Parrot BEBOP 2 Recensione: un drone dell'ottimo rapporto prezzo/prestazioni

Il Parrot Bepop 2 è un drone di fascia media dalle eccellenti prestazioni, dotato di elevata agilità e discrete capacità di ripresa.

recensione Parrot BEBOP 2 Recensione: un drone dell'ottimo rapporto prezzo/prestazioni
Articolo a cura di
Giacomo Della Rocca Giacomo Della Rocca Giacomo Della Rocca, aka "il Direttore", è un Filmaker e 3d Designer dalla formazione eclettica; appassionato e studioso di Fisica e Architettura, nonchè grande amante della tecnologia in tutte le sue forme. E’ stato, fra le altre cose, direttore artistico del Retro Film Festival. Lo trovate su Facebook, Instagram e su www.dromostudio.it

Al giorno d'oggi non è più così strano alzare lo sguardo al cielo e scorgere qualche drone che si libra nell'aria, e non si parla più di qualche isolata unità, come magari poteva accadere qualche anno fa, ma bensì di veri e propri stormi, governati da un esercito di amatori e professionisti del settore. È un dato di fatto: l'abbassamento dei prezzi, l'interesse del grande pubblico e la successiva conformazione delle leggi, hanno finalmente favorito, anche sul suolo Italiano, la diffusione dei suddetti aeromobili (in gergo tecnico APR), rendendoli a pieno titolo uno degli hobby più diffusi del momento (se non addirittura oggetti di culto). Di conseguenza, il mercato dei droni è cresciuto enormemente, stratificandosi sempre di più; mentre le categorie enthusiast e quella professional sono saldamente in mano a brand come DJi e Yuneec, quando si parla di entry/medium level di qualità il primo nome che viene in mente è sicuramente quello dell'azienda francese Parrot, ed in particolare del suo famosissimo modello Bebop, che oggi si aggiorna alla versione 2.0 - il Parrot Bepop 2. Grazie ad Everyeye.it, uno dei suddetti esemplari è recentemente atterrato qui a Dromo Studio, lasciandosi provare approfonditamente per ben tre settimane, e queste che state per leggere sono le nostre opinioni. Prima di cominciare, però, vi anticipiamo subito che, nonostante per mestiere abbiamo spesso a che fare con modelli di fascia superiore come il Phantom o il Mavic, la nostra esperienza con il piccolo Bebop si è rivelata assai positiva. Per la cronaca, il nostro esemplare lo abbiamo amorevolmente rinominato "Frances-D", ed ogni riferimento al temibile corsaro è da ritenersi puramente casuale...

Packaging, costruzione e aspetto

Il Parrot Bebop 2 (o 2.0) si presenta in un packaging essenziale e sobrio, eppure estremamente compatto, curato e robusto, caratterizzato da un bi-colore nero/bianco, esattamente come il drone al suo interno (che è disponibile anche in una variante nero/rosso). Qui da noi è arrivata la versione completa con Parrot Skycontroller 2 e Parrot Cockpitglasses (acquistabile attualmente per circa 679€), ma vi ricordiamo che è in commercio anche la versione con il solo drone (circa 549€). L'interfaccia pilota Parrot è compatibile con le ultime release di iOS e Android, e può utilizzare smartphone e tablet sia come controller, sia come dispositivi per la visuale in prima persona. Una volta aperta la confezione, al suo interno troviamo: 1 drone Bebop 2, 1 batteria da 2.700 mAh, 1 caricabatteria munito di cavo e adattatore (US/JP, UK, EU, ANZ), 1 cavo USB, 8 eliche (4 + 4 di ricambio bicolore), 1 strumento di montaggio per le eliche, 1 Parrot Skycontroller 2, 1 Parrot Cockpitglasses ed infine l'immancabile guida rapida. Come già anticipato poco fa, rispetto ad altri modelli che si attestano su una fascia di prezzo superiore, si nota subito prendendolo in mano che il Bebop 2 risulta estremamente più leggero: 500g contro i 1200g del DJI Phantom 3 Standard e 1500g del 3DR Solo Aerial.

Leggerezza, agilità

La leggerezza è sinonimo di agilità, ed entrambe sono caratteristiche molto apprezzate che da una parte lo rendono più maneggevole (per chi ama osare è facile eseguire manovre spericolate) limitando così anche i danni e l'usura derivati da possibili piccole collisioni, dall'altra, però, lo rendono più influenzabile dagli agenti atmosferici come il vento, e ciò incide sensibilmente sulle prestazioni, soprattutto nella fase di stabilizzazione della ripresa. Per scendere ancor più nel dettaglio vi elenchiamo tutti i dati tecnici del caso: le dimensioni, tanto per cominciare, corrispondono a 382x328x89mm per un peso complessivo di 500 gr, comprensivo di batteria. Quest'ultima è una Li-On da 2.700 mAh. Oltre a questo, nella parte anteriore del corpo, troviamo incastonata a mo' di occhio di ciclope una buona fotocamera da 14Mpx stabilizzata su 3 assi, capace di scattare in JPEG, RAW e DNG ad una risoluzione di 4.096 x 3.072. Per i meno esperti, chiariamo subito che non si tratta di risultati da avvicinare ad una qualsiasi DSLR, e non aspettatevi nemmeno una qualità paragonabile agli smartphone di ultima generazione, ma se contestualizzate il tutto, qualche soddisfazione sul versante aerial-photography potrete di certo togliervela. I video, invece, risultano complessivamente migliori; sono codificati in H264 a 30fps (1.920 x 1.080p), e vengono stoccati in una memoria interna da 8gb, che risulta sempre più che sufficiente visto il notevole livello di compressione dei file. Oltre a questo, segnaliamo anche la presenza di un sistema GPS, di un magnetometro e ovviamente anche di un accelerometro.

L'aspetto, rispetto ai suoi predecessori, risulta più curato e resistente, nonché di certo più accattivante da ammirare. Il quantitativo di policarbonato è ridotto, ed è rimpiazzato saggiamente con una scocca di plastica semi-flessibile, resistente alla maggior parte degli urti di piccola o media entità. Le ventole sono aumentate di diametro per una maggiore stabilità, ed il modello risulta in quest'ultima versione aggiornata anche più slanciato. Per concludere questa sezione, segnaliamo anche che la batteria al litio da 2700 mAh sembra garantire un'autonomia di volo perfino superiore, anche se di poco, ai 25 minuti dichiarati.

Take Off, Fly High

Le prestazioni, senza girarci troppo attorno, sono ottime: la velocità e la precisione di manovra fanno invidia a modelli più professionali, può raggiungere in planata i 18m/s e in salita i 6m/s, velocità regolabili attraverso il semplice software di pilotaggio FreeFlight 3, come anche le quote massime in elevazione ed estensione. Lo Skycontroller 2, così come il controllo digitale attraverso il telefono, risulta molto reattivo ed estremamente intuitivo. Il movimento è morbido e scattante al punto giusto: resiste bene anche in condizioni di lieve vento e, anche se sarà necessario un certo allenamento per arrivare ad eseguire riprese fluide dal taglio più professionale, il divertimento è garantito. Ovviamente, come previsto dagli standard moderni, sono presenti tutte le funzioni basilari volte a semplificare la guida anche ai meno esperti, ovvero la modalità "take-off" per il decollo, l'atterraggio, il ritorno a casa e così via...

Le riprese del Parrot Bebop 2, a proposito, hanno un'ottima resa una volta selezionata la modalità "alta qualità", poiché è così che si sfruttano a pieno i 14mpx di cui è dotata la telecamera. I video risultano fluidi e con una buona resa cromatica, anche se, va detto, sia la saturazione dei colori che i contrasti risultano molto accesi, anche per via della compressione. Il software e la stabilizzazione integrata su 3 assi fanno il loro dovere, ma di certo non sono sufficienti in condizioni di vento forte, ed in questi casi si viene a creare una fastidiosa distorsione dell'immagine, conosciuta anche come "effetto bubble". La lente grandangolare fisheye permette visioni ad ampio respiro e suggestive: la parte centrale dell'immagine è ben definita, anche se la grande apertura ottica, come accade anche in molti suoi competitor, risulta notevolmente aberrata sui bordi, o per meglio dire "blurrata", vittima di quella tipica pasta comune ai dispositivi digitali con ottiche non professionali. Tuttavia, se si registra di giorno e al netto di una buona illuminazione, il risultato è piuttosto alto, ed è innegabile che il Bebop 2 sia in grado di consegnarci delle ottime riprese, capaci di regalare altrettanto grandi soddisfazioni.

Prestazioni di volo

In quanto a prestazioni di volo, invece, tralasciando la già anticipata questione maneggevolezza, c'è da dire che queste cambiano sensibilmente se si utilizza lo smartphone/tablet o Skycontroller abbinato a smartphone/tablet. Ovviamente ciò è dovuto all'utilizzo dell'antenna Wi-Fi di maggiore potenza montata nel controller. Se il limite massimo con smartphone o tablet è di 300 mt, (ma già a 200 mt le perdite di segnale si fanno importanti), con Skycontroller arriviamo ad un limite teorico di 2 km di distanza, che però in presenza di alberi e palazzi può ridursi notevolmente. Per ultimo, va sicuramente citato anche il visore Cockpitglasses FPV (First Person View), ovvero il casco "simil-VR", che è capace di proiettarci in una vera simulazione di volo con visuale in prima persona. In questo caso il cellulare, tramite l'app FreeFlight 3, si trasforma in uno split-screen che simula una visuale stereoscopica, aiutata da apposite lenti presenti all'interno del casco/visore, capaci di aumentare non poco il tasso di coinvolgimento. La modalità FPV è sicuramente interessante per la sua immersività, ma porta con sé qualche contro: l'immediatezza dei controlli è altresì garantita, ma trattandosi di un cellulare la qualità dell'immagine non è altissima e per di più si è soggetti anche a tutti i motion sickness tipici della VR, perciò fate attenzione qualora abbiate intensione di provarlo immediatamente dopo i pasti: il rischio "mal d'aereo" è in agguato.

Parrot Bebop 2 In conclusione possiamo affermare che il Parrot Bebop 2, realizzato dalla casa francese Parrot, si inserisce con successo in una fascia di mercato ben specifica, ovvero la cosiddetta entry-medium level, e si mostra subito come un prodotto molto competitivo per prezzo e prestazioni, con caratteristiche di buona qualità sia nel volo che nelle riprese. Certo è che l'eventuale acquisto del modulo FPV resta una questione puramente soggettiva, poiché i famosi Cockpitglasses potrebbero non essere adatti (o interessanti) per tutti gli utenti, soprattutto visto il sensibile aumento del prezzo. Ad ogni modo, il Bebop 2 sa il fatto suo: nasce come prodotto per il grande pubblico, ma non va sottovalutato per l'estrema maneggevolezza, per complessità delle manovre eseguibili e nondimeno per le notevoli possibilità di ripresa. Prima di augurarvi buon volo, però, ci teniamo a ricordarvi che avendo un peso superiore ai 300g rientra nelle recenti regolamentazioni dell'ENAC e per pilotarlo, quindi, sarà necessaria un'abilitazione come pilota di droni leggeri (Attestato SAPR), che ovviamente non vi viene certo regalata...

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