Recensione Nokia E7

Un gran bel terminale, figlio del passato glorioso di un mito della telefonia

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Da quando Martin Cooper appiccò per primo il focolare delle comunicazioni mobili, costruendo il suo “telefonino” sperimentale nel 1973, la vorticosa macchina economica ha forgiato nel corso dei decenni colossi dell’imprenditoria destinati a confliggere sotto le spoglie dei più grandi marchi delle telecomunicazioni, come la statunitense Motorola e la finlandese Nokia.
Con il boom della diffusione dei telefoni cellulari a metà degli anni 90 queste ultime due aziende sono state la guida di proprie rivoluzioni di tendenza: la Motorola con il suo StarTac aveva inaugurato l’era della miniaturizzazione estrema collimata con il famoso “dattero” v3690 ed il fortunatissimo RAZR V3; dal canto suo Nokia oltre ad essere diventata fenomeno culto con la suoneria più famosa al mondo, dopo aver proposto anch’essa enormi successi commerciali come il popolare Nokia 3210 ed aver osato poi con la meterora N-Gage, la finlandese riuscì a lanciare con il modello E9000 il brand “Communicator”, prima sintesi vincente tra un’agenda elettronica ed un cellulare di fascia alta, appositamente ottimizzata per scopi lavorativo-manageriali.
Leggere qualche notizia sull’evoluzione di simili apparecchi forse non trasmette gli stessi sentimenti che ancora oggi si provano, nonostante alcune scelte controverse prese in Nokia, nell’impugnare il risultato di tante storie e battaglie. Oggi sono Android ed iOS a contendersi lo scettro del mercato, una belligeranza tra software e sistemi operativi; un tempo invece dipendeva tutto dall’hardware ed il nuovo Nokia E7 è quindi un reduce, un gran bel “pezzo” di terminale, figlio del passato glorioso di un mito della telefonia ma anche eredità delle turbolenze odierne, fatte di abbandoni e cambi di direzione.

Una Livrea da Lamborghini

Il primo impatto con questo nuovo smartphone della serie E business è quindi emozionante, fosse anche solo per il concept, molto vicino ai precedenti Communicator ma anche differente per le impronte hi-tech stile anni ‘80: come per il recente N8 le linee sono affusolate a descrivere un parallelepipedo in alluminio anodizzato dagli spigoli smussati e dalla sezione che si assottiglia uniformemente verso le estremità più piccole fino ad incontrare due piani di plastica lucida che incorporano i classici connettori jack da 3.5, plug di ricarica con led di stato, il microfono, il tasto di accensione ed una bella porta mini HDMI. Sui due lati lunghi della scocca sono invece realizzati nello stesso alluminio il tasto di blocco schermo o anche tasto torcia se lo si tiene abbassato per 2 sec, il tasto volume o zoom, il tasto fotocamera e l’alloggiamento della SIM card, accessibile in qualsiasi momento ed apribile senza ricorrere a pinze speciali. Sul retro c’è incastonato il sensore della fotocamera da 8 megapixel con doppio Flash Led ma senza autofocus mentre frontalmente un buon display AMOLED da 4” ed il tasto home con led di notifica incorporato sono incorniciati in una calotta d’alluminio estraibile, sotto la quale trova posto una completa tastiera fisica QWERTY. La sensazione al tatto è di assoluta raffinatezza costruttiva, materiali di prima qualità concertati al meglio in una sinfonia sorda priva di scricchiolii distante dalla massa, nell’empireo degli assemblati al fianco di iphone 4, dal quale mutua l’integrazione della batteria da 1200 mAh e la memoria di massa non espandibile da 16Gb.

Interni in pelle che goduria. E gli sportelli verticali?

Il mito dunque è sopravvissuto? Sembrerebbe di si considerando anche la confezione generosa a forma di pacco postale contenente cavo HDMI, adattatore USB On the Go, cavo dati USB, manuale cartaceo a colori, auricolari in-ear, caricabatterie ; ma quando arriva il momento di provare lo slide della tastiera ecco la prima scossa al cuore: non ce ne si capacita, eppure è così. Lo slide non si muove. Si prova in una direzione, poi nell’altra ma il meccanismo sembra immobile. C’è qualcosa di strano: è vero che aprire il terminale con una mano sarebbe poco consono alle aspettative di utilizzo della tastiera estesa, però qui si fa fatica anche con due. Dopo qualche tentativo ci si accorge finalmente di poter contare sugli spigoli vivi dei lati, ed ecco che mantenendo saldamente il telefono e premendo leggermente sulla calotta superiore sentiremo il fatidico “Tac”. E’ facile intuire come mantenere il telefono compatto in ogni posizione abbia portato gli ingegneri Nokia ad irrigidire le cerniere per impedire aperture accidentali in movimento, ma ciò non toglie che il sistema di slittamento sia scomodo per la troppa forza richiesta per l’attivazione senza che vi siano appigli sicuri per le dita, facendoci temere per una rischiosa “eiezione” dell’E7 dalle nostre mani. D’altronde però nella configurazione classica da Communicator, questo Nokia calza a pennello in un’impugnatura sicura, divenendo magicamente il più comodo device a tastiera estesa, degno sostituto di un qualsiasi laptop in commercio perchè decisamente più ergonomico e portatile. I tasti della “QWERTY” sono sempre reattivi, palpabili e ben strutturati, con anche abbreviazioni nell’applicazione E-mail abbinate a singole lettere come “A” per rispondere a tutti o “Z” per avviare la sincronizzazione. Da buon ufficio digitale la posta elettronica non poteva che supportare le reti private VPN di CISCO o altri Server aziendali per tenere sempre al sicuro i propri documenti e ricevere le notifiche in Push con le caselle di posta Microsoft Exchange. La propria Scrivania sembrerà materializzarsi davanti a noi una volta aperto lo slide e selezionato attraverso il touchscreen capacitivo la cartella “ufficio”. Scrivere note, registrare memo vocali, sfogliare Pdf e modificare documenti Excel sarà sempre possibile e relativamente semplice, a patto di soprassedere su ciò che dovrebbe distinguere un semplice telefono da uno smartphone, ossia il software di sistema e la sua fruibilità.

Corse su di un pavimento pericolante.

A conti fatti non si può oggigiorno prescindere da quest’ultimo carattere, dato che l’OS è ormai l’elemento in base al quale si sceglie l’uno o l’altro device, con pregi e difetti che siano. In questo caso i pregi ci sono e danno credito alla sfera business mediante l’ottima ricezione telefonica, una connessione HSDPA a 10 Mbps e le garanzie di sicurezza estese per giunta dall’applicazione integrata F-Secure, ma purtroppo questi sono altresì depauperati da piccole grandi pecche rintracciabili più o meno in ogni ambito: mancanza di tastiera qwerty in verticale per i messaggi e snervante tastiera ad elenco a tutto schermo in rubrica nella medesima posizione, multitasking lento e scattoso, continui caricamenti per i login ai servizi di OVI, limite per gli allegati E-mail ad un massimo di 4MB, mal funzionamento del sensore di prossimità, installazioni e scaricamenti siderali, aspetto grafico scialbo sono alcuni dei sintomi di mala gestione imputabili sempre allo stesso responsabile: Symbian 3.0. L’interfaccia utente ha mantenuto la solita suddivisione in 3 pagine personalizzabili con widget e collegamenti ad applicazioni in blocchi di 4; premendo in alto a destra si accede a delle shortcuts per la connettività, orologio e risparmio energetico, ed ancora sulla dock c’è il tasto opzione a sinistra ed il tasto chiama a destra, intervallati dal tasto di selezione della homescreen che rifugge le pecche di un software che non riesce a sfruttare le possibilità offerte dal touchscreen capacitivo, ben più fluido con altri sistemi operativi. Non è certo colpa del processore ARM 11 a 680MHz e dei 256MB di Ram alleggeriti per giunta dalla risoluzione di 640x480 pixels del display: è pura mancanza di stabilità progettuale. Nokia d’altronde aveva intrapreso una buona strada con l’OS Maemo e la sua evoluzione in Meego grazie ad Intel, ma ultimamente la partnership con Microsoft per i prossimi Windows Phone e l’assimilazione della Symbian Foundation a gruppo interno Nokia hanno forse condotto a passi falsi sulle produzioni odierne, costrette a ricevere a bordo qualche vetusta “provvista” di magazzino.

Sono comunque apprezzabili gli sforzi compiuti per impreziosire quanto più possibile la piattaforma Symbian con applicativi e piccoli accorgimenti che ne risollevano le sorti altrimenti funeste di un prodotto che, con il recente riposizionamento nella fascia di prezzo tra i 400 ed i 500 Euro, può finalmente prendere respiro: notevole ad esempio l’applicazione “mappe” per scaricare lo stradario interamente sul terminale e consultarlo sia senza connessione al network sia con l’apporto della rete 3g, la quale ne estende i contenuti attraverso una schermata personalizzabile ricolma di add-ons come l’ottima guida Michelin per il turismo, i congregatori di feedback su luoghi di interesse come “Qype”e “ TripAdvisor o il procacciatore di eventi in città “eventseekr”; peculiare è invece l’omonima applicazione “Communicator” o meglio detta “Communicator Mobile per Nokia 2.0” risalente alla compatibilità con i server CWA di Microsoft (Communicator Web Access ) gestiti dal software “Office Comunications Server” per unificare i documenti office aziendali (anche vocali se configurati con Microsoft Exchange server Mailbox) e fornire anche un servizio di IM ( instant Messaging ) tra dispositivi registrati con Password; efficiente non di meno il motore Vlingo per i comandi vocali, simili a quelli presenti su Galaxy S II, ma forse un tantino più scomodi per via dell’aggiuntivo “tap” sullo schermo necessario ad interrompere la campionatura del messaggio.

Ma la Plancia è Hi Tech

A discapito delle magre aspettative multimediali che uno smartphone della serie E business ha avuto negli ultimi anni ricordando per esempio l’E90 Communicator, davvero avaro di spunti per l’intrattenimento, il nuovo E7 stupisce a cominciare dallo schermo, un AMOLED, non risolutissimo come già anticipato, ma molto appagante per resa cromatica e leggibilità all’aperto, munito di tecnologia Clear Black ed incapsulato sotto il pregiato Gorilla Glass anti graffio ma non oleorepellente vista la sensibilità alle impronte più evidente che in altri top di gamma. I video girati con la camera sono molto buoni, compressi in MPEG-4 a 25fps ed audio H.264 AAC così come anche gli scatti fotografici ad 8 megapixels davvero mozzafiato per i panorama, meno esaltanti nelle macro a causa del focus fisso. Il lettore multimediale integrato digerisce benissimo i Dvx anche HD con audio surround 5.1 dando il meglio di se con l’adattatore hdmi fornito in confezione per trasmettere un mirroring a 720p fluido sia con video che con il sufficiente Web Browser, ancora troppo contorto e scattoso nello scrolling. Stranamente persino il gaming è fuori dall’ordinario sull’E7 grazie anche alle offerte gratuite su Ovi Store di molti successi come Fruit Ninja, Spiderman Total Mayhem HD, the Settlers HD e tanti altri, riprodotti a dovere dalla performante gpu Broadcom BCM2727 con l’aggiunta di un feedback del touchscreen superiore a quanto visto in Symbian. Per finire il lettore audio, degno di nota per l’ottima fedeltà di ascolto sia in cuffia che dall’autoparlante integrato; carina la Cover Flow degli album in landscape mode.

Nokia E7 E7 è il discendente del brand Communicator di Nokia, in alluminio insonorizzato, folgorante nel design e tanto possente quanto goffo. La pregevole dotazione hardware deve purtroppo fare i conti con i rallentamenti e le incertezze di un sistema operativo datato come Symbian 3.0 .Tuttavia sono in cantiere nuovi aggiornamenti che miglioreranno sia il Web Browser, alquanto aberrante, sia la user experience in genere per dare una “manna” d’olio allo “scricchiolio” del software che sarebbe ingiusto non premiare per la rigorosa preparazione business che Nokia ha saputo infondergli con il supporto alle più diffuse reti aziendali e con la tastiera Full QWERTY più comoda sul mercato. Riposizionato intorno ai 450 Euro potrebbe alleggerire le 24ore di molti uomini d’affari.

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