Cinque indimenticabili giochi elettronici della nostra infanzia

Dal Grillo Parlante al Tamagotchi, passando per Emiglio, ecco cinque indimenticabili giochi elettronici della nostra infanzia.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Chi era bambino tra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta ha vissuto un periodo d'oro nella storia dei giocattoli elettronici. Lo sdoganamento dell'elettronica e il conseguente abbassamento dei prezzi ha infatti permesso di creare giochi dal costo accessibile a tutti, che sono riusciti ad entrare nell'immaginario collettivo, segnando in modo indelebile la nostra infanzia. Il periodo coincide anche con l'esplosione di console che hanno cambiato per sempre l'intrattenimento per bambini (e anche per gli adulti): alla fine degli anni ottanta sono usciti in Italia prodotti incredibili, dal NES di Nintendo al Sega Mega Drive, passando per il Game Boy e il Game Gear. La scena videoludica era in fermento, ma non era l'unica a regalare ore di divertimento ai bambini di tutto il mondo. C'erano infatti tantissimi giochi elettronici che hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante nel cuore dei ragazzini, tanto che oggi sono diventati quasi oggetti di culto, di un'era che non c'è più ma che stimola ancora la fantasia di chi quei giochi li ha desiderati fino allo sfinimento. Alle volte li ha ottenuti e altre no, ma resta il fatto che vederli oggi non può che richiamare alla mente le ore passate in loro compagnia.

Grillo parlante

Alzi la mano chi non ha mai visto un Grillo Parlante. Se lo avete fatto, probabilmente siete troppo giovani per ricordare uno dei giochi elettronici più venduti di sempre. Il motivo è semplice: al contrario dei terribili videogiochi, questo simpatico rettangolo arancione dotato di maniglia prometteva ai genitori di far imparare parole nuove ai figli, divertendosi. Il Grillo Parlante aveva un display fluorescente per la rappresentazione delle parole e uno speaker dalla voce davvero metallica. La sintesi vocale era alle volte un po' stramba: indimenticabile la pronuncia della "J", che da "Iota" diventava "Ilota", termine che indicava invece gli schiavi nei territori dell'antica Sparta. Premendo più volte la "J", la pronuncia unita al motore di sintesi vocale non certo avanzato dava una buona occasione per dare dell'"Idiota" al proprio compagno/a di giochi, esposto così al pubblico ludibrio. Nonostante questo il Grillo Parlante, in oltre dieci anni di carriera, ha saputo intrattenere milioni di bambini in tutto il mondo, con grande gioia anche dei genitori.

Playmates Fun To Drive

Non troverete nessun videogioco in questa selezione di giocattoli retrò, e anche se il Playmates Fun to Drive può sembrarlo sappiate che non è così. In questo caso è la fantasia a catapultarci in una corsa a tutta birra su una Corvette rossa nuova fiammante. La macchina sullo schermo era infatti di plastica e si muoveva in base al movimento del volante. In aiuto alle menti in cerca di avventura dei bambini degli anni ottanta-novanta c'erano però due elementi che facevano la differenza: la chiave di accensione, funzionante e con tanto di suono del motore, e i fari frontali a scomparsa, anche questi pienamente operativi. Poco importa che la strada fosse semplicemente proiettata sullo schermo luminoso e l'interazione fosse prossima allo zero, la cosa importante è che una volta girata la chiave era la fantasia a prendere il sopravvento, alla faccia della grafica in alta risoluzione di oggi.

Emiglio

Eccoci arrivati al sogno di ogni bambino NERD italiano, Emiglio. Arrivato sul mercato nel 1994, Emiglio è riuscito a ritagliarsi il suo spazio in un settore che nello stesso anno, in Giappone, ha visto l'arrivo di un tornado chiamato Playstation. Gli assi nella manica di Emiglio erano però diversi. Si trattava infatti del primo e unico robot radiocomandato disponibile in Italia, in grado di muoversi e di trasportare oggetti grazie alle sue mani prensili. All'avanguardia anche il sistema di controllo, che integrava anche un microfono con cui far parlare il robot. Nel corso del tempo Emiglio è stato anche dotato di un controller da polso, per far spostare il robot muovendo semplicemente il braccio. Il successo di questo robot, nonostante il costo elevato, ha raggiunto anche l'estero, con schiere di fan ancora oggi orgogliose di averne avuto un esemplare.

Tamagotchi

Il Tamagotchi è diventato un vero e proprio fenomeno di costume negli anni novanta. Questo piccolo gioco elettronico portatile ebbe un successo clamoroso, suscitando l'interesse di grandi e piccini. Ideato da Aki Maita e distribuito da Bandai, il Tamagotchi metteva nelle mani dei bambini una responsabilità enorme: crescere un piccolo cucciolo di Alieno. Il dispositivo aveva la forma di un uovo e un piccolo display, in cui veniva visualizzato l'alieno virtuale, che andava nutrito, pulito e coccolato. Se il proprietario non curava abbastanza il cucciolo, questo moriva, costringendo l'utilizzatore a dover rincominciare da tutto da capo. Come abbiamo detto, il successo del Tamagotchi fu enorme, tanto da arrivare persino in parlamento, quando Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Regione Lazio, chiese il ritiro dal mercato del prodotto. Secondo lui, la morte del pulcino causava danni psicologici ai bambini: allo stato attuale però, non si registrano epidemie di trentenni ancora sconvolti dalla morte del proprio Tamagotchi, confermando l'infondatezza delle accuse.

Mio Caro Diario

Mio Caro Diario è un'agenda elettronica che ha spopolato tra le bambine degli anni novanta. Quella che sembra una calcolatrice nasconde in realtà un dispositivo in cui salvare gli appuntamenti e i contatti, ma in grado di fare molto di più. Era possibile registrare brevi clip audio, oppure leggere l'oroscopo, anche se in maniera molto semplificata. Ma la funzione più amata e allo stesso tempo temuta era quella per calcolare l'affinità di coppia, in base alla data di nascita. L'utilità di un'agenda elettronica in una fascia d'età così bassa rimane da dimostrare, ma resta il fatto che il successo di Mio Caro Diario rimarrà indelebile nelle menti di migliaia di bambine.