Bagarini e caso Coldplay: arriva la sentenza, ma con luci e ombre

Il caso Secondary Ticketing ha avuto importanti sviluppi negli ultimi giorni, con una sentenza del tribunale di Roma che farà discutere.

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Dopo un periodo di pausa, il caso secondary ticketing torna alla ribalta, quando in Italia viene annunciato un altro grande evento per la prossima estate musicale. Il ritorno dei Guns N'Roses nel nostro paese ha alimentato fin da subito i timori dei fan, che hanno espresso la loro preoccupazione sui social network riguardo la possibilità di trovare i biglietti.
La settimana però è stata molto movimentata sul fronte secondary ticketing, meglio dunque fare po' di chiarezza sulla vicenda tornando indietro di qualche giorno, per la precisione a martedì, quando il programma di Italia 1, Le Iene, ha mandato in onda un nuovo servizio sulla questione.

Il caso

Questa volta il protagonista dell'intervista non era un amministratore delegato o un promoter, ma un bagarino. L'uomo, rimasto anonimo, ha dipinto un quadro che, qualora fosse confermato dalle autorità competenti, sarebbe quanto meno preoccupante. Il bagarino non solo ha dichiarato che i siti di secondary ticketing offrono loro delle agevolazioni sui pagamenti, ma forniscono anche un pannello separato (non visibile dagli utenti pubblici) in cui questi possono gestire gli annunci ed i prezzi dei tagliandi in totale libertà. L'aspetto più preoccupante però è dato dal fatto che l'intervistato ha svelato di avere alle dipendenze circa quaranta persone, che acquistano dai 4 ai 10 biglietti ciascuno in occasione dei concerti più importanti, non solo grazie alle prevendite esclusive date dai vari artisti ai fanclub ufficiali, ma anche attraverso carte di credito e "la cooperazione dei promoter". Dichiarazioni che, come sempre, riportiamo per dovere di cronaca e che devono essere confermate (o smentite) dalle parti interessate. Da questo quadro però appare quanto mai chiaro che Ticketone, ovvero l'unico rivenditore autorizzato in Italia a vendere i biglietti, sia quanto mai estraneo alla faccenda, soprattutto se come affermato dal bagarino vi è la collaborazione dei promoter.
E proprio mentre il popolo del web era pronto ad insorgere verso i promoter, nella mattinata di giovedì è arrivata un'altra notizia: SIAE ha vinto il ricorso d'urgenza presentato al Tribunale di Roma sul secondary ticketing.

La sentenza passerà alla storia in quanto il giudice ha inibito a Live Nation, Seatwave, Ticketbis e Viagogo la vendita diretta o indiretta sul mercato secondario dei tagliandi per i concerti che i Coldplay terranno a Milano il prossimo 3 e 4 Luglio. Il magistrato ha ordinato l'immediata cancellazione di tutte le vendite dai suddetti siti ed ha fissato una penale di 2.000 Euro per ogni biglietto venduto. La sentenza emanata "inibisce a Live Nation 2, Seatwave, Ticketbis e Viagogo, l'ulteriore vendita diretta o indiretta sul mercato secondario dei biglietti dei concerti dei Coldplay del 3 e 4 luglio 2017 allo stadio San Siro di Milano, acquistati sul mercato primario offline direttamente da Live Nation 2 o tramite i suoi distributori ufficiali, TicketOne e Best Union, nonché quelli precedentemente acquistati sul mercato primario online da Seatwave, Ticketbis e Viagogo tramite programmi informatici in grado di aggirare il limite massimo di biglietti venduti a ciascun consumatore finale. Inoltre fissa una penale di 2.000 euro per ogni ulteriore biglietto venduto in violazione dell'ordine di inibizione e condanna le parti chiamate in causa a rifondere tutte le spese processuali a SIAE e a Federconsumatori, che è intervenuta a sostegno delle richieste della Società".
Interessante anche quanto affermato dal direttore generale della SIAE, Gaetano Blandini, in una conferenza stampa tenuta a Milano nella giornata di giovedì per commentare la sentenza. L'oscuramento dei siti in questione al momento non può essere effettuato in quanto il giudice ha confermato che non si può in alcun modo avanzare una richiesta del genere, sebbene SIAE abbia comunque messo in guardia i reparti della Polizia Postale per monitorare il comportamento dei siti su cui, per altro, restano ancora disponibili alcuni biglietti per le tappe milanesi della band di Chris Martin.
La sentenza, come abbiamo già detto poco sopra, ha molte contraddizioni, che sono state confermate anche dall'amministratore delegato e founder di TicketBis, Ander Michelena, il quale nel dirsi soddisfatto per l'ordinanza, ha sottolineato che il giudice ha "confermato la piena legittimità del modello di business di Ticketbis, così come la vendita dei biglietti sul mercato secondario". Il dirigente infatti sostiene che il magistrato non abbia accolto tutte le richieste della SIAE, e ciò è confermato da un'ordinanza che non fa altro che limitare qualsiasi attività di "acquisto di biglietti sul mercato primario posta in essere dalle stesse piattaforme di secondary ticketing per rivenderli ad un prezzo maggiorato. Tale attività, come dimostrato dalla stessa sentenza, è estranea al business di Ticketbis, una piattaforma che mette in contatto persone che vogliono vendere i propri biglietti con clienti disposti a comprarli, e che è completamente indipendente da promotori e piattaforme di primary ticketing".

Il giudice, sostanzialmente, non ha fatto altro che etichettare Ticketbis con il ruolo che ha: un intermediario che agisce in piena conformità con la normativa nazionale. Michelena ha inoltre invitato il legislatore italiano ad intervenire in maniera seria per regolamentare il secondary ticketing: "questa decisione conferma la necessità di un attento approfondimento al fine di assicurarsi che siano affrontati i veri temi del settore, come l'utilizzo di specifici sistemi informatici (i cosiddetti "BOT") per acquistare ingenti quantità di biglietti e la trasparenza degli operatori. Per questo auspichiamo che le istituzioni italiane prevedano un serio processo di consultazione e non procedano con una regolamentazione frettolosa che corre il rischio di favorire il mercato nero offline dei biglietti e di colpire l'innovazione tecnologica".
Bot di cui vi avevamo parlato in un articolo qualche mese fa ma di cui, almeno al momento, non vi è traccia, a dimostrazione che le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Ticketone, che fin dai primi istanti si è professata come parte lesa, corrispondevano alla realtà.
Resta invece sulla propria linea Live Nation, che ha subito un danno di immagine importante dalla vicenda. Secondo un portavoce, "la parziale inibitoria disposta dal giudice muove da una presunzione erronea in quanto Live Nation non ha mai venduto, né direttamente, né indirettamente, alcun biglietto relativo ai concerti dei Coldplay a siti di secondary ticketing e non ha comunque nessun riflesso concreto sull'operatività di Live Nation. Pur essendo solo un accoglimento parziale delle ragioni del ricorrente, Live Nation rimane convinta della correttezza del proprio operato e ritiene quindi ingiusta e giuridicamente errata l'ordinanza del Giudice, tanto da aver conferito mandato ai suoi legali di proporre reclamo nelle sedi competenti".

Ticketone Come abbiamo potuto vedere, questa è stata una settimana in cui si sono fatti molti passi (se sono passi in avanti o indietro lo vedremo solo in futuro) sul caso secondary ticketing: l'ordinanza del Tribunale di Roma è una prima assoluta, ma il servizio delle Iene, e le richieste di Ticketbis, hanno dimostrato che il lavoro da fare è ancora tanto se si vuole mettere nelle mani dei consumatori un servizio affidabile con cui comprare biglietti, ma soprattutto ridare credibilità ad un'industria che è uscita malconcia da questa vicenda.