Android, iOS, Windows: qual è il sistema operativo più sicuro?

In tempi in cui fughe di dati, virus e hacker la fanno da padrone, come si stanno muovendo Google, Apple e Microsoft?

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Il problema sicurezza è da sempre uno dei più discussi nel settore informatico. Da quando la rete ha connesso tutti ad un sistema globale condiviso la protezione dei dati è diventata un mantra dal quale i produttori non possono più scappare. Creare sistemi invulnerabili, inaccessibili e protetti da attacchi diretti e indiretti è più che mai un obbligo per oggetti nei quali è ormai contenuta buona parte della nostra vita. Google, Apple e Microsoft continuano a puntare forte sulla privacy e la sicurezza dei loro dispositivi, tra proclami più o meno reali e importanti passi avanti. Oggi i loro software, seppur con qualche criticità, sono sicuri, solidi e protetti. Vediamo in che modo.

Android, ricerca e frammentazione

Da sempre al centro di critiche e problemi, Google si è ultimamente mossa con grande efficacia sul settore della privacy e della sicurezza dei suoi utenti. Il suo Vulnerability Reward Program ha tappato con efficacia alcune delle falle storiche di Android, facendo arrivare a 1,4 miliardi gli utenti protetti. Mountain View ha dato una svolta decisa al suo Play Store, rendendolo quasi del tutto sicuro dalle app dannose o contenenti software infetti e non sicuri. In linea con gli altri store, anche il negozio del robottino verde sta diventando una piattaforma sicura e certificata, dove nulla è lasciato al caso e sono solo le app verificate a dominare. Passi avanti anche sulla sicurezza, con Android 7.0 che riceve aggiornamenti a cadenza regolare come mai era accaduto con i suoi predecessori. Il problema, paradossalmente, continua ad essere la sua capillare diffusione e le modifiche che i produttori fanno al sistema per inserirlo nei loro dispositivi. Vi è quindi uno stacco temporale deciso tra gli aggiornamenti rilasciati da Google e l'arrivo nei device degli altri produttori. Una personalizzazione che frammenta e stordisce, che rende obsolete alcune versioni piuttosto che altre e che ha portato ad un lieve aumento delle infezioni nel 2016: siamo passati dallo 0,5 allo 0,71 per cento di device con installate applicazioni potenzialmente dannose. È il rovescio della medaglia di un OS alla portata di tutti: tutti possono plasmarlo e modificarlo, rendendolo più libero e, in parte, meno sicuro. In questo senso continuano ad avere molto peso le scelte degli utenti, che spesso "violano" il loro smartphone per liberarlo da vincoli o che si affidano a software non sicuri o ad app store non ufficiali che spesso compromettono la sicurezza dei dati e la stabilità del sistema.

iOS, chiusura a due facce

La sintomatica chiusura di Apple verso l'esterno, criticabile sotto molti aspetti, è invece fondamentale dal punto di vista della sicurezza. I passi avanti di Cupertino sul fronte della protezione dati e dei software infetti sono notevoli. Il suo App Store, elitario e inaccessibile per molti, è sinonimo di protezione verso software non verificati e ingannevoli; il suo doppio blocco con combinazione numerica e sensore di impronte digitali è garanzia di quasi totale protezione dei dati da attacchi esterni. Proprio sulla difesa della privacy Apple ha giocato negli ultimi tempi una battaglia importante. L'architettura interna di ogni dispositivo e il legame tra software e hardware rendono molto difficoltosa l'estrazione di dati dalla memoria senza compromettere il funzionamento di iOS, che diventa quindi quasi inaccessibile e protetto da qualsiasi ingerenza esterna. I problemi diventano però massicci quando gli utenti utilizzano iPhone di vecchia data o non aggiornati, prede perfette per violazioni o infezioni. Altro rovescio della medaglia di questa totale chiusura verso l'esterno è l'impossibilità da parte di chiunque di studiare soluzioni di sicurezza per iOS: gli hacker si muovono in tanti e sono alla costante ricerca di falle e sistemi di accesso illegali. Non passa giorno senza la scoperta di nuovi bug: riuscirà Apple, da sola, a resistere ad attacchi sempre più numerosi e massicci?

Windows 10, a prova di bomba

La diffusione capillare di sistemi e prodotti Microsoft ha innescato negli anni profonde e incredibili battaglie tra l'azienda di Redmond e gli hacker. Tanti i virus o gli attacchi creati appositamente per Windows, ancora di più le soluzioni trovate dall'azienda per fronteggiare questo costante fuoco di fila. Windows 10 ha portato ad una profonda integrazione della sicurezza tra sistemi: non a caso si è parlato della versione più sicura di sempre, capace di proteggere l'utente sotto molteplici punti di vista. Un fortino guidato da Defender e Firewall per attacchi esterni, ma anche da soluzioni pensate per il mobile e la sicurezza dei dati come "Hello", funzione che permette di sostituire la password di accesso con un riconoscimento basato sulle impronte digitali, sul riconoscimento dell'iride e sulla forma del viso. Il Windows Store, al pari di quello dei rivali, è stato reso ancora più selettivo: nessuna app che non sia certificata Microsoft potrà essere scaricata. Importanti novità anche sul settore aggiornamenti: scoperta una falla di sistema, Windows si mette in allerta e blocca, avvertendo l'utente, ogni accesso a app non verificate fino all'arrivo di un aggiornamento che permette di risolvere il problema. Ad oggi sono in tanti a definire Windows 10 il più sicuro tra gli OS: non passa però giorno senza che nuovi bug o falle vengano scoperti o messi alla luce e che la riservatezza degli utenti venga messa a dura prova dalla stessa Microsoft e dalla sua non troppo chiara politica sulla diffusione dei dati raccolti sugli utenti.

Android Qual è quindi il sistema più sicuro? Quale il più vulnerabile? Difficile dirlo. Tutti navigano nella stessa direzione e ognuno, a suo modo, sta facendo il possibile per chiudere l'utente in una botte di ferro. CVE Details ha provato a stilare una classifica sulla sicurezza, mettendo in ordine software di varia natura a seconda delle vulnerabilità riconosciute ad essi collegate. Ne è venuto fuori un quadro piuttosto positivo. Fino ad ora, nel 2017, per Android sono state individuate 159 vulnerabilità, 107 sono quelle per iOS, mentre solo 34 sono quelle per Windows 10. Nel 2016 erano state 523 le vulnerabilità scovate per Android, 172 quelle per Windows 10 e 161 quelle per iOS. Dati parziali, soggetti allo scorrere del tempo e che non tengono conto del peso specifico di ogni minaccia, ma che ci permettono di capire con quanta abnegazione si stia provando a migliorare la vita degli utenti e la loro protezione. Essere completamente immuni da attacchi e violazioni è impossibile: i produttori e le aziende danno una mano, ma è l'utente ad avere il coltello dalla parte del manico. Tenere i propri dispositivi aggiornati, evitare di scaricare programmi o app sospette e non memorizzare dati delicati sui propri dispositivi, sono le regole base per allontanare qualsiasi tipo di minaccia.