Recensione Microsoft Surface RT

Surface RT è un grande strumento d’intrattenimento, dotato di ottime capacità di riproduzione multimediale e di una grande quantità di contenuti grazie alla piattaforma Xbox music, Video e Live

recensione Microsoft Surface RT
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Il Surface è il primo tablet prodotto interamente da Microsoft. E’ un progetto abbastanza preciso, indirizzato alla riconquista di una fascia di mercato ancora aliena agli utenti Windows. Surface attua una strategia abbastanza conservativa per lanciarsi nella mischia, perché essenzialmente sceglie d’apparire come un elegantissimo device multi-touch da 11” versatile e originale, senza al contempo rinunciare a tastiere full qwerty integrate direttamente nella cover magnetica e a un sistema operativo molto vicino e del tutto identico alla controparte per PC desktop. Windows 8 rappresenta forse la volitiva interruzione col passato a finestre e sotto menu da parte di Microsoft, e questo non a tutti è andato esattamente a genio al primo approccio, almeno finché rappresenta solamente un’elaborata sovrastruttura; ma allargando appena il punto d’osservazione si possono scorgere grandi rinnovamenti e interessanti prospettive di miglioramento per un sistema operativo complesso come Windows. La Metro UI e il Windws Store sono alcune delle innovazioni migliori e i punti di partenza per un avvio più affidabile, più produttivo e tremendamente più semplice, senza contare sull’interattività cross platform che Microsoft sta approntando da lungo periodo. Surface con Windows RT o Windows 8, nasce dal bisogno di espandere l’esperienza Windows all’intero stile di vita dell’utente, in modo che in ufficio, a scuola o a casa e in compagnia, ci sia sempre un dispositivo più intuitivo e veloce del classico laptop, che possa interfacciarsi ad altri computer, smartphone Windows Phone, o persino a una Xbox, per sospendere definitivamente l’idea di scrivania virtuale vincolata a un singolo dispositivo preferito.

Al centro del mirino

La versione di Surface che abbiamo conosciuto da vicino è la RT, ossia quella con CPU ad architettura ARM9, una Nvidia Tegra 3 a 1,3Ghz, memoria Ram da 2GB DDR3L e spazio d’archiviazione interno da 32GB. Pesa 680 gr ed è interamente realizzato in una lega di magnesio più leggera dell’alluminio, VaporMg, anche resistente alle impronte. Il design color titanio scuro è di quelli da solleticare il palato di ogni amante di tecnologia, perché è elegante, ordinato, compatto ma esprime anche imponenza e desunta affidabilità. Le Touch o Type Cover si collegano alla scocca facilmente, tramite la salda presa magnetica che occupa quasi tutto il profilo inferiore. Il bordo è squadrato con angoli smussati e dal posteriore si può tirar fuori un calcio per mantenere Surface inclinato di 30° mentre si scrive con la tastiera. Il display è da 10.6” 1366x768pixel ClearType HD in rapporto widescreen 16:9 e riconosce fino a un massimo di 5 tocchi simultanei. Non mancano le classiche dotazioni da tablet messe in circolazione da altri dispositivi, come connettività Bluetooth 4.0 e Wi-Fi, altoparlanti stereo, jack per le cuffie, slot per micro SD, uscita video HD da MHL, fotocamere HD 720p, ma qui c’è anche un’utile porta USB 2.0 che non necessita di adattatori.



Mano ai comandi

Il Microsoft Surface può essere acquistato in diversi tagli di memoria e differenti bundle, con incluse le famose cover/tastiera Type o Touch, in base alle nostre esigenze. Si può scegliere la variante più economica solo tablet da 32GB a 487 Euro e da 64GB a 591 Euro, ma è anche possibile cogliere l’offerta speciale valida sino al 30 Giugno, che prevede uno sconto del 14% e del 16% rispettivamente su entrambe le versioni, munite di Touch Cover Nera, quindi aggiungendo semplicemente un euro ai prezzi sopraelencati. Se si decide di cambiare colore della Touch Cover, tra bianco e ciano, bisognerà aggiungere comunque 119 Euro al prezzo totale, perciò in tal caso vi consiglieremmo di optare per l’acquisto della tastiera Type Cover a tasti fisici, per 129 Euro. Veniamo alle differenze fra le due. La Touch Cover è uno dei fiori all’occhiello del prodotto Microsoft, e offre una scelta di colorazioni in coordinato ai temi Windows oggettivamente molto elegante e altamente funzionale. Lo spessore è ridotto a soli 3mm, un vero record per la categoria d’accessorio, e ogni tasto risulta completamente appiattito per l’assenza di giunzioni meccaniche. I tasti rispondono alla leggera pressione delle dita ma non scrivono se vengono lievemente sfiorati. La velocità di scrittura a detta di Microsoft è doppia rispetto a una comune tastiera su touchscreen e in effetti confermiamo tale asserzione, con l’unica perplessità riguardo alla durezza di tale sistema, che a lungo andare lascia affiorare un po’ di fatica alla battitura, dovuta principalmente alla mancanza di ammortizzatori meccanici sotto le falangi e al bisogno di una maggiore pressione rispetto a uno schermo capacitivo per attivare la Touch Cover, col risultato che la scrittura su di quest’ultima sia anche più rigida del vetro di uno schermo a sfioramento. A nostro avviso preferibile, ma esteticamente meno esaltante, è la Type Cover, che si riveste di un design indubbiamente più anonimo, ma spesso poco meno di 6mm, con una migliore bombatura ergonomica. Entrambe le tastiere sono munite di trakpad multitouch per eseguire veloci panning senza toccare il display e i tasti funzione scelti per il layout riprendono ogni comando primario dell’interfaccia Windows RT.

Target miss

Arriviamo al concetto base di Windows RT. Nessun tasto virtuale o barra di stato è posto in evidenza: tutto quello che ci serve poter fare attraverso l’interfaccia Metro lo si ritrova sui Tiles e nelle slide gesture attivabili ai quattro bordi dello schermo. Strisciando le dita da destra verso il centro compare la dockbar pricipale, quella che ci tiene al corrente delle fondamentali opzioni e setting generali e per singola applicazione in uso, mantenendo sempre in primo piano i tasti virtuali Share, Devices e Search, cardini dell’interpretazione tablet di Microsoft. Il tasto Start serve per rimandarci alla schermata iniziale oppure, ripremendolo, per alternare la stessa schermata con quella dell’ultima applicazione aperta. Scorrendo il dito dal bordo sinistro si riportano al centro con un’animazione di scala ridotta le applicazioni aperte nell’ordine cronologico di esecuzione, e se mentre le si mantiene in selezione si desiderasse terminarle, basterà trasportare la casella dell’app interessata verso il basso. Allo stesso modo, se si decidesse di tenere in vista due applicazioni contemporaneamente bisognerà portare la casella dell’app entrante verso un lato dello schermo, che quindi rimarrà diviso in una porzione più grande per l’app in uso precedentemente e una più piccola per quella appena aperta. Purtroppo, non è ancora possibile suddividere lo schermo in maniera personalizzata, e ciò influisce direttamente sull’utilità della vista in splitscreen, che non lascia tenere sott’occhio chissà quali contenuti della porzione più piccola di schermo, nonostante questa sia uno scorcio sempre attivabile da qualsiasi applicazione installata sul dispositivo.
Il cuore pulsante di Microsoft Surface corrisponde però al bagaglio di programmi caricati sul Windows Store e alle possibilità che quest’ultimo può conferire a un dispositivo munito di schermo touchscreen e tastiera. Sino a oggi, Surface vive di alti e bassi nel ricercare un reale punto d’incontro tra entrambe le filosofie, perché in definitiva, tra pulsanti e comandi allo schermo, i metodi di navigazione e inserimento o di ricerca di ogni singola funzione, risultano alle volte troppo dispersivi, lontani dall’intuitività che caratterizza l’ottimo Windows Phone 8. Alle volte si ha come l’impressione di perdere di mano i controlli e non sapere più da che parte muoversi, nonostante si tratti di un’interfaccia utente tanto più semplice e coerente di quella di altri competitors. E’ questione di dettagli sia chiaro, perché non siamo difronte a un sistema talmente macchinoso da non poter essere tollerato, però riteniamo che visivamente altre maschere da tablet siano a loro modo più efficaci e rapide nel comunicarci informazioni.
Un appunto per il Windows Store, accertata la bontà delle applicazioni più famose e richieste, sarebbe quello di cambiare stile di casella nelle liste di applicazioni, troppo sottili e poco leggibili a prima vista perché riescano a catturare l’attenzione dell’utente. Tuttavia, al senso di disorientamento poco fa menzionato, dà corpo anche la presenza di un finto desktop Windows, che una volta selezionato ci riporterà allo stadio d’icone e puntatore che ad alcuni era tanto mancato. In questa interfaccia, le possibilità di esecuzione sono davvero poche e riguardano solo alcuni programmi, come la suite di Microsoft Office, ma nel computo finale dell’esperienza tale sbocco si configura solo come un decentramento dell’obiettivo e un’ulteriore contraddizione in serbo per l’utente. Il peggio però lo si riscontra nella lentezza d’avvio di ogni programma, molto più di grande di una qualsiasi attesa prevista per un Galaxy Note 10.1 o per iPad, i quali sembrano appartenere per istantaneità d’esecuzione e caricamento, a una generazione successiva, pur essendo anch’essi basati sullo stesso tipo d’architettura ARM Cortex-A9. A tal inconveniente alcuni utenti sostengo di aver posto rimedio attraverso l’arresto dell’applicazione antivirale Windows Defender, una procedura che abbiamo seguito anche noi con un intervento sul regedit del sistema: la situazione non è purtroppo cambiata come speravamo, e non passa quasi mai una schermata di applicazione dove Surface non visualizzi una bella icona circolare di caricamento sotto il logo del programma in apertura, cosa che a 2013 inoltrato consideriamo onestamente inammissibile. Per fortuna, un inconveniente del genere si ripropone indipendentemente dal tipo di programma selezionato, avvisandoci quindi che non si tratta di penuria in risorse hardware, quanto invece di un’ancora scarsa ottimizzazione di Windows per i processori ARM. Ci auguriamo dunque che in un breve arco di tempo Microsoft rilasci aggiornamenti Kernel che non si limitino solamente a scaldare gli animi degli appassionati, ma che diversamente attuino un’importante svolta nella storia del più diffuso sistema operativo.

Collaudo all’arsenale

I presupposti per farcela ci sono tutti, e si ritrovano nell’esemplare gestione del multitasking a cascata laterale o nel sistema di ricerca esteso a ogni applicazione con la semplicità di una slide gesture. Ma quello che interessa al pubblico sono a ogni modo i programmi. Internet Explorer, è il primo probabilmente a impattare sugli schermi di un Surface. Alcuni potrebbero restare delusi dalla maggiore lentezza di rendering iniziale rispetto all’edizione per Windows Phone, ma dopo i primi caricamenti le cose migliorano abbastanza. Le pagine aperte possono essere richiamate dall’alto, mentre la barra degli indirizzi riemerge dal basso, anche quando si scorre il puntatore verso sinistra e compare il tasto indietro. Lo scrolling con due dita sul trackpad della tastiera è abbastanza rapido, ma è meglio usare i comandi rapidi di navigazione Home, End, PgUp, PgDn se non si vogliono mettere le mani sul display. Una web browsing a mezzo del solo tochscreen è decisamente più intuitiva, sebbene soffra in qualche modo del rapporto dello schermo widescreen: guardare in portrait mode un Surface non è infatti troppo piacevole, perché per leggere l’intera inquadratura della pagina su un display 16:9 da 11” ribaltato, bisogna abbassare e alzare lo sguardo troppo spesso. Sulla casella Mail invece quest’aspetto potrebbe essere interpretato come un pregio. Le cartelle e gli account sono ordinati in lunghi elenchi, facilmente riconoscibili, e forse questa risulta anche una delle applicazioni più veloci dell’intera suite Surface out of the box. La Mappe sono frutto del legame con Nokia e offrono un ottimo servizio di navigazione, anche se in ambiente tablet la scarsità di funzioni e opzioni selezionabili incidono diversamente che su un Windows Phone, dove la praticità e l’essenzialità dell’interfaccia possono essere intese come scelta preventivata. Ci sono molti sviluppatori già al lavoro sul Windows Store, e le categorie si stanno arricchendo di giorno in giorno molto velocemente, ma se alla base si riscontra già una grande cura e coerenza visuale per la maggior parte di esse, dall’altra si disperdono ancora efficienza e interattività tra le singole applicazioni. Un esempio lampante è Dropbox che non lascia salvare le modifiche dei documenti tramite Office sullo stesso file, costringendoci a preferire ovviamente il software proprietario SkyDrive. A proposito di Office, esso è forse lo strumento più evoluto concesso temporaneamente in esclusiva a Surface rispetto alla concorrenza tablet, con una gamma completa di comandi e modelli da poter inserire ed elaborare con la comodità di uno strumento completo e performante come la Type Cover. Al contrario del restante modello visuale però, a nostro avviso richiederebbe un deciso snellimento dell’interfaccia, la quale appare sin troppo legata all’edizione desktop per poter funzionare al meglio su un tablet che potrebbe fare meno di tastiera e puntatore.
Allo stato attuale, si tratta di una suite software completissima, ma che che per essere sfruttata a dovere, necessita anche dell'uso del mouse. Un pregio o un difetto?

Volevamo l’esatto contrario

Nettamente superiori a nostro avviso e una lieta sorpresa per il nuovo brand sono gli strumenti d’intrattenimento multimediali, fotocamere a parte sulle quali è meglio omettere qualsiasi commento. La piattaforma Xbox Music, Video, il lettore multimediale e i videogiochi potrebbero avere un grande spazio nel futuro di Surface, perché già da ora possono contare su una collaudata piattaforma di contenuti e una completa gestione dei profili e account Xbox Live. Nei videogiochi Windows per Surface si possono sbloccare obiettivi, consultare classifiche e giocare utilizzando il proprio Avatar alla stessa maniera che si farebbe con la propria console Xbox 360. Non ancora molti titoli sono stati riconvertiti per Nvidia Tegra 3, ma comunque la GPU espleta perfettamente il proprio ruolo nel regalarci porting abbastanza fedeli degli originali arcade Xbox, con fluidità e dettagli abbastanza appaganti. Hydro Thunder Hurricane è del tutto identico alla versione Xbox Live Arcade, anche se si perdono texture in alta definizione e un po’ di filtro anti alias. Altrettanto dicasi per Pinball FX 2, dove il sistema di gioco touchscreen e il display orientabile ne amplificano l’immersione. Qualche problema sorge forse nelle riconversioni di titoli bidimensionali, non a loro agio su un display propriamente HD come quello del Surface, così titoli come Rayman Jungle Run vengono solo opportunamente riscalati e con qualche raro momento di incertezza nel framerate.

Divertentissimo l’arcade Crash Go Course da affrontare insieme al proprio Avatar o anche l’intramontabile Pac-Man Championship Edition DX, e peccato che Blazblue Calamitiy Trigger su Windows Store sia riservato solo al Surface con processore Intel. Quello che già non si tollera però è il riconoscimento e registrazione del proprio account su Xbox Live, per ogni singolo gioco: ogni volta che se ne installa uno nuovo bisogna daccapo inserire il proprio Live ID e la password. Ricordiamo che è possibile in qualsiasi momento collegare a Surface un controller Xbox 360 per Windows dalla porta USB integrata e giocare esattamente come si faceva in ambiente console o PC. Per finire lodiamo il comparto musicale di Surface, molto pieno nei bassi e a buon grado di risoluzione anche in condizione di streaming, e inoltre confermiamo la qualità del display per la visione di film, sinceramente ben calibrato, con una restituzione del gamma molto cinematografica e naturale allo stesso tempo, magari solamente poco veloce nell’allineamento dei cristalli liquidi, che nei panning orizzontali di qualche videogioco tendono a sfuocare leggermente l’immagine.

Microsoft Surface RT Surface RT è un grande strumento d’intrattenimento e questo la dice lunga sui miglioramenti che potranno sopraggiungere in futuro. Grande display, uno dei migliori visionati insieme a quello di iPad, ottima capacità di riproduzione multimediale e grande quantità di contenuti grazie alla piattaforma Xbox music, Video e Live. I giochi si eseguono abbastanza bene, molte produzioni sono prese direttamente dalle versione Xbox . Il Multi-tasking è velocissimo, la funzione di ricerca trasversale alle singole app è una caratteristica molto interessante, ma guarda caso non ci siamo ancora con i programmi per la produttività e la concezione mobile e business. Sembra un controsenso, ma non sceglieremmo Surface se fossimo in cerca di uno strumento su cui poter contare in situazioni difficili: avere Office in versione completa e una tastiera non ne fanno il miglior compagno di lavoro perché un manager è in cerca dove più possibile di semplificazione, immediatezza, e aiuto veloce piuttosto che di interfacce dissonanti, tempi morti e ridondanza. Non è questa la giusta strada per fondere il meglio di un laptop con la leggerezza di un nuovo tablet, diverso e meglio equipaggiato, perché i tablet non hanno bisogno delle complicazioni e delle incertezze dei PC. Molti si aspettano che la maggioranza dei programmi conosciuti su Windows verranno sicuramente riconvertiti per l’architettura ARM e quindi per la versione di Surface RT, tra l’altro dotata di un’ottima autonomia operativa rispetto all’edizione Pro e minor peso fisico. Tale pronostico pare quantomeno plausibile considerato l’enorme successo che la tecnologia RISC sta riscuotendo in ambito smartphone e la velocità con la quale si stanno raggiungendo traguardi di potenza sino a ieri sconosciuti persino ai calcolatori desktop. Microsoft, infatti, ci vede bene con Surface RT e le sue tastiere/cover da integrare a buon fine nelle categorie office, ma non ha ancora ben chiara sino a che livello possa proseguire questa contaminazione col Windows originale, che magari non andrebbe nemmeno supportato dalla variante di Surface Pro per guardare ancora più in là con l’evoluzione dell’OS e incominciare a risolvere sin da ora la frammentazione dell’esperienza. Occhio infine allo spazio d’archiviazione disponibile per l’utente, che per la versione Surface da 64GB corrisponde a 45GB effettivi, mentre per la 32GB ne restano solo 16GB, malgrado questi siano sempre espandibili con le schede microSD.