Speciale CITE: la Smart City fantasma

La Pegasus Global Holdings ha costruito una città disabitata totalmente automatizzata, per studiare come, in futuro, le moderne metropoli potranno superare i problemi di sovrappopolazione e di gestione delle risorse.

speciale CITE: la Smart City fantasma
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Francesco Francesco "Relance" Radoani Nato e cresciuto nella tecnologia, ho sempre smontato qualsiasi cosa avessi sotto mano, con buona pace dei miei genitori. Ho coltivato questa passione nel corso degli anni, assieme a quella per la recitazione, il doppiaggio, la scrittura e i videogiochi. E ricordate: "Thy Life is a riddle, to bear rapture and sorrow To listen, to suffer, to entrust unto tomorrow In one fleeting moment, from the Land doth life flow Yet in one fleeting moment, for anew it doth grow In the same fleeting moment thou must live, die and know"

Tutte le tecnologie che oggi utilizziamo hanno subito svariate prove e miglioramenti, prima di giungere tra le mani dei consumatori. Alcune, addirittura, derivano da ambiti diversi rispetto a quelli per cui erano state pensate: l'esempio più classico che si fa in questi casi è "Internet", nata come piattaforma di difesa e controspionaggio americano durante la guerra fredda. Il mondo di oggi però ha nuove necessità: con la popolazione mondiale in vertiginosa crescita e la necessità di ottimizzare tutti i tipi di consumi, la sperimentazione è accelerata. Ecco perché in New Mexico esiste una città fantasma, fatta di costruzioni scintillanti, che è un vero e proprio centro di studi della città del domani. Si chiama CITE, che sta per Center for Innovation Testing and Evaluation.

L'automatismo del domani

Gli Stati Uniti non sono nuovi a questo genere di esperimenti: negli anni '40 il governo fece costruire le Nuclear Towns, luoghi disabitati in cui condurre test atomici. Se settant'anni fa si sperimentava la guerra, oggi a Cite si sperimenta un futuro automatizzato. La Pegasus Global Holdings, l'azienda che conduce la sperimentazione e che ha investito nel progetto tra i 500 e 600 milioni di dollari, guarda in grande al futuro: la città che ha costruito potrà ospitare 35.000 abitanti e sarà controllata da unici ed innovativi sistemi informatizzati che sapranno servirli per ogni necessità.
Per le strade di CITE tutto è controllato dalle macchine, organizzate da una complessa intelligenza artificiale -niente paura, non senziente- atta a sovrintendere vari aspetti della normale vita urbana. Questa IA è un nuovo stadio di sviluppo sulle smart grid, ovvero un'infrastruttura che raccoglie informazioni sulla gestione della rete elettrica: lo scopo principale del sistema è di strutturare un algoritmo che sappia intuire nel modo più preciso e versatile possibile le esigenze elettriche e umane del territorio cui sovrintende, così da ridurre al minimo gli sprechi. Tale sistema sorveglia anche l'irrigazione delle zone rurali contigue ai confini cittadini, gestendo le risorse idriche a seconda delle condizioni atmosferiche.

Il sistema di trasporti è del tutto automatizzato. La tecnologia, denominata ITS (Intelligent Transportation Systems), non solo è in grado di gestire la viabilità robotica senza il minimo intoppo, ma dovrebbe essere in grado di adeguarsi a eventi imprevedibili, come un incidente. Insomma, non capiterà mai, nelle intenzioni degli sviluppatori, di ritrovarsi con mezzi fermi e incapaci di adattarsi a causa di un'interruzione della consueta viabilità, grazie a un efficiente sistema di risoluzione dei problemi. In teoria, tale tecnologia potrà anche adattarsi ad una viabilità erratica ed illogica com'è quella di un umano, ma di ciò si potrà avere conferma solo nelle fasi successive di test.
A tal proposito, l'elettricità è generata, ovviamente, dai più moderni sistemi di energia pulita, quali pannelli solari e centrali geotermiche. Anche in questo caso sono in azione tecnologie avanzate e nuovi materiali nanocompositi per massimizzare l'assimilazione, cercando, inoltre, di superare i pochi anni di vita che oggi hanno questi sistemi. Vi è all'opera anche un sistema di de-salinizzazione dell'acqua, da sempre chimera per combattere la povertà agricola e la scarsità d'acqua potabile in diverse zone del mondo.

L'Intelligenza Artificiale che citavamo prima sovrintende anche alla sicurezza: un numero impressionante di avanzatissimi sensori monitora ogni aspetto della vita cittadina, indagando per eventuali problemi. In tal modo, questo Grande Fratello potrà segnalare alle autorità competenti incendi, furti, incidenti di vario tipo, violenza per le strade, potrà effettuare ricerche di persone scomparse o latitanti, così da ottimizzare al massimo la risposta umana. Quest'ultima tecnologia è stata fortemente voluta dal governo americano affinché possa divenire, entro i prossimi dieci anni, uno standard da distribuire alle forze dell'ordine di tutti gli Stati Uniti. Siamo certi che, qualora il progetto andasse in porto, si solleverebbe un polverone e inizierebbero a sfilare cortei che inneggiano alla privacy violata, il che, tutto sommato, sarebbe una visione piuttosto corretta. Staremo a vedere.

Smart cities Cite è la sintesi di ciò che vorremmo vedere, un domani, nelle città di tutto il mondo. Certo, questo progetto non è esente da critiche: la prima fra tutte è che non è possibile fare un vero esperimento senza la componente umana, perché in tal modo non si possono ottenere risultati davvero affidabili. A questo risponde il presidente di Pegasus Global Holdings, Bob Brumley, affermando che la priorità è verificare che tutto si svolga nel modo più sicuro e certo, introducendo, solo a quel punto, coloro che vi abiteranno per la seconda fase di test. Quindi, per il momento, le campagne e le strade di Cite resteranno deserte, calcate solo da servitori di silicone che si “addestrano” per quando dovranno accudire gli umani. E chissà che, un domani, non vedremo all’opera alcuni sistemi sperimentati in New Mexico anche da noi, in città come Milano o Roma.