Recensione Turtle Beach XP Seven

Compatibile con l'hardware next-generation, il surround di Turtle Beach non convince appieno.

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Alessandro Sordelli inizia la sua avventura videoludica ereditando un leggendario Commodore 64 a cassette magnetiche, computer che gli apre le porte ai giochi di ruolo e tutto ciò che è fantascienza. Pur nutrendo da sempre un particolare amore per la piattaforma PC, non disdegna il panorama console. E' in giro su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Insieme a Tritton, Turtle Beach è il maggior produttore di cuffie per il gaming, con soluzioni versatili e adatte ad ogni esigenza. Tra le proposte entry level già testate in passato, stereo, con o senza fili, il produttore osa lanciarsi in una sfida più ardua e complessa: dello stato di New York arriva così un’allettante proposta pensata per il pubblico hardcore, quello che non bada a spese pur di avere il meglio. Qualità e performance ad ogni costo.
Con l’avvicinarsi della stagione videoludica, l’uscita dei titoli più interessanti e delle console next-gen, l’azienda statunitense ci offre la possibilità di provare EAR Force XP Seven, periferica audio personale dotata di audio surround a 5 canali, compatibile con le piattaforme videoludiche di Microsoft, Sony, PC, MAC e dispositivi mobile. Con un pubblico sempre più esigente e pignolo, saggiamo l’offerta high-end di Turtle Beach per il gaming.

SPECIFICHE TECNICHE E COSTRUZIONE

Le XP Seven sono le nuove top di gamma di Turtle Beach, prodotto pensato per il gaming competitivo e per il multimediale su console e personal computer. Appena estratte dalla confezione, le cuffie dell’azienda di Valhalla si mostrano immediatamente solide e massicce, un po’ più leggere rispetto ad altre soluzioni analoghe di altri brand, ma molto ben rifinite e robuste nella costruzione. Il design è al contempo sportivo ed elegante, realizzate in materiale polimerico bianco e nero, con qualche inserto in plastica “effetto cromato” a incorniciare i due padiglioni auricolari. Il logo della lega sportiva MLG figura su entrambi gli ear pad (sono infatti prodotto ufficiale della Major League Gaming), mentre il logo dell’azienda marchia il cerchietto. I copri-speaker sono estraibili e personalizzabili. Un peccato non vedere inserti in leghe metalliche o materiali un po’ più pregiati (come le Monster MVP brandizzate EA Sports in fibra di carbonio), per una periferica completamente realizzata in materiali plastici di vario tipo. Procedendo nell’unboxing, una piccola scatola in cartone rivela un incredibile numero di cavi, utili a collegare e configurare le cuffie con le numerose piattaforme hardware compatibili. Per destreggiarci tra il dedalo di fili possiamo avvalerci delle lettere che li etichettano, così da rendere il più semplice e rapido possibile il cablaggio. Il cavo maggiormente soggetto a sollecitazioni - quello che esce direttamente dalla cuffia per intenderci - è ricoperto in nylon, così da renderlo più robusto e resistente a strappi o piegature.

"Le XP Seven sono le nuove top di gamma di Turtle Beach, prodotto pensato per il gaming competitivo e per il multimediale su console e personal computer."

Le cuffie si avvalgono di un cavo ottico per la ricezione del segnale audio e di un USB per l’alimentazione. La control unit è certamente il pezzo forte del prodotto di punta di Turtle Beach: grazie alla manopola possiamo regolare i volumi dell’audio, mentre i pulsanti touch sensitive retroilluminati permettono di selezionare i preset (ben 8), configurare angolo e potenza dei vari canali Dolby e infine regolare le impostazioni della chat e del microfono. Alla cuffia e alla control unit si unisce un piccolo decoder che, grazie ad un piccolo chip DPS in esso integrato, permette di codificare il segnale digitale e veicolarlo ai vari speaker; inoltre, garantisce piena compatibilità con tutte le piattaforme ludiche maggiori, compresi i device portatili e le nuovissime console Xbox One e Playstation 4. Il microfono è ben fatto, comodo, leggero, estraibile affinché non crei impiccio quando non necessario. Gli Ear pad sono realizzati in morbida pelle, risultando davvero soffici e confortevoli. La calzata è probabilmente la migliore mai provata su un paio di cuffie dedicate al gaming, nonostante persistano gli effetti negativi quando si indossano per un lasso di tempo superiore ad un’ora. Niente da puntualizzare a proposito dell’assemblaggio invece, privo di particolari difetti e sostanzialmente esente da evidenti mancanze.
La dotazione è davvero completa, anche se avrebbe fatto comodo un manuale un po’ più completo ed esaustivo, e magari una base d’appoggio per riporre le cuffie quando non in uso.

ALL’INSEGNA DEL 3D

In qualità di cuffie dedicate al gaming, la periferica di Turtle Beach supporta ufficialmente il solo sistema di codifica Dolby Digital a 5 canali, evitando di proporre un 7.1 che non avrebbe ragion d’essere quando il segnale è veicolato dal cavo ottico. Ricordiamo infatti che l’S/PDIF non supporta flussi dati in HD, segnale per il quale occorre un cavo HDMI e quindi un sintoamplificatore in grado di interpretare tale input. Il collegamento della periferica con le console di Microsoft e di Sony non ci ha creato alcun tipo di problema, rendendo necessaria solo una veloce configurazione del microfono e quindi della chat: qualche problema in più lo abbiamo invece riscontrato su PC, a causa delle innumerevoli variabili legate a sistema operativo, mainboard e configurazione della scheda audio integrata. Niente di eccessivamente complesso s’intende, ma gli utenti computer interessati all’acquisto potrebbero dover fare i conti con un setup non propriamente “plug-and-play”.
Sul fronte della fedeltà audio, la nuova cuffia di Turtle Beach si dimostra buona, in grado di offrire un ottimo compromesso all’utente in cerca di una valida alternativa all’impianto audio surround. La qualità audio generale è sporcata da un fruscio di fondo costante e particolarmente fastidioso. Sebbene tale suono non si riesca quasi ad avvertire quando approcciamo titoli dal sound pieno e potente - come gli shooter in prima persona - il difetto penalizza fortemente tutte quelle esperienze ludiche dal sound più leggero e dosato, come gli stealth e i survival horror. Abbiamo cercato di lavorare sui preset e sull’equalizzazione tentando di eliminare o almeno arginare il problema, senza però riuscirci, imputando così la cosa ad un vero e proprio difetto della periferica.

"La qualità audio generale è sporcata da un fruscio di fondo costante e particolarmente fastidioso."

Nei giochi in single player la resa è notevole, sebbene assolutamente non paragonabile all’offerta di un classico impianto 5.1. Ma è nel gioco online che le XPseven fanno davvero la differenza. Grazie al suono multicanale possiamo infatti sapere da quale direzione il nemico ci sta sparando, oppure avvertire la presenza di un soldato che si avvicina furtivo alle nostre spalle, il tutto con una precisione che non avremmo mai creduto possibile. Il microfono offre un suono pulito e privo d’interferenze, soprattutto su PC. Sul nostro banco di prova per il gaming avevamo Gears of War: Judgement, Alan Wake e Halo 4 per la console Microsoft, The Last of Us, Ni No Kuni e Uncharted 3 per la controparte Sony, mentre su computer abbiamo avuto occasione di giocare con Battlefield 4, Call of Duty: Ghosts e Arma 3.
La periferica della casa californiana si dimostra sfortunatamente meno efficace sul fronte multimediale - in maniera simile a quanto avviene con cuffie di altri produttori come Tritton, Creative e Sharkoon - probabilmente per via di una mancata ottimizzazione del segnale Dolby Digital o a causa di una parziale riconfigurazione del segnale audio da parte del piccolo decoder. A questo si aggiunge una certa difficoltà nell’impostare correttamente i volumi, con dei preset che si rivelano più confusionari che altro. Il test è stato effettuato con alcuni film in Blu Ray (sia su Playstation 3 che su PC) tra cui Avatar, Pacific Rim, Star Wars Episode III, Lord of the Rings: Return of the King e The Dark Knight Rises. Il risultato è un suono tridimensionale poco incisivo e che fatica a coinvolgere, dimostrandosi efficace solo in rari momenti e non con tutti i film presi in analisi (ovviamente paragonando ad un impianto tradizionale a 5 vie).
Le istruzioni presenti nella configurazione non sono state in grado di spiegare tutte le funzionalità del prodotto di Turtle Beach, mancanza che ci ha costretto ad approfondire via web e confrontarci con altri utenti per comprendere appieno le feature di XP Seven.
Buoni i risultati anche per l’ambito mobile (iPad Air, Mini, Samsung Galaxy Note II ed NVIDIA Shield) sebbene il prodotto sia ben poco adatto a tale utilizzo.

Turtle Beach XP Seven Le XP Seven di Turtle Beach dimostrano essere un prodotto non molto diverso dai tanti altri già disponibili in un mercato dall’offerta sempre più ampia, con alcuni piccoli difetti al seguito che non possiamo evitare di mettere in evidenza. L’audio si dimostra essere di discreta qualità - pur in presenza di un persistente fruscio di sottofondo e sempre considerando pro e contro del sound multicanale “emulato” - mentre la cuffia e i padiglioni si palesano essere confortevoli e comodi sulla testa, ben più di tanti altri modelli appartenenti alla medesima categoria, soprattutto grazie ai morbidi cuscinetti in pelle (ricordiamo che sono prodotti comunque poco avvezzi ad un uso lungo e intensivo). Il control system posto sul cavo è completo di ogni funzione e feature possibile (dimostrandosi anche solido e ben fatto nella costruzione), ma risulta eccessivo nelle dimensioni, nel peso, ergo poco funzionale quando si tratta di giocare seduti ad una sedia o nei pressi della scrivania. Inoltre, la presenza di un’infinità di cavi e cavetti non contribuisce a rendere il prodotto più versatile, generando anzi confusione quando ci troviamo in salotto, comodamente spaparanzati sul divano a qualche metro dal televisore. Infine, il pieno controllo dei preset e dei volumi lo troviamo solo su PC (grazie al software dedicato), mentre l'utente console si trova con un prodotto configurabile "solo a metà". Insomma, le cuffie certificate Dolby di Turtle Beach si rivelano un buon partito se siete alla ricerca di un prodotto appartenente a questa particolare categoria, ma considerate attentamente l’acquisto in funzione di uno scarso rapporto qualità/prezzo e in virtù di una concorrenza che propone soluzioni analoghe (con fili o addirittura wireless) a prezzi anche inferiori. Grazie al cavo ottico le cuffie sono pienamente compatibili con le console next-gen, un gran punto a favore che, siamo sicuri, potrà convincere alcuni potenziali acquirenti.

7.5