Bitcoin sfonda quota 2000$: continua la corsa della criptovaluta

Nel fine settimana il Bitcoin ha sfondato la soglia psicologica dei 2000$, per un mercato in continua ascesa ma potenzialmente ancora molto rischioso.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Se tornassimo indietro di qualche anno, difficilmente si sarebbe immaginato che i Bitcoin potessero avere un successo tanto clamoroso. Solo qualche mese fa, abbiamo parlato del costante aumento del loro valore nel corso del 2016, proseguito poi anche nel 2017, con il superamento della soglia psicologica dei 1000$ per singola unità di criptovaluta. In molti si aspettavano, come spesso è accaduto in passato, un ribasso, ma alla fine è avvenuto l'esatto contrario. Nel fine settimana infatti, i Bitcoin hanno superato i 2000$ per singola unità, un valore elevatissimo e che non ha mancato di destare interesse nel pubblico e negli addetti ai lavori. Cerchiamo quindi di capire i motivi che hanno portato a questo ulteriore aumento.

Un trend che non sembra conoscere fine

L'ultima volta che abbiamo affrontato l'argomento Bitcoin, a marzo, i dati degli analisti erano già piuttosto chiari e fornivano uno spaccato della crescita di questa criptovaluta molto incoraggiante. Questi mettevano in evidenza una crescita del 33% dall'inizio dell'anno, mentre dal 2016 il loro valore era cresciuto di ben il 200%. Un trend già in forte rialzo, ma che nelle ultime settimane è riuscito ad arrivare a livelli ancora superiori. Lo sfondamento della soglia psicologica dei 2000$ (già saliti a circa 2100$ nel momento in cui scriviamo) è un chiaro segno che le richieste del mercato sono sempre più elevate. I motivi dietro a questa impennata sono molti, a cominciare dalla crescita ulteriore di domanda dai paesi asiatici, Cina e Giappone in testa. La Cina, dopo un periodo di lotta contro la criptovaluta, sembra ora meno preoccupata dalle possibili fughe di capitali e di conseguenza le maglie del governo sono ora più larghe, facendo tornare gli investitori locali ad utilizzare il Bitcoin. Ma è probabilmente il Giappone uno dei principali artefici del nuovo rialzo. Dal 1 di aprile infatti il governo ha riconosciuto il Bitcoin come metodo di pagamento legale e quindi valido per scambi all'interno del paese. Fino al 2013, prima dello scandalo Mt.Gox, il Giappone era il più grande mercato di scambio di questa criptovaluta, e la recente liberalizzazione ha portato un flusso piuttosto consistente di nuovi utilizzatori. Anche in Russia sta crescendo il consenso nei confronti del Bitcoin, tanto che la possibilità che vengano anche qui resi legali non fa altro che aumentare il potenziale bacino di utenza, stimolando già ora la domanda. Alcuni analisti affermano che il recente attacco del Ransomware WannCry, che richiedeva un pagamento in Bitcoin per sbloccare i PC infetti, abbia influenzato anche questo la domanda, ma a giudicare dai miseri ricavi incassati dai cracker, reputiamo queste teoria piuttosto fantasiosa.

Interessante però notare come come non sia solo il Bitcoin a crescere, ma anche altre criptovalute, soprattutto quelle già regolamentate e più sicure. Ad esempio Ripple, una criptovaluta utilizzata dalle banche centrali, è riuscita a decuplicare il proprio valore negli ultimi mesi, mentre Ethereum lo ha raddoppiato. Non solo Bitcoin quindi, che rappresenta meno della metà del mercato delle monete digitali, un settore in continua espansione e che speriamo non diventi l'ennesima bolla finanziaria, che causerebbe non pochi danni nel caso in cui dovesse esplodere.