Creato l'ologramma più sottile al mondo: servirà per gli smartphone del futuro

Gli ologrammi sono sempre stati sinonimo di futuro e fantascienza, oggi però possono essere considerati il presente, ecco perché.

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Andrea Zanettin Andrea Zanettin segue da sempre con passione tutto ciò che riguarda la tecnologia: qualsiasi cosa abbia un chip stuzzica la sua curiosità. Sviluppa anche applicazioni per vari sistemi operativi (sia su ambiente desktop che mobile). Potete seguirlo su Twitter, Instagram, Facebook e Google+.

Gli ologrammi fanno parte dell'immaginario collettivo sin dai primi vagiti della fantascienza, d'altronde sia l'industria cinematografica che quella videoludica sono piene zeppe di riferimenti a questa particolare tecnologia già da molto tempo. Vi basti pensare a film come il primo Star Wars, il Batman del 1989 o al più recente Avatar, per non parlare di videogiochi come Halo, Dead Space o il più recente Tom Clancy's The Division. Tuttavia, sembra che la "finzione" stia per divenire ben presto realtà e non possiamo che essere entusiasmati per questo.

L'ologramma più "sottile" al mondo

Un team di scienziati dell'università RMIT è riuscito infatti, con la collaborazione dell'Institute of Technology di Pechino, nell'ardua impresa di progettare l'ologramma più "sottile" al mondo, dalle dimensioni di appena 25 nanometri. Il "nano-ologramma" è mille volte "più piccolo" di un capello umano, per intenderci. Inoltre, quest'ultimo può essere visto tranquillamente ad "occhio nudo", senza l'ausilio di alcun tipo di occhiali 3D o affini.

Gli ologrammi arriveranno presto nell'elettronica di consumo?

La notizia più sensazionale, tuttavia, è quella relativa al fatto che i creatori del "nano-ologramma" siano convinti di poter implementare presto questa tecnologia su diversi dispositivi, tra cui gli smartphone, nel campo dell'elettronica di consumo. In particolare Min Gu, "direttore" del progetto, ha dichiarato che l'ologramma in questione è stato realizzato utilizzando "un semplice e veloce sistema di scrittura laser diretta, che rende il design adatto anche ad usi su vasta scala e alla produzione di massa". Ma non è finita qui: l'università RMIT ha una teoria ben precisa sul come rendere tutto questo possibile. In particolare, il "piano" è quello di realizzare una speciale "pellicola rigida" da applicare alle varie tipologie di display già esistenti in modo da consentire praticamente "a tutti" di accedere facilmente al mondo dell'olografia.

I display del futuro? Minuscoli

I benefici che ne deriverebbero sono sotto gli occhi di tutti e Gu ha dichiarato in merito che "l'introduzione degli ologrammi nell'elettronica di consumo renderebbe irrilevante la dimensione dello schermo". Infatti, grazie a questo tipo di tecnologia, anche un semplice smartwatch, con il suo minuscolo display, potrebbe mostrare un quantitativo impressionante di informazioni.

Come funziona l'olografia?

L'olografia funziona essenzialmente basandosi sul principio dell'interferenza. Un ologramma è il prodotto dell'interferenza tra due o più fasci di luce laser. In parole povere, l'immagine viene percepita dall'occhio umano in modo diverso a seconda del punto di visione. In particolare, i nostri due occhi vedono l'immagine da una posizione leggermente diversa l'uno dall'altro e, quindi, si viene a creare una sensazione di tridimensionalità dell'immagine, che inganna il nostro cervello.

C'è ancora del lavoro da fare

Tuttavia, per arrivare a questo risultato c'è ancora un po' di lavoro da fare e bisogna ridurre ulteriormente le dimensioni dei pixel del "nano-ologramma" per implementare quest'ultimo correttamente nei nostri dispositivi tascabili e, probabilmente, indossabili. Nonostante questo, l'esperimento condotto dall'università RMIT è sicuramente un "passo da giganti" verso questo tanto agognato obiettivo.

"Alternativa" low-cost

Nel caso vogliate provare già da ora a creare i vostri ologrammi personalizzati, potete farlo tramite il "proiettore" VANA, uno strumento che simula proprio la tecnologia in questione tramite l'ausilio di uno smartphone. Il "proiettore" non è altro che un "pezzo di plastica a forma di piramide", che permette di avere un "primo contatto" con il mondo degli ologrammi. Il tutto ad un prezzo inferiore ai 30 euro. Se, invece, non volete spendere proprio nulla potete dedicarvi al "fai da te" e costruirvi un "proiettore" simile con le vostre mani. Non preoccupatevi, online le guide a tema non mancano di certo. Sia chiaro, la qualità non è minimamente da paragonarsi a quella che vogliono ottenere gli scienziati dell'università RMIT e l'applicazione degli ologrammi, in questo caso, è talmente ridotta all'osso da risultare piacevole solo a dei "malati di tecnologia" come noi. Per entrare nel mondo della "vera olografia", insomma, dovremo attendere ancora un po'. Non vediamo l'ora di incontrare tramite ologramma la mitica Cortana.