Amazon Prime Air: il futuro delle consegne

Amazon Prime Air è un sistema che prevede l’utilizzo dei droni per il traposto e la consegna dei pacchi acquistati dai clienti, con un enorme risparmio di tempo e di risorse, sia economiche che umane.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Amazon Prime Air è un sistema che vuole rappresentare il futuro delle consegne del gigante americano, che si serve di piccoli veicoli volanti, i cosiddetti droni. Grazie ad essi, il tempo stimato per una consegna scende vertiginosamente a 30 minuti o meno dalla ricezione dell'ordine, e per questo motivo Prime Air ha le potenzialità per rivoluzionare i servizi di spedizione e fornire al cliente un rapidissimo recapito della merce. Secondo l'azienda, il sistema che ha in mente renderà le consegne non solo più veloci, ma anche maggiormente sicure ed efficienti. I consumatori hanno accolto questa novità con un pizzico di scetticismo, vista la difficile applicazione pratica, ma Amazon ha tutte le intenzioni di trasformarla in realtà. Il problema cardine è che il settore dei droni è un campo relativamente nuovo, che si sta sviluppando solo recentemente e sul quale non ci sono ancora regolamentazioni precise. Ad ogni modo, nell'area metropolitana di San Francisco, la startup americana Matternet fa già utilizzo di questi ingegnosi veicoli per consegnare materiale medico, in una maniera poi non così lontana da quella che Amazon ha intenzione di mettere in pratica.

Amazon Prime Air

I droni di Amazon Prime Air voleranno sotto i 120 metri di altezza e potranno portare un box con peso massimo di 2,25 chilogrammi. A tale altitudine non c'è ancora il controllo del traffico, ma con tutta probabilità esso sarà instaurato col passare del tempo. I veicoli Prime Air potranno beneficiare della sofisticata tecnologia chiama "sense and avoiding" ("captare ed evitare") per evitare gli ostacoli e lavorare in tutta sicurezza. Si tratta di una delle più avanzate tecniche messe a disposizione dall'automazione, per merito della quale i droni dovrebbero essere capaci di consegnare gli oggetti sino a 16 chilometri di distanza senza preoccuparsi di strutture o persone. "Gli obiettivi che abbiamo stabilito di rispettare sono diversi. In primo luogo, il raggio d'azione deve essere almeno di 16 km. Secondo, i droni devono essere in grado di trasportare pacchi sino a 2,25 kg. Considerato che la stragrande maggioranza dei pacchi pesa meno di 2 kg (circa l'86%, ndr), il limite di peso è piuttosto elevato." ha detto Paul Misener, vice presidente dell'Amazon Global Public Policy, in un'intervista a Yahoo. Difficilmente, anche in futuro, i droni avranno la abilità per trasportare oggetti grossi come televisori o lavatrici.
I veicoli voleranno ad un'altezza così bassa per non interferire col già intasato traffico aereo, rendendo così il tutto più semplice e funzionale. E' chiaro che Amazon non farà uso dei classici droni che possiamo trovare nelle catene di elettronica, ma sfrutterà veicoli più costosi e moderni, con un elevato livello di robotizzazione. Uno di questi può levarsi in volo ed atterrare verticalmente, viaggiando in orizzontale a velocità elevate come se fosse un elicottero. A proposito dell'atterraggio, i droni avranno la capacità di capire da sé dove poter atterrare e dove no, grazie ad un sofisticato algoritmo. Non sarebbe il massimo se uno di loro arrivasse nel bel mezzo di un incrocio. Misener ha affermato che "questi droni somigliano molto più a dei cavalli che a delle auto. Se avvisti un albero davanti a te e vuoi, per qualsiasi ragione, andare a finire contro quell'albero, se sei in auto puoi. Provate però a stare su un cavallo e farlo sbattere contro l'albero. Esso non lo farà. Il cavallo vedrà l'albero e lo eviterà. La stessa identica cosa succede con i droni, perché sapranno che di fronte c'è un albero e lo eviteranno a prescindere.".

Sperimentazioni e problemi

Amazon sta sperimentando in modo intenso i suoi droni, e attualmente i test riguardano sia differenti tipologie di veicolo sia diverse modalità di spedizione. I prototipi in lavorazione sono una dozzina e la società li farà evolvere a seconda delle necessità che man mano verranno fuori. Amazon a tale scopo ha ingaggiato un team composto da ingegneri, esperti di robotica e persino un astronauta della NASA. In ogni caso anche gli ambienti di test variano, al fine di valutare come i droni reagiscono quando le circostanze cambiano. Le fasi di controllo si stanno svolgendo negli Stati Uniti, nel Regno Unito ed in Israele, in modo che si conosca l'effetto che differenti climi applicano ai veicoli. Alcuni clienti abitano in fattorie dislocate in aree rurali, altri hanno casa in alti grattacieli ed altri ancora in villette a schiera in ambienti urbani e suburbani. Amazon ha l'obbligo, morale e tecnologico, di essere in grado di promettere le stesse prestazioni indipendentemente dalla categoria dell'abitazione da servire. Ecco spiegate le differenti tipologie di drone impiegate. Alcuni video di esempio sono già stati diramati dalla compagnia, che sta procedendo spedita con lo sviluppo.
Allo stato attuale, in caso di assenza del ricevente, il drone lascia il pacco davanti la porta di casa o in giardino. Tale scelta non sarà di certo ritenuta la migliore da tutti gli utenti, e speriamo che Amazon si inventi qualcosa di diverso in questi casi. Non sarebbe difficile per un malintenzionato sfruttare un momento favorevole per appropriarsi del pacco lasciato incustodito.
Un altro problema riguarda l'enormità di ordini che lo shop americano riceve. Se il numero di ordini corrispondesse a quello dei droni in volo ci sarebbe una chiara difficoltà nel tenere il cielo sgombro da veicoli volanti, e soprattutto verrebbe a galla un'ardua sfida nel sincronizzare tutte le tratte. Se tutto venisse pianificato attentamente, però, la complicazione sarebbe facilmente risolta - almeno a detta di Amazon. Bisogna anche tenere in considerazione il rumore prodotto dai droni che, addizionato a tutti gli altri presenti in città, creerebbe non poco inquinamento acustico. Altra prova è quindi quella di progettare veicoli silenziosi.
Ultimo aspetto da considerare, ma non per importanza, i droni hanno una batteria limitata. Attualmente essi possono volare sino a 16 chilometri di distanza. Amazon ha 69 centri di distribuzione negli U.S.A, dislocati più o meno vicini ai centri cittadini. Il problema sta nel fatto che - almeno inizialmente - non tutti i centri di distribuzioni fungeranno da hub per i droni, e la percentuale non servibile sarà sicuramente più elevata. Amazon potrebbe però risolvere affidandosi ai centri di pick-up autorizzati, sfruttandoli come punti di partenza dei veicoli Prime Air.

Amazon e la FAA

Ci vorrà un po' prima di mandare in scena Amazon Prime Air, perché la società di Jeff Bezos ha ancora bisogno di ottenere le licenze necessarie. Essa deve anzitutto dimostrare che il sistema è totalmente sicuro, altrimenti non avrà mai il via libera per Prime Air. Le proposte alla FAA ed alla NASA sono già state inviate. La FAA (Federal Aviation Administration), secondo Amazon, ha più potere per regolare i droni commerciali piuttosto che quelli civili. E' più giusto però che questa ottenga i mezzi per regolamentare anche i droni civili, in quanto tipicamente i cittadini che guidano un drone per intrattenimento hanno meno esperienza e possiedono veicoli meno sofisticati. Il regolamento in materia avrebbe quindi bisogno di una revisione ma, come abbiamo detto inizialmente, le leggi in tale campo sono ancora poco chiare, o del tutto assenti. Il colosso dell'e-commerce potrebbe eventualmente spostarsi al di fuori del territorio americano in questa prima fase, nel caso non riuscisse ad ottenere le licenze, anche per dimostrare che il sistema funziona.

Dal canto suo, la FAA ha proposto agli operatori commerciali di far volare i propri droni così in basso da poter essere facilmente avvistati, vietando loro di andare troppo in alto. Tale disegno di legge potrebbe uccidere il sogno di realizzare Prime Air e tutta la rete di droni per lo smistamento dei pacchi. "Se ci basiamo sulla proposta (della FAA, ndr), queste regolamentazioni non permetterebbero a Prime Air di operare negli Stati Uniti. La FAA deve iniziare a completare il processo formale che porta a valutare i bisogni del nostro business, ed anche dei nostri clienti. Siamo pronti ad impegnarci per realizzare l'idea che abbiamo in mente, e siamo preparati per combattere al fine di avere il supporto della legge.", ha fatto sapere Amazon. Per adesso, la FAA ha rilasciato un documento che permette alla compagnia di effettuare i dovuti test outdoor. Questo comprende il solo permesso di far volare i droni per scopi di "ricerca, sviluppo ed allenamento". La società ha poi l'obbligo di inviare dei report mensili alla FAA, in cui descrive quanti voli ha condotto, per quanto a lungo i piloti hanno volato e gli eventuali malfunzionamenti o problemi occorsi.

Amazon Amazon non renderà operativa la tecnologia Prima Air fino quando non sarà sicura della sua efficacia. Come abbiamo visto, i maggiori ostacoli all’operatività di Amazon Prime Air non sono legati al fattore tecnologico o logistico, ma a quello legale. E’ per questo che il sistema non vedrà la luce nei prossimi mesi, ma esclusivamente in un “futuro non troppo distante”. L’azienda ha affermato che - tecnologicamente - rendere tutto ciò realtà è più semplice di quanto si pensi, e che le attuali tecnologie sono già sufficienti. In quanto a prezzi, non si sa ancora se la consegna con drone costerà di più o di meno di una spedizione classica, poiché la compagnia ha fatto sapere di non aver ancora valutato il prezzario. Forse Amazon vuole staccarsi dalle partnership con i corrieri, creando un proprio sistema di spedizioni efficiente. O forse brama semplicemente di offrire ai clienti un servizio più rapido: ordinare e vedersi la merce consegnata il giorno dopo è bello, ma avere fra le mani un oggetto dopo soltanto trenta minuti cambia tutta l’esperienza di acquisto. Per adesso è fantascienza, ma speriamo che la legislazione lo tramuti in realtà.