Recensione Logitech G910 Orion Spark

La tastiera meccanica da Logitech G910 Orion Spark si configura come una soluzione top di gamma, ricca di funzioni e di peculiarità ma dal costo elevato.

recensione Logitech G910 Orion Spark
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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Le periferiche da gioco di alta gamma sono prodotti che devono per forza di cose passare per uno sviluppo certosino di ogni loro caratteristica. Anche il minimo particolare deve essere curato per offrire la miglior esperienza d’uso possibile, esperienza che deve essere intesa a tutto tondo, dall’utilizzo vero e proprio alla qualità dei materiali, passando per il software di configurazione.
Per cercare di dare il suo contributo alla crescita del settore, Logitech ha da poco portato in Italia la sua nuova tastiera meccanica G910 Orion Spark, una soluzione di fascia alta per giocatori molto esigenti. Vista la tipologia del prodotto, il prezzo ufficiale di 179 € non deve stupire più di tanto, visto che si tratta della tastiera top di gamma dell’attuale line up Logitech “G”. Vediamo quali sono le caratteristiche uniche di questa periferica, realizzata con l’intenzione di costruire un prodotto adatto a diverse tipologie di gamers.

Pack di vendita, design e qualità costruttiva

La confezione di vendita si presenta curata e adatta a trasportare una tastiera preziosa come questa G910 Orion Spark. Il pack vero e proprio è coperto da un sottile cartoncino che mette in evidenza le caratteristiche del prodotto, purtroppo non in lingua italiana. Bisogna anche dire che il sample inviatoci utilizza un layout dei tasti inglese, per la variante nostrana potrebbe essere diverso. Una volta rimossa la confezione da questa copertura, ci troviamo di fronte a un scatola nera con il logo “G” ben in evidenza.
Il contenuto del pack comprende, oltre ai manuali d’istruzione e alla garanzia, anche due poggia polsi, uno più grande e uno più piccolo, che si adattano ai diversi stili di utilizzo. Come per le altre soluzioni meccaniche il peso è abbastanza elevato, arrivando a 1.5 Kg, particolare che si nota non appena rimossa dalla sula confezione. Le dimensioni sono sopra la media, visto anche il numero di tasti a disposizione.
Parlando di design puro e semplice, quindi non di ergonomia e di comodità d’uso, dobbiamo dire che Logitech ha preferito linee più spinte rispetto a prodotti dal design più sobrio, forse anche troppo. Niente di male sia chiaro, alla fine è una semplice questione di gusti personali. La prima cosa che salta subito all’occhio è il cassettino estraibile posizionato al centro della tastiera, nella parte superiore, chiamato Arx Dock. Esso consente di posizionare il proprio smartphone per poter così sfruttare le peculiarità dell’applicazione Arx Control, di cui parleremo successivamente. Abbiamo provato ad appoggiarci un Lumia 1520, da ben 6”, che non si è mosso di un millimetro, per cui l’ancoraggio è decisamente sicuro. Come altre soluzioni viste negli ultimi periodi, la tastiera è retroilluminata e consente di scegliere fino a 16.8 milioni di colori per creare il proprio layout personalizzato.

Passando alla qualità costruttiva, bisogna dire che questa tastiera offre molti picchi positivi, ma anche qualche pecca. Da un lato infatti il corpo principale, realizzato con una plastica di alta qualità nera opaca, risulta impeccabile, mentre alcuni particolari sono meno riusciti, cosa che su un prodotto di questa fascia di prezzo lascia un po’ l’amaro in bocca. Innanzitutto, la plastica lucida dei bordi laterali non rispecchia la qualità vista nel resto della periferica, stessa cosa per i supporti per polsi, decisamente economici. Anche il cavo di connessione al PC presenta qualche difetto. Esso infatti non adotta un copertura telata, inoltre la sua lunghezza (1.8m) non consente molti margini di manovra. Anche se molti penseranno di prendere una prolunga, segnaliamo che il suo utilizzo è caldamente sconsigliato, visto che provoca dei malfunzionamenti nella colorazione dei tasti. Una volta collegata senza la prolunga tutto è tornato normale, ma problemi di questo tipo si potrebbero evitare semplicemente dotando questa G910 di un cavo più lungo di serie.

Switch Romer G e layout dei tasti

Gli switch meccanici utilizzati in questa tastiera sono tra i migliori provati fino a questo momento. Le caratteristiche tecniche indicano un tempo di attuazione di soli 5 ms. Il punto di azionamento è fissato 1.5 mm, mentre per l’attuazione è necessaria una forza di soli 45 g. La loro durata inoltre è incredibilmente elevata, dato che sono stati testati per resistere a 70 milioni di attuazioni, davvero niente male. L’illuminazione a LED è apparsa molto precisa, con i caratteri sempre definiti per tutta la lunghezza della periferica. Sempre a proposito dei tasti, dobbiamo dire che il design concavo e sfaccettato conferisce un grip davvero eccezionale, che incolla letteralmente le dita ai pulsanti, merito anche degli ottimi materiali utilizzati per la loro realizzazione.
Il loro numero è inoltre molto elevato e consente di gestire molti aspetti del proprio PC da gioco. Lo spazio è stato sfruttato a dovere, creando praticamente due metà ben distinte: quella sinistra è dedicata al gaming, quella destra alla multimedialità. A sinistra troviamo nove tasti programmabili, da G1 a G9, a cui assegnare funzioni specifiche o macro, e i tasti M1, M2, M3 e MR. I primi tre servono ad aumentare il numero di funzioni ottenibili dai pulsanti programmabili, portandole a 27 (avremo quindi la funzione X associata al tasto G1 quando è attivo M1, la funzione Y quando è attivo M2 e così via), l’ultimo serve invece per registrare velocemente le macro. Nella parte destra sono posizionati i pulsanti dedicati agli aspetti multimediali (Play, Pausa, Stop, Avanti e Indietro), una rotellina per il volume, il tasto Mute e quello per spegnere l’illuminazione. Presente anche un ulteriore tasto per attivare la modalità gioco, che disabilita le scorciatoie di Windows.

Software e Arx Control

La buona riuscita di un prodotto di questo tipo passa per forza di cose anche da un comparto software all'altezza. Quello realizzato da Logitech consente di personalizzare a dovere tutti gli aspetti di questa G910.
Prima di parlare del software di configurazione vero e proprio, è bene approfondire quanto abbiamo visto con Arx Control, un'applicazione disponibile per i device Android e iOS, ma purtroppo non per Windows Phone, almeno allo stato attuale. Per la prova abbiamo utilizzato un iPad Air 2, anche se in questo caso l’Arx Dock si è rivelato inutile, viste le dimensioni. Ad ogni modo, una volta associato il software su PC a quello sull’iPad, operazione molto semplice da effettuare, l'applicazione si è rivelata più interessante del previsto. Innanzitutto consente di lanciare i giochi presenti sul PC e di tenere sotto controllo diversi parametri del proprio computer, dalla percentuale di utilizzo della CPU a quella della GPU, passando per quella dei singoli core del processore. Stessa cosa per le temperature e per la percentuale di utilizzo della memoria RAM. Molto interessante è anche la possibilità di gestire le periferiche Logitech direttamente dall'app: ad esempio, il connubio PC/iPad è riuscito alla perfezione a riconoscere il gioco World of Tanks mentre era in esecuzione, proponendo un layout dei tasti e delle scorciatoie preimpostate pronte all'uso, il tutto senza dover tornare al menù di configurazione su PC. Ovviamente, nel caso in cui si preferisca una configurazione personalizzata, le modifiche possono essere fatte direttamente da tablet o smartphone. Se poi si possiedono altre periferiche Logitech, ad esempio un mouse, anche in questo caso è possibile configurare il tutto senza nemmeno uscire dal gioco, ad esempio modificando i dpi del sensore. L'integrazione sembra particolarmente riuscita, senza dimenticare che da Arx Control è anche possibile gestire la riproduzione di file multimediali e il volume generale del sistema. Altra cosa interessante è l’SDK dedicato, rilasciato da Logitech, che consente agli sviluppatori di sfruttare l’app per creare una sorta di secondo schermo di gioco, in cui visualizzare informazioni di vario tipo. Altri produttori hanno già seguito questa strada, ma l’assenza di uno standard comune pone molti problemi all’effettiva diffusione di queste funzionalità.
Passando invece al software su PC, esso è diviso in quattro parti. La schermata principale mostra il layout della tastiera e cliccando su uno dei tasti “G” visualizzati sullo schermo si viene rimandati direttamente alla schermata di configurazione. Qui è possibile assegnare ai tasti G le funzioni di gioco desiderate, anche se non si può modificare il layout degli altri tasti, salvando poi il tutto in profili personalizzati. Sul Web sono presenti decine di profili preimpostati da utilizzare con i propri titoli preferiti, scaricabili liberamente attraverso il software di configurazione Logitech. Il Menù successivo consente invece di gestire l’illuminazione della tastiera, utilizzando tutti i 16.8 milioni di colori per creare le proprie configurazioni personalizzate.

Uso quotidiano

La prima cosa che si nota azionando per la prima volta i tasti di questa G910 Orion Spark è il comfort sonoro, davvero di primissimo livello. I tasti sono silenziosissimi e non sembra nemmeno di trovarsi di fronte ad una soluzione meccanica. Per quanto riguarda il Comfort generale, bisogna dire che siamo di fronte a un prodotto adatto principalmente al gioco, e non potrebbe essere altrimenti visto il target a cui è rivolto. Se cercate una tastiera più “general purpose”, adatta anche alla scrittura, allora forse non siete di fronte al prodotto giusto. I tasti sagomati, che offrono un vantaggio durante il gaming, non sono molto adatti alla stesura di testi, risultando un po’ scomodi dopo lunghe sessioni di scrittura, anche se con l’abitudine la situazione migliora leggermente.
La corsa dei tasti invece è ottima non solo sulla carta ma consente un’attuazione fulminea in ogni occasione, dalla scrittura al gaming, risultando essere la più rapida tra le tastiere meccaniche provate fino a questo momento. Molto comodi sono risultati i tasti dedicati agli aspetti multimediali del proprio sistema. Anche la rotella, non proprio il massimo esteticamente parlando, si è rivelata una delle funzioni più utilizzate nel periodo di prova.
Durante il gioco, vera e propria ragion d’essere del prodotto, la velocità di attuazione e la precisione offerta hanno consentito un controllo sempre preciso e puntuale del carro in World of Tanks, titolo in cui le dita della mano destra non si scollano quasi mai dai tasti WASD; i tasti sagomati hanno aumentato non poco il comfort di gioco, mentre col mignolo i tasti funzione da G1 a G5 sono risultati facilmente raggiungibili, un po’ meno quelli dal G6 al G9, posizionati in alto. La breve corsa dei tasti tuttavia è forse ancora più adatta a titoli più frenetici, in cui gli spostamenti rapidi sono necessari per non perire sotto i colpi nemici, come gli sparatutto competitivi, un terreno in cui questa G910 troverà sicuramente molti estimatori.

Logitech G910 Orion Spark Logitech G910 Orion Spark è una tastiera non adatta a tutti, ma del resto il suo sviluppo è stato curato appositamente per i giocatori, a cui è appunto dedicata. Se cercate un prodotto in grado di svolgere al massimo tutte le funzioni richieste ad una normale tastiera, allora qualche debolezza la si trova. Se invece volete una tastiera per giocare, e per tanto tempo viste le 70 milioni di attuazioni testate, allora questo potrebbe essere il prodotto giusto. Qualche sbavatura c’è, a cominciare da alcuni materiali poco adatti a questa fascia di prezzo, ma resta il fatto che in ambito gaming ci troviamo di fronte ad una delle migliori soluzioni sul mercato, che sarà certamente apprezzata dagli appassionati.