Speciale Apple Pay

Privacy e sicurezza delle transazioni sono i capisaldi di Apple Pay, il nuovo servizio di pagamento pensato da Cupertino.

speciale Apple Pay
INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di

Apple Pay è il nuovo metodo di pagamento mobile ideato e sviluppato dall’azienda di Cupertino e presentato ufficialmente durante il keynote del 9 settembre. Come (quasi) tutti i nuovi prodotti della Mela, di Apple Pay se ne parlava già da un bel pezzo. Le indiscrezioni che trapelavano dal quartier generale di One Infinite Loop o dai media statunitensi sono risultate veritiere per la quasi totalità dei casi. Tuttavia, a preoccupare i vertici del colosso californiano era un elemento chiave: quanto avrebbero concesso le banche ad Apple su ogni singolo acquisto? Forse, per la prima volta, il “coltello dalla parte del manico” non ce l’aveva Apple, e il ritardo con cui la piattaforma è stata lanciata testimonia questa difficoltà nel mettere d’accordo tutte le parti in gioco. A dirigere le operazioni, ovviamente con la supervisione del CEO Tim Cook, è stato il veterano Eddy Cue, Senior Vice President dei servizi internet e iTunes e uno dei personaggi di maggior rilievo in Apple, essendo stato per tanti anni uno dei più fidati collaboratori di Steve Jobs. Apple Pay rappresenta un nuovo modo di concepire lo shopping e gli acquisti, sia online che nei retail store. Diamo uno sguardo approfondito al servizio messo su dalla Mela tenendo bene in mente che, al momento, esso è disponibile esclusivamente negli Stati Uniti d’America.

Addio portafogli?

Apple Pay è stato rilasciato al pubblico con iOS 8.1 lunedì 20 ottobre 2014. Numerosi store partner di Apple e tantissime software house e sviluppatori di app erano pronti sin dal day one ad accogliere la novità e a supportarla, permettendo ai clienti di provarne il funzionamento. Al momento l’esclusiva di Apple Pay è riservata ai possessori di iPhone 6 e 6 Plus statunitensi, come anticipato poco sopra. Essi possono acquistare beni e servizi in negozi fisici o online, via app dedicate, grazie ai dati della propria carta di credito registrati su Passbook (manualmente o tramite fotocamera) e al chip NFC contenuto nei nuovi melafonini. Dai primi mesi del 2015 tale possibilità sarà estesa anche agli acquirenti dell’Apple Watch. Anche nei nuovi iPad Air 2 e iPad Mini 3 Apple ha inserito il chip NFC utile per questo tipo di operazione, ma, stranamente, esso è abilitato solo agli acquisti “one-tap” via app terze, sviluppate tenendo conto delle API Apple Pay.
Per garantire il massimo della sicurezza dei dati personali in queste delicate operazioni, Apple ha ideato un metodo noto come “tokenizzazione”, il quale previene la diffusione over-the-air dei dati relativi alla propria carta di credito. Il tutto è reso ancora più sicuro dall’utilizzo del Touch ID degli iPhone 6 e dal riconoscimento personale via pelle dell’Apple Watch. In poche parole Apple sta tentando di sostituire il portafogli personale degli utenti con questa piattaforma, velocizzando le operazioni di pagamento e di ricerca della propria carta di credito. Essendo Apple Pay basato su un chip NFC, esso risulta teoricamente utilizzabile in tutti quei negozi che utilizzano terminali NFC-based per i pagamenti. La bontà della piattaforma, che secondo le parole di Tim Cook “cambierà per sempre il modo di fare acquisti di noi tutti”, è testimoniata dal successo iniziale ottenuto nelle prime 72 ore dall’attivazione del servizio. Le carte di credito registrate sono state più di 1 milione.

Funzionamento

Apple si distingue da altri produttori di dispositivi tecnologici anche per l’estrema facilità d’uso dei suoi prodotti, che siano essi software o hardware. Apple Pay non fa eccezione. Gli utenti che decidono di entrare nel mondo del pagamento istantaneo e mobile della Mela devono compiere solo pochi e semplici passi per trasformare il proprio smartphone in un portafogli. Dopo aver installato iOS 8.1, Apple Pay può essere gestito tramite l’applicazione Passbook, come detto poco sopra. Il pulsante “+” in Passbook consentirà di aggiungere una carta di credito al sistema, ma in alternativa è possibile aggiungerla via iTunes o tramite il riconoscimento della fotocamera. In pochi secondi Apple verificherà la validità della carta e in caso di regolarità sarà subito possibile acquistare nei negozi o online via app. Per gestire al meglio le impostazioni della nuova piattaforma a Cupertino hanno creato una sezione “Passbook e Apple Pay” nel menù generale dell’iPhone 6 e 6 Plus. Le informazioni delle carte registrate, tra cui l'indirizzo dell’intestatario, email e numero di telefono, si trovano qui. Selezionando le singole carte si potranno visualizzare le transazioni effettuate, informazioni sulla banca che ha rilasciato la carta o altri dettagli specifici.
Effettuate le operazioni di registrazione della carta dunque, l’utente si appresta a fare il suo primo acquisto. Come avviene l’intera transazione? In uno store fisico, l’iPhone 6, quando avvicinato ad un punto di pagamento compatibile, si “risveglia” e apre automaticamente Passbook, in modo da permettere la scelta della carta di credito da utilizzare. Successivamente via Touch ID l’acquisto viene completato. Una vibrazione, un beep e un “check mark” sullo schermo confermeranno la transazione. Al di là della facilità d’utilizzo, Apple Pay permette di nascondere a chiunque, venditori compresi, i dati della propria carta o qualunque altra informazione sensibile. In maniera simile all’acquisto in store avviene quello online: prima si seleziona la carta e poi avviene il riconoscimento dell’impronta via Touch ID. “That’s it!”, come esclamato da un raggiante Tim Cook durante la presentazione di Apple Pay il 9 settembre. La procedura online, a differenza di quella nei negozi fisici, permette di saltare un passaggio spesso noioso e rischioso: la digitazione dei dati sensibili e personali negli appositi form messi a disposizione dai venditori.
E se il bene acquistato non soddisfa l’utente, che intende riportarlo in negozio? Semplice, basta riavvicinare l’iPhone 6 al terminale per visualizzare gli acquisti fatti in quel negozio. Oltre che al portafogli diremo addio anche ai numerosi scontrini che affollano le nostre tasche.

Apple Pay è sicuro?

Quando Apple ha deciso di dare vita a questo nuovo servizio, uno dei primi elementi che ha approfondito è stata la sicurezza delle transazioni. Fallire in questo specifico ambito non è permesso. In gioco ci sono i soldi degli utenti e anche un singolo errore potrebbe significare il fallimento dell’intero progetto. Le risorse impegnate sono state ingenti e ciò ha permesso ad Apple di creare “il sistema di pagamento mobile più sicuro al mondo”, secondo alcuni esperti in materia, come Tom Noyes. Passbook assegna ad ogni carta di credito registrata un “Device Account Number” unico, detto anche “token” (da qui “tokenizzazione”). Il token e i dati della carta cui esso si riferisce vengono immagazzinati all’interno di un chip dedicato, noto come Secure Element, il quale vieta l’accesso ad iCloud e ai server Apple. Al momento del pagamento, ciò che viene trasmesso via NFC al terminale d'acquisto è solo il Device Account Number, insieme ad un codice di “sicurezza dinamica” che identifica la transazione vera e propria. Per tale motivo i dati sensibili non saranno mai trasmessi a terzi. Ad essere “diffusi” sono solo codici che, presi da soli, risultano insignificanti. L’estrema sicurezza su cui si basa Apple Pay è ulteriormente rafforzata dal legame con l’app “Trova il mio iPhone”. Se l’iPhone 6 fosse rubato, al di là dell’impossibilità da parte del ladro di accedere al sistema, sarebbe possibile bloccare i pagamenti in remoto con l’app made in Apple. Il blocco della carta presso la propria banca sarà un lontano e noioso ricordo. Infine un accenno alla privacy. Eddy Cue ha sottolineato più volte che Apple non è “assolutamente interessata al business basato sui dati degli utenti”. La Mela non saprà mai cosa compriamo, dove facciamo acquisti o quanto paghiamo un oggetto. La transazione avviene tra l’utente, il venditore e la banca, un particolare da non sottovalutare, che migliora la privacy degli utilizzatori.

Apple Pay Apple ha stretto accordi per Pay con le tre principali compagnie di carte di credito al mondo: Visa, Mastercard e American Express. Accordi firmati anche con le principali istituzioni bancarie degli Stati Uniti d’America: Bank of America, Capital One, Chase, Citi, American Express e Wells Fargo. L’83% delle carte di credito statunitensi sono emesse da queste banche. Anche gli store che hanno deciso di adottare Apple Pay come uno dei sistemi di pagamento da proporre agli utenti sono numerosissimi: Macy’s, Bloomingdales, Walgreens, Duane Reade, Staples, Subway, McDonald’s, Whole Food e Disney, ad esempio. Per l’online invece, abbiamo Groupon, Panera Bread, Sephora, Target, Starbucks, Uber, Disney, Instacart, MLB.com, Tickets.com e OpenTable. Inutile dire che moltissime altre banche e venditori saliranno sul carro nei prossimi mesi, soprattutto considerando il fatto che Apple spingerà tantissimo per diffondere il servizio nel resto del mondo, Europa e Italia compresa.