Android O vs iOS 11: differenze e somiglianze degli OS di Google ed Apple

La sfida tra Android e iOS è sempre più agguerrita e si arricchisce di novità da analizzare nel dettaglio per decretare il software migliore!

speciale Android O vs iOS 11: differenze e somiglianze degli OS di Google ed Apple
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Come ogni anno, siamo finalmente entrati nel periodo caldo dei sistemi operativi mobili: con Android O rilasciato ormai da un mese e iOS 11 arrivato da poco sui melafonini siamo pronti ad affrontare il nuovo anno con i nostri smartphone rigorosamente aggiornati. Con l'avanzamento del comparto hardware sempre più difficile e meno ricco di sorprese, le proposte smartphone di Apple e dei numerosi dispositivi Android diventano sempre più simili e il punto focale si sposta sul software. Diventa quindi spontaneo chiedersi quale tra iOS e Android sia effettivamente il migliore. Rispondere a questa domanda è molto difficile (se non impossibile) e sicuramente sarebbe semplicemente frutto di una preferenza personale. Quello che invece è possibile fare è un'analisi dei traguardi e delle caratteristiche che accomunano o differenziano i due sistemi.

In generale, le similitudini tra i due sistemi operativi sono molto più numerose rispetto a quelle che verranno descritte in questo articolo. Essendo due sistemi mobile, iOS e Android condividono le funzioni classiche e le modalità d'uso tipiche di uno smartphone, come il sistema di telefonia, messaggistica, web browsing e tanto altro. Nella stesura dell'articolo si è però voluto porre l'attenzione sulle novità recentemente introdotte che stanno assottigliando sempre di più la differenza tra questi due mondi.

Stabilità e Design

Entrambi i software rilasciati questa estate non sono stati pensati per compiere passi da giganti, introducendo feature innovative e mai viste prima, ma risultano essere un'opera di cesellatura, tesa a rifinire un prodotto già solido, smussandone gli aspetti più deboli e introducendo piccole novità per migliorare l'utilizzo quotidiano.
Sia iOS che Android, quindi, risultano essere dei prodotti stabili e veloci, incentrati sull'ottimizzazione e l'efficienza. Quest'opera di rifinitura è evidente anche nel design che viene proposto dai due sistemi operativi. Il software Apple non presenta rivoluzioni grafiche, ma introduce un nuovo font che migliora sensibilmente la facilità di lettura grazie ad angoli più morbidi e arrotondati. Anche Android non aggiunge particolari cambiamenti grafici, ma conclude un percorso iniziato tre anni fa con l'introduzione del Material Design, un nuovo linguaggio grafico finalizzato all'unificazione dell'aspetto Android. Grazie ai miglioramenti introdotti con quest'ultima release, Android si presenta con un aspetto smagliante, chiaro e minimale, in linea con le moderne tendenze. Si chiude così uno degli aspetti da molti criticato: la grande eterogeneità del software Google. Adesso Android ha una personalità propria, ben definita e consistente tra le diverse app, raggiungendo così lo standard che Apple aveva fissato qualche anno fa, almeno per i software che hanno aggiornato il loro aspetto alle linee guida di Google più attuali.

Touch e Comandi Rapidi

Anche sul lato del multi-touch entrambi i sistemi operativi presentano grosse similarità. Caratteristica comune è ormai la presenza di diverse gesture che permettono di effettuare rapidamente e "a colpo di dito" determinate azioni. Sotto questo punto di vista, Android offre ancora più varietà con anche la possibilità di effettuare "offscreen gestures" ossia gestures a schermo spento. Apple con iOS 9 aveva introdotto, sui nuovi modelli di iPhone, il 3D Touch, una modalità di tocco che aggiungeva una nuova dimensione: la forza.
Questa caratteristica non è presente in Android, ma è possibile ottenere un risultato simile utilizzando i "Quick Shortcuts", resi disponibili l'anno scorso con il rilascio di Android 7.1.
A differenza della tecnologia Apple, questa funzionalità non si basa sulla forza, bensì sulla durata del tocco. E' sufficiente prolungare la pressione sull'icona di una app per avere accesso a un menù rapido.
In entrambi i software è presente, inoltre, un pannello di accesso rapido per modificare le impostazioni principali. Nonostante i due pannelli siano richiamabili in modi differenti e presentino sostanziali differenze a livello grafico, entrambi offrono funzionalità simili.
In particolare, Apple compie un grosso passo in avanti con iOS 11. Il pannello di controllo è stato, infatti, completamente ridisegnato e, nonostante a primo acchito possa sembrare più complesso e caotico, offre ora numerose possibilità che prima non erano disponibili. Inoltre, proprio come avviene nel sistema Android, è ora possibile modificare il pannello come più si desidera, aggiungendo e rimuovendo i diversi tile selezionabili.


Notifiche e Assistente Vocale

Concludiamo la sezione sulle similitudini proprio con l'argomento che aprirà la parte dell'articolo dedicato alle differenze. Entrambi i sistemi operativi, infatti, offrono un elaborato impianto dedicato alle notifiche. In particolare, con l'arrivo di Android O è stata aggiunta una funzionalità da sempre presente su iOS e finora ottenibile su Android solo attraverso applicazioni di terze parti: i badge di notifica. Oltre al classico menù a tendina richiamabile con uno swipe verso il basso, adesso vedremo comparire sopra l'icona dell'app interessata un piccolo pallino teso a segnalare la presenza di una nuova notifica. Utilizzando, inoltre, i Quick Shortcuts prima descritti, è possibile espandere rapidamente la notifica per visualizzarne il contenuto. Dallo scorso febbraio, infine, è presente sul sistema Android un nuovo assistente vocale, denominato Google Assistant che, proprio come la controparte Apple Siri, permette di effettuare diverse azioni utilizzando soltanto la voce.



Notifiche e Assistente Vocale

A partire da Marshmallow, Android ha intrapreso un lungo percorso finalizzato a migliorare il sistema di notifiche, rivedendolo particolarmente con Android N e rifinendolo con l'ultima release.
E' così ora disponibile un sistema solido ed efficace che permette di ottenere rapidamente numerose informazioni con anche grande possibilità di personalizzazione. Nonostante anche il sistema implementato in iOS si basi sul classico menù a tendina, quella di Apple risulta essere una soluzione meno chiara e lineare. Dove le notifiche di iOS possono risultare a volte confusionarie e disordinate, Android offre un sistema più granulare e diversificato. Oltre all'aspetto grafico studiato per facilitare l'esperienza d'uso, in Android è possibile modificare numerose impostazioni per ottenere un sistema fatto su misura per noi. Oreo ha infatti introdotto i "Notification Channels" ossia un sistema che permette di modificare le modalità di notifica per le diverse applicazioni, aggiustando individualmente ciascun canale di allerta (suono, vibrazione e notifica).
Queste impostazioni sono presenti in iOS per alcune applicazioni stock, ma non sono disponibili per essere implementate dagli sviluppatori di terze parti.
Una consistente differenza sussiste anche tra gli assistenti vocali proposti dai due software. Come già descritto, entrambi offrono sostanzialmente le stesse funzioni, ma ciascuno ha le proprie peculiarità. Siri, la soluzione sviluppata da Apple, è presente ormai da diversi anni ed è integrato perfino a livello hardware: è possibile richiamarla con la pressione di un tasto fisico.
Google Assistant, invece, è stato introdotto da poco e non è ancora disponibile in italiano, nonostante l'implementazione di nuove lingue dovrebbe essere effettuata entro fine anno.
A dispetto della sua giovinezza, Google Assistant risplende sotto diversi aspetti, soprattuto nella simulazione di una naturale conversazione. L'assiste Android comprende il contesto del discorso e sa rispondere a domande che, per esempio, si riferiscono ad informazioni prima esplicitate. I tempi di risposta dipendono dalle specifiche azioni e i due assistenti registrano successi in campo diversi, con Siri particolarmente in forma nelle sessioni di messaggistica e di traduzione.


Picture in Picture


Una funzionalità che merita di essere menzionata è Picture in Picture: la possibilità di vedere un filmato mantenuto in sovrimpressione, mentre si effettuano altre operazioni con il proprio device.
Novità introdotta da Apple con iOS 9, è tuttora presente solo su iPad. Android O viene incontro a tutti quegli utenti desiderosi di utilizzare questa comoda funzione, introducendola anche sugli smartphone. A questo punto la palla torna in mano ad Apple, vedremo se con un futuro aggiornamento renderà disponibili PiP sui nuovi iPhone.

Personalizzazione e Implementazione


Può forse sembrare fin troppo banale descrivere le numerose possibilità di personalizzazione che Android offre e che da sempre hanno rappresentato un cavallo di battaglia per il sistema Google, ma è doveroso compiere una riflessione su questo argomento. Come già precedentemente descritto, Google ha da tempo intrapreso un percorso teso a migliorare la coerenza di Android, riducendo però la grande personalizzazione prima disponibile. Certo, la community del robottino verde è ancora molto florida e sempre alle prese con lo sviluppo di nuove rom, ma con l'avanzamento del sistema certificato Google, i vantaggi tendono a scemare. Le funzionalità uniche di ciascuna rom sono sempre di meno e molto spesso, per poterne usufruire, bisogna pagare pegno, accettando un'esperienza d'uso non priva di bug e di potenziali instabilità.
Dal canto suo Apple offre un sistema più blindato e meno aperto alla personalizzazione, ma proprio per questo in grado di offrire una stabilità d'uso invidiabile.
E' fondamenta tenere conto, inoltre, dell'implementazione diretta garantita da Apple: quando un nuovo aggiornamento è reso disponibile, può essere immediatamente scaricato sui propri dispositivi compatibili.

Con Android, invece, a meno che non si utilizzi un Nexus o un Pixel, gli aggiornamenti rilasciati da Google devono prima passare sotto le mani delle varie aziende produttrici degli smartphone a cui spetta l'implementazione ultima. Da ciò deriva una distribuzione delle nuove release disomogenea, con tempi di attesa a volte davvero molto lunghi e con un supporto nel tempo spesso limitato. Gran parte del lavoro sulla stabilità e l'ottimizzazione dipende, quindi, dai team di sviluppo delle singole case produttrici e capita spesso che a fronte di un ottimo hardware, queste non siano in grado di offrire un software adeguato.
Apple offre inoltre un'ottima implementazione con tutta la propria suite di prodotti, dando la possibilità all'utente di far lavorare il proprio iPhone, iPad e Mac in perfetta sintonia.

Android Oreo iOS e Android sono due ottimi prodotti software che grazie alla competizione, sviluppatasi negli anni, si sono evoluti raggiungendo traguardi notevoli. Spetta quindi al singolo utente prendere una decisione e scegliere quale dei due sitemi operativi preferire. Il consiglio finale rimane però sempre quello: non basarsi su idee e preconcetti, ma provare con mano entrambe le proposte per poter compiere una scelta consapevole e orientata verso i propri gusti personali.