Cos'è il cloud computing e quali tipologie di cloud esistono?

Il Cloud Computing è un fenomeno in costante espansione, scopriamo quindi in cosa consiste e quali tipologie di cloud esistono.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

La tecnologia, lo sanno tutti, fa passi da gigante ogni anno che passa. Solo qualche decade fa, infatti, le aziende che desideravano - per svariati compiti - avere a disposizione una potenza di calcolo molto elevata dovevano assemblare in casa i vari nodi di un sistema distribuito, affrontando spesso costi esorbitanti che risultavano dalla progettazione e dalla risoluzione delle varie problematiche attorno alla loro messa in opera. Alcuni fattori da tenere in conto erano la scelta dei vari protocolli di comunicazione fra i singoli elementi dei cluster, l'hardware da utilizzare per rendere più efficiente possibile i sistemi, senza dimenticare i problemi relativi alla dissipazione del calore. Il raffreddamento è difatti una questione molto delicata per una configurazione di tipo server/distribuita, e risolverla costa alle società davvero tanto.
Negli ultimi anni si è passati dalla installazione di architetture ad elevatissima potenza computazionale direttamente in-house alle grandi reti di computer in affitto, che effettuano i vari calcoli senza avere la necessità di essere fisicamente presenti in sede. È chiaro che l'avvento delle connessioni ad elevatissima velocità, come può essere quella in fibra ottica, è stato cruciale per il passo successivo. Oggigiorno, per tagliare i costi di esercizio, si preferisce così proprio affidarsi a tale pratica; i grossi mainframe centralizzati, che facevano da server a tutta una serie di nodi installati fra le mura delle aziende, hanno fatto spazio alla potenza computazionale acquistata nel cloud. Spesso le macchine offerte sono di svariate tipologie, e riescono ad assecondare anche i compiti più particolari. Tale nuovo trend è la base del cloud computing, aspetto oramai imprescindibile dell'IT e che è destinato ad diffondersi sempre di più.

Il cloud computing in soldoni

Nei suoi termini più semplici, "cloud computing" vuol dire conservare, mettere in sicurezza ed accedere ai propri dati tramite internet anziché attraverso il classico hard disk del computer, come si è probabilmente abituati. Per comprendere meglio il concetto di cloud possiamo parlare di un aspetto intermedio fra una rete locale e una rete globale, come per esempio un NAS. Un NAS è, spiegato anche questo in termini semplici, un hard disk capace di connettersi autonomamente alla rete senza il bisogno di un computer a cui agganciarsi. Un NAS è infatti dotato di un processore e di una memoria che sostituiscono quelle di un classico PC, e che consentono ai dati contenuti sui dischi magnetici di essere proiettati sulla LAN. Quando infatti si installa un NAS casalingo e lo si manda in rete, tutti gli utenti della casa possono accedere ai dati in esso contenuto: i metodi di accesso non sono solo legati al desktop dell'abitazione, ma si estendono, ed arrivano per esempio agli smartphone, ai tablet o ai notebook.

Qualunque persona si trovi infatti connessa alla rete di casa (e, eventualmente, sia in possesso della relativa chiave) potrà visionare, scaricare e utilizzare le informazioni contenute nello stesso NAS, con qualsiasi dispositivo in grado di avere accesso ad internet e ai servizi annessi.
Il cloud computing è, per una sua parte, l'ambiente NAS portato agli estremi: pensate ad una società che possiede miliardi di NAS e che consente, tramite internet, a milioni di utenti di accedervi.
Precisiamo, come forse avrete potuto comprendere, che questo è solo un lato del cloud computing, che è anche il più semplice. Oltre ai servizi di storage, esistono - e si stanno sviluppando ad una velocità incontrollabile - anche delle CPU, GPU (o qualsivoglia dispositivo di calcolo) che possono essere affittate e quindi utilizzate per effettuare calcoli.

Le tipologie di cloud computing

In generale, nel campo dell'IT si parla di tre differenti tipologie di cloud computing, con altrettanti tipi di servizio che vengono offerti all'utente. Essi sono i seguenti:

- Infrastructure as a Service (IaaS): essa si occupa di tutte le transazioni relative all'acquisto, da parte del cliente finale, di potenza computazionale o di storage dalla società che offre servizio. Si parla quindi dell'affitto di qualsivoglia componente hardware, che siano CPU o un hard disk. L'utente prende e noleggia solo il numero di CPU/hard disk/GPU che gli servono, e quindi paga in maniera proporzionata a ciò di cui ha bisogno. I servizi di web hosting classici sono un chiaro esempio di Infrastructure as a Service: l'utente prende in affitto alcuni dei dispositivi di storage dell'azienda in cambio del pagamento di una sottoscrizione mensile o annuale; in tal caso la compagnia fisicamente in possesso degli hard disk conserva i file utili per il mantenimento dell'operatività del sito web in questione, li protegge e li salvaguarda da accessi non controllati;
- Software as a Service (SaaS): essa tratta invece del noleggio di un'applicazione generica che sta girando su un sistema che non sia il proprio. Pensiamo per esempio a delle applicazioni che è possibile utilizzare on-line e che non hanno bisogno di essere installate sul proprio computer: Google Documents ne è il classico esempio, che sfrutta la potenza dell'hardware a disposizione della nota azienda americana;
- Platform as a Service (PaaS): l'ultima categoria di cloud computing è, in maniera semplificata, l'impiego sia di un servizio sia IaaS che SaaS. Il cliente sviluppa per esempio un'applicazione avvalendosi di tool web-based (e quindi non installati sulle proprie macchine) di una società ed anche del suo hardware, che utilizza per far girare il software prodotto e/o conservare i dati generati. Un esempio di PaaS è Google App Engine.

Esempi di famosi servizi basati sul cloud computing

Alcune volte la linea di demarcazione fra local computing e cloud computing è piuttosto flebile, per cui diamo in tale paragrafo alcuni esempi per meglio sottolineare le fondamenta cloud di alcuni servizi famosi.
Microsoft è una delle società che per prima ha puntato su servizi cloud. Oggi abbiamo per esempio Microsoft Office 365, il quale è un software installato sul PC dell'utente, che però utilizza una forma di cloud computing per memorizzare i documenti e renderli accessibili da qualsiasi dispositivo; stiamo ovviamente riferendoci a Microsoft OneDrive, la "nuvola" dell'azienda di Redmond e che viene utilizzata dai clienti per memorizzare file personali in dispositivi di storage delocalizzati. Esso è quindi un servizio di tipologia IaaS, mentre Office Online fa parte della categoria dei Software as a Service. Office Online integra delle versioni web della maggioranza dei programmi facenti parte della suite Office 365, come Word, Excel o PowerPoint. Chiaramente le varianti on-line non offrono tutte le funzionalità del software completo e locale, ma per coloro che hanno bisogno solo di funzioni base può essere ideale, anche perché hanno esclusivamente bisogno di una connessione internet e di un browser per funzionare.
Google Drive è invece un servizio IaaS utilizzato tantissimo dagli utenti per conservare i propri file, in quanto l'azienda americana fornisce gratuitamente 15 GB di spazio. Grazie all'applicazione relativa al servizio e alla possibilità di connettersi ad esso tramite un semplice browser web, l'accesso alle informazioni è garantito da praticamente ogni dispositivo, dagli smartphone alle smart TV, passando dagli smartwatch. La stessa tipologia di offerta è erogata da Apple iCloud, impiegato dagli utenti iOS e macOS per il salvataggio, la sincronizzazione o la consultazione di informazioni personali contenute in file, email, contatti, calendari e molto altro. Amazon Cloud Drive è invece un IaaS offerto dal gigante capitanato da Jeff Bezos, che però differisce da Google Drive e da Apple iCloud, in quanto - oltre allo storage tramite il cloud - mette a disposizione dell'utente anche un catalogo musicale da cui acquistare MP3, i quali possono essere ascoltati sia on-line che off line. Chiaramente, i file musicali sono conservati sui server dell'azienda, e quindi sui suoi hard disk.

Per quanto riguarda i videogiocatori NVIDIA ha puntato su NVIDIA GeForce Now, un servizio di cloud gaming. Esso può essere considerato di tipologia IaaS, ma in realtà apre uno scenario tutto nuovo, che la società di Santa Clara chiama Gaming as a Service (GaaS). In sostanza l'azienda mette a disposizione la propria potenza computazionale, e quindi computer dotati di schede grafiche GeForce, per giocare a svariati titoli tripla A senza possedere un computer dall'hardware adeguato. In tal caso, vista la necessità di ricevere/inviare informazioni in tempo reale, una connessione a internet molto veloce è d'obbligo, altrimenti le performance del servizio calano drasticamente.