Speciale Biohacking: la sicurezza prima di tutto

Dopo l’Internet of Things, la prossima frontiera sarà quella dell’Internet of Us, visti i numerosi progetti e studi che prevedono la modifica del corpo umano attraverso impianti elettronici, progetti non esenti da rischi.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

In principio sono stati i computer a connettersi alla grande rete, permettendole di diffondersi e di diventare quella che è oggi. A loro si sono poi aggiuntivi notebook, palmari, smartphone e tablet, senza dimenticare televisori e accessori indossabili. Il prossimo passo sarà quello dell'Internet of Things, che ha come obiettivo quello di connettere tantissime nuove tipologie di oggetti alla rete, dai climatizzatori alle lampade. In questo caso non stiamo parlando del futuro, perché l'IoT è già oggi una realtà, limitata solo dai prezzi alti e dalla scarsa diffusione di reti veloci. Cosa accadrà quando anche questo muro sarà abbattuto? Molti pensano che il prossimo elemento che sarà connesso a questo enorme ecosistema non sarà un'altra macchina, ma l'uomo. Se si pensa al tempo che oggi trascorriamo sulla rete viene da pensare che l'essere umano è già connesso, ma da qui a parlare di una vera connessione tra corpo e rete ce ne passa. Resta il fatto che l'evoluzione non ci ha ancora donato un organo in grado di interfacciarsi con i sistemi elettronici, per cui, se mai accadrà, l'approdo dell'essere umano nell'universo del web dovrà per forza passare per degli impianti elettronici. La fantascienza, in particolare il mondo cyberpunk, ha trattato più volte l'argomento. Dall'Internet of Things all'Internet of Us il passaggio non sarà breve e non è detto che avvenga, ma già da diverso tempo stiamo assistendo a diversi indizi che portano a credere che qualcosa si stia iniziando a muoversi. Sorge spontaneo dunque porsi delle domande sulla sicurezza di questi impianti, domande che stanno alla base della collaborazione tra Kaspersky Lab e BioNyfiken.

Il dibattito è aperto

Alcuni pionieri dell'Internet of Us stanno sperimentando l'utilizzo di piccoli impianti con chip in grado di emettere onde radio, già oggi. Questi vengono utilizzati per compiti piuttosto semplici, come ad esempio aprire la porta di casa senza dover usare le chiavi. Si tratta ovviamente di pochi appassionati, nulla che possa far presupporre all'arrivo di qualcosa di più consistente nel breve periodo. Pensare solo al futuro prossimo è alquanto limitante però, soprattutto quando si parla di aziende che operano nel settore tecnologico, che devono essere almeno due passi avanti al presente per essere pronte ad ogni possibile sviluppo. Nel mondo esistono già realtà che operano in questo campo, ma quando si fa il nome di Kaspersky le cose iniziano a cambiare, visto che si tratta di una delle più importanti aziende nel campo della sicurezza informatica.
Aveva fatto scalpore a febbraio 2015 la notizia, ripresa anche di recente con la presentazione dei prodotti per il 2016, dell'inizio della collaborazione tra Kaspersky e BioNyfiken, un gruppo di appassionati ed esperti del settore che sta cercando di promuovere l'utilizzo di tecnologie legate alla modifica del corpo umano, facendole conoscere alle masse. Il loro operato rientra appieno in quella che possiamo definire attività di lobby, volta a diffondere sempre più informazioni sulle possibilità che saranno offerte in futuro da questo settore. Per Byonifken, un piccolo impianto sub cutaneo non è molto diverso dall'indossare orecchini o avere un tatuaggio, portando vantaggi in diversi ambiti. Il punto di vista di Hannes Sjoblad, uno dei fondatori di BioNyfiken, è molto chiaro: "Siamo testimoni di una comunità sempre crescente di persone che sperimentano protesi dotate di chip che permettono di compiere una serie di azioni della vita di ogni giorno facilmente e velocemente, come ad esempio entrare in un palazzo, accedere a dispositivi personali senza digitare il codice pin e a vari tipi di dati archiviati.".
Ma cosa centra Kaspersky in tutto questo? Pensiamo ad un esempio semplice, quello di un impianto capace di aprire la porta della propria casa. Cosa impedirà in futuro a un cracker di hackerare il dispositivo e premettere a un malintenzionato di entrare senza disturbo in casa? Ecco che l'interesse dell'azienda russa diventa più subito chiaro. Questo è solo un esempio semplice, ma col passare del tempo andremo incontro a un maggior numero di impianti, molti dedicati alla salute, che potranno essere connessi alla rete, in grado di offrire una gestione remota dell'apparato. Senza adeguati standard di sicurezza si andrà incontro a grossi problemi, meglio dunque iniziare fin da subito a sensibilizzare gli utenti e i produttori di dispositivi verso queste tematiche, in modo da prepararsi al meglio per il futuro.

"Considero il decollo di questa tecnologia un altro importante momento nella storia dell'interazione uomo-computer, alla pari dei lanci dei primi desktop Windows o del primo touch screen... Ecco perché abbiamo ritenuto cruciale lavorare insieme a un esperto di sicurezza internazionale che ci aiuti ad analizzare i rischi. Kaspersky Lab è il partner ideale per BioNyfiken. Non sono solo esperti riconosciuti in tema di sicurezza e leader autorevoli, ma rappresentano anche l'avanguardia di tecnologie emergenti e ricerche di settore sin dagli inizi". Le parole di Hannes Sjoblad, uno dei fondatori di BioNyfiken, confermano un sodalizio che si spera darà i suoi frutti, visto che si tratta di un tema molto delicato.
A prescindere dalla propria opinione, l'argomento solleva un dibattito di natura etica che rischia di infiammarsi nei prossimi anni. Non tutti sono d'accordo sul fatto che gli impianti elettronici siano un bene, nonostante i vantaggi che potranno portare. Lo stesso Eugene Kaspersky, CEO di Kaspersky Lab, afferma : "Personalmente, non ricorrerei a chip sottocutanei ma capisco che il progresso tecnologico non può essere fermato e ci saranno innovatori che sono in grado di accettare il rischio, testando personalmente su di sé i limiti della tecnologia. Mi auguro che lo facciano con cognizione di causa, tenendo gli occhi aperti e mettendo la sicurezza in prima linea...".

Biohacking Il tema del Biohacking e quello delle modifiche al corpo umano inizia ad arrivare nella scena internazionale. Sia chiaro, è ancora molto presto, siamo soltanto all’inizio, ma il fatto che un grande nome del panorama mondiale come Kaspersky si sia già fatto avanti per sensibilizzare le aziende verso maggiori livelli di sicurezza fa riflettere, soprattutto quado si parla di dispositivi medici. Malfunzionamenti di queste apparecchiature provocherebbero problemi ben più gravi di un furto di dati, con conseguenze piuttosto inquietanti. Il fatto che si inizi fin da subito a porre l’accento sulla sicurezza quindi è un bene, perché ritrovarsi impreparati quando il fenomeno sarà - se lo sarà - di massa sarebbe un errore madornale. Nel frattempo, non possiamo che constatare come internet stia diventando una piattaforma sempre più complessa, capace di connettersi con i dispositivi più disparati e in futuro, perché no, anche con l’uomo.