5G tra Italia e Europa: a che punto sono le connessioni di nuova generazione?

Con le prime installazioni a Torino e le sperimentazioni in altre cinque città il 5G si fa largo in Italia, preparandosi a diventare realtà entro il 2020.

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Ancora tre anni e la nuova generazione di reti mobili dovrebbe farsi largo in tutto il mondo, diventando uno standard riconosciuto e diffuso. Il 5G ha appena iniziato a muovere i suoi primi passi nel mondo delle telecomunicazioni e già sono numerosi i progetti che vedono governi e aziende del settore impegnate a non arrivare impreparate a quel 2020 che dovrebbe segnare l'esplosione definitiva di un nuovo modo di intendere la comunicazione senza fili. L'Italia per ora non è rimasta a guardare: a Torino sono già iniziati i lavori di Tim per la predisposizione della nuova rete, ma la novità è pronta a sbarcare anche in altre località.

La situazione in Italia

Il capoluogo piemontese sarà il modello italiano del piano di sviluppo del 5G previsto dall'Unione Europea. Nei prossimi mesi verranno installate oltre 100 smart cell, le infrastrutture utili per diffondere il nuovo segnale, ed entro il 2017 si partirà con i primi esperimenti. L'obiettivo, in accordo con le linee guida tracciate dai vertici europei, è quello di avere tutta la città coperta entro il 2020. Sistemata la questione tecnica, verranno coinvolti nel test circa 3000 utenti che avranno a disposizione delle applicazioni studiate apposta per sfruttare la nuova rete di connessione. Anche il Ministero dello Sviluppo Economico ha accolto in toto le direttive comunitarie e predisposto un avviso pubblico per fa partire la sperimentazione del 5G in altre cinque città: Milano, Prato, L'Aquila, Bari e Matera. Le aziende del settore saranno invitate a presentare le loro domande entro il 15 maggio con i progetti che saranno valutati entro il 14 luglio. I tempi sono stretti e il 2020 è ormai dietro l'angolo.

Un piano Europeo

L'UE sta provando a non lasciare nulla al caso e a farsi trovare pronta quando queste nuove connessioni inizieranno ad entrare nell'uso comune. Da qui la nascita del 5G Action plan for Europe, un piano di soluzioni comuni che spingerà tutti gli stati a navigare in sinergia verso la creazione di un sistema quanto più possibile coordinato e sinergico. L'UE darà sostegno pratico e investimenti, si occuperà degli aspetti normativi a livello comunitario, darà incentivi per la creazione di infrastrutture comuni e si occuperà di coinvolgere tutte le industrie del settore. Il piano, avviato il 14 settembre 2016, prevede una serie di step e scadenze da rispettare per tutti i soggetti coinvolti. Le infrastrutture base dovranno essere pronte entro il 2018 per una sperimentazione che andrà avanti sino al 2020, anno in cui il 5G dovrebbe iniziare ad essere diffuso su larga scala grazie all'implementazione su smartphone e dispositivi di uso comune. A livello europeo il 2020 sarà anche l'anno di liberalizzazione delle frequenze a 700 Mhz utili per lo sviluppo della nuova rete. Recentemente il Parlamento Europeo e la commissione hanno determinato i criteri che porteranno alla liberazione di una banda ad oggi controllata dalle reti televisive. Gli stati dovranno presentare i loro piani d'azione entro giugno 2018 e liberare le frequenze entro il 2020 o massimo entro il 2022 se dovessero verificarsi problemi imprevisti.

Lo standard del futuro

Tutto questo avviene mentre numerose aziende del settore hanno già creato partnership per sfruttare al meglio il trend. Ericsson ha firmato accordi con Cisco, azienda di apparati di rete, e Scania, produttrice di mezzi di trasporto e industriali; Tim ha raggiunto una partnership con la stessa Ericsson per lanciare il suo ecosistema di infrastrutture in Italia; Fastweb lancerà la sua rete mobile 5G in Italia entro il 2018; Nokia punta a commercializzare dispositivi già configurati per il nuovo standard entro il 2017. La corsa agli armamenti e già cominciata e tutti stanno provando ad anticipare i tempi per non ripetere le eccessive frammentazioni che hanno rallentato la diffusione del 4G. Tutti ci credono perché la nuova generazione promette un cambiamento molto più netto rispetto al passato. Non avremo solo velocità di connessione molto più alte, ma tempi di latenza ridotti al minimo e possibilità di avere più dispositivi connessi insieme senza pericoli di perdita di velocità e segnale per nessuno. Quello del 5G sarà il passo decisivo per l'internet delle cose e per la mobilità. Il nuovo standard dovrà dare supporto completo ad ogni dispositivo connesso e non più solo a smartphone o smartwatch ed essere la via di comunicazione per un ecosistema che si farà sempre più complesso, variegato e, soprattutto, in continuo movimento. Dovrà essere garantita una connessione stabile e veloce anche a dispositivi che si spostano ad alte velocità. Avere un segnale stabile su un treno a 300 km/h non sarà più pura utopia. Il futuro sembra scritto: speriamo sia all'altezza delle promesse fatte e degli sforzi compiuti.