Sony A99 Mark II, la recensione dopo 15.000 scatti

Dopo due mesi di utilizzo, eccoci a parlare dei pregi e dei difetti della Sony A99 Mark II, una reflex eccellente, modernissima e super-versatile.

recensione Sony A99 Mark II, la recensione dopo 15.000 scatti
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di
Tommaso Tommaso "Todd" Montagnoli è un maniaco e devoto videogiocatore da più di vent'anni, feroce appassionato di RPG, strategici e tutto il resto. Le poche ore che non spende giocando le passa fra fumetti, cinema, brit rock e snowboard. Lo trovate su Facebook, Twitter e su MORLU TOTAL GAMING.

Se oggi siamo qui, con una ALPHA 99 Mark II in mano, non è solo per proporvi la nostra recensione, che è frutto di più di due mesi di lavoro e di quasi 15.000 scatti, ma è per porvi una domanda. Una di quelle grandi, che abbracciano l'intero settore della fotografia professionale moderna, ovvero: "è possibile, nel 2017, essere dei SONARI?" Il termine stesso, coniato nell'ambito videoludico per denotare una presa di posizione, spesso quasi sciovinista nella famigerata console war, vuole essere in primo luogo una provocazione. Uno stimolo. Perché se nell'industria videoludica sono da sempre esistite le cosiddette fazioni legate ai brand, lo stesso vale per la fotografia; ovvero Nikon e Canon. E poco altro. Nella fotografia c'è sempre chi si costituisce "endorser" di una o dell'altra marca, facendo sembrare tutti gli altri quasi come delle pecore nere. Certo è che negli ultimi anni le cose sono indubbiamente cambiate; Sony ha raggiunto una fama notevole, ed è diventata un manufacturer di riferimento, soprattutto per quanto riguarda il videomaking/filmaking. La Sony A7s (ed ora la sua discendente la 7s II) è diventata praticamente una prima scelta al giorno d'oggi, quasi un oggetto di culto, diffusissima anche in Italia grazie alle sue numerose qualità e ad un rapporto qualità/prezzo assai vantaggioso (circa 2700€). E in questo mercato, è l'utente a decidere il vincitore.

Sfida vinta?

Sfida vinta, si potrebbe dire, sul fronte video, ma per quanto riguarda le Reflex? L'eccellenza nella Fotografia e nel Videomaking, si sa, non possono convivere perfettamente insieme. Almeno non senza qualche fastidioso compromesso. Ecco perché Sony ha investito molto nella sua ALPHA 77, e poi nella ALPHA 99 Mark II (oramai in giro da un annetto): per competere ad armi pari anche sul fronte della fotografia professionale, realizzando una macchina dalle caratteristiche ibride e strabilianti. Pronta a farsi amare - al paro - di quelle prodotte dai colossi concorrenti. Per chi già ha familiarità con noi di Dromostudio, non c'è bisogno di presentazioni, per coloro che invece non ci conoscono, vi accenniamo che nel nostro parco macchine ci sono entrambe le dirette avversarie della A99mk2, e che per questa recensione abbiamo volutamente cercato il paragone, così da mettere in risalto le differenze. Per ora vi diciamo solo che abbiamo vissuto più che felicemente questi mesi di prova con la suddetta Reflex (che per la cronaca abbiamo rinominato Angie), mentre per la risposta al quesito posto in apertura, ci vediamo fra qualche capitolo.

Benvenuta Mark II

I modelli si aggiornano, a volte con piccoli dettagli, a volte con grandi novità, ed è proprio questo il caso della A99 M2, dove il "mark II", come scoprirete a breve, non è stato certo messo a caso. Il packaging è sempre simile a quello adottato da SONY negli ultimi anni: compatto, robusto e sferzato dal tipico color arancio. Al suo interno troviamo ovviamente il corpo della macchina (142,5x104,2x76), che pesa 849g (contro i 733g della mark I e i circa 900g della 5Dm4), cavo micro USB 2.0, tracolla, tappi, una batteria Li-Ion da 1650mAh e il suo rispettivo caricatore. Il design della macchina è eccellente, con linee morbide e pochi spigoli, e i materiali di costruzione ottimi e robusti: il cuore è in lega di magnesio, così da contenere il peso, che è magnificamente centrato, mentre l'ergonomia è stata migliorata e la mole è leggermente più piccola del precedente modello, qualcosa intorno al 5%. Diciamo subito che il mirino è elettronico (OLED da 2,36 Mpixel, 100% copertura, 0.78x), simile a quello dell'A7sII: questo, ne siamo certi, scoraggerà una certa fetta di utenza, quella più tradizionalista, e inizialmente ha lasciato un poco perplessi anche noi (nonostante si trattava di una scelta condivisibile vista la tipologia della macchina), ma in un secondo momento ha fatto breccia, lasciandosi apprezzare per la sua vastissima gamma di vantaggi, primo fra tutti l'ottimo Focus Peak (che mette in evidenza le zone a fuoco durante la modalità manuale). Davvero utile, veloce e preciso anche in situazioni di scarsa luce. Si tratta di una scuola diversa, e indubbiamente di un compromesso a favore della comodità e della modernità della macchina: una scelta che dovrete valutare attentamente qualora foste interessati all'acquisto.

Lo schermo LiveView è un buon LCD da 3 pollici, con risoluzione in 720p e 1,22 milioni di punti. È estraibile, ovvero fuoriesce dal corpo mediante il sistema braccio-guida made in Sony, e possiede sia il tilt della 7sII, ma migliore, che l'oscillazione laterale completa. Non è touch, ovviamente, ma è inutile dire quale e quanta comodità comporti per l'utente uno schermo articolato come questo; vi assicuriamo che una volta provato difficilmente potrete farne a meno. La disposizione dei tasti (tutti weatherproof) è anch'essa super-funzionale, dal momento che le funzioni base sono raggiungibili perfettamente dal solo pollice destro, e sufficientemente intuitiva; per concept e disposizione, potremmo azzardare che sembra una via di mezzo fra quanto visto su Canon e Nikon. La connettività, oltre ai classici flash, remote, audio-in e out, e possibile tramite WiFi, Micro HDMI, Micro USB, più un ultimo "attacco multi". Lo stoccaggio dati, invece, avviene grazie a due slot di tipo SD (SDXC), di cui il primo supporta anche il formato Memory Stick Duo. I formati supportati sono il JPEG e il RAW (.ARW) per le foto, e MP4 AVCHD 2.0 per i video fino al 4K a 100mbps. È infine presente anche un comodo DC in, capace di permettervi un'alimentazione indipendente continua.

Camera oscura (ma non troppo)

Eccoci giunti al banco di prova, ovvero il momento clou dove vi narriamo la nostra esperienza diretta con la macchina in questione. Cominciamo col dirvi che la nostra prova è stata effettuata con un obiettivo 24-70mm 2.8 Vario-Sonnar (Zeiss) ZA SSM II, ovvero la classica e imprescindibile lente tutto-fare, con cui ci siamo sbizzarriti in ritratti, landscape, semi-macro, eventi, matrimoni e chi più ne ha più ne metta, cercando di coprire il più possibile l'utilizzo medio di un fotografo professionista. Prima di scendere nel dettaglio, però, eccovi prima un po' di numeri che dovete tenere a mente sulla A99m2: si tratta di una Reflex SLT (ovvero con specchio traslucido), che monta obiettivi SONY TYPE "A" (ma potete utilizzarci anche tutto il resto con appositi adattatori), con sensore full frame EXMOR R da ben 42,4 Megapixels (traducibile in foto da circa 7900x5300), supportato da un processore Bionz X, e la possibilità di simulare anche il Super35, perfetto per il Cinema. L'autofocus, ovvero il pezzo forte della A99m2, avviene mediante la nuova tecnologia ibrida "4D Focus", che vede la presenza di 79 sensori standard AF dedicati, più altri 399 direttamente sul sensore. Questo significa una messa a fuoco precisa e soprattutto velocissima, godibilissima anche grazie alla possibilità di scattare fino a 12Fps (ideale per i soggetti in movimento), nonché di lavorare fino a -4 EV. L'escursione ISO va da 100 a 25.600 in manuale, i tempi da 30" a 1/8000, ed è inoltre presente lo stesso sistema di stabilizzazione dell'immagine su cinque assi già visto (ed apprezzatissimo) sulla A7sII.

Le features sono dunque tante, sulla carta indiscutibilmente superiori ad una 5D mark IV o una D810, soprattutto se includiamo anche il comparto video (di cui parleremo più avanti), ma quando si parla di macchine professionali, con un costo intorno ai 3000€, non è solo la quantità che conta. La qualità delle immagini è altissima, e ciò non stupisce, ma cosa più importante ha un suo stile, che oramai si potrebbe definire "riconoscibile", esattamente come quelli dei brand sopracitati, che rappresentano un'istituzione, e che passano anche per quei luoghi comuni come "la definizione della Nikon" o "i colori della Canon". Frasi fatte a parte, la profondità del colore dell'A99m2 è eccellente, ed abbiamo amato particolarmente la sua resa nelle tonalità di grigio, sempre accurate ed estese, quasi che potremmo riconoscerla come una sua cifra stilistica. La brillantezza è anch'essa molto buona, soprattutto nei gialli, così come ottima è la fedeltà, anche se va ricordato che ciò potrebbe non incontrare necessariamente il gusto di tutti. A parte gli enormi vantaggi (e comodità) dovuti al sistema ibrido di messa a fuoco, e alle prodezze dello scatto a raffica (attualmente secondo solo alla EOS 1D Mark II e alla Olympus E-M1 Mark II), possiamo dire che in quanto a definizione la A99 sa davvero il fatto suo, e il suo sensore da 42 megapixel si fa sentire, garantendo - in normali situazioni di luce - un valore complessivo di "Sharpness" incredibile, soprattutto entro gli ISO 640. Si comporta benissimo anche in situazioni di scarsa illuminazione, come tutte le SONY del resto, anche se in alcuni casi abbiamo sperimentato un po' di (accettabile) rumore nei neri intorno a ISO 2000, nonché qualche sbavatura o artefatto in termini di aliasing su trame particolari, non è infatti presente un sistema di correzione AA. L'anti-flickr c'è invece, ed è comodissimo.

Luce ed esposizione

L'esposizione a volte ha qualche piccolo problema, nel senso che le foto tendono sempre verso una sottoesposizione, ad esempio quando si tratta di staccare un soggetto da un fondale a basso contrasto, soprattutto su tonalità vicine al nero, magari proprio su campi larghi 24mm. Fortunatamente si può risolvere in post-produzione grazie a dei RAW ricchissimi a 14 bit (e pesantissimi), che garantiscono un gran margine di manovra. A proposito: notevoli sono i risultati anche sui controluce, e in generale sulla profondità di campo, anche se per quanto riguarda i ritratti close-up continuiamo a preferire la nostra vecchia 5D mark III. Sarà solo una questione di abitudine? Forse... Sta di certo che in quanto alla praticità di utilizzo siamo su livelli altissimi, al punto che, dopo mesi di utilizzo, tornare indietro ci dispiace non poco, peccato per la durata della batteria, che è sensibilmente inferiore alla concorrenza (circa un 35%), e al potenziale surriscaldamento del corpo macchina. Certo, riguardo a quest'ultimo punto, vi tranquillizziamo dicendovi che non viaggiamo ai livelli di pericolosità che affliggono le mirrorless come la A7sII ad esempio, eppure, rispetto ad una Canon, la differenza si sente. Infine, va detto che anche il software ci è piaciuto moltissimo, sia come facilità di navigazione che come personalizzazione; abbiamo inoltre sperimentato con piacere i vari preset della macchina, come ad esempio la funzione Panorama, velocissima da utilizzare e capace di rielaborare in tempo reale i landscapes "come fosse uno smartphone". Peccato per la funzione full-auto, ovvero lo scatto automatico, che fin troppo spesso non sembra azzeccarci proprio con i tempi di scatto e l'auto-esposizione. Poco male, non si tratta di un punto focale, vero?


Tutto quel che si può desiderare

SONY da fondo a tutto il suo arsenale, mettendo a frutto tutto il meglio delle tecnologie Konica-Minolta e Zeiss, fondendole perfettamente con le ultime tecnologie in ambito di videomaking, realizzando così una Reflex eccellente, modernissima e super-versatile. La A99 Mark II ha tutto quello che un fotografo professionista possa desiderare, dalla qualità e alla profondità dei colori, fino ad una nitidezza strepitosa, garantita da ben 42.4 megapixel. In più, c'è anche un sistema AF ibrido all'avanguardia, velocissimo, è un comparto di registrazione video in 4K di prima scelta. Per non parlare dell'ottimo Focus Peak. Ci sono però anche delle insicurezze, come ad esempio il mirino elettronico, che potrebbe fungere da deterrente per i fotografi più tradizionalisti, e in generale qualche difetto nell'immagine, come la tendenza a sottoesporre, qualche artefatto, un poco di aliasing, e perfino qualche distorsione su alcune tipologie di soggetti sfocati in lontananza. La maggior parte di questi sono risolvibili in fase di post produzione, ma va detto che si tratta comunque di elementi da tenere in considerazione. A volte si tratta davvero di minuzie, che però ad esempio riescono meglio ad una controparte Nikon, e vanno comunque inserite nell'equazione.

Video 4K, APPROVED

Come dicevamo in apertura, per i videomaker ci sono le mirrorless di casa SONY, giusto? Sicuro, ma anche questa volta l'A99m2 prova a dire la sua con una serie di features di tutto rispetto, pur non pestando troppo i piedi alle sue sorelle. La Mark II, infatti, ha praticamente tutti i vantaggi della A7sII, tranne il range ISO ed in generale la resa con poca luce, che risulta comunque abbastanza centrale per un uso professionale ad alti livelli. Per il resto c'è tutto: video in 3840x2160p fino a 100Mbps (30, 25 e 24p), 120Fps a 1080p per lo Slow Motion base, registrazione in XAVCS, AVCHD 2.0, MP4 e registrazione audio LPCM, Dolby Digital AC-3 e Stereo Creator.

Ovviamente non potevano mancare anche gli insostituibili S-LOG 2 ed S-LOG 3, capaci di una estensione tonale ampissima e quindi di un alto margine di modifica in fase di post-production, pur non trattandosi di video in RAW. Insomma, un compromesso estremamente conveniente. Senza girarci troppo attorno, vi diciamo che la qualità dei video è altissima, addirittura quasi "non necessaria" quando si tratta di fare cinema, e a dirla tutta per una serie di fattori continuiamo a preferire comunque la nostra coppia di A7sII, come ad esempio gli E-Mount, o il peso, o l'ingombro ridotto. Quella dell'A99m2 resta comunque di un'offerta interessantissima, che riesce a creare uno dei migliori equilibri mai visti per qualità e quantità, e rispetto alla concorrenza ciò saprà sicuramente avere il suo peso.

Sony a99 II Per noi, SONY ce l’ha fatta: è riuscita con successo nell’intento di creare una sua Reflex di bandiera, estremamente concorrenziale (attualmente sta sui 3100€ su Amazon, circa 400€ in meno di una 5Dm4), validissima su tutti gli ambiti della fotografia, e oseremmo dire perfino un passo avanti alle altre quando si tratta di videomaking. Fra le altre cose, per il decennale dell’uscita della prima DSLR made in SONY stanno uscendo anche un buon numero di obiettivi “A-Mount”, G-Master, davvero interessanti, che non vediamo l’ora di provare. Per rispondere al quesito iniziale, dunque, diciamo sì: è finalmente possibile scegliere integralmente SONY come brand, stando certi di ritrovarsi in buone mani. Le tendenze stanno cambiando, e non ci stupirebbe vedere a breve un’impennata delle vendite proprio su questa macchina, come del resto sta già accadendo in Giappone e in generale in tutto l’oriente. Di “Foto-Sonari” con la A99m2, insomma, se ne vedono già in giro, e adesso l’ultima parola spetta come sempre al mercato.

9.2