BabelOn: tradurre in tempo reale la propria voce sarà possibile in futuro?

Un'applicazione e un hardware dedicato potrebbero, in un futuro non molto remoto, tradurre intere frasi in un'altra lingua in tempo reale.

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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Twitter, Instagram, Facebook e Google+.

Gli studi nell'ambito della sintesi vocale continuano a procedere da anni e le relative tecnologie sono sempre più all'avanguardia, e con esse gli obiettivi che le aziende si propongono di raggiungere. "Pioniera" in questo ambito è stata Google con la oramai famosa funzionalità del suo Traduttore che consente di farsi leggere (anche in svariate lingue diverse) il testo sullo schermo ad alta voce. Insomma, anche i colossi del web si sono interessati, negli anni, a questo particolare settore, potenzialmente molto remunerativo per il futuro e capace di abbattere i confini linguistici tra i popoli. Tuttavia, come succede spesso nel campo della tecnologia, sono le startup, ovviamente con un budget minore a disposizione, a sperimentare le "soluzioni" più "innovative".

"Non è quello che hai detto.... ma è come lo hai detto"

Tra queste, presenzia il nome di BabelOn, azienda statunitense con sede a San Francisco. L'obiettivo della startup in questione è parecchio ambizioso: rendere una "cosa banale" il tradurre la propria voce in un'altra lingua. In particolare, il connubio software/hardware realizzato appositamente da BabelOn sarebbe in grado di analizzare nel dettaglio la nostra voce (cogliendo anche il respiro, l'intonazione e altri fattori chiave) e quindi utilizzarla successivamente per leggere ad alta voce un testo a schermo tradotto in un'altra lingua. Questa tecnologia, se sviluppata correttamente, può portare ad una vera e propria rivoluzione nell'ambito del doppiaggio di videogiochi e film. Infatti, l'attuale tecnologia del text-to-speech è ancora molto impersonale ed è impossibile applicarla ai suddetti ambiti. Non per niente il motto di questo progetto è "non è quello che hai detto... ma è come lo hai detto". Oltre a questo, verrebbero praticamente abbattute le barriere internazionali del linguaggio, in quanto chiunque potrebbe tradurre e "parlare" istantaneamente in qualsiasi lingua supportata da BabelOn. In questo ambito, inizialmente dovrebbe essere presente il supporto a inglese, spagnolo, francese, portoghese, tedesco, cinese mandarino, hindi e giapponese.

Problemi legati alla privacy e tempistiche ancora lunghe

La tecnologia è solamente ai suoi primi vagiti e la strada da fare per commercializzare l'hardware e il software relativi al progetto in questione è ancora molto lunga. Nonostante questo, il team di BabelOn sembra aver già avviato delle trattative con una non meglio nota azienda produttrice di videogiochi, per la traduzione della voce dei protagonisti, ma non ci sono ulteriori informazioni in merito. Oltre a questo, però, la tecnologia lascia ancora molti dubbi sia riguardanti il suo funzionamento (nessuno ha ancora potuto vedere il software in azione dal vivo) sia per quanto riguarda l'annosa "questione privacy". Infatti, nel caso BabelOn dovesse realmente funzionare come dichiarato dai suoi creatori, si aprirebbero scenari da film di fantascienza per i malintenzionati, che potrebbero utilizzare la voce altrui per compiere azioni criminali. A tal proposito, l'azienda statunitense ha già dichiarato l'intenzione di voler custodire i profili cifrati degli utenti offline, in modo da prevenire eventuali abusi.

Dall'idea nata nel 2004 sino alla campagna Indiegogo

Nonostante BabelOn debba ancora essere reso disponibile per il mercato consumer, l'idea dietro alla tecnologia in questione è nata nel 2004, quando i genitori di Daisy Hamilton, cofondatrice del progetto, hanno notato una sempre maggiore esigenza di velocità nel doppiaggio nell'industria cinematografica. Tuttavia, in quel periodo, la tecnologia non era ancora pronta per la creazione di un progetto simile a BabelOn. Ora, invece, i tempi sembrano essere piú maturi e l'azienda dietro al progetto ha lanciato una campagna su Indiegogo, che tuttavia non sta decollando. Mancano 24 giorni al termine della campagna ma sono stati raccolti solo 6700$ contro i 30000 fissati come obbiettivo finale. Insomma il potenziale per la realizzazione di un prodotto di successo c'è tutto, ma il fatto che nemmeno le più grandi compagnie al mondo del settore, da Google ad Apple, passando per Microsoft, possano oggi garantire una traduzione simultanea di livello anche solo accettabile per l'uso quotidiano, a livello semantico e di sintassi più che vocale, aumenta il grado di scetticismo sul progetto, che non sembra essere partito con il piede giusto.