Apple o Google: chi ha ucciso il jack da 3.5 mm, iPhone o i Pixel?

Lo scorso anno la rimozione del jack da iPhone 7 aveva scatenato molte polemiche. Oggi è Google a farlo, ma non se n'è accorto quasi nessuno.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

La rivalità tra Apple è Google è più viva nei fan e negli appassionati più di quanto lo sia nella realtà. Pur combattendo entrambe nel grande mercato tecnologico, i due colossi non potrebbero essere più distanti: Google è una fiera sostenitrice dell'open source e della personalizzazione dei suoi prodotti, almeno dal punto di vista software, Apple è invece più chiusa e decisa a fornire un'esperienza pronta all'uso out of the box ma più limitata nelle modifiche. Anche il target dei rispettivi prodotti è piuttosto diverso, ma oggi le due aziende hanno qualcosa in comune: tutte e due hanno detto addio al jack da 3.5 mm. Ma se lo scorso anno Apple fu fortemente criticata per questa scelta, oggi con i Google Pixel 2 appena presentati l'assenza della storica connessione è passata praticamente inosservata.

Il jack è davvero necessario nel 2017?

Quando Apple annuncio iPhone 7 ed iPhone 7 Plus, i primi iPhone senza connessione audio tradizionale, in molti gridarono allo scandalo, scagliandosi contro Apple e contro questa decisione impopolare. Cupertino sapeva benissimo che la rimozione del jack avrebbe causato dissenso, del resto la maggior parte delle persone utilizza ancora oggi cuffie con il filo piuttosto che wireless. Eppure ha deciso di portare avanti questa decisione per tutta una serie di motivi, sia tecnici che commerciali. Da un lato l'assenza di questo componente, secondo Apple, ha permesso una migliore disposizione delle componenti interne e di creare il primo iPhone resistente ai liquidi. Dall'altro, il fatto che Apple sia anche la proprietaria di Beats, azienda numero uno al mondo nella produzione di cuffie Bluetooth, non è passato inosservato, portando un vantaggio strategico non da poco nelle vendite. I possessori di iPhone 7, orfani del jack, potevano scegliere se accontentarsi dello scomodo adattatore oppure se rinnovare le proprie cuffie con un nuovo modello, magari proprio di quella Beats che va tanto di moda negli ultimi anni. Dall'altra parte, il mondo Android si è subito innalzato a difesa della storica connessione, tanto che i top di gamma di quest'anno, da LG G6 al Samsung Galaxy S8, non hanno mancato l'occasione di far notare la presenza del jack.
Oggi però, a poche ore dall'annuncio dei nuovi smartphone Google Pixel 2, assistiamo a un nuovo attacco a questo standard, visto che i due device presentati, top di gamma diretta espressione della user experience Android in salsa Google, non hanno un jack da 3.5 mm, un ulteriore passo verso la morte della connessione cablata. Questa volta però le levate di scudi non ci sono state, niente proteste o polemiche, o almeno non al livello dello scorso anno.

Chi è il responsabile della morte del jack da 3.5 mm allora, Apple o Google? Per adesso nessuna delle due, visto che il jack è più diffuso che mai. La cosa certa è che la fine di questo standard sarà più indolore di quanto si possa credere: in un solo anno si è passati dalle polemiche alla parziale indifferenza verso la sua eliminazione. Tra qualche mese, quando presenteranno il Galaxy S9, avremo la conferma: se anche Samsung abbandonerà il jack, questo sarà il vero inizio della fine per la storica connessione, destinata prima o poi a lasciare il posto a quella senza fili.