display: 5 pollici molto maneggevoli, il grip è più che buono, la risoluzione di 1920x1080 pixel su schermo IPS LCD si accompagna ad una densità di 445 ppi (fra le migliori della sua fascia), ma la batteria regge bene la dimensione e la qualità del display potendo contare su un'unità da 3100 mAh. Il tutto condito da Android 4.4.2.

USO QUOTIDIANO

Software

Honor 6 ci piace fin dalla sua elegante confezione celeste e dalle pellicole di plastica che vengono fornite di serie (attenzione però che sono poco protettive: il consiglio è comprare una protezione in vetro temperato online), un po’ meno l’ingombrante spinotto bianco del carica-batterie (ogni tanto capita che si incastri nelle prese elettriche). Possiamo scegliere fra il launcher Huawei e il classico launcher Google. Francamente siamo rimasti sorpresi dal constatare la semplicità e l'immediatezza di utilizzo del launcher Huawei, di cui ci scoraggiava l’assenza del drawer: se non potete vivere senza, propendete decisamente per il launcher di Google, anche se il consiglio è di dare a Huawei una chance, perché l’interfaccia presenta una varietà di stili personalizzabili molto accattivante (l’app “Temi” è ricca di personalizzazioni per tutti i gusti) e anche avere tutte le app nella Home non risulta affatto caotico, anzi si impiega pochissimo tempo a farci l’abitudine. Carino lo sblocco schermo (con pulsante laterale classico), con screensaver diversi caricati random ad ogni blocco e scaricati via wi-fi. Molto utile inoltre il monitoraggio delle attività di sistema: il device controlla continuamente quali app sono aperte e quali possono essere chiuse per risparmiare energia, mettendoci al corrente di tutti i dati (spazio RAM liberato, risparmio amperaggio previsto...). Da Impostazioni -> Risparmio energetico, possiamo agire su diverse combinazioni per affrontare senza pensieri la giornata senza dover girare con il carica batterie a portata di mano (bisogna comunque sottolineare che la batteria è efficiente ed arriva a fine giornata anche con un uso molto intenso). Dalle Impostazioni possiamo inoltre controllare la “Gestione notifiche”, personalizzata per ogni app. In homepage abbiamo inoltre l’app “Gestione telefono”, una delle più interessanti per consultare in ogni momento le attività aperte (e la RAM impiegata), possiamo effettuare una “Pulizia archiviazione” (una sorta di pulizia della memoria interna e della cache), agire sul risparmio energetico, effettuare una scansione generale del telefono (funziona come un check-up e verifica lo stato di memoria, velocità, ecc), oltre a selezionare i permessi per quali app possono collegarsi alla rete (possiamo decidere quale app X può collegarsi solo con wi-fi, per esempio, o solo con dati mobili), gestire le notifiche, il back-up, il filtro molestie e il do not disturb.

FOTOCAMERA, CONNESSIONE, VIDEOGAMES & more

Ciò che immediatamente colpisce di Honor 6 è la possibilità di personalizzazione. La veste con cui ci viene consegnato è colorata e di forte appeal, chiaramente targetizzata per un pubblico giovane, ma possiamo personalizzarla consultando i numerosi temi scaricabili (free e a pagamento). Molto gradevoli anche i widget di fabbrica, fra cui quello del meteo. Parliamo di foto e video: obiettivo sostanzialmente di medio livello, benché scatti fino a 13 Mpx (4128x3092 pixel) sulla fotocamera posteriore (5 Mpx quella anteriore) e sia dotato di flash dual LED. Essendo l'obbiettivo in 4:3, la risoluzione massima (13Mpx) si ottiene solo con questo formato, mentre per scatti in 16:9 bisogna obbligatoriamente scendere a 10Mpx (comunque un livello di tutto rispetto). A non convincere del tutto è la messa a fuoco e la resa fotografica (a parità di condizioni, LG G2 scatta fotografie migliori). Buoni i video in full HD a 30 fps, che portano con sé gli stessi dubbi della fotocamera ma che si difendono egregiamente. Di tutto rispetto è l’esperienza videoludica: anche i games più “impegnativi” funzionano bene, con rare imperfezioni trascurabili, e si esce dal gioco molto rapidamente. Stiamo facendo un uso intenso di Godus che ci lascia molto soddisfatti e sottolinea anche la precisione del touchscreen. Lode, su tutto, alla connettività: si vede l’appartenenza alla grande famiglia Huawei perché Honor 6 permette una ricezione di alto livello. Per esperienza personale, non ho mai avuto uno smartphone capace di tale ricezione. Eccellente sia il segnale telefonico sia il GPS e la connessione mobile, che oltre a supportare connettività 4G, permette di sfruttarla con la più recente tecnologia Cat. 6, permettendo una delle più veloci connessioni mobile disponibili al momento.

Huawei Honor 6 Tiriamo le somme: ad un prezzo-shock di soli 299 €, Honor 6 si sta facendo notare da un pubblico sempre più esteso per l’elevato rapporto qualità/prezzo. E’ quasi obbligatorio alzare l’asticella di pricing per trovare uno smartphone di pari prestazioni all’interno dei negozi. I suoi maggiori punti a favore sono un ottimo hardware con caratteristiche tecniche aggressive, la batteria dalla buona autonomia, la possibilità di espansione della memoria, alcune app proprietarie (“Gestione telefono” su tutte), la ricezione di segnale e la tecnologia 4G Cat. 6, oltre all’esperienza ludica e multimediale permessa da display e hardware. Un po’ meno convincenti foto e video, la scocca appare elegante ma è in plastica e di qualità minore rispetto a molta concorrenza. Il device è anche compatibile con le smart cover: in questo modo, mediante un ritaglio rettangolare sulla protezione anteriore, il telefono attiverà solo la piccola porzione rettangolare di schermo visibile a cover chiusa per mostrare l’orario e le notifiche. Che dire? Un gioiellino eccellente, che però dovrebbe affrettarsi a divulgare un aggiornamento OTA a Emotion UI 3.0 e a confermare l’eventuale aggiornamento ad Android 5.0.