Speciale Apple Watch

Tutte le ultime novità sullo smartwatch della mela.

speciale Apple Watch
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Durante la prima metà del 2014 Tim Cook, CEO di Apple, ha più volte annunciato che entro la fine dell'anno sarebbe stata svelata "almeno una nuova categoria di prodotto". Il primo evento utile per la presentazione del misterioso dispositivo è stato quello del 9 settembre, in cui la Mela ha mostrato iPhone 6 e 6 Plus. Fino a qualche giorno prima del keynote le indiscrezioni che affollavano la rete si dividevano tra "iWatch" e "iTV", ma poche ore prima dell'arrivo del fatidico giorno il portale Re/Code ha confermato che il nuovo oggetto del desiderio sarebbe stato uno smartwatch. Dopo aver pronunciato lo slogan jobsoniano "One more thing", Cook ha mostrato a tutti l'Apple Watch. I dirigenti di Cupertino si sono alternati sul palco descrivendone sommariamente caratteristiche tecniche e feature, senza entrare nel particolare e, soprattutto, senza definire con precisione il giorno di lancio. Sappiamo che Apple Watch sarà disponibile "in primavera" a partire da 349 dollari e che sarà totalmente dipendente dall'iPhone. Nel pianificare la strategia commerciale del Watch, Apple ha deciso di agire come in passato, con il lancio del primo iPhone e iPad, rispettivamente nel 2007 e nel 2010. Al fine di evitare leak e notizie derivanti dagli stabilimenti di produzione e assemblaggio i dirigenti della Mela hanno tenuto l'Apple Watch gelosamente custodito nel quartier generale di Infinite Loop fino al 9 settembre. Solo così hanno potuto preservare in gran parte l'effetto sorpresa che ormai molti fan avevano dimenticato. Tuttavia questo tipo di tattica aziendale ha anche dei risvolti negativi. Il nuovo prodotto non sarà disponibile prima di alcuni mesi e molti test software, che devono essere fatti alla luce del sole, non sono stati effettuati con sufficiente anticipo. Non volendo diramare alcuna informazione sull'orologio tech, naturalmente Apple non ha neanche messo al corrente gli sviluppatori delle novità che li attendevano, né ha fornito loro strumenti utili per la realizzazione delle app. Solo pochi giorni fa, il 18 novembre per la precisione, è stato dato l'ok per la pubblicazione del WatchKit (approfittando del rilascio di iOS 8.2 beta), il pacchetto contenente le API per creare le app che andranno a comporre lo store dedicato all'orologio. Gli ingegneri della Mela morsicata hanno fornito una vasta mole di documentazione e video tutorial e dall'analisi di questi materiali sono emerse informazioni preziose sul dispositivo, che il Time ha inserito nella lista delle migliori venticinque invenzioni dell'anno che sta per concludersi.

Apple Watch: ancora qualità Retina

Prima di analizzare meglio le funzionalità software degli Apple Watch, che Tim Cook e il suo staff ci hanno tenuto nascosto durante il keynote di settembre, diamo uno sguardo ad una caratteristica hardware estremamente importante per un dispositivo del genere, la risoluzione dello schermo. Come sappiamo l'orologio sarà disponibile in tre diversi modelli: Apple Watch Sport, Apple Watch ed Apple Watch Edition, che si differenziano principalmente per il materiale della cassa, dei cinturini e per la protezione dello schermo touch (vetro rinforzato agli Ion-X per il primo, cristallo zaffiro per gli altri due). In più Apple ha pensato bene di mettere a disposizione degli utenti due misure per il quadrante del suo Watch: 38 millimetri e 42 millimetri. Di conseguenza la risoluzione dei due display, definiti ancora una volta "Retina", cambia: 272 x 340 pixel per il più piccolo e 312 x 390 pixel per quello con cassa leggermente più grande. In base a questa duplice dimensione gli sviluppatori saranno costretti a tener conto, spesso, di linee guida differenti per lo sviluppo di icone e oggetti virtuali. Ad esempio le icone per il Notification Center dovrebbero essere da 29 pixel per l’Apple Watch da 38mm e da 36 pixel per l’Apple Watch da 42mm. L’icona per la home screen sul dispositivo più piccolo dovrebbe essere di 172 pixel, quella per il dispositivo più grande da 196 pixel.
A differenza delle applicazioni dedicate ad iOS, in cui le viste vengono posizionate con delle coordinate, quelle che visualizzeremo sul Watch riempiranno lo spazio su schermo "dall'angolo in alto a sinistra e fluendo verso il basso". Fondamentalmente ciò significa che, in futuro, esse potranno adattarsi a qualsiasi altro tipo di risoluzione. Una buona notizia per gli utenti, poichè probabilmente Apple ha in mente di rilasciare nuovi dispositivi indossabili dotati di dimensioni diverse, e per gli sviluppatori, che non dovranno più tornare sulle app sviluppate per adattarle a questi nuovi prodotti.

No iPhone, no party

“Con il WatchKit gli sviluppatori possono iniziare da subito a creare nuove app con Glances e notifiche interattive, progettate per sfruttare l'interfaccia di Apple Watch e per collaborare in sintonia con le nuove tecnologie integrate, come la funzione Force Touch, la Corona Digitale e il Taptic Engine” ha dichiarato Philip Schiller, Senior Vice President Worldwide Marketing della casa californiana. Apple Watch ha molte doti nascoste che, ne siamo sicuri, emergeranno con il passare dei mesi, grazie anche alla potenza dell'ecosistema software che ruota intorno ad Apple. Tuttavia la prima cosa che cattura la nostra attenzione all'interno del WatchKit è la forte, definiamola anche vitale, dipendenza del Watch dall'iPhone. Le applicazioni dello smartwatch "integreranno" quelle iOS, ne aumenteranno le funzionalità e la qualità. In parte questa dipendenza è dovuta al fatto che i processi computazionali su cui si basano le Watch App vengono eseguiti dall'iPhone stesso. Le uniche eccezioni sono rappresentate da quelle relative a data, ora e cronometro, che hanno vita indipendente. Tale situazione potrebbe cambiare a partire dal nuovo anno. Apple infatti scrive, nella documentazione del WatchKit, che dal 2015 gli sviluppatori potranno "creare applicazioni native per Apple Watch". Le restrizioni saranno quelle viste fino ad ora o si aprirà uno scenario completamente diverso? Al momento è impossibile saperlo.

Dal momento che le app per Apple Watch rappresentano delle vere e proprie estensioni per quelle iOS già esistenti, sarà fondamentale il sistema di notifiche che l'orologio ideato da John Ive metterà a disposizione dell'utente. Queste verranno mostrate in due modalità: Short Look e Long Look. Come suggerito dal nome, la Short Look consentirà ai possessori dell'orologio di dare un rapido sguardo a qualsiasi notifica ricevuta. Se l'utente vorrà visualizzare maggiori dettagli manterrà lo sguardo fisso sul Watch, il quale passerà alla notifica Long Look che, ad esempio, nel caso di un messaggio o di uno stato su Facebook, mostrerà il contenuto e i pulsanti per un'eventuale risposta. Se la notifica risultasse poco importante per l'utente, basterà distogliere lo sguardo e abbassare il polso (gesti naturali) per eliminarla dalla schermata. C'è poi una nuova modalità di visualizzazione chiamata Glances, la quale può essere paragonata ad un widget, in maniera simile a quelli già presenti in iOS. Essa viene attivata effettuando uno swipe dal basso verso l'alto e mostrerà diverse schermate relative a più di un'applicazione, in cui saranno riassunte le informazioni principali relative ad esse. Per passare da una schermata all'altra sarà sufficiente "swippare" verso sinistra o destra. Selezionandone una in particolare il sistema aprirà l'app di riferimento e sarà possibile interagire completamente con essa. Assenti del tutto saranno le gesture personalizzate.

Apple ha definito in maniera rigida quelle permesse sul suo Watch: swipe dal basso verso l’alto o viceversa per effettuare lo "scroll" dello schermo all’interno delle applicazioni, swipe da destra verso sinistra o viceversa per navigare tra le pagine, un tap su un elemento come metodo di selezione, un tap prolungato per aprire un menù contestuale contenente più opzioni selezionabili, rotazione della corona digitale per effettuare lo zoom in-out all’interno delle app, lo swipe da sinistra verso destra partendo dall’esterno del display per tornare alla homescreen e dal basso verso l’alto, come detto precedentemente, per attivare la vista Glances.
Stessa rigidità se guardiamo alla geolocalizzazione. L'Apple Watch non è dotato di GPS, con molta probabilità per questioni relative all'autonomia del dispositivo. Tutto ciò che riguarderà la posizione corrente dell'utente deriverà dall'iPhone, mentre l'app dedicata alle Mappe sarà statica. Potremo apporre dei pin colorati su determinate località, ma nel momento in cui avremo bisogno di sapere il percorso per arrivarci dovremo continuare ad interagire sull'iPhone. Un ultima mancanza è quella relativa ai filmati. Nessuno potrà guardarsi un film dal proprio Watch (i nostri occhi ringrazieranno Apple), poiché i video non saranno supportati. Tuttavia gli sviluppatori potranno creare animazioni con una serie di immagini statiche, le cosiddette GIF, sia in loop che con un numero di cicli predefinito.

Apple Watch A giudicare dall'analisi del WatchKit, l'Apple Watch 1.0 risulta una sorta di secondo schermo per iPhone e iPad. Il dispositivo apporta qualcosa di nuovo al settore degli indossabili, che in questi mesi, nonostante la presenza di colossi come Samsung, LG, Motorola e Google (a livello software) non riesce a convincere e decollare. Il fattore "personalizzazione" delle app sarà alto grazie alla possibilità per gli sviluppatori di poter usufruire di dati provenienti dal cardiofrequenzimetro e dai vari sensori adibiti al monitoraggio delle attività utente. La Corona Digitale permette di interagire con le varie funzionalità senza dover coprire il display con le dita mentre la tecnologia Force Touch consente al dispositivo di riconoscere pressioni sullo schermo più o meno prolungate in modo da attivare funzionalità diversificate. Apple avrebbe potuto osare di più, ma ha preferito essere cauta. Il suo smartwatch è un buon concentrato di tecnologia, che presenta funzionalità software "represse". D'altronde anche l'iPhone originale è nato con limitazioni che, se ci pensiamo oggi, risultano assurde: niente applicazioni di terze parti, nessuna possibilità di registrare filmati, fotocamera senza flash, assente il supporto per il Copia e Incolla del testo e nessuna possibilità di selezionarlo, impossibile utilizzare suonerie personalizzate, impossibilità di ricezione di file via WiFi con il proprio PC, niente supporto Java, Flash, VoIP e MMS e tante altre mancanze. Solo successivamente, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie, il prodotto è "esploso". Ora come ora ad Apple non manca di certo l'esperienza per portare al successo il suo Watch, ma prima di tutto bisogna verificare se il mercato dei dispositivi indossabili sia pronto a fornire ampi volumi di vendita, e di guadagni, alle aziende.