Recensione Sol Republic Tracks v8

Provate le cuffie scomponibili dell'azienda californiana.

recensione Sol Republic Tracks v8
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Sol Republic è una azienda nata nel 2011, fondata da Kevin Lee, figlio del più noto Noel, Ceo di Monster Cable, la cui tecnologia è alla base di quel successo tutto americano che porta il nome di “Beats” by Dree. Un successo più di stile che di qualità del suono (secondo alcuni detrattori) che ha però portato la società a livelli di notorietà incredibili e sopratutto ha fatto riscoprire al mondo il desiderio di ascoltare buona musica, con bassi potenti, in barba al minimalismo auricolare che ha visto Apple con i suoi iconici airpods dominare la scena, a partire dal successo del primo iPod, per tutto il primo decennio del nuovo secolo.
Queste Tracks v8 sono cuffie grandi, ben visibili, che suonano potenti e ad alto volume. Non sempre comode da portare in giro, vistose e non adatte all’attività sportiva, questa tipologia di cuffie è pensata per chi vuole ascoltare musica a casa o in giro, senza i compromessi di qualità e potenza che le “cuffiette” si portano dietro per forza di cose.

Design e qualità costruttiva

Le Sol (Soundtrack of Life) Republic Tracks v8 sono il modello più economico della linea “tracks”, vendute a circa 99 Euro.
Prima di parlare di comfort e qualità del suono è bene soffermarsi sulle caratteristiche costruttive, abbastanza uniche, che contraddistinguono questo prodotto. Gli auricolari sono completamente scomponibili: i padiglioni destro e sinistro (che includono i due altoparlanti) si infilano nell’archetto, costruito con un materiale, chiamat FlexTex, brevettato da Sol Republic, che può essere piegato e torto in modo incredibile senza subire alcun danno. E’ dunque possibile spostare i padiglioni in altezza per trovare il giusto comfort in base alle varie dimensioni della vostra testa.
Altra caratteristica assolutamente vincente del progetto è il cavo audio. Si tratta di una cavo proprietario che termina con due jack separati da inserire ciascuno in un altoparlante. Se la cuffia resta bloccata da qualche parte, i jack usciranno dai loro alloggi evitando che il cavo si spezzi (un discorso simile ai cavi di alimentazione mag safe dei computer Apple). Questa caratteristica rende la riparazione delle cuffie in caso di guasto del cavo o del microfono (una possibilità non remota, se avete mai usato delle cuffie per più di un anno) molto facile e poco onerosa.

Le linee essenziali fanno da contraltare a plastiche nere opache (l’archetto) e lucide (nella parte esterna di padiglioni) per un design decisamente riuscito e non troppo vistoso. Lungo il cavo audio è presente un comando remoto per skippare le tracce e abbassare ed alzare il volume, che integra anche un microfono. Si tratta di un accessorio imprescindibile oggi come oggi ma non è sempre scontato trovarlo sulle cuffie di questo livello. Peccato solo che, per quanto funzionali, i tasti del comando non abbiano il giusto gap per renderli subito riconoscibili e qualche pressione a vuoto di troppo si fa notare.
Data la particolare forma dell’archetto e del meccanismo di blocco (per attrito) gli auricolari tendono a premere con una certa forza sulle orecchie, con un angolo non sempre perfetto (spingono piatte sui padiglioni, quando sarebbe preferibile una certa angolazione per accompagnare il profilo e l’orientamento delle orecchie). Per ascolti occasionali di un'oretta circa, il comfort è accettabile. Ma per lunghe sessioni di ascolto, magari per alcune ore, queste due caratteristiche (angolo piatto e pressione un pò sopra la media) potrebbero accennare un senso di fastidio, rendendo necessaria una piccola pausa.

Performance

Visto il pedigree della casa produttrice è facile inquadrare le “Tracks” nella tipologia di cuffie che più di tutte ha fatto parlare di se in questi anni, le celeberrime “Beats”. Gli auricolari sono rivestiti in pelle sintetica e offrono un basso isolamento acustico. Non si tratta di una tecnologia di noise cancelling attivo, ma semplicemente di un attenuazione dei rumori esterni tramite l’uso di materiali isolanti. Non vi aspettate di essere trascinati nel silenzio assoluto quando la musica è spenta, perché rimarreste delusi. Come era prevedibile gli auricolari tendono ad esaltare i brani ricchi di bassi e treble, tipici del genere hip-hop, tecno, elettronica, drum and base e Rap. Daft Punk, Pitbull, Marvin Gay e Dead-Mouse 5 convivono allegramente, esaltati da una buona potenza sonora e bassi davvero poderosi, assolutamente necessari per godere davvero delle qualità di questi diffusori.
Musica Rock, Pop, e brani dove la voce è più miscelata alle melodie e gli arrangiamenti, e dove bassi e batteria sono stati pensati per fare da sottofondo e non da protagonisti, soffrono un pò. In alcuni casi le voci appaiono leggermente sovrastate dai bassi troppo accentuati, ed ai volumi più alti si percepiscono leggere distorsioni nel suono.
Così ascoltando i Maroon 5, Stereophonics o i Queen, si perdono alcuni dei dettagli e delle sonorità originarinali. Ci sono ovviamente cuffie di più alto livello in grado di riprodurre al meglio questi gruppi, ma parliamo di prodotti che costano anche il doppio delle Tracks.

Sol Republic Tracks v8 Per meno di 100 Euro, le Track si presentano in buona forma. Virtualmente indistruttibili, facili da riparare in caso di guasto ai cavi, sono impreziosite da un ottimo design e dalla presenza del controllo remoto su filo, in modo da poter essere usate in combinazione con gli smarphone. Ovviamente non essendo cuffie “universali” molto dipende dal genere di musica che preferite ascoltare, laddove bassi e treble verranno spinti ed esaltati, mentre le frequenze medio-alte dello spettro musicale verranno soverchiate dai bassi un po' troppo eccentuati. Se siete attratti da cuffie come le Beats Solo ma non volete spendere il denaro necessario per pagarne il prezzo, le Tracks sono una buona alternativa.