AOC presenta i monitor PDS241 e PDS271: addio cavi sulle scrivanie

Sviluppati in collaborazione con lo studio di design F.A. Porsche, AOC presenta oggi due nuovi monitor dal design unico e molto curato.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

AOC non ha alcuna intenzione di fermarsi. Dopo il salto di qualità nella linea gaming, avvenuto con il lancio della gamma Agon, ora è il momento di spingere forte anche sul segmento business e consumer, con una nuova gamma di monitor prodotta in collaborazione con lo studio F.A. Porsche. Alla base dei nuovi modelli troviamo lo stile visto in display come il Q2781PQ, che con la sua particolare base d'appoggio ci aveva piacevolmente colpiti per qualità ed eleganza, ma ora con l'ingresso di Porsche questo elemento è stato migliorato ancora, portando un design premium in una fascia di prezzo del tutto inaspettata. Una scelta saggia, che speriamo di vedere un giorno anche nel segmento gaming, dove l'ottimo Agon AG35UCG, con pannello da 35" 21:9, non è riuscito a spiccare da questo punto di vista, mostrando però su una resa e delle prestazioni al top della categoria. Tornando ai nuovi prodotti, AOC ha mostrato al Porsche Zentrum di Lipsia i nuovi arrivati, i monitor PDS241 e PDS271, e tra un giro in pista sulle supercar della casa tedesca e l'altro abbiamo avuto modo di vederli dal vivo.

Un design davvero riuscito

Per la sua nuova linea di monitor AOC non ha puntato su caratteristiche tecniche spinte, quanto più su specifiche equilibrate ma unite a un design davvero premium. I monitor PDS241 e PDS271 sono prodotti particolari, nati dalla collaborazione con lo studio di design F.A. Porsche, che ne ha curato l'aspetto fin nei minimi dettagli. Il design e le specifiche dei due modelli sono molto simili, l'unica differenza è nelle dimensioni del pannello e nel prezzo di vendita, che rimane comunque contenuto. Il costo è infatti di 219€ per la variante da 24" PDS241 mentre quella da 27", PDS271, arriverà sul mercato europeo a 299€, entrambe nel mese di giugno. Visti frontalmente, i due prodotti mostrano una cura nel design certosina, grazie a cornici sottilissime e al particolare stand. Spostandosi sul lato, un altro elemento che colpisce è lo spessore del pannello, leggermente più largo nella parte bassa ma comunque molto ridotto. Lo studio F.A. Porsche ha svolto un ottimo lavoro, regalando un colpo d'occhio particolare, per un design minimalista che sembra fatto apposta per un ufficio, o per una postazione di lavoro casalinga, magari in coppia con un mini PC. Passando con lo sguardo dietro al pannello ci si rende conto di un'altra particolarità di questi monitor, forse la più utile a livello pratico: l'assenza di cavi. La scocca del monitor infatti non presenta connettori o cavi visibili, né per quanto riguarda l'alimentazione, né nel caso delle connessioni video. Il cavo di alimentazione, che veicola anche il segnale video, passa infatti all'interno del particolare supporto da tavolo, in metallo finemente lavorato, finendo poi in un alimentatore esterno di dimensioni piuttosto contenute, che ospita anche la porta HDMI per la connessione al PC. Non si tratta di una configurazione adatta a gestire più sorgenti, questo va detto, ma utilizzando una configurazione standard composta semplicemente da monitor e PC il risultato finale è una pulizia visiva invidiabile e un maggior ordine nella zona di lavoro, grazie all'assenza di cavi.
Visto il costo, le specifiche tecniche sono piuttosto standard, ma in linea con quelle di altri display per utilizzo consumer/business. Entrambi adottano un pannello AH-IPS Full-HD, con angolo di visione di 178° e 100% di copertura dello spazio di colore RGB e del 90% di quello NTSC.

L'aspect ratio è in 16:9, la luminosità è di 250 cd/m2 e il contrasto è di 1000:1, mentre il tempo di risposta è di 4 ms. Il refresh rate è fermo purtroppo a 60 Hz, per specifiche piuttosto standard ma che hanno permesso di tenere bassi i costi di vendita, un elemento che, insieme all'ottimo design, rappresenta il pezzo forte dei due modelli.

Porsche Experience

Per presentare i suoi nuovi monitor PDS241 e PDS271 AOC ha scelto una location davvero suggestiva, il Porsche Zentrum Lipsia. Si tratta di uno stabilimento produttivo polifunzionale, in cui la casa tedesca produce vetture come la Cayenne, la Panamera e la Macan ma allo stesso tempo ospita un ristorante, una pista di prova e tutto ciò che serve per accogliere al meglio clienti ed appassionati di motori. Entrare in questo luogo è un'esperienza unica, che permette di assaporare appieno i valori del brand tedesco. Tutto è studiato nei minimi dettagli, dal design dell'arredamento fino alla splendida torre che campeggia sull'area, con una vista a 360° sulla pista di prova e sugli stabilimenti produttivi. Stabilimenti che abbiamo avuto modo di visitare ma di cui non possiamo mostrarvi foto, visto che fotocamere e smartphone sono banditi da questi edifici. All'interno, la prima cosa che colpisce è l'estrema pulizia dell'ambiente: anche nel bel mezzo della catena di montaggio regna l'asetticità, e anche il rumore è piuttosto contenuto, nonostante il passaggio di decine di vetture ogni giorno al suo interno. L'assemblaggio, durante i turni di lavoro, non si ferma mai, con le vetture che arrivano allo stabilimento praticamente nude, spogliate di ogni parte meccanica o elettrica, con la sola scocca verniciata pronta per essere trasformata dalle mani degli operai Porsche. Gran parte della produzione è fatta a mano, anche se non mancano processi gestiti dai robot, grandi braccia meccaniche dai movimenti precisi al millimetro. Durante il nostro tour, l'azienda tedesca ha precisato che la catena di montaggio viene gestita, per quanto possibile, a misura d'uomo. Tutti gli operai hanno pause regolari e i compiti di assemblaggio hanno una turnazione costante, e sono previste specifiche politiche interne per rendere il lavoro il meno ripetitivo possibile. Interessante anche osservare quanto avviene con la logistica all'interno dello stabilimento.

Di fatto, l'impianto è percorso lungo tutta la sue superficie da un sistema di strade interno, in cui passano senza sosta piccoli muletti o addirittura monopattini dotati di cestelli, con cui le componenti più piccole vengono portate in catena di montaggio, in base anche alle personalizzazioni scelte dai clienti. Clienti che arrivano per la maggior parte da Stati Uniti e dalla Cina. Piccola curiosità, gli acquirenti cinesi sembrano avere una certa predilezione per il color mogano metallizzato per le vetture, una scelta piuttosto strana per i gusti occidentali, che abbiamo potuto constatare grazie alle numerose vetture pronte per partire verso il paese asiatico.
La nostra visita al Porsche Zentrum di Lipsia non poteva che comprendere anche un test drive all'interno del circuito di prova dell'impianto, di piccole dimensioni ma che replica alcune delle curve più famose del mondo del motorsport, dal temibile cavatappi di Laguna Seca alla variante del rettifilo di Monza. Durante la prova abbiamo guidato diversi modelli della casa tedesca, dalla Cayman alla Boxster, passando per l'intramontabile 911. Il suono del motore, l'odore dei freni e l'accelerazione bruciante delle vetture provate ha chiuso una giornata difficile da dimenticare, per un impianto produttivo da cui prendere esempio anche in Italia.