Speciale Amazon, Microsoft, Google e Netflix alleate per un nuovo codec 4K

L'HEVC doveva essere lo standard universale per la fruizione dei contenuti video in 4K. La richiesta delle royalties per lo streaming online però non è piaciuta a Google, Microsoft, Intel, Amazon e Netflix, che vogliono ora creare un nuovo formato video.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

La lotta per il dominio della nuova era del video digitale è appena iniziata. DVD e Blu Ray sono solo un lontano ricordo, ora è lo streaming a dettare legge, con Netflix ed Amazon a fare la voce grossa. Che il panorama mondiale nel campo dell'Home Cinema sia cambiato ce ne siamo accorti e da tempo. Nonostante questo, i nuovi arrivati devono fronteggiare molte insidie per raggiungere la maggior diffusione possibile. Netflix, ad esempio, nonostante la disponibilità di capitale da investire, ha atteso molto tempo prima di sbarcare in realtà, anche importanti, dell'occidente, come l'Italia. Le leggi cambiano molto da paese in paese, senza contare che le infrastrutture di rete non sono sempre idonee per supportare il servizio. Nonostante questo Netflix arriverà a breve, ma i problemi non sono finiti. HEVC Advance, un consorzio formato da aziende del calibro di General Electric, Dolby e Philips, si è fatta avanti con 500 brevetti essenziali per l'utilizzo del codec HEVC, utilizzato da Netflix e da Amazon per lo streaming in 4K su internet. Prima dell'arrivo del nuovo attore, era un altro gruppo a gestire i diritti di utilizzo di questo codec, MPEG LA, che però non richiedeva alcun pagamento per lo sfruttamento dell'HEVC per lo streaming online, un bel vantaggio per tutti gli operatori del settore. HEVC Advance non la pensa così, e sembra intenzionata a chiedere il pagamento delle royalties per l'utilizzo del codec, anche online. Il fatto di dover trattare con due soggetti non è piaciuto ai colossi del settore, che per la prima volta hanno deciso di collaborare per la definizione di un nuovo standard, completamente libero, per lo streaming in 4K, formando l'Alliance for Open Media.

La sacra alleanza

Quando si cerca di realizzare un nuovo standard, non basta creare qualcosa che rappresenti il meglio sul mercato. Sembrerà assurdo, ma in questi casi non sempre il migliore vince. Per ottenere il successo, serve il maggior supporto possibile, per consentire la diffusione più ampia a livello mondiale. La neonata Alliance for Open Media però mette insieme realtà talmente importanti che sembra difficile possa fallire nel suo compito. Google, Microsoft, Intel, Amazon, Netflix, Cisco e Mozilla hanno alle spalle esperienza da vendere e grandi risorse economiche, formando una forza d'urto davvero eccezionale. Questi Avengers della tecnologia non impiegheranno molto tempo per definire uno standard di alto livello, visto che molti di loro già possiedono tecnologie alternative per lo streaming 4K, come il VP10 di Google, utilizzato su YouTube, o il Thor di Cisco. Tutto il know how di queste grandi aziende sarà convogliato nella realizzazione di un nuovo codec, in grado di trasmettere in UHD alla massima qualità ma anche di scalare quando necessario, in base alla banda disponibile, portando alla realizzazione di uno standard in grado di andare incontro alle esigenze di tutti i membri dell'alleanza, totalmente libero da royalties. Il destino del codec HEVC, almeno sul lungo periodo, sembra in pericolo quindi, se dovesse venire a mancare il supporto di questi grandi attori internazionali.

Restano da capire i tempi con cui l'alleanza deciderà di presentare il nuovo formato. Di norma, operazioni simili richiedono molto tempo, non tanto per la realizzazione del codec quanto per raccogliere il maggior numero di partner possibili, anche nel campo hardware, visto che il supporto di realtà come LG, Samsung, Sony, Panasonic sarà fondamentale per far arrivare il nuovo formato nelle TV e in generale su tutte le apparecchiature in grado di riprodurre video on demand. La situazione per ora rimane piuttosto incerta, la cosa certa è che in futuro, la presenza di due standard per lo streaming in 4K potrebbe rendere le cose più difficili, sia ai produttori hardware sia agli utenti. Tutto dipenderà dai tempi di realizzazione del nuovo progetto, mentre sulla diffusione sembra difficile che la neonata Alliance for Open Media possa andare incontro a un fallimento, visti i grandi nomi che la compongono.

Alliance for open media Non è facile cercare di prevedere cosa accadrà in futuro nel mondo dello streaming video. Allo stato attuale l’HEVC regna sovrano, ma la forza d’urto data da giganti come Google, Microsoft, Intel, Netflix e Amazon è enorme e può contare su risorse economiche illimitate e su un know how formidabile, potenzialmente in grado già ora di definire un nuovo standard. I tempi di sviluppo non saranno lunghi, mentre per l’adozione effettiva il tempo sarà certamente superiore, visto che dovranno essere coinvolti anche altri partner hardware, per fornire la maggiore diffusione possibile al nuovo codec. La mossa di HEVC Advance quindi potrebbe avere conseguenze funeste sul formato HEVC, ma bisognerà aspettare ancora molto tempo per capire come la neonata Alliance for Open Media cercherà di rivoluzionare l’intero settore dello streaming video.